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·Uno speciale live degli Assalti Frontali da "Il manifesto" di Militant A * Una strana bandiera è appesa alla mia finestra. È Bianca, nera e rossa, sarà della Corea del Nord? No. Ha un pugno al centro e delle frecce che si rincorrono, viene da Albano Laziale. Sabato scorso siamo stati con Assalti Frontali a un concerto organizzato dal Comitato contro l'inceneritore e me la sono portata a casa. Viste quelle dell'Italia, ridà un tono alla strada. Nel parco di Albano, a Villa Doria, ce n'erano a decine sul palco, poi 2 casse, 2 microfoni, gli striscioni e un grande cuore univa tutta la community accorsa qui per la musica e la causa. Tanta gente allegra, incazzata e soprattutto ben informata a neanche un chilometro dal «mostro», la discarica di Roncigliano che dovrebbe diventare impianto di termodistruzione. Polizia e carabinieri guardavano a distanza e questi ragazzi e ragazze che si battono ininterrottamente da due anni mi hanno commosso. Senza appoggi, senza soldi, da soli contro la mafia legalizzata di sinistra e di destra. Veri eroi. Da quando quasi per sbaglio nel finire del 2007 qualcuno gli disse: «Ma sapete cosa faranno lì?». Cosa? Cominciarono a scavare nella melma dei rifiuti e delle informazioni scoprendo piano, piano, il triste e infame destino a cui gli avevano venduti. Approfittando dell'emergenza rifiuti l'avvocato Cerroni, meglio noto come il «re della monnezza», aveva rilanciato il quarto inceneritore nel Lazio (gli altri sono Malagrotta, San Vittore e Colleferro, chiuso con arresti perché bruciava segretamente materiale tossico). Bisognava sbrigarsi e il sindaco di Albano, Mattei (Udc), lo aveva appoggiato prontamente (ora è diventato assessore all'ambiente della giunta Polverini). Marrazzo e Di Carlo hanno rilasciato magicamente le Via (Valutazione di impatto ambientale) inizialmente negative, proprio in mezzo alla bufera cocaina, trans, ricatti dei carabinieri, che montava e non era ancora pubblica e anche alle code alla vaccinara e trasmissioni di Report sull'oro di Roma. Una procedura spedita senza gare di appalto, Dia fittizie perché i lavori ancora devono cominciare, ma buone per prendersi 400 milioni di euro dai CP6, soldi pubblici che paghiamo tutti noi con le bollette per la quota destinata alle «fonti rinnovabili» poi estesa a quelle «assimilate» (prima che l'Unione europea le eliminasse). Una specie di capolavoro e di connection perfetta. Gli unici che hanno fatto le barricate sollevando l'intero paese sono i ragazzi del comitato, diventati esperti in materia hanno fatto tre ricorsi al tar, uno alla corte dei conti, assemblee, manifestazioni, sit in sotto la regione Lazio (l'ultimo venerdì scorso e nessuno li ha ricevuti). «La scelta dell'inceneritore, che brucia legno, carta, plastica, materiale considerato nobile per il riciclo», mi dicono prima del concerto, «è una scelta strategica che avvelenerà i Castelli e legherà lo smaltimento dei rifiuti a Cerroni per i prossimi venti anni. È un affare di miliardi di euro. La raccolta differenziata porta a porta, il riciclo e lo smaltimento a freddo come avviene in Europa resteranno a livelli ridicoli di finanziamento perché sono alternativi. L'obiettivo del 50% di differenziata è una balla. La regione Lazio oggi ne fa solo il 12% del totale, una delle ultime in Italia». Sulla carta i lavori potrebbero iniziare anche domani, ma il comitato dà fastidio e la battaglia è ancora lunga. Noi vi siamo grati e siamo tutti con voi. Saliamo sul palco e il concerto inizia con un coro prepotente: «Fatevi sentire adesso se c'avete un cuore/ tutti quanti insieme». * voce degli Assalti Frontali |
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dal sito http://differenziati.wordpress.com/
La Commissione bicamerale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sembra prendere “istruzioni” da Cerroni. Cerchiamo di capire: è l’avvocato che ha convocato la bicamerale sui rifiuti o, come dicono, il viceversa? I cittadini sono interessati, vogliono sapere. I toni sembrano filar via lisci per quanto riguarda la prosecuzione delle “udienze”, insomma un mediocre compitino da comparsa (per la commissione, ovvio). Certo è che se questi organi agiscono inutilmente sullo stile operativo di enti come l’ARPA o affini, tanto vale abolirli. A cosa servono se non fanno quel che per cui sono preposti? Siamo “sotto” manovra economica, con i conti pubblici dentro un tunnel, facciamo sano risparmio anzichè tagliare ricerca, istruzione, sanità (la Regione è drammaticamente commissariata) e posti di lavoro a cittadini che ormai ritengono utopia anche la terza settimana del mese. leggi tutto |
