Home >>>> Articoli - Notizie

Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Il coordinamento contro l'inceneritore non ha rappresentanti politici nè istituzionali, pertanto nessun candidato alle prossime elezioni comunali di Albano ha facoltà di presentarsi a nome del coordinamento

Clicca sull'immagine per ingrandire

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano Laziale ha incontrato dirigente della Regione Lazio, area ciclo integrato dei rifiuti PDF Stampa E-mail
Notizie

9491-DSCN0092

fonte: controluce.it

Una delegazione del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano Laziale ha incontrato, mercoledì 25 aprile, l'ing. Flaminia Tosini, dirigente della Direzione territorio, urbanistica, mobilità e rifiuti della Regione Lazio, area ciclo integrato dei rifiuti.

"Le risposte non ci hanno soddisfatto, non è infatti chiaro né chiarito se la revisione dell'AIA fungerà da sanatoria dei disastri pregressi. La Tosini lo nega ma noi non ci fidiamo"

L'incontro è stato richiesto per avere dalla dirigente risposte certe, nonché delucidazioni, in merito alla diffida che la Regione ha inviato il 2 febbraio 2015 alla Pontina Ambiente (gruppo Cerroni) a seguito di gravi disfunzioni gestionali emerse nel complesso della discarica di Roncigliano. Dovevano passare d'allora trenta giorni e sono passati invece quasi tre mesi, senza che la diffida abbia sortito effetti, e come sempre si è dovuto fare l'atto di forza per stabilire un contatto chiarificatore con il nuovo dirigente, subentrato a Luca Fegatelli indagato per associazione a delinquere. Le informazioni riguardo il risultato dell'incontro e i gravi motivi che l'hanno sollecitato ci sono state gentilmente fornite da un esponente di spicco della delegazione No Inc, e integralmente vengono qui riportate:

"Gli accertamenti di Arpa Lazio effettuati in sede di revisione dell'AIA B3695/2009 avevano rilevato, nel corso del 2014, decine di violazioni delle prescrizioni nella gestione dell'impianto di trattamento meccanico biologico (TMB), del VII invaso e dei vecchi invasi della discarica, nonché dell'impianto a biogas della Marco Polo Engineering Spa.
Tra l'altro erano stati rinvenuti due grandi laghi di acque stagnanti nel VII invaso, erano state smaltite in discarica tipologie di rifiuti non autorizzati, i sistemi di captazione delle acque, del percolato e del biogas risultavano irregolari, nelle acque sotterranee di uno dei pozzi spia della discarica era stato trovato per il terzo anno consecutivo l'idrocarburo cancerogeno 1,2-diclorometano etc.
La relazione di Arpa Lazio (25/11/2014) aveva in altri termini configurato una situazione gravissima, tale da imporre a nostro giudizio il blocco delle attività e la successiva chiusura e bonifica del sito.

La Regione aveva diffidato la P. A. all'adempimento alle prescrizioni indicate (solo una parte del totale) entro il termine di 30 giorni. Contestualmente aveva manifestato l'intenzione di riesaminare l'AIA visto che quella in scadenza incredibilmente non comprendeva i vecchi invasi, il TMB e i due impianti a biogas.

Abbiamo quindi chiesto all'ing. Tosini anzitutto se la Pontina Ambiente avesse ottemperato ai punti nei termini fissati e nel caso di averne copia. Le risposte di P.A., a suo dire, sono arrivate e sono attualmente oggetto di esame, per cui l'accesso agli atti ci è stato negato fino a completamento.

Poi abbiamo chiesto conto delle tante violazioni alle quali è praticamente impossibile rimediare in 30 giorni visti i danni già prodotti alle falde acquifere e alla qualità dell'aria, visto che manca a tutt'oggi uno straccio di caratterizzazione idrogeologica delle acque sotterranee e infine visto che la stessa normativa regionale e/o nazionale è carente in punti importanti quali la definizione dei limiti delle emissioni odorigene e quella di "buona qualità chimica" delle acque.

