Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

NO AI BRUCIATORI A GRASSO SUINO A GENZANO NO A QUALSIASI IMPIANTO DI COMBUSTIONE PDF Stampa E-mail
Notizie - Ultime
Scritto da giorgia   

Dopo il recente Consiglio Comunale straordinario nel quale è stata votata una risoluzione di indirizzo di puri principi, priva di effetti pratici sull’iter autorizzativo, non si può escludere la messa in esercizio delle due centrali di cogenerazione a grasso di maiale, peraltro già costruite nella zona artigianale senza un straccio di autorizzazione.

Tali impianti oltrechè dannosi e tecnicamente in perdita danno un contributo trascurabilissimo alla produzione di energia elettrica di cui nessuno sente il bisogno. Sono utili solo ai proponenti che avranno modo di incassare lauti incentivi pagati con le nostre bollette.

I due cogeneratori di Genzano, qualora attivati, contribuiranno al peggioramento netto della qualità dell’aria, già abbondantemente compromessa (classe 2 della scala Arpa Lazio), visto che gli stessi progettisti dichiarano un’emissione di polveri PM10 di 47,4 mg/metro cubo, contro un limite regionale di 35 mg/mc.

Le emissioni di fumi e polveri investiranno abitazioni, aziende artigianali, scuole, impianti sportivi. Non è un’ipotesi. Il sistema di abbattimento ad acqua dei  fumi è ridicolo e manifestamente insufficiente. Se n’è avuta conferma il 10 febbraio 2015 quando l’accensione di uno dei cogeneratori ha provocato una nube maleodorante che ha costretto una famiglia di residenti vicini a presentare un esposto ai vigili urbani. Esposto rimasto lettera morta. Dopo quasi due anni solo ieri i solerti vigili hanno effettuato un sopralluogo. Ma non è l’unica anomalia, la scheda tecnica del catalizzatore, a parole allegata al progetto è di fatto introvabile sia in Comune che presso l’azienda proponente. L’istallazione dei grandi serbatoi di grasso suino sono a soli 3,5 metri dall’abitazione di una famiglia residente e rappresentano un oggettivo pericolo in caso di incendio. I vigili del fuoco ad oggi non hanno eccepito. La vicinanza con l’area archeologica della Villa degli Antonini non ha prodotto alcuna presa di posizione della soprintendenza competente. Carenze nel contrasto alla realizzazione emergono a carico delle due amministrazioni che si sono succedute dal novembre 2014, anno in cui i cogeneratori sono stati realizzati senza clamore né preavvisi di sorta.

In questo quadro nefasto si inseriscono le indagini epidemiologiche fornite dal sistema sanitario che attestano nel nostro territorio un'incidenza di malattie tumorali superiore alla media regionale e che non potranno che peggiorare con l’entrata in attività dei combustori.

Preso atto che le amministrazioni di tutti i tipi non sono in grado di garantire gli interessi dei cittadini nè qui nè altrove senza una adeguata mobilitazione popolare convochiamo per

 

Sabato 12 novembre alle ore 16

Assemblea pubblica informativa

in Piazza Tommaso Frasconi

a Genzano

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
comunicato discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa
Scritto da giorgia   

Sabato 26 e domenica 27 agosto, a dieci anni dalla nascita del Coordinamento NO INC che con decine di iniziative, presidi e cortei ha concluso vittoriosamente la lotta contro l’inceneritore di Cerroni, ci siamo ritrovati ancora una volta a Roncigliano, di fronte alla collina del VII invaso, in una animata due giorni di riflessioni, dibattito e convivialità con i cittadini residenti e i comitati che operano nelle realtà territoriali della provincia.

Le questioni affrontate nelle assemblee hanno riguardato il contesto locale e quello regionale delle nocività diffuse: dalle impiantistiche legate al ciclo dei rifiuti alla cementificazione del territorio.

Malgrado il sequestro post incendio del TMB, il fermo del conferimento rifiuti e il via alla bonifica di un pozzo inquinato da cloro-propano disposto dalla Procura, la mega discarica della Pontina Ambiente ad Albano continua ad ammorbare l’aria e a inquinare le falde. Non è dato sapere se la bonifica è iniziata o no, se verranno realizzati i pozzi spia e quelli di captazione mancanti, se il percolato si accumula ancora negli invasi, se e quando si farà il monitoraggio idrogeologico richiesto da anni, segni non se ne vedono. L’Arpa Lazio, ente regionale che dovrebbe verificare, è invece latitante dal gennaio 2016, quando riscontrò presenza di idrocarburi in falda per il quinto anno consecutivo. Il dipartimento prevenzione della Asl-Roma6 non sembra avere idee chiare nè efficacia di azione.

