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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

A causa degli ultimi roghi verificatisi in discarica, il COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO ha deciso, nella riunione settimanale svoltasi ieri sera, di posticipare il discamping previsto per questo fine settimana, data anche l'aria irrespirabile che i residenti hanno denunciato in questi giorni. Si è deciso comunque di mantenere l'appuntamento di sabato per un'assemblea pubblica che si svolgerà di fronte ai cancelli della discarica, per ribadire ancora una volta che la cittadinanza è stanca ed esasperata da questa situazione e che non smetterà di far sentire la propria presenza sino alla definitiva chiusura e bonifica del sito della Discarica di Roncigliano.

SABATO 30, ASSEMBLEA PUBBLICA DI FRONTE AI CANCELLI DELLA DISCARICA, ORE 10.00

aggiornamenti dalla discarica PDF Stampa E-mail
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Questa mattina, alculni membri del coordinamento contro l'inceneritore di Albano, fra cui anche il nostro chimico, si sono recati nei pressi della discarica di Roncigliano per monitorare la situazione ed avere aggiornamenti più precisi su quanto sta accadendo. Pare che in mattinata i vvff siano dovuti nuovamente intervenire per spegnere un ulteriore  focolaio divampato dalle ceneri dell'incendio di ieri sera. Inoltre, sempre nella mattinata odierna, l'Arpa Lazio ha piazzato una centralina per il campionamento dell'aria presso la scuola elementare di via Pantanelle i cui risultati dovrebbero arrivare fra una settimana. Ciò che appare  comunque evidente è che tutto il terreno e l'aria circostante siano già stati contaminati pesantemente dalle diossine e dalle altre molecole tossiche sprigionatesi dal rogo. Attualmente, pare che nessuno abbia ancora richiesto le analisi per quel che riguarda l'inquinamento del terreno circostante la discarica, che tra le altre cose ospita un gran numero di vigneti e di coltivazioni. Pertanto, nei prossimi giorni, sarà necessario sollecitare le amministrazioni affinchè provvedano al più presto ad effettuare tutti i rilevamenti del caso.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 

 

 

 
Incendio Albano: questo pomeriggio l'Arpa fornirà i dati delle analisi dell'aria PDF Stampa E-mail
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(Fonte: Il Caffè.tv)

INTERVISTA AD ANDREASSI

L'Arpa Lazio sta svolgendo in queste ore l'analisi approfondita della qualità dell'aria nel sito oggetto dell'incendio e nelle aree circostanti l'impianto. Sono presenti oltre ai dirigenti Arpa anche i massimi dirigenti Asl RM H.

Entro oggi pomeriggio vi saranno i primi dati delle analisi, che verranno comunicati immediatamente ai cittadini.

Durante i momenti drammatici di questa notte si era paventata addirittura l'ipotesi di una evacuazione della popolazione residente nei pressi dell'impianto. Si è presa la decisione di non procedere in questo senso, anche perché la nube ha interessato un'area vastissima, fino a 100 Km di lunghezza.

Il consigliere delegato ai rifiuti del Comune di Albano Luca Andreassi ci ha riferito come le istituzioni si stanno muovendo per ovviare ai problemi di raccolta rifiuti

Intanto nelle 10 città che scaricano i rifiuti a Roncigliano, l'immondizia è stata regolarmente prelevata e in corso di scaricamento presso l'impianto TMB di Aprilia della Rida Ambiente. Si presume che la discarica competente per i rifiuti residui del trattamento sarà quella di Borgo Montello, ma non c'è al momento alcuna conferma. Questo naturalmente per ovviare all'immediata emergenza su rischi igienico-sanitari. Queste decisioni sono state prese dai vertici dell'Aea rifiuti della Regione Lazio.

Andreassi dichiara a Il Caffè: «La situazione è drammatica. Adesso vogliamo capire le cause dell'incendio così grave e pericoloso. Servono decisioni nette»

