Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative   

La lotta contro l' inceneritore è una lotta che non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.
E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!!

Incontri con le amministrazioni comunali di Luglio/Agosto 2010 PDF Stampa E-mail

Lo scorso 26 Luglio una delegazione del Coordinamento contro l'inceneritore ha incontrato il sindaco di Albano Laziale Nicola Marini ed il suo l'assessore all'ambiente ed alle politiche energetiche Claudio Fiorani.

Diversi i temi in discussione: l'ispezione dei vigili urbani e dell’ufficio urbanistica in discarica da cui emerge, pare, sia stata accertata la presenza “sospetta” di container e materiale altamente tecnologico utile alla costruzione dell’inceneritore di Roncigliano posizionati su un’area, tra l’altro, accatastata, al comune, come lotto ad uso parcheggio non adatta, tecnicamente, per lo stoccaggio di materiale edile e/o industriale – la relazione seguente è stata “inviata” dal comune, all’inizio di Luglio, alla procura della repubblica presso il tribunale di velletri. Attendiamo gli esiti delle indagini.

Altro punto in discussione, tra i tanti, portato all’attenzione del sindaco, riguardava la nuova campagna per la richiesta di sospensiva cautelare dell’Aia relativa all’inceneritore di Albano da sottoporre all’attenzione della conferenza dei sindaci del 2 agosto oltreché, naturalmente, alla necessità, davvero impellente a questo punto, d’un appoggio ad adiuvandum dei nostri tre ricorsi al Tar Lazio, da parte di quanti più comuni(che riversano a roncigliano)possibile, oltre al sostegno “sostanziale”, ci pare ovvio, dell’amministrazione di Albano che s’aggiunge a quello del WWF Italia.

Abbiamo discusso, poi, a proposito di inceneritore ma non solo, anche di acqua ad uso potabile ed ad uso industriale, di concentrazioni al di sopra del limite nazionale – ma entro quello della “nuova e fiammante” legge deroga sulle quantità d’inquinanti nell’acqua ad uso civile nei castelli romani: e, quindi, d'arsenico, di manganese, di fluoro, di vanadio, concentrazione che il sindaco ha addebitato a problemi con il miscelatore di Via Rufelli. La richiesta, da parte nostra, è una ed una sola: perché, per le strade, non ci sono manifesti utili ad informare le popolazioni dei rischi igienico-sanitari connessi all’uso di acqua pericolosa per la salute umana e l’ambiente in attesa, ci dicono, dell’attivazione (primavera 2011) della super-condotta Acea-Ato2 “Santa Palomba – Acqua Acetosa” panacea di tutti i mali? Perché non informare, nel frattempo, le popolazioni dei castelli e di Albano sulle precauzioni igienico-sanitarie da tenere nell’uso di acqua potabile “contaminata” da concentrazioni pericolose per la salute umana?

Alla fine dell'incontro l'assessore Fiorani ha annunciato di aver indetto una conferenza pubblica delle amministrazioni comunali per discutere del problema dell'inceneritore.

La conferenza dei sindaci del 2 Agosto, però, non è stata affatto pubblica, come annunciato i giorni precedenti, essendosi tenuta a porte chiuse tra i rappresentanti dei 10 comuni del bacino: Albano, Ardea, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio, Marino, Nemi, Pomezia e Rocca di Papa. Solo alla fine d’una accesa, ci dicono, e lunga discussione, nel corso della conferenza stampa tenuta dal sindaco Marini e dall’assessore all’ambiente fiorani al termine della conferenza dei sindaci, nella sala consiliare di palazzo savelli, abbiamo conosciuto l’esito della stessa: ossia la firma condivisa, all’unanimità, da parte di tutti i sindaci del bacino dei castelli, d’un documento nel quale si chiede, con forza, alla regione Lazio, alla Polverini ed alle sue dirigenze, una sospensiva cautelare degli effetti dell’Autorizzazione Integrata Ambientale relativa all’inceneritore di Albano.

Importantissimo è anche il passo indietro rispetto alla richiesta di chiusura del ciclo industriale dei rifiuti (realizzazione dell'inceneritore n.d.r.) nella zona di Roncigliano, anche se la motivazione addotta, cioè il venir meno dei presupposti che avevano portato nel corso del 2007 all’emergenza cdr nei castelli romani, ci pare piuttosto insensata. Il progetto dell'inceneritore non è, infatti, alternativo alla discarica (tant'è vero che le richieste di Valutazione di Impatto Ambientale per inceneritore e settimo invaso della discarica sono state sviluppate parallelamente), la costruzione dell'inceneritore, inoltre, impiegherebbe diversi anni e non è, dunque, una soluzione rapida per lo smaltimento dei rifiuti e/o del CDR. L'azione più consona da parte dei comuni per risolvere il problema della discarica è di organizzare una seria politica di raccolta differenziata porta a porta, così da promuovere una sana gestione dei rifiuti fondata sui principi di riduzione riuso e riciclo.

Restiamo in attesa dell’appoggio ad adiuvandum da parte di tutti i comuni dei Castelli Romani (Albano in primis) dei nostri tre ricorsi al tar lazio.