Le risposte non ci hanno soddisfatto, non è infatti chiaro né chiarito se la revisione dell'AIA fungerà da sanatoria dei disastri pregressi. La Tosini lo nega ma noi non ci fidiamo.
Non ci è piaciuto il rimpallo tra uffici diversi ed enti diversi della responsabilità di interventi essenziali e urgenti da effettuare. Basti citare il caso della caratterizzazione idrogeologica.
Non ci è piaciuta la sottovalutazione dei tanti episodi di inquinamento delle acque sotterranee degli anni scorsi e della conseguente diffida provinciale del 2011 che aveva dato il via ad una Conferenza dei servizi ad oggi inconcludente e ignorata.
Per quanto ci riguarda unico punto (o quasi) all'attivo della riunione è la possibilità di nostro accesso/presenza alla Conferenza del Riesame che dovrà occuparsi della revisione dell'AIA".
Quadro nefasto, nel suo insieme. Mentre ancora pende come una spada di Damocle l'"affare inceneritore" a Roncigliano.
L'8 maggio il T.A.R. del Lazio deciderà se il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà tornare a finanziare con i "nostri" soldi (ben 500 milioni di euro) il progetto del consorzio Co.E.Ma.
Dopo anni di mobilitazione c'è ancora bisogno di opporsi.
Il Coordinamento No Inc lancia un appello per sfilare nuovamente in corteo per le vie dei Castelli Romani.

Sabato 2 maggio alle ore 15,00 raduno in piazza Mazzini ad Albano Laziale

 
Roncigliano, la Regione avvia il riesame dell'AIA. Accolte le istanze di Albano Laziale PDF Stampa E-mail
Notizie

da Castellinews.it e ilmamilio.it

La Regione Lazio comunica che ha avviato la procedura di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relativa alla discarica di Roncigliano. L’AIA è il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto a determinate condizioni affinchè le aziende si uniformino ai parametri stabiliti dalle normative. Il Dirigente Regionale, Ing. Flaminia Tosini “sulla base delle inadempienze e delle criticità evidenziate da Arpa Lazio […] ed ancora per rispondere alle problematiche sollevate da Codesta Direzione e dalle Amministrazioni Comunali del comprensorio, la scrivente (la Regione Lazio ndr) sta per procedere ad un riesame dell’AIA di titolarità della Pontina Ambiente Srl”. Secondo la Regione Lazio “l’obiettivo di tale procedimento di riesame sarà”:

1. contemplare in un’unica autorizzazione integrata ambientale l’intero complesso impiantistico costituito dall’impianto TMB, dagli invasi di discarica in coltivazione ed in fase di post-gestione e dall’attività tecnicamente connessa al recupero del biogas;

2. aggiornare il Piano di Monitoraggio e Controllo

3. effettuare uno studio per stimare l'efficienza della rete di captazione del biogas

4. effettuare uno studio per stimare l'eventuale peggioramento della qualità delle acque sotterranee

5. valutare una revisione dell'attuale sistema di captazione del percolato.

La Regione Lazio, inoltre, diffida la Pontina Ambiente ad ottemperare entro trenta giorni alle criticità evidenziate da Arpa Lazio invitando al rispetto delle condizioni imposte dall’AIA, “fermo restando la possibilità di procedere alla revoca della stessa autorizzazione e alla chiusura dell’istallazione”.

[...] Pubblichiamo questo articolo omettendo l'ultima parte, in quanto nell'originale seguono una serie di disarticolate dichiarazioni di politici locali che ci imbarazzava copiare in questa sede.

 
Velletri: l'ex cava di Lazzaria posta sotto sequestro PDF Stampa E-mail
Notizie

Velletri: l'ex cava di Lazzaria posta sotto sequestro

Velletri: l'ex cava di Lazzaria posta sotto sequestro
L'ex cava dove dovrebbe sorgere il mega impianto di trattamento dei rifiuti proposto dalla Ecoparco Srl è stato sequestrato dalla Procura di Velletri. I comitati ambientalisti ora chiedono le dimissioni del sindaco Fausto Servadio

dal sito http://castelli.romatoday.it/ di Francesca Ragno



Con un'operazione congiunta di guardia di finanza e corpo forestale dello Stato per ordine della Procura della Repubblica di Velletri, l'ex cava di pozzolana nella zona di Lazzaria nel comune veliterno è stata posta sotto sequestro. Tutta l'area è nota alle cronache giornalistiche da quando in estate si è diffusa la notizia della volontà da parte della società Ecoparco di realizzare nell'area un mega impianto di trattamento dei rifiuti, una discarica in poche parole. Secondo le prime indagini nell'ex cava,  ora dismessa, sono stati sversati illegalmente rifiuti pericolosi, soprattutti fanghi da depurazione e inerti provenienti da demolizioni.