 
In fiamme il TMB della discarica di Roncigliano PDF Stampa E-mail
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Oggi 30 Giugno 2016 all'incirca alle 19:30 ha preso fuoco il capannone per il Trattamento Meccanico Biologico all'interno della discarica di Roncigliano. Le case nei dintorni non sarebbero state fatte evacuare ed nè sarebbe stata chiusa l'Ardeatina nel tratto interessato. Non si conosce bene la causa del rogo, le fiamme hanno in breve raggiunto i 25 metri d'altezza, sono intervenute 6 squadre dei vigili del fuoco per domare il focolaio. L'entità delle emissioni tossiche sprigionate è difficile da quantificare ma non è difficile immaginare che l'impatto sarà ingente, per par sua la Protezione Civile ha suggerito ai residenti di "dormire con le finestre chiuse"... E magari trattenersi dal respirare, perchè no...
L'incendio è andato avanti per tutta la notte ed è stato spento solamente alle 6 del mattino. Almeno la metà dell' impianto è andato distrutto, dalla mattina del primo Luglio i comuni dei Castelli si distribuiranno tra l'impianto RIDA ambiente di Aprilia, Cupinoro e Viterbo. Sulla zona continua ad incombere una fitta nube tossica che continuerà per molto tempo ad avvelenare i cittadini circostanti. Non è chiaro , a questo punto, come la regione potrà continuare a portare aventi la cosiddetta revisione dell'AIA  del VII INVASO, né se e come saranno utilizzate le volumetrie dell'invaso medesimo. Qualcuno ipotizza che l'umido potrebbe tornare al VII invaso dopo il trattamento alla RIDA. Dai primi di Luglio si da per scontato l'intervento della procura.

 
Municipio IX: il Consiglio dice no al mega-biodigestore PDF Stampa E-mail
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Mozione unanime e contraria all’impianto immaginato a Quarto della Zolforatella

Fonte:Urloweb.com

IL MEGA-BIODIGESTORE - Contrarietà unanime. È questa la posizione assunta questa mattina dal consiglio del Municipio IX, in relazione alla costruzione del mega-biodigestore al Km 21 di via Laurentina. La proposta è stata presentata il 28 dicembre scorso da Pontina Ambiente srl (riconducibile al gruppo Cerroni) e prevedrebbe un impianto capace di ricevere la FORSU (frazione organica di rifiuti solidi urbani Ndr) della Capitale. Parliamo di circa 240mila tonnellate all’anno che dovrebbero arrivare nell’impianto di compostaggio richiesto a Quarto della Zolforatella, sul confine tra il Municipio IX e Pomezia. Il progetto presentato in Regione prevede per la produzione di compost, biometano ed energia elettrica, la realizzazione di un impianto articolato in due lotti gemelli, ognuno della potenzialità di 120.000 tonnellate all’anno di FORSU e rifiuti verdi in ingresso. Per ogni lotto sarà costruito un nuovo capannone della superficie di circa 19.865 mq, con la sezione anaerobica che ospita ben 18 digestori occupando uno spazio di circa 5.000 mq.

IL TESTO APPROVATO - La mozione approvata questa mattina ricorda l’incompatibilità del progetto con l’impianto vincolistico dell’area: “paesaggio agrario del Vincolo Bondi”, e ancora “la riserva naturale di Decima Malafede”. Poi la “presenza di acque pubbliche”, e il fatto che “negli anni l’area è stata più volte oggetto di ipotesi per la realizzazione di una discarica e che le stesse sono state sempre rigettate proprio in virtù della presenza dei vincoli esistenti”. Inoltre nella mozione vengono richiamate le difficili condizioni delle arterie a servizio dell’area: “via Ardeatina e via Laurentina, oltre che ad essere in pessime condizioni hanno raggiunto già uno stato di saturazione”. A fronte di tutto questo il Consiglio municipale chiede alla Regione di “valutare se sussistono le condizioni per rigettare la proposta senza aprire la Conferenza di Servizi”, oltre a proporre “l’ampliamento del perimetro del parco di Decima Malafede”.

IL LAVORO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE - La vicenda del biodigestore, così come l’iter della proposta, vengono raccontati dal Consigliere municipale, Alessandro Lepidini: “La vicenda, con il palese tentativo di ‘tenerla in sordina’, ha dell’aberrante perché in macroscopico conflitto con il vincolo dell’Agro Romano meridionale nel cui ambito ricade l’area di intervento e dove è impensabile realizzare capannoni di 40 mila mq. Inoltre, - evidenzia Lepidini - l’area, nella sua parte meridionale (ingresso compreso), è all’interno della riserva di Decima malafede e inoltre siamo in presenza di acque pubbliche sottoposte a vincolo”. Il prossimo passaggio è il perfezionamento, da parte della Commissione Ambiente municipale, delle osservazioni tecniche da trasmettere alla Regione: “Un ulteriore tassello che va a sommarsi alla richiesta di inchiesta pubblica e a quella di partecipazione al procedimento, qualora esso abbia poi corso, vista la nostra richiesta di valutare il rigetto della proposta prima della convocazione della conferenza di servizi – conclude Lepidini - Dobbiamo presidiare in ogni modo questa vicenda perché considerato il proponente, non potremo permetterci neppure per un istante di abbassare la guardia”.

