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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

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Inchiesta rifiuti Lazio: interdetta la discarica di Albano. Serve l'alternativa a Roncigliano PDF Stampa E-mail
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ALBANO LAZIALELa Procura ha emesso un provvedimento restrittivo per tutti gli impianti del Gruppo Cerroni. Per i Comuni castellani nasce l'urgenza di individuare un'altro sito e annesso impianto Tmb dove trattare e conferire i rifiuti.

da www.ilmamilio.it

Gli scenari che si stanno aprendo a seguito dell’indagine della Procura sul sistema di gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio sono inquietanti e rischiano di gettare tutti  i Comuni dei Castelli romani in una situazione emergenziale che non ha precedenti.

Tutti gli impianti del Gruppo Cerroni, inclusa la discarica di Roncigliano e gli impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) della Pontina Ambiente, sono stati investiti da un provvedimento interdittivo, e dunque non possono, o meglio, non dovrebbero lavorare.

Interrogato dall’Amministrazione comunale di Albano il Prefetto ha reso noto che a partire dal 13 marzo è stato emesso provvedimento interdittivo ai sensi dell’art. 91 del D.Lgs. 159/2011 (antimafia) e successive modifiche ed integrazioni.

In base a quanto disposto dall’art. 94 del suindicato D.Lgs. 159/2011 1, “ Quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4 ed all'articolo 91, comma 6, nelle società o imprese interessate, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2 cui sono fornite le informazioni antimafia, non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni”.

Lo stesso articolo al comma 3 però prevede anche l’eventualità di bypassare il primo in “caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell'interesse pubblico, qualora il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi”.
E la soluzione al momento, per tutti i Comuni che sversano nella discarica di Roncigliano: Albano, Lanuvio, Ariccia, Rocca di Papa, Castel Gandofo, Marino, Ardea, Pomezia, e in parte anche di Roma, Fiumicino, Ciampino, Città del Vaticano, al momento non c’è.

Non solo trovare una nuova discarica, ma anche un nuovo impianto per il trattamento meccanico biologico risulta molto complicato e sicuramente non nelle possibilità di un singolo Comune.

In assenza di alternativa, dunque, e nella consapevolezza che non si può pensare di lasciare i rifiuti per strada, le Amministrazioni possono, e in parte lo stanno già facendo, emettere un’ordinanza per continuare a conferire i rifiuti nell’impianto e annessa discarica di Pontina Ambiente. Esattamente quanto sta accadendo per Malagrotta, dove il sindaco Marino, bypassando il provvedimento della Procura, ha autorizzato in via eccezionale l’impiego degli impianti di TMB della Colari, per un periodo di 90 giorni.

Ma la questione resta. Se il Tar non accoglie il ricorso dell’azienda, bisognerà trovare una soluzione alternativa per tutto il bacino che ora fa capo a Roncigliano (su cui già gravano i sospetti che siano state sversate volumetrie di rifiuti indifferenziati maggiori rispetto a quanto previsto), e su questo la parola spetta alla Regione Lazio.
Mercoledì prossimo, il 2 aprile, è stata convocata una conferenza dei servizi cui è stata invitata la Regione, la Provincia, l’Asl, l’Arpa e Volsca.

“Pretendiamo l'apertura di un percorso che porti a una soluzione del problema dei rifiuti che sta diventando ingestibile per le Amministrazioni comunali. – dichiara il consigliere delegato ai Rifiuti di Albano Luca Andrerassi -. Una soluzione che passi attraverso la chiusura della discarica, una bonifica dell'area e l'individuazione di un nuovo sito, con standard industriali ambientali adeguati ed idonei. Siamo stufi di doverci sostituire alla Regione Lazio nel suo ruolo autorizzativo e di controllo. Siamo noi che stiamo facendo la caratterizzazione idrogeologica. Siamo noi che abbiamo dato mandato per fare le valutazioni relative alla volumetria residua del VII invaso e valutare se ci sono stati stoccaggi superiori rispetto al dovuto. In questo senso ci aspettiamo, come ripetutamente richiesto, anche un tempestivo intervento relativamente alle efficienze di funzionamento del TMB, a nostro avviso responsabili anche dei periodici cattivi odori”.