Per la precisione nella nota di stampa diffusa dalla Forestale si legge: “A seguito di indagini geognostiche condotte dal Nucleo specializzato del Corpo forestale dello Stato in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nel corso del controllo all'interno dell'originario perimetro di cava sono stati individuati siti con illecito interramento di rifiuti. Le operazioni di scavo, immediatamente disposte, hanno finora portato alla luce rifiuti di varia natura, tra cui fanghi di depurazione e materiali inerti provenienti da attività di demolizione, interrati. Nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti anche resti di ordigni militari.”

Le indiscrezioni sulle indagini si erano diffuse già nelle settimane scorse tanto da indurre i partiti di opposizione e chiedere delucidazioni al primo cittadino Fausto Servadio: "Un mese fa avevamo tentato in Consiglio comunale di chiedere al Sindaco se ci metteva a conoscenza delle indagini in corso apparse sui giornali e l'amministrazione sembrava esserne del tutto ignara - scrive il Movimento 5 stelle di Velletri sulla sua pagina facebook-  Ignari come lo erano del progetto di discarica apparso su quel terreno, ignari come lo sono stati riguardo la situazione di elettrosmog del territorio, ignari ed immobili di fronte ad una devastante autostrada che taglierà le campagne veliterne. In questi anni abbiamo continuato ad assistere ad un solo progetto per la nostra città: business su cemento e immondizia".

I grillini veliterni non possono che non fare un collegamento diretto con la più famigerata Terra dei fuochi nel casertano: "Oggi abbiamo scoperto rifiuti speciali in una cava vicina alla ex discarica ancora da bonificare, abbiamo scoperto che sul territorio incidono altre ex discariche mai bonificate. Siamo noi la terra dei fuochi e siamo terra di conquista della speculazione peggiore e riteniamo che responsabili di questa mancanza di controllo e buon progetto siano gli assessori all'urbanistica ed all'ambiente di cui chiederemo l'immediata sfiducia da parte del Consiglio comunale, augurandoci che i consiglieri responsabili e che hanno a cuore la loro città supportino l'iniziativa".

Più duro il Comitato No Biogas No Discarica, che proprio nei giorni scorsi aveva organizzato un sit-in sotto il palazzo comunale per dire no al progetto di megadiscarica e alla costruzione di un impianto di compostaggio industriale: "Il Comitato No Biogas No Discarica ha già da tempo espresso le sue preoccupazioni sui presunti traffici di rifiuti in quell'area riferiti sui numerosi articoli apparsi sulla stampa locale e nazionale, preoccupazioni fondate che cambiano totalmente lo scenario attuale di operazioni discutibili, pericolose per la salute e l’ambiente. A quanto risulta le ricerche proseguiranno nell’area, segno evidente che ad essere interrato è stato anche altro materiale".

Il Comitato attacca direttamente l'amministrazione comunale chiedendo le dimissioni di sindaco e assessori: " Presumiamo che l'indagine riguardi i proprietari vecchi e nuovi ma l’Amministrazione Comunale di Velletri dov’era? L' Assessore all’Ambiente, all’Urbanistica e lo stesso Sindaco cosa hanno fatto per tutelare la salute ed il territorio? Avete sentito parlare l'Amministrazione di rispetto per l'ambiente, il territorio, il paesaggio, l'agricoltura e la salute ? Qualcuno ricorda di averli sentiti parlare di ambiente? Noi non ci stiamo: non meritate di rappresentarci, i nostri figli non meritano tutto ciò! Le vostre dimissioni sono davvero un atto dovuto verso i cittadini di Velletri".

