|
dal blog http://www.stefanomontanari.net/  Guardate un po’ questi due filmati: http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=24 http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=25 A sorpresa, sono stati trasmessi dalla RAI (RAI Educational) sabato 15 maggio scorso. Dico a sorpresa perché la RAI, come Mediaset, è sempre stata un’arcigna propagandista dell’incenerimento dei rifiuti (non si sputa nel piatto dove si stramangia), e basterebbe ascoltare certe trasmissioni radiofoniche o guardare certi programmi televisivi per avere l’opportunità di assistere ad una sorta di presepio di professori analfabeti (lo sono a lo fanno?) pronti a dare man forte a bancarottieri trasformati magicamente in imprenditori e a politici mascalzoni. Il tutto benevolmente condotto da giornalisti cui non vale nemmeno la pena di attribuire un aggettivo al solo fine di non far sapere a chi paga, e non solo in termini di quattrini, il mantenimento di tutti questi ospiti di casa nostra. Straordinaria, poi, la presenza di Legambiente. Chi avesse voglia di controllare le imprese di quella bizzarra associazione non potrebbe non accorgersi di come dietro la costruzione e la gestione di alcuni ecomostri (vedi, tra gli altri, il famigerato “termovalorizzatore” di Brescia) ci siano proprio loro. Magari il contenuto della trasmissione, peraltro andata in onda su di un canale poco frequentato, sarà sfuggito ai piani superiori, ma una potente autocensura è stata comunque attuata dagli autori. Si parla di tecnologie, ma non si dice che moltissimi prodotti sono fabbricati in modo scriteriato, senza tenere in alcun conto la loro sorte. Si parla di rifiuti, ma nulla si dice dell’occhiuta opera di diseducazione che si fa, dalle multiutility ai cosiddetti mezzi d’informazione senza escludere addirittura i sindacati (bestemmia!), presso i cittadini per indurli, di fatto, a sporcare sempre di più. Si parla di soldi, ma se ne parla in maniera a dir poco incompleta, trascurando la spesa maggiore: quella conseguente alla devastazione dell’ambiente che non sarà recuperabile se non in parte e a costi astronomici, e quella, parallela e ben più grave ed impossibile da riparare, dei costi legati alle malattie, alle morti premature, alle malformazioni fetali. |
A Ferrandina, Basilicata, una discarica di Eternit sta facendo una strage. Qualcuno vuole intervenire?
“Ma che cosa sta succedendo a Ferrandina?” Questa è la domanda che Nunzia si sente rivolgere all’ospedale di Matera, dove le hanno appena diagnosticato un tumore. Una sentenza ultimamente troppo ricorrente fra gli abitanti di questo paesino a una trentina di chilometri dalla città dei sassi. Ma una risposta i ferrandinesi se la sono data: sta succedendo che la pattumiera d’Italia ha iniziato a generare i suoi morti. Leggi tutto |
|
Il primo settembre abbiamo appreso il rilascio dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) da parte degli uffici della Regione Lazio la costruzione dell'inceneritore d'Albano. E'stato quindi dato il via libera al Co.E.Ma, consorzio autonomamente “eletto” (senza gara di appalto) e formato dalle società facenti capo al gruppo di Manlio Cerroni , alla costruzione e gestione dell’ecomostro. Tutto questo è vigliaccamente avvenuto il 13 agosto scorso, momento fisiologico di minor presenza e contrasto di tutti i cittadini impegnati nella vertenza contro questa folle scelta speculativa. Un gesto assolutamente provocatorio a neanche un mese dal secondo dei due incontri del Coordinamento contro l’inceneritore di Albano con la Regione Lazio per discutere sulla non-costruzione dell'impianto e la relativa incompatibilità territoriale del mostro da edificare nel sito di Roncigliano. Incontri indetti in quanto l'impianto è fortemente osteggiato da tutte le comunità di cittadini che ben rappresentano la realtà dei Castelli Romani in ogni sua accezione. In quella sede Piero Marrazzo aveva annunciato di voler proseguire il confronto presso la Pisana sulle ragioni del “No all’impianto” e intanto di non far procedere l'iter autorizzativo. Ad oggi tale scelta non ci risulta spiegabile ed è figlia della volontà unilaterale della Regione Lazio. Tutto ciò inquadra e connota gli incontri passati come gesti ipocriti di finta democrazia partecipata che di fatto asfaltano, anzi, che bruciano i diritti dei cittadini, in secondo piano rispetto agli interessi di Manlio Cerroni. Affermiamo con forza che questa è una scelta di cui il potere politico dovrà assumersi le responsabilità sanitarie, economiche e sociali verso il territorio dei Castelli e la sua gente. Piero Marrazzo, con la sua giunta di governo ed i suoi collaboratori dovranno rispondere ai cittadini dei Castelli Romani del perche' di questo vile e al tempo stesso arrogante comportamento che li ha portati a firmare un’Autorizzazione Integrata Ambientale nelle notti di Ferragosto, al buio, di nascosto alienando, anzi, svendendo la loro carica istituzionale agli interessi di pochissimi e spogliandosi di fatto di ogni ruolo rappresentativo e di difesa degli interessi dei cittadini. E’ infatti ormai ben chiara la commistione di interessi e la totale subordinazione degli uffici regionali ai dictat di Cerroni e non solo di quest’ultimo, così come è chiaro che ogni giorno trascorso senza avviare il cantiere di Roncigliano si rifletta in concreto e sonante denaro perso per tutti gli interpreti speculativi di questa opera obsoleta che produrrà in primis un’autentica emergenza sanitaria sul territorio castellano. Il Coordinamento ha in programma di fissare immediatamente un incontro con la Regione Lazio per avere spiegazioni da parte di Piero Marrazzo e della sua giunta sulla totale inutilità degli incontri da lui stesso promossi, dialogo a questo punto retorico, di cui lo stesso presidente dovrà assumersi le connesse responsabilità legate soprattutto alle prospettive e conseguenze future che questa scelta sconsiderata mette di fronte ad ogni parte coinvolta nella vertenza. E' chiaro che questa azione compiuta dalla Regione Lazio sottende con tutta probabilità alla volontà preventiva e irresponsabile della Pisana e dei poteri affini, di cercare un unilaterale innalzamento dei toni della vertenza; con la speranza inutile di delegittimare un movimento fortemente radicato sul territorio, la sua dialettica e assolutamente fermo sulla tutela dei propri diritti e della sua volontà civile. Gesto folle, sconsiderato, che svende definitivamente chi guida quell’ente e getta una definitiva ombra sull’intero “piano commissariale rifiuti” connotato ormai da continui sequestri, inchieste giudiziarie, interventi del NOE e bacchettamenti dell’Authority per la concorrenza. Non siamo intenzionati ad accettare e non permetteremo la costruzione di questo ecomostro. Si richiama in primis ad una continua mobilitazione ora più che mai necessaria considerata la non remota possibilita' dell’imminente apertura del cantiere nel sito di Roncigliano. Evento questo che non permetteremo al fine di ribadire ad irresponsabili e non che questa vertenza è una lotta che non siamo disposti a perdere. Senza resa.
Coordinamento contro l'Inceneritore di Albano Laziale. |
|
| | | dal sito http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ Perché la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” ha reso omaggio (riservandogli un’audizione) al signor Cerroni, imputato di gravissimi reati connessi proprio con la gestione dei rifiuti ?
Mentre la “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” si inchina al signor Cerroni, la magistratura lo processa per attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. leggi tutto |
|
|