UN LAVORO COMUNE IN DIFESA DEL TERRITORIO - La mozione approvata quest’oggi è frutto di un lavoro comune tra maggioranza e opposizione, unite nel tentativo di proteggere il territorio dall’ennesimo impianto. “Il documento richiede inoltre, alla Regione Lazio, di valorizzare l'area dal punto di vista naturalistico – spiega il consigliere di FI, Massimiliano De Juliis - sono diversi i vincoli che esistono in quell'area e per questi motivi crediamo che la procedura di VIA non debba neanche essere avviata. L'unica nota stonata della seduta odierna – aggiunge il consigliere forzista - è la costante mancanza del Presidente del Municipio e di parte della sua maggioranza su temi così importanti, preferendo non partecipare alla seduta è solo grazie alla presenza della minoranza che è stato possibile il mantenimento del numero legale”.

Leonardo Mancini

 
Arriva il ‘Bio’gas più grande d’Europa: tempi record per approvare l'impianto PDF Stampa E-mail
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Fonte: Il Caffè.it

“Chi ha tempo non perda tempo” e alla Regione Lazio non sembrano intenzionati a farselo ripetere di nuovo. Il 'bio' gas più grande d’Europa da 240mila tonnellate all’anno di rifiuti (leggi il Caffè n.346) potrebbe essere approvato già entro giugno. Il progetto è stato depositato in Regione Lazio tra Natale e capodanno dalla società Pontina Ambiente srl del Gruppo imprenditoriale di Manlio Cerroni. Il colossale impianto dovrebbe sorgere nel territorio del comune di Roma, ma proprio a ridosso di quelli di Pomezia, Albano e Castel Gandolfo. Si tratta di una sorta di gigantesca fabbrica che tratterà prevalentemente umido, ovvero avanzi alimentari, potature e sfalci erbacei, ma anche fanghi di depurazione delle fogne e percolati solido/liquidi di deiezioni animali.

CONFERENZA SERVIZI IN TEMPI DA RECORD
Certi uffici regionali sono lenti come lumache e le pratiche burocratiche durano anni, ma non pare sia questo il caso. Con una velocità da record, per giovedì 31 marzo la Regione Lazio ha già convocato una prima Conferenza dei servizi, ovvero un faccia a faccia cui prenderanno parte tutti gli Enti pubblici territoriali deputati alla difesa della salute umana e dell’ambiente che saranno chiamati ad esprimere un parere positivo o negativo alla realizzazione dell’impianto. Tra di loro, il Comune di Pomezia, il Comune di Roma, l’Area Metropolitana ex Provincia di Roma, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, l’Arpa Lazio, Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, la Asl Roma 2, Autorità Sanitaria Locale, il DES, Dipartimento di Epidemiologia Sanitaria del Sistema Sanitario Nazionale e il Municipio IX. Lo scopo dell’incontro, si legge tra le carte, è di “coordinare tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta, assensi e dissensi in materia ambientale, utili alla messa in esercizio dell’impianto”, ma anche di “acquisire i pareri motivati delle autorità ambientali e igienico-sanitarie interessate”. I responsabili amministrativi del procedimento sono l’architetto Fernando Olivieri, il dott. Aldo Palombo e il dott. Vito Consoli.

CITTADINI, COMITATI E ASSOCIAZIONI
Invitati a partecipare, ma solo come auditori, anche i residenti Elisa Eufemi e Marco Maria Crescenzi, il comitato Latium Vetus, il coordinamento No Discariche-No Inceneritori IX Municipio, il comitato di quartiere Selvotta, il presidio No Discarica Divino Amore, il consorzio Giovanni Canestrini e la società Sol Aureum srl, ovvero tutti coloro che entro il 26 febbraio scorso hanno depositato in Regione Lazio le contro-osservazioni al progetto. 
Secondo alcuni di loro, la Regione Lazio potrebbe concedere il via-libera a questo mastodontico 'bio'gas prima che venga eletto il prossimo sindaco della città eterna, quindi entro giugno.  E anche prima che la Regione sia obbligata a varare il nuovo Piano rifiuti. Al momento in cui andiamo in stampa non ci risulta che alcun Comune convocato alla Conferenza dei servizi abbia presentato osservazioni contrarie al progetto entro il termine del 26 febbraio scorso, ultima data utile per chiedere, ai sensi della legge sull’ambiente, l’esame approfondito del progetto tramite inchiesta pubblica (leggi Il Caffè n. 346, pag.18). Ora tutto avverrà a ‘porte chiuse’.