 
Sblocca Italia, piano Renzi per inceneritori: “Rifiuti da fuori Regione e nuovi impianti” PDF Stampa E-mail
Notizie

Il decreto segue la linea già seguita dall'ex premier Letta e aggiunge la possibilità di costruire nuovi forni per arrivare alla dismissione delle discariche. Si intende contemporaneamente favorire la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente

da http://www.ilfattoquotidiano.it di Silvia Bia

Nel futuro dell’Italia i rifiuti viaggeranno da nord a sud e saranno smaltiti non solo negli inceneritori già attivi, ma anche in impianti nuovi che saranno realizzati nei prossimi anni. C’è l’impegno per la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente a livello economico dopo l’investimento su altri forni: gestiti da società partecipate con l’aiuto dello Stato, per far funzionare i conti dovranno continuare a bruciare immondizia. È quanto potrebbe accadere secondo il decreto Sblocca Italia, che alla voce “ambiente” porta avanti, in merito alla politica di gestione rifiuti, tutte le strategie già messe in piedi dal governo di Enrico Letta. E non solo. Secondo le prime bozze del provvedimento, e che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, la linea di Matteo Renzi supera addirittura la strada già tracciata dall’allora ministro all’Ambiente Andrea Orlando.

Nel collegato alla legge di stabilità, in definizione in questi giorni, era proposta l’individuazione di una “rete nazionale integrata e adeguata di impianti di incenerimento e coincenerimento di rifiuti”. Un provvedimento che dava via libera di fatto alla circolazione dell’immondizia da una regione all’altra, sfruttando gli inceneritori esistenti a livello nazionale in modo che le regioni con più impianti, come quelle del nord Italia, sopperissero alle mancanze di quelle del sud, bruciando i rifiuti provenienti oltre i confini dei bacini di riferimento locale. Nel decreto Sblocca Italia messo a punto dal nuovo ministro Gian Luca Galletti la musica non cambia, e si prevede persino la costruzione di nuovi impianti “di termotrattamento”, che nel documento vengono definiti “infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”. Il testo è in fase di lavorazione e il punto in questione, come risulta dalla bozza, è ancora da valutare, ma le intenzioni sembrano essere quelle di ampliare la rete esistente di inceneritori. Compito del governo sarà quello di individuare tutti gli impianti (sia quelli esistenti che da realizzare) per creare un sistema integrato di gestione rifiuti per portare l’Italia all’autosufficienza nel settore, favorendo al contempo la raccolta differenziata e dismettendo progressivamente le discariche. Il ministro Galletti, interpellato dal fattoquotidiano.it, ha fatto sapere tramite il suo portavoce di essere impegnato in una riunione della commissione Ambiente e non ha voluto dare ulteriori chiarimenti in merito alla posizione del governo sugli inceneritori e le politiche di gestione dei rifiuti.

Oltre il dibattito politico, il problema resta economico. Ad esempio l’inceneritore che più ha fatto parlare di sé nell’ultimo periodo è quello di Parma. Il forno di Ugozzolo è costato 190 milioni di euro (che secondo la Commissione Ue sono diventati 315 milioni). Approvato dall’ex amministrazione di centrodestra e dal Pd, l’impianto di Parma è acceso da agosto 2013. Il via libera definitivo è arrivato dal Tar nel gennaio 2014. L’amministrazione del sindaco 5 Stelle Federico Pizzarotti nulla ha potuto per fermare l’accensione dell’impianto e per questo ha cercato di “affamarlo” sviluppando al massimo la raccolta differenziata. Questa con il porta a porta è arrivata al 70 per cento (con un costo di 154 euro a tonnellata) e l’obiettivo del Comune è quello di arrivare all’80 per cento in tempi brevi. Ma il problema dell’inceneritore è che più brucia più guadagna: ad esempio, secondo le tariffe pubblicate due anni fa da Iren, per il periodo che va dal 2013 al 2032 ogni tonnellata di rifiuti costa ai cittadini di Parma 168 euro per una base annua che a pieno regime dovrebbe aggirarsi intorno alle 130mila tonnellate annue. La città di Pizzarotti ha ridotto in 18 mesi i rifiuti di 15mila tonnellate rispetto all’anno precedente e a maggio ha celebrato simbolicamente “il funerale del cassonetto”, chiudendo nel centro storico anche l’ultimo punto di raccolta dell’immondizia. Sforzi che restano inutili, e poco convenienti, se gli inceneritori potranno bruciare anche rifiuti che vengono da fuori area e con maggiori incentivi.