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INCONTRO REGIONE LAZIO PER IL 23 GIUGNO 2009 ORE 15.00 SALA ANIENE PALAZZO DELLA PRESIDENZA V. R.R. GARIBALDI E SUCCESSIVA CONFERENZA STAMPA Lo scorso 5 giugno il coordinamento contro l’inceneritore di Albano è intervenuto con volantini, striscioni, slogan al comizio di chiusura della campagna elettorale di Marrazzo a Genzano.In questa occasione, interpellato direttamente da noi, il “governatore” ha prima promesso un confronto pubblico ad Albano; poi si è attestato su un incontro alla presidenza della Regione. Prima sembrava pacifica la presenza della stampa all’incontro; ora ci viene comunicata la disponibilità ad una conferenza stampa solo dopo la riunione. Questo appuntamento arriva dopo diciotto mesi di mobilitazione, durante i quali sono stati prodotti: una serie interminabile di assemblee popolari, quattro cortei di massa nel territorio, tre mobilitazioni importanti presso la presidenza del consiglio regionale del Lazio, il rovesciamento delle posizioni di sei amministrazioni locali su nove, la ferma opposizione della ASL RM H, la presa di posizione dei produttori dei marchi DOC dei Castelli Romani. La Regione ha imposto la conclusione dei procedimenti autorizzativi, per cui andiamo a questo appuntamento con la pistola alla testa del possibile avvio del cantiere in ogni momento, ma denunciamo con la forza della ragione che: - la Valutazione d’Impatto Ambientale è stata manomessa;- i dati sull’inquinamento della falda acquifera sono stati nascosti e l’avvicinarsi della bella stagione coincide con la penuria d’acqua su tutta l’area; - i dati sulla mortalità per inquinamento ad Albano sono stati ignorati; - il progetto iniziale è stato modificato drasticamente nel trattamento dei fumi e nei sistemi di raffreddamento, non sono stati resi noti nè il nuovo progetto, né i dati sulle emissioni di questa nuova tecnologia o di altre ad essa affini come disciplinato dal procedimento per l’AIA (art 5-11 del D.Lgs 59/2005); - le leggi per la tutela delle produzioni agricole del territorio non sono state rispettate.
Se lor signori stanno pensando di prenderci per i fondelli con la magnanima concessione di una riunione tanto formale quanto inutile, o peggio, sperano di convincerci della bontà dell’inceneritore-truffa di Cerroni-Di Carlo, hanno fatto malissimo i propri calcoli.
L’unica uscita possibile da questo passaggio è l’azzeramento del procedimento autorizzativi e l’apertura di un dibattito di massa nel territorio sulla gestione del sistema dei cosiddetti rifiuti e delle privatizzazioni connesse.
Questo comunicato vale come promemoria per la Regione Lazio, per eventuali marce indietro rispetto all’incontro prospettato, e vale come invito alla stampa per la conferenza post-incontro. Coordinamento contro l' inceneritore di Albano |
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Nonostante i Comitati uniti contro le nocività e le devastazioni ambientali del Lazio avessero avvertito l'Amministrazione regionale di Renata Polverini dell'organizzazione d'una manifestazione unitaria dei movimenti del Lazio, pubblicamente indetta già da un mese per oggi, 11 giugno 2010 e finalizzata all'apertura d'una vertenza per la moratoria ed il ritiro di tutti i progetti ritenuti nocivi e devastanti; nonostante le numerose adesioni raccolte a favore di tale manifestazione, tra cui il Forum dei Comitati per l'acqua pubblica, la Rete Regionale Rifiuti del Lazio, sindacati di base nonché numerosi piccoli comitati ed associazioni territoriali;
nonostante i rappresentanti di tutti questi Comitati, con centinaia di cittadini presenti davanti al palazzo della Regione Lazio, fossero giunti da tutto il territorio regionale con sacrificio personale e benché fosse, oggi, un giorno lavorativo;
nonostante l'attesa dei manifestanti per essere ricevuti almeno dagli Assessori interessati (Mobilità, Ambiente, delegato ai rifiuti), vista l'assenza del Presidente Polverini, si sia protratta dalle ore 10 fino alle 13;
dalla Regione Lazio è giunta l'offerta, a dir poco offensiva, di un breve, formale incontro col Capo di Gabinetto dell'Assessorato all'Ambiente regionale...
I Comitati uniti contro le nocività e le devastazioni ambientali del Lazio, nel ribadire la legittimità della propria lotta sui vari martoriati territori, riaffermano l'intenzione di proseguire e rilanciare una grande vertenza regionale per la moratoria ed il ritiro di tutti i progetti ritenuti nocivi e devastanti, a fianco delle popolazioni, per la tutela dell'ambiente, della salute e della mobilità sostenibile, fino al raggiungimento degli obiettivi.
Roma, 11 giugno 2010
Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO, Comitato FUORI PISTA Fiumicino.
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