A valle della discarica, i villaggi ardeatini, impossibilitati ad usare l’acqua inquinata dei pozzi sono anche privi tuttora di acqua pubblica e fognature, in attesa che Acea Ato2, dopo gli accordi presi ad Ardea mesi fa, realizzi l’allaccio alla rete idrica e che il Comune si accordi con la Regione per sbloccare i fondi necessari per portare gli scarichi al depuratore. Analoga situazione di assenza fognature e interdizione all’uso dei pozzi si verifica in alcuni comuni a ridosso della discarica di Guidonia, ora ferma e anch’essa proprietà Cerroni, responsabile di una contaminazione delle falde che richiederà decenni per essere bonificata. Anche in questo caso Arpa Lazio latita da oltre un anno.

Acea è la stessa che, subentrata da poco a gestire il depuratore intercomunale dei Castelli Romani millantando miracoli, ha invece messo in piedi barriere antirumore inadeguate allo scopo e pare incapace di eliminare le emissioni maleodoranti di alcune sezioni. Inoltre il depuratore, inaugurato da soli due anni, si sta dimostrando, come da copione, insufficiente a ricevere e trattare tutti gli scarichi dei 5 comuni.

Comuni a loro volta responsabili di una folle bulimia cementificatoria che divora territorio e porta con se nuovi consumi idrici e nuovi scarichi fognari. Caso emblematico Marino, dove l’Assemblea contro la cementificazione, con altri comitati, cerca da anni di contrastare i mega progetti edificatori dei palazzinari Parnasi, Idea Fimit, etc. autorizzati dagli ex sindaci Palozzi e Silvagni in zona via del Divino Amore per circa 12.500 nuovi abitanti e 1,3 milioni di metri cubi di cemento.

Al centro del dibattito anche gli impianti a biomasse. Il piano regionale dei rifiuti, fermo ancora al 2012 e bloccato in attesa delle decisioni della capitale, sta lasciando campo libero agli avventurieri. Tra Ardea, Velletri, Artena, Pomezia, Aprilia, Anzio e versante sud e est di Roma proliferano, grazie agli incentivi di stato e al benevolo orientamento regionale, progetti e richieste per centrali a biogas (Fri-El, Acea, Green Park etc.) e impianti aerobici mega industriali (Cogea, Volsca) che in parte potrebbero rispondere anche ai fabbisogni di smaltimento della capitale.

In primis la centrale biometano da 60.000 ton. alimentata da FORSU riproposta dalla Suvenergy a Tor di Bruno di Ardea, a un passo da discarica, depuratore e villaggi. Il recente deposito in Regione delle osservazioni tecniche in opposizione, non può essere che il primo passo per contrastare la realizzazione di questo mostro.

I Comitati riuniti nel Coordinamento rifiuti energia Lazio, presenti al discamping, hanno ribadito la loro volontà di opporsi a nuove discariche e a qualsiasi forma di recupero di energia dalle biomasse, fonte di inquinamento e nuovi rifiuti. Individuano inoltre carenze nell’attività di monitoraggio e controllo degli impianti inquinanti, delle falde e dei siti contaminati da parte di Arpa Lazio.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO-COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITà

 
STORIA DELL’IMPIANTO DI COMBUSTIONE A BIOMASSE SUINE DI GENZANO PDF Stampa E-mail
Documenti - Materiale utile
Scritto da giorgia   

A novembre 2014 sono stati costruiti dalla GP Energie srl, in via degli Artigiani 43/45, due impianti di cogenerazione che bruciano grassi animali (sottoprodotto C3) senza chiedere alcuna preventiva autorizzazione.

Il 10 febbraio 2015 c’è stata a sorpresa l’accensione dei motori per collaudo e presunta misura delle emissioni.

L’effetto è stato immediato: emissione di fumi acri e rumori forti, per giunta le canne fumarie dei gas di combustione scaricavano direttamente su un tetto di amianto, in cattivo stato di manutenzione.

Il giorno dopo 11 febbraio 2015 una famiglia residente a pochissimi metri si è vista costretta a presentare esposto alla polizia municipale, ma non ha avuto risposta né sopralluoghi.

Il 20 ottobre 2015 i serbatoi esterni sono stati riempiti con il grasso suino che proviene dalla lavorazione delle porchette, anche qui senza notifiche e senza richiesta di autorizzazione.

