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CONTRO I POLITICI ASSERVITI AI POTERI PRIVATI NO ALL’INCENERITORE DI ALBANO
Lo scorso 13 agosto 2009 gli uffici della regione Lazio hanno rilasciato l' Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) per l’ inceneritore di Albano. Con questo documento la giunta regionale finisce col dare tutte le autorizzazioni all’ apertura del cantiere per la costruzione dell’ impianto. Risulta così evidente come Marrazzo e la sua compagine di servi abbiano fatto di tutto per assecondare gli interessi dell’ avv. Cerroni, futuro costruttore e gestore dell’ inceneritore, andando contro tutta la popolazione dei castelli romani.
- Dopo aver sovvertito la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) del marzo 2008, convertendola magicamente in positiva;
- dopo aver ignorato i ripetuti pareri negativi della ASL locale di Albano in merito
all’ inquinamento della zona e delle acque;
- dopo aver ignorato i pareri contrari dei comuni locali alla costruzione dell’ ecomostro;
- dopo aver assicurato i cittadini che durante l’estate “non ci saranno sorprese”;
- dopo aver ingnorato la chiara opposizione degli abitanti locali che dura da anni;
Marrazzo, sulla carta, decide di regalare 400 milioni di euro pubblici al sig. Cerroni attraverso i contributi statali CIP6 agli inceneritori, attentando alla salute e al territorio dei castelli romani. L’ AIA è solo l’ ultima delle autorizzazioni necessarie per partire con i lavori che, come la maggior parte delle carte che riguardano l’ inceneritore di Albano, è stata ottenuta con l’ ennesima forzatura da parte delle istituzioni sull’ iter autorizzativo.
A questo punto il cantiere è imminente. L’ opposizione popolare non è stata ascoltata dall’ orecchio sordo istituzionale che preferisce invece fare gli interessi di un privato e di pochi politici asserviti.
Adesso come non mai è necessaria una mobilitazione continua e determinata. Adesso come non mai è necessario impedire materialmente l’ avvio del cantiere ed affermare a voce alta che quest’impianto i castelli romani non lo vogliono né ora né mai e che lo contrasteranno fino a bloccarlo!
Smascheriamo i giochi di potere e di interessi economici che ruotano attorno alla costruzione di quest’ impianto!
CORTEO CONTRO L’ INCENERITORE
Sabato 17 Ottobre, ore 10.00 P.zza Mazzini - Albano Laziale
Gli inceneritori non servono a nulla
se non ad arricchire politici e costruttori!!
COORDINAMENTO CONTRO L’ INCENERITORE DI ALBANO
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Questa settimana vi proponiamo ben due iniziative a sostegno delle lotte contro le nocività e le devastazioni ambientali:
Venerdì 11 Giugno 2010 ore 10:00
MANIFESTAZIONE UNITARIA DEI MOVIMENTI DEL LAZIO In piazza Rosa Raimondi Garibaldi a Garbatella (sotto la sede della regione Lazio) Per chi viene dai Castelli Romani stiamo organizzando degli autobus per partire e tornare tutt* insieme. Costo del biglietto 5 euro A/R. Appuntamento ore 8.30 a P.zza Mazzini, Albano L. oppure all' "OK Club" via di Pantanelle, Cancelliera. Siete pregati di prenotare in anticipo se possibile al num: 349 6803686 (Paolo) 
Sabato 12 Giugno 2010 a partire dalle 20:00 CONCERTO DEGLI ASSALTI FRONTALI A SOSTEGNO DELLA LOTTA CONTRO L'INCENERITORE D'ALBANO A Villa Doria (Piazzale dei Leoni) Albano |
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Respingiamo ogni forma di provocazione e di criminalizzazione delle lotte sociali. Nella giornata di ieri, 5 Maggio, un membro del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano ha subito la perquisizione personale, della propria abitazione e della propria auto da parte delle forze dell’ordine alla ricerca di armi ed esplosivo, inchiesta avviata dalla procura di Latina in merito alle manifestazioni svolte ad Aprilia contro la costruente centrale Turbogas. Nei giorni scorsi era stata comunicata, tramite le forze dell’ordine del commissariato di Albano, la stessa notifica ad un altro compagno del Coordinamento.
In particolare le denunce si riferiscono ad una manifestazione avvenuta il 14 dicembre scorso ad Aprilia. In quella occasione la rete cittadina di Aprilia e altre realtà solidali hanno dato vita ad un corteo numeroso e radicale che ha spontaneamente bloccato e congestionato la via Pontina per alcune ore, per poi “superare” le recinzioni del cantiere e riappropriarsi temporaneamente del presidio.
Le denunce arrivate e le perquisizioni sono chiare accuse che tentano di incrinare i rapporti di solidarietà politica e militante tra tutte le vertenze territoriali (No Turbogas, No Fly, No Inceneritori), che si battono univocamente contro gli sperperi di denaro pubblico e le devastazioni ambientali che i più grossi sciacalli dell’imprenditoria, appoggiati e foraggiati dalle lobby politiche, stanno tentando di fare contro il territorio e la salute dei cittadini. Accuse che sono solo un attacco all’attività del coordinamento sul territorio e un mero tentativo di criminalizzazione e repressione della lotta e di intimidazione nei confronti di chi la conduce.
Oggi è ormai evidente a tutti che l’illegalità sta dalla parte di chi come Marrazzo impone la scelta del gassificatore, nonostante i pareri contrari degli enti locali e della Asl locale, nonostante una valutazione di impatto ambientale negativa e nonostante lo scandalo della gestione dei rifiuti esplosa nel Lazio (come la vicenda di Colleferro insegna con l’arresto di ben 13 dirigenti).
Il continuo crescere delle mobilitazioni popolari, da Aprilia ad Albano, da Colleferro a tutta la valle del Sacco sono il sintomo di una “malattia” che va crescendo ogni giorno di più e che va “debellata” a suon di intimidazioni e denuncie.
Il Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano, nell’esprimere la propria solidarietà incondizionata al compagno che ha subito la perquisizione respinge allo stesso tempo ogni forma di provocazione ribadendo che nessuno può intimidire e criminalizzare le vertenze che hanno visto da sempre una vasta partecipazione popolare e pacifica in assemblee e manifestazioni.
LA NOSTRA LOTTA NON SI ARRESTA
Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano |
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Sono rimasti nascosti per anni, interrati a tre metri di profondità e ricoperti da uno strato di quaranta centimetri di cemento. Alcune centinaia di fusti contenenti scarti di lavorazione sono stati ritrovati dalla guardia di finanza di Frosinone, in un complesso industriale alla periferia di Ceprano, vicino al fiume Cosa. L’area è stata individuata grazie ad uno speciale apparecchio utilizzato dai vigili del fuoco di Frosinone e Roma che hanno aiutato i militari in tutte le operazione di scavo e messa in sicurezza dell’area. L’ispezione dei capannoni industriali fatta con i funzionari dell’Arpa (Azienda regionale per la protezione ambientale) ha consentito di trovare materiale pericoloso, in cattivo stato di conservazione e non opportunamente cautelato. L’intero complesso di 40mila metri quadrati è stato sequestrato. Leggi tutto |
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