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SABATO 7 NOVEMBRE ore 16 p.za MAZZINI lato scalette VENERDI 13 NOVEMBRE ore 21 sala parrocchiale CANCELLIERA via Pantanelle Dopo la proditoria firma dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), della vigilia di Ferragosto, da parte dei dott. FEGATELLI e DE FILIPPIS, funzionari della Regione Lazio, Cerroni, ACEA e AMA potrebbero in qualsiasi momento INIZIARE IL CANTIERE. Dopo la manifestazione del 17 ottobre scorso, la più grande nei sue anni di mobilitazione popolare contro questa truffaldina fabbrica di morte, siamo stati convocati dalla commissione ambiente della Regione Lazio, che ha aperto una istruttoria, probabilmente fuori tempo massimo(e non è un caso!). Abbiamo comunque presentato una richiesta di sospensiva cautelare dell’AIA di 90 giorni, per consentire almeno di prendere atto del primo svolgimento del contenzioso giudiziario. Il prossimo 11 novembre infatti, ci sarà presso il TAR Lazio, la prima udienza di merito relativa al 1° e al 2° ricorso da noi presentato a suo tempo. Questa richiesta di sospensiva è stata sottoscritta dai sindaci di: Castelgandolfo, Albano, Ariccia, Genoano, Pomezia, Ardea; dall’assessore all’ambiente della Regione Lazio, Zaratti; viene sostenuta esplicitamente dall’assessore al Bilancio Nieri e, negli ultimi tempi, pare, da Zingaretti. Nel mentre, vengono annunciate prese di posizione parlamentari. Tutte cose, a proposito delle quali si potrebbe dire: SI POTEVANO SVEGLIARE PRIMA!! Ora, la miserabile vicenda Marrazzo ha fatto sì che calasse una ulteriore paralisi che potrebbe ancora favorire Cerroni e soci. Si parla molto infatti, in questo periodo, dei ricatti del boss delle cliniche Angelucci; se Marrazzo è stato ricattato per la sanità, potrebbe benissimo essere stato condizionato anche per il capitolo RIFIUTI. Rimane la necessità di IMPEDIRE L’AGGRESSIONE AL NOSTRO TERRITORIO, ALLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA, ALLA NOSTRA SALUTE, RAPPRESENTATA DAL COSTOSISSIMO INCENERITORE DI CERRONI, CHE DOVREMO PAGARE A VITA CON GLI INTERESSI. SOLO LA NOSTRA MOBILITAZIONE DIRETTA E PERSONALE PUÒ IMPEDIRE QUESTO SCEMPIO. SIAMO TUTTI CONVOCATI DAVANTI AI CANCELLI A RONCIGLIANO, ALLA PRIMA INSTALLAZIONE DEL CANTIERE! |
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Il giorno 10/12/09, all'indomani del blocco della discarica di Roncigliano, il Coordinamento NO-INC di Albano ha ottenuto un incontro con rappresentati del Consiglio Regionale del Lazio (Parroncini, Fegatelli, Civita, Di Francia, presenti anche Fontana, Peduzzi, Sinistra Critica e Verdi), inviando una propria delegazione di tecnici ed esponenti nella sede della Pisana. In sostanza, il Coordinamento NO-INC ha chiesto: - di poter verificare, l'effettiva situazione all'interno della discarica, viste le dubbie e frequenti movimentazioni giornaliere di camions che giornalmente depositano attrezzature e materiali tali da far pensare ad un imminente costituendo cantiere, poiché detta verifica era stata impedita ai tecnici del Coordinamento No-INC dai tecnici di Cerroni nel giorno stesso del blocco.
- di sospendere l'A.I.A almeno fino a quando il TAR si sarà espresso riguardo agli esiti dei ricorsi presentati dal Coordinamento stesso.
Così, nell'incontro svoltosi alla Pisana, i rappresentanti della Regione Lazio hanno fondamentalmente affermato e ribadito che: - esiste allo stato attuale un procedimento che impedisce l'accesso alla discarica da parte di estranei, cioè di tecnici 'privati' (ANCHE SE NOI ABBIAMO APPRESO DA FONTI SICURE CHE CIO' E' FALSO!) ma soprattutto che solo i tecnici della Regione, in quanto funzionari e quindi 'pubblici ufficiali' hanno il pieno diritto e la possibilità di introdursi in una proprietà 'privata': in pratica il sig. Manlio Cerroni non vuole tecnici del Coordinamento poiché la sua discarica sorge in un terreno che è di sua proprietà, ed è quindi proprietà privata!