Per questo la proposta di una rete nazionale integrata degli inceneritori aveva già creato malumori in regioni come l’Emilia Romagna e la Lombardia, dove, insieme alla Toscana, si concentra il maggior numero degli impianti presenti in Italia. Spalancare le porte dei forni ai rifiuti oltre le regioni danneggerebbe infatti le realtà che da anni hanno avviato una politica di smaltimento rifiuti e di raccolta differenziata nell’ottica di spegnere o ridurre il funzionamento degli impianti, che invece, con l’arrivo di spazzatura da tutta Italia, continuerebbero a bruciare a pieno regime. La costruzione di nuovi inceneritori però apre nuovi scenari, perché in questo caso sarà il governo centrale a imporre gli impianti, che come si legge dalla bozza dello Sblocca Italia, saranno “individuati con finalità di progressivo riequilibrio socio economico tra le aree del territorio nazionale” e considerati di importanza strategica a livello nazionale per la tutela della salute e dell’ambiente.

L’allarme è stato lanciato dai portavoce del M5S Lombardia sul blog di Beppe Grillo, che hanno puntato il dito contro la “realizzazione manu militari degli inceneritori”, parlando di “svolta autoritaria del governo”. Secondo il Movimento, le prime avvisaglie delle nuove intenzioni del Governo in tema rifiuti si erano manifestate a inizio agosto con l’approvazione del decreto legge 91 che dà il via libera alla gestione commissariale per la realizzazione di un impianto di incenerimento a Salerno, che dovrebbe risolvere il problema spazzatura in Campania. “Costruire l’inceneritore a Salerno è un modo per chiudere un ciclo di illeciti senza pensare alle conseguenze sull’ambiente, per risolvere il problema delle ecoballe e della terra dei fuochi” spiega Alberto Zolezzi, deputato M5S. La svolta sugli inceneritori prosegue nella bozza dello Sblocca Italia, in cui si parla genericamente di “misure urgenti per l’individuazione e la realizzazione di impianti per il recupero di energia dai rifiuti urbani e speciali”, dando mandato al Governo di procedere verso la creazione di una rete integrata che aprirà le porte degli impianti a tutte le regioni, realizzandone di nuovi, dove necessario.

Per il Movimento 5 stelle i tre provvedimenti – dl 91, collegato ambientale e Sblocca Italia sono tre fronti diversi, anche se collegati, che costituiscono “un vero e proprio attacco all’ambiente da parte del Governo”, che andrebbe invece a favorire le società che gestiscono e realizzano gli impianti, danneggiando la salute dei cittadini. “Con la scusa di semplificare – aggiunge Zolezzi – si preferisce seguire la logica delle speculazioni per accontentare le lobby, invece di investire nelle bonifiche e nei progetti di riciclo e recupero”.

 
Una valanga di monnezza in arrivo a Velletri PDF Stampa E-mail
Notizie

OCCHIO !!!
Il 25 agosto è stata inviata al Comune di Velletri l'istanza di pubblicazione di una Valutazione di Impatto Ambientale di un polo per il trattamento dei rifiuti da parte della società privata Ecoparco Srl.
Un progetto composto da cinque impianti:
- impianto di trattamento ed essiccazione con produzione di Css per 100.000/t anno;
- impianto di compostaggio per 40.000/t anno;
- impianto di trattamento del percolato per 30.000/t anno;
- discarica per 100.000/t anno;
- impianto di distribuzione del gas prodotto dagli impianti.

Complessivamente sarebbero gestite circa 270.000/t anno. L'area dell'impianto è situata nei pressi del carcere di Lazzaria dove attualmente esiste una cava di pozzolana esaurita.

Ecco un piccolo estratto della descrizione del polo rifiuti.

 
JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL
VALID CSS   |   VALID XHTML