 
La drammatica situazione delle acque dei Castelli Romani PDF Stampa E-mail
Sovrapopolazione e sovrasfruttamento hanno colpito le falde sotterranee dei castelli, causandone l'impoverimento e di conseguenza aumentando le concentrazioni di arsenico ed altri pericolosi inquinanti, di origine naturale e non. Da anni per far rientrare la situazione nella normalità le amministrazioni, invece di prendere provvedimenti seri, hanno semplicemente cambiato le normative, ammettendo come legali valori di concentrazioni sempre più elevati. Le deroghe si susseguono mentre si scavano pozzi sempre più profondi. In questo scenario le soluzioni previste da Acea non sono che un palliativo. La situazione è drammatica, ecco alcune slides di chiarimento:

 

(mettiamo a disposizione anche una più esauriente relazione in pdf)

 

 
Vivere vicino ad una fonte di emissione di mercurio,quale una centrale a carbone o un inceneritore, aumenta il rischio di autismo nei bambini PDF Stampa E-mail

Segnalato dal dottor Marco Caviglione (dal sito www.savonaeponente.com)

Uno studio recente effettuato dalla University of Texas Health Science Center (San Antonio, Texas, USA) e pubblicato sulla nota rivista Journal Health & Place, ha messo in evidenza la presenza di un rischio statisticamente significativo tra la quantità di mercurio emesso da una fonte industriale d’inquinamento e l’incremento d’incidenza dell’autismo nei bambini che vivono nel territorio circostante.

I risultati di questa ricerca coincidono con quelli di numerosi altri studi che confermano l’elevata quantità di mercurio presente nelle piante, negli animali e negli esseri umani che vivono vicino a una fonte di emissione di questo elemento.
Il prezzo che i bambini pagano è sicuramente il più alto.
Infatti, l’esposizione anche a dosi estremamente basse di numerosi inquinanti quali il mercurio, quando avviene durante quel periodo critico di formazione e sviluppo del sistema nervoso, in soggetti geneticamente predisposti, può aumentare il rischio di gravi patologie quali l’autismo
(fonte I.S.D.E., MEDICI AMBIENTALISTI)

leggi l'articolo originale (in inglese) in pdf

 
23/04/2010 Comunicato stampa sul presidio alla discarica di Roncigliano. PDF Stampa E-mail

Nella mattinata di oggi, venerdì ventitre aprile, si è svolto un presidio di protesta davanti l'ingresso della discarica di Roncigliano (Albano Laziale), sito scelto per la costruzione del “gassificatore” di Albano e gestito dalla Pontina Ambiente s.r.l.; società dell' Avv. Manlio Cerroni, monopolista indisturbato e intoccabile nella gestione rifiuti del Lazio.

Il Coordinamento Contro l'Inceneritore di Albano, unitamente ai cittadini dei Castelli Romani ed ai principali movimenti associativi che da anni contrastano lo scempio rifiuti autorizzato dalla Regione Lazio, hanno ribadito per l'ennesima volta la loro totale contrarietà ad un'opera inutile, che non ha nessuna logica di necessarietà, se non quella speculativa imposta dai soliti saccheggiatori del territorio e della salute pubblica.

La discarica di Roncigliano e la sua gestione sono lo specchio di come gli amministratori collocati ad ogni livello abbiano fin’ora affrontato l'aspetto rifiuti nella Regione Lazio. Il sito di Albano Laziale è una servitù decennale (esaurita da tempo) che sta lasciando alle comunità locali ripercussioni sanitarie gravissime con malattie e inquinamenti di ogni tipo, spesso celati e distorti. La panacea a tutti questi problemi dovrebbe essere un impianto di incenerimento viziato da un iter autorizzativo contraffatto (V.I.A. farsa, AIA fraudolenta, studio epidemiologico lacunoso, gara d’appalto inesistente), un impianto che produrrebbe soprattutto sostanze altamente tossiche (diossine, furani, gas acidi, nanoparticolato) che indurranno altre patologie di estrema gravità, oltre ad una serie di rifiuti pericolosi che verranno stoccati nella stessa discarica. Sito questo, che negli ultimi mesi ha inoltre subito l'irregolare innalzamento ed ampliamento di svariati metri delle quote di alcuni invasi, operazione atta a contenere rifiuti di dubbia provenienza/composizione e di certo non classificabili come RSU (Rifiuto Solido Urbano).

Ancora una volta i cittadini del territorio sono dovuti intervenire in prima persona per chiedere accertamenti, tutela sanitaria sul sito e l'azzeramento dell'iter autorizzativo di quest'opera vergognosa. La prossima settimana una delegazione di tecnici del Coordinamento No Inceneritore Albano entrerà nel sito suddetto per valutare direttamente il tipo di rifiuti conferiti e le irregolarità inerenti gli invasi. Ad oggi, soprattutto dalla Regione Lazio, non giungono cenni di volontà a tutela della salute e del territorio, nonostante le promesse di mediazione espresse in campagna elettorale dall'attuale Presidente Renata Polverini. La stessa che sembra silenziosamente limitarsi ad assecondare il dictat pro-inceneritore del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che continua ad esprimersi su di un impianto che sorgerebbe comunque fuori dal proprio territorio e ignorando i ricorsi pendenti in sede TAR Lazio, presso la Corte dei Conti e gli esposti di carattere penale depositati al Tribunale di Velletri.

Stante il possibile avvio del cantiere e la ferma contrarietà delle popolazioni coinvolte, si ribadisce che l'azione di contrasto dei comitati sarà sempre più marcata al fine di impedire in modo assoluto il folle progetto Ama-Acea-Cerroni.

 


Pagina 1 di 61
VALID CSS   |   VALID XHTML