 
Basta rifiuti da Cerroni, scoppia l’emergenza PDF Stampa E-mail
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L’Ama: situazione gravissima, non ci sono altenative. Il 50% dell’immondizia va a Malagrotta

dal sito: http://www.iltempo.it/ di Erica Dellapasqua

«Se il prefetto Pecoraro, come ha dichiarato, reputa che la missiva da lui inviata ad Ama è un’interdizione all’uso degli impianti di Colari conveniamo con lui che si determina una situazione di gravissimo allarme: ci attendiamo a questo punto da lui un’indicazione di soluzioni poiché rischiamo di lasciare senza destinazione oltre la metà dei rifiuti prodotti nella Capitale». Così ieri Daniele Fortini, nuovo ad di Ama, ha disegnato il quadro dopo che, in mattinata, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro aveva precisato che Roma «non può» più servirsi degli impianti di trattamento riconducibili al Colari di Manlio Cerroni, e società collegate, dopo l’inchiesta romana sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Sull’interdittiva antimafia il prefetto, su richiesta della stessa Ama, si era già espresso parecchi giorni fa, il problema - come sottolinea la municipalizzata - è che non ci sono alternative: «Nella lettera inviata al prefetto di Roma lo scorso 13 febbraio in risposta alla sua comunicazione - precisa Ama - l’azienda ha fatto presente di non poter interrompere il conferimento di rifiuti indifferenziati presso gli impianti tmb (impianti di trattamento meccanico biologico, ndr) e al tritovagliatore del Colari al fine di prevenire e scongiurare il verificarsi di una situazione di vera e propria emergenza a Roma, nella stessa lettera Ama chiedeva al Prefetto "di indicare una soluzione adottando i necessari provvedimenti o, in alternativa, di informare le autorità nazionali e territoriali esortandole a prendere esse i provvedimenti necessari"». Insomma, da un lato il prefetto Pecoraro «rischia» si ritrovarsi chiamato in causa nella gestione dei rifiuti romani, di cui si è già occupato in qualità di commissario straordinario tre anni fa, e dall’altro per la Capitale si prospetta l’ennesima emergenza, annunciata. La soluzione potrebbe essere un’ordinanza del sindaco in materia di igiene pubblica: di questo si parlerà oggi, nel corso di un incontro già convocato tra Prefetto e amministrazione comunale.

Come detto, il «caso» impianti di trattamento si è aperto con le dichiarazioni di Pecoraro. «Gli enti pubblici non possono lavorare con Colari perché c’è una interdittiva scaturita a seguito dell’indagine della Procura - ha spiegato il prefetto - A questo punto credo che il commissariamento dei due tmb di Colari sia la strada obbligata». «Non mi risulta che Ama continui a conferire in quegli impianti - ha continuato - perché l’ho informata dell’interdittiva e a questo punto la società deve prendere le sue decisioni, a meno che non ci sia una deroga, ma non mi risulta che sia stata fatta dalla magistratura o da me». In realtà, l'unica iniziativa «pratica» presa da Ama riguarda la sospensione dei pagamenti nei riguardi della società di Cerroni, per il resto più della metà dei rifiuti romani, circa 1.200 tonnellate giornaliere, sono finite ed ancora finiscono negli impianti di trattamento di Cerroni, che a Roma conta anche il tritovagliatore di Rocca Cencia, che lavora circa 800 tonnellate al giorno. Altre implicazioni, poi, per quanto riguarda l’intera regione. L’interdittiva, infatti, vale per la Capitale ma più in generale per tutte le altre strutture collegate al patron dei rifiuti Cerroni, a partire da Guidonia e Albano, dove opera la Pontina Ambiente: «Se il Comune che ha rapporti con la Pontina Ambiente mi chiede se c’è un’interdittiva io gli dirò che c’è», ha chiarito anche in questo caso Pecoraro. Ora, il fatto che recentemente il Colari abbia nominato un nuovo cda, composto da Candido Saioni, Alberto Carrera e Giovanni Ferreri, e quindi di fatto deliberato l’uscita di scena dei soggetti coinvolti nell’indagine, potrebbe «alleggerire» le decisioni da prendere. Resta ferma, comunque, la posizione di Ama: «Il compito di Ama è quello di raccogliere i rifiuti e consegnarli ad impianti autorizzati – ha concluso Fortino - se, per qualsivoglia ragione, gli impianti non potessero essere utilizzati non vi sarebbe possibilità per l’azienda di rimuovere una parte cospicua di rifiuti dalle strade, per questo, come il prefetto Pecoraro, auspico una soluzione urgente già nelle prossime ore». Come anticipato, l’alternativa è un’ordinanza urgente, che il sindaco potrebbe firmare per ragioni di igiene pubblica, che possa «congelare» il sistema fino alla nomina del nuovo commissario straordinario ai rifiuti, provvedimento che dipende dalle sorti e dai tempi del nuovo Governo. Oggi, sul problema impianti, è stato convocato un incontro tra Prefetto ed amministrazione comunale.

 
Rifiuti di Civitavecchia ad Albano. Quelli di Guidonia a Frosinone PDF Stampa E-mail
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Stop al tal quale nelle discariche. Caos trasferimenti fra le province. Lamentele dei residenti per l'inquinamento dei camion

da http://www.cinquequotidiano.it

La Regione Lazio, in attuazione della Circolare del Ministero dell’Ambiente e per superare le criticità presenti da tempo nella gestione del ciclo dei rifiuti dei comuni della Provincia di Roma, ha deciso di non rinnovare l’ordinanza in scadenza il prossimo 12 di febbraio per la discarica de l’Inviolata. Nell’ordinanza regionale si obbligava il gestore del sito dell’Inviolata a realizzare l’impianto di Tmb, autorizzato nel 2010, e i 51 Comuni del comprensorio a promuovere la raccolta differenziata Porta a Porta o almeno a separare l’umido.

ULTIMATUM IL 14 MARZO- La Regione è stata informata dal gestore, in prossimità della scadenza dell’ordinanza stessa, che l’impianto di Tmb sarà realizzato entro il prossimo 14 marzo. Quindi, in via temporanea e per il tempo utile al completamento dell’impianto, sarà necessario utilizzare un sito alternativo per il solo trattamento. La Regione, pertanto, ha supportato i comuni nell’individuazione di impianti con le necessarie autorizzazioni e con capacità sufficiente nel rispetto delle normative nazionali ed europee che fanno riferimento al principio di prossimità. Previsioni contenute anche nel Piano regionale vigente secondo il quale, nel caso di indisponibilità di impianti per il trattamento o lo smaltimento, i Comuni devono trovare una soluzione prima di tutto nel proprio Ato di riferimento, altrimenti negli Ato limitrofi. Dal prossimo mercoledì 13 febbraio, pertanto, tutti i rifiuti dei 51 Comuni che conferiscono a l’Inviolata potranno essere trattati a Colfelice, per essere poi smaltiti nel sito di Guidonia che dispone ancora di volumetrie sufficienti per gestire la fase transitoria in attesa del completamento del Tmb. Stessa situazione per la discarica di Civitavecchia.

AUMENTANO I CAMION AD ALBANO – Da oggi, infatti, e per un periodo di tempo transitorio, i rifiuti di Civitavecchia vengono inviati all’impianto di Albano per il trattamento. Gli scarti tornano poi indietro nel proprio sito di smaltimento, in attesa che al gestore venga approvato il progetto presentato per la realizzazione di un impianto di trattamento, così come prevede la legge.