PIUTTOSTO CHIEDIAMOCI E CHIEDIAMOGLI ( A CERRONI E ALLA REGIONE LAZIO) QUANTO POSSA ESSERE 'PRIVATA' UNA 'PROPRIETA'' NELLA QUALE UN 'PRIVATO', CON SOLDI 'PUBBLICI' HA INTENZIONE DI COSTRUIRE UN IMPIANTO RITENUTO 'DI PUBBLICA UTILITA' e impedendo l'accesso in spregio alle normative di trasparenza amministrativa!! Fontana , Parroncini, Fegatelli, Civita, hanno sottolineato la loro impossibilità a poter affiancare un tecnico del coordinamento ad uno della Regione Lazio, chiedendoci di 'fidarci' dei loro tecnici (in pieno spregio del contraddittorio e della trasparenza amministrativa) e 'promettendoci' che prima di Natale avrebbero condotto un'ispezione alla discarica di Roncigliano. Nonostante la richiesta di sospensiva dell' A.I.A., i tecnici e gli esponenti del Coordinamento hanno ribadito l'inutilità e la nocività di un inceneritore, come pure le ricadute negative su allevamenti e agricoltura, tenuto presente che i loro disciplinari di produzione, come pure la legge regionale del 2001, vietano alterazioni del microclima dovute ad impianti industriali (non solo di incenerimento, ma anche di turbogas, come per Aprilia). Ma le risposte dei sigg.ri Fegatelli, Parroncini, Di Francia, Civita, sono state: - che la legge regionale sui rifiuti e i disciplinari di produzione agricola sono indipendenti tra loro e non si influenzano, e che un inceneritore non ha impatti sul microclima, vedasi la città Brescia che lo possiede tranquillamente al suo interno.
- che nella legge regionale sui rifiuti non c'è scritto che l'inceneritore inquina e che il contrario sarebbe tutto da dimostrare, vedasi l'impianto di Malagrotta (il gemello di quello ad Albano) che produce emissioni quasi nulle rispetto a quelle del motore di un'automobile appena acceso (Fegatelli).
- Che il Piano-Rifiuti è un piano' equilibrato' ed è stato fatto tenendo presente vari settori, tutti a loro tempo verificati ed analizzati a 360°, motivo per cui 'non si possono prendere provvedimenti che sconfessino decisioni precedenti già prese' nelle sedi opportune (Conferenza dei Servizi), 'a meno che esistano delle motivazioni probanti e degli elementi oggettivi tali da dover revocare la stessa A.I.A'.
- Per Fegatelli, Parroncini, Di Francia, Civita, la richiesta di sospensiva dell'A.I.A. da parte del Coordinamento NO-INC è un 'atto pesante' dal punto di vista amministrativo, che loro 'non sono in grado di garantire', perchè 'non se la sentono' e perchè significherebbe 'che tutto il Piano-Rifiuti” andrebbe 'sfasciato', ipotesi da scartare, in quanto, a detta loro, la Regione Lazio 'SI STA ORGANIZZANDO IL CICLO DEI RIFIUTI PER NON ARRIVARE ALL' EMERGENZA !(Fegatelli/Parroncini).
Ma sappiamo benissimo che il Lazio non è a rischio emergenza e che soprattutto il territorio di Albano e Castelli Romani produce meno tonnellate di rifiuti di quanto previsto!! E ALLORA CHE DIRE? Natale è passato da tre giorni. Di fatto oggi 28 dicembre tutto tace dal fronte della Regione Lazio. Nonostante le 'promesse', le 'rassicurazioni' dei Consiglieri, Assessori, Dirigenti, non è prevenuto alcun resoconto di quella verifica 'istituzionale' che sarebbe dovuta avvenire all'interno della discarica da parte dei tecnici della Regione Lazio, dei quali CI DOBBIAMO FIDARE !! MA DI CHI E DI QUALI PROMESSE CI DOBBIAMO ANCORA FIDARE?? Possiamo fidarci solo della nostra lotta, mobilitazione e resistenza a chi attenta alla nostra salute e quella dei nostri figli! |
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Un sentito ringraziamento a Danilo ed il suo pignolo blog (http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com) per le sue fresche notizie su Cerroni Il giorno 15 giungo 2010 la Commissione Parlamentare sulle attività illecite nella gestione dei rifiuti ha invitato in audizione il signor Cerroni.
Il signor Cerroni ha riportato, alla Commissione parlamentare, una notizia importantissima e riservatissima: “Io dico che ho una sorella che cucina bene le fettuccine: se non le do la farina doppio zero e le uova buone, ma il mais, lei non può prepararmele. Questo è il punto. È tutto qui”. leggi tutto |
Le autorità tedesche hanno stabilito l’evacuazione di un centro di stoccaggio di rifiuti radioattivi depositati in una antica cava, a causa di una infiltrazione d’acqua.
Una montagna di fusti gialli su cui spicca il simbolo del nucleare. Uno strato di sale e di cemento al di sopra, e ancora sale a chiudere l’accesso alla grotta. Un volume di massa radioattiva equivalente a 60 appartamenti, depositato tra il 1967 e il 1978 nella cava di sale dismessa di Asse, al centro della Germania. 126.000 fusti di rifiuti radioattivi, alcuni ben allineati ed altri alla rinfusa, che sarebbero dovuti rimanere lì per l’eternità. Leggi tutto |
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