La Conferenza dei servizi convocata per decidere sui bruciatori si è conclusa il 28/04/2016 con i pareri favorevoli di Asl, Servizio Ambiente e Servizio Edilizia privata del Comune di Genzano, Regione Lazio Settore Energia; nessun parere di altri Enti.

Nessuno si era accorto che i valori delle polveri PM10 dichiarate erano fuori limite (47mg anziché 35mg/mc), che alcuni dati forniti dal progettista ai fini del rischio di incendio non corrispondono al vero, nessuno ha cercato la scheda tecnica del catalizzatore tuttora introvabile ed essenziale per valutarne l’efficacia.

Non si trova traccia del sopralluogo a febbraio 2016 dei Vigili del Fuoco che comunque hanno dato parere favorevole, ritenendo non pericolosi i grossi serbatoi da 8,9 tonnellate cad. benché non interrati e a pochi metri dalle finestre dell’abitazione adiacente.

Il sistema di abbattimento delle polveri adottato è ridicolo e consiste in un barattolone contenete pochi litri d’acqua in cui gorgogliano i gas di scarico. E’ una presa in giro ma nessuno l’ha contestato né prima né ora.

Questi saranno gli inquinanti emessi in un anno qualora i motori funzionassero in modo perfetto e si rispettassero i valori dichiarati (ma non succede mai)

544.000 metri cubi di gas totali emessi

218 kg di Ossidi di Azoto (NOx)

152 kg di Monossido di Carbonio (CO)

26 kg di polveri sottili e ultrasottili, corrispondenti a miliardi di particelle per mc

27 kg di Anidride Solforosa (SO2)

Per fermare momentaneamente il progetto c’è voluto il parere negativo della Città Metropolitana che ha ravvisato il non rispetto della legge quadro ambientale Dlgs 152/06 e 28/2011.

Ci ha pensato poi il Ministro per l’Ambiente a spianare la strada alla ripresentazione del progetto, avvenuta 15 luglio 2016 con procedura semplificata (PAS) il 24 agosto 2016.

Il sindaco in carica ha emesso il 20 settembre 2016 un ordine motivato di diniego all’inizio attività dell’impianto, indicando la mancata valutazione di effetti cumulativi, alcune prescrizioni non ottemperate, non dimostrata aderenza ai limiti dell’all. X del Dlgs 152/2006 etc.

L’ordine sarà facilmente aggirabile e la votazione unanime in Consiglio Comunale suona come una pura testimonianza senza effetti pratici.

Solo tre giorni fa dopo due anni di silenzio e omissioni c’è stato il sopralluogo dei vigili urbani.


Coordinamento contro l’inceneritore – Assemblea contro le nocività

 
discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Documenti - Volantini e Locandine
Scritto da giorgia   

 

 
primi dati arpa sulla qualità dell'aria PDF Stampa E-mail
Documenti - Letteratura scientifica e materiale tecnico
Scritto da giorgia   

Pubblichiamo i primi dati Arpa sulla presenza di sostanze tossiche nell'aria a seguito dell'incendio dell'impianto TMB di Roncigliano. A quanto pare i valori registrati rientrano perfettamente nei limiti di legge previsti per questi inquinanti (Benzene, CO, Toulene ecc...). Tutto bene quindi, possiamo stare tranquilli....ma un dubbio resta: come mai i dati rilevati fanno riferimento alle centraline di Ciampino, Cinecittà e Fermi, le quali non sono propriamente delle località a ridosso della discarica?Ma c'è altro che non ci torna, infatti l'enorme nube di fumo nero, sollevatasi dal rogo in discarica, si è mossa in direzione Sud quindi verso la provincia di Latina e non a Nord verso Roma, come ha potuto chiaramente osservare ogni cittadino dei castelli Romani che abbia alzato  gli occhi al cielo il giorno dell'incendio. Fatto ancora più grottesco  è che non solo le centraline analizzate si trovano a Nord della discarica, ma i dati relativi alla centralina di Aprilia vengono solo citati all'interno della relazione Arpa, senza che vi sia nemmeno una tabella con i valori rilevati. Ci chiediamo leggittimamente i motivi di questa curiosa omissione, visto che Aprilia si trova, guarda caso, prorpio a sud della discarica  e quindi nella direzione in cui viaggiavano i venti il 30 Giugno. Quindi, dopo la pubblicazione di questi dati a nostro avviso assolutamente discutibili, restiamo in attesa dei rilevamenti effettuati attraverso la centralina collocata per l'occasione  nei pressi della scuola di via Pantanelle.

DATI ARPA 1/7/2016

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO LAZIALE

 


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