 
Fortini, nuova nomina dell'AMA, chi è costui? PDF Stampa E-mail
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Dopo il forte imbarazzo provocato dall'aver nominato presidente ed amministratore delegato dell'Azienda Municipale Ambiente un personaggio come Ivan Strozzi, già indagato dalla Procura di Patti (Messina) per traffico illecito di rifiuti, il sindaco di Roma, Ignazio Marino tira fuori dal cilindro un nuovo personaggio: Daniele Fortini.
Fortini è l'attuale presidente di Federambiente, federazione delle aziende che si occupano di matrie ambientali, fra cui spiccano quelle di smaltimento di rifiuti, ci sembra quindi abbastanza ovvio ritenere che durante il suo mandato tenderà a tutelare gli interessi di questi gruppi di potere. Un'idea di cosa dovremo aspettarci ci arriva dai comitati napoletani, che a proposito del suo lavoro in ASIA, il corrispettivo napoletano dell'AMA commentano:

Ottime capacità a non far partire la raccolta differenziata e a  disorganizzare quel poco che c’è. E’ un brillante inceneritorista e sostenitore della necessità dell’inceneritore di Napoli Est e della gestione di detto impianto da parte di ASIA. Amico della lobby della combustione e nemico giurato dei comitati e delle lotte. [...] Quando fu eletto De Magistris, che si spacciava per il rivoluzionario arancione della monnezza, chiedemmo il suo licenziamento dal CDA di ASIA. De Magistris confermò tutte le nostre diffidenze su quello che sarebbe stato il suo operato (alias chiacchiere e distintivo) e lo confermò nel ruolo in ASIA. Diffidate gente, diffidate !!!

Per chi volesse sapere di più in proposito suggeriamo di andare a leggere un comunicato scritto in proposito dalla Rete Campana Salute e Ambiente: SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL FORTINI.


 
Ora l’Arpa denuncia: discarica fuori controllo PDF Stampa E-mail
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Ad Albano laziale il sistema anti-inquinamento che monitora la discarica di Roncigliano è inadeguato. Lo scandalo rifiuti si arricchisce di un altro colpo di scena. A mettere nero su bianco è l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale.

da http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/   di Fab. Dic.

Ad Albano laziale il sistema anti-inquinamento che monitora la discarica di Roncigliano è inadeguato. Lo scandalo rifiuti si arricchisce di un altro colpo di scena. A mettere nero su bianco è l’Agenzia regionale per l’ambiente nella relazione sui campionamenti delle acque del settembre 2013. Guarda caso è il settore dell’Arpa del quale è dirigente l’ingegnere Fabio Ermolli, indagato nella maxi-inchiesta dei carabinieri del Noe. E guarda caso la lettera è stata inviata a Provincia di Roma, Asl RmH e Comuni di Albano laziale a Ardea il 10 gennaio scorso, il giorno dopo l’ordinanza dei magistrati che inseriscono Ermolli nella lista dei sospetti e sono stati arrestati sette personaggi ritenuti della cricca dei rifiuti capeggiata dal "supremo" Manlio Cerroni: patron dell’invaso di Malagrotta, monopolista del sistema di smaltimento dell’immondizia in tutto il Lazio e per giunta ex datore di lavoro dell’ingegnere Arpa quando lui era alla Systema Ambiente di Brescia e il potente avvocato di Pisoniano era il legale rappresentante della srl.

«La rete piezometrica (di controllo, ndr ) a servizio della discarica - scrive Ermolli - è costituita da una serie di piezometri che si attestano nella falda principale... In primo luogo - osserva il dirigente - all’interno dei piezometri sono installate delle pompe che non consentono di applicare le condizioni ideali di un campionamento ambientale. La contaminazione da composti inorganici riscontrata la suddetta campagna di prevenzione - denuncia ora il solerte ingegnere – risulta essere caratterizzata dalla presenza costante di arsenico. Si rilevano inoltre due superamenti di fluoruri e due di alluminio» precisando che «quest’ultimo elemento si trova solo nel campione tal quale e non nella fase disciolta. La presenza di composti organici - spiega la relazione - si rileva attraverso 1,2 di cloropropano in concentrazione eccedente i limiti di legge rilevato nel piezometro FB1 all’interno del sito e a valle idrogeologica, com già riscontrato da Pontina Ambiente sullo stesso piezometro e sul piezometro B».

 
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