UNA LUNGA STORIA… GIUDIZIARIA
Una velocità che colpisce, visto che per approvare impianti di questa grandezza la Regione Lazio ci mette di solito almeno 2 anni. Forse ancora di più, dal momento che in questi stessi mesi la Pontina Ambiente srl è coinvolta anche nelle vicende giudiziarie del VII invaso della discarica di Albano, detta di Roncigliano, situata proprio al confine con Ardea e Pomezia, di proprietà di questa stessa società. Parliamo dell’ultima maxi buca, in funzione da agosto 2011, divenuta da maggio 2014 l’epicentro di due procedimenti giudiziari, il “processo Cerroni” ed il “Cerroni bis” (leggi il Caffè n.347), che coinvolgono il proprietario del sito Manlio Cerroni, alcuni suoi stretti collaboratori, tra cui l’ex Presidente della Regione Lazio avvocato Bruno Landi, l’ex amministratore delegato ingegner Francesco Rando e l’ex direttore tecnico del cimitero dei rifiuti ingegner Giuseppe Sicignano.

UNA STRANA… “AZIENDA AGRICOLA”
Il 'bio'gas della Pontina Ambiente, che ufficialmente prende il nome di “azienda agricola”, produrrà 74mila tonnellate all’anno di compost, una sorta di ammendante ‘sporco’, che sarà utilizzato secondo i proponenti per fertilizzare i terreni circostanti e produrre frutta e verdura, olio e vino da immettere sul mercato della piccola e grande distribuzione. Genererà 65 Kw l’ora di elettricità, quanta ne consumano mediamente 25 appartamenti, e circa 9milioni e mezzo di metri cubi l’anno di ‘bio’ metano. Occuperà 100 ettari, quanto 200 campi di calcio di serie A.

 

Ecco perché scriviamo ‘Bio’gas con le virgolette
Per semplificare la spiegazione possiamo dire che un impianto biogas digerisce del materiale organico producendo gas e una specie di terriccio che può essere riutilizzato come concime per i campi. Questo avviene però solo se il materiale di partenza è naturale e puro. Le biogas che vogliono attivare invece servono per smaltire i rifiuti e in mezzo ci finisce di tutto, per cui il risultato è che producono gas e un terriccio con presenze di agenti tossici: immaginate ad usarlo come concime! Può andare solo in discarica. Le spacciano per biogas, ma noi per farvi capire che stiamo parlando di altro, usiamo le virgolette, così diventano ‘bio’gas.

 

Impianti ‘bio’gas spacciati per energie rinnovabili, per prendere i contributi statali
Per trattare i rifiuti organici stanno esplodendo in Italia, in una sorta di far west, i cosiddetti 'bio'gas e 'bio'metano. Un boom provocato e favorito dai grossi sussidi pubblici dati a questi impianti e dall’assenza di una seria pianificazione e regolamentazione. Si tratta di impianti industriali che utilizzano come combustile la frazione umida dei rifiuti a cui, molto spesso, si aggiungono fanghi di depurazione delle fogne, scorie d’inceneritori, altri scarti di aziende chimiche, farmaceutiche, siderurgiche, eccetera. Si stanno diffondendo in ogni dove, sostenuti da una vera e propria pioggia di fondi pubblici. Difatti l’elettricità e il gas che producono viene super-incentivato dallo Stato che concede ai produttori privati rimborsi extra come se si trattasse di energie rinnovabili, ovvero prodotte col sole, acqua o vento. All’interno di queste fabbriche o fonti pseudo-rinnovabili, la poltiglia di rifiuto viene lasciata dentro i digestori, grosse camere di cemento armato, in assenza d’aria, per 21 giorni, alla temperatura di circa 70 gradi centigradi. In queste condizioni, il “poltiglione” comincia a produrre un gas molto sporco da trattare in apposita raffineria che lascia poi dei filtri industriali  da smaltire come rifiuti speciali. Dai digestori, inoltre, escono molti percolati, ovvero liquidi tossici prodotti dallo scolo dei rifiuti.

Daniele Castri

 
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