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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione.

Venerdì 31 Maggio, Assemblea pubblica, piazza S. Pietro Albano Laziale, ore 18

Mercoledì 5 Giugno, Assemblea pubblica, sede consortile del villaggio Valle Gaia, via S. Berardo dei Marsi, ore 17.30

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articoli usciti sul caffè dei castelli PDF Stampa E-mail
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Vi segnaliamo questi due articoli pubblicati sul n. 265 del "Caffè dei castelli" (clicca QUI per leggere il giornale on line).

A pagina 3 il giornale si occupa di energie rinnovabili, nello specifico sulla truffa che si nasconde dietro gli impianti a biogas,"le nuove energie rinnovabili" che vengono pubblicizzate dai soliti imprenditori verdi a caccia di ghiotti incentivi, mentre nella stessa pagina è presente uno specchietto che si occupa della centrale turbogas di Aprilia. A pagina 6 invece, potrete trovare un articolo che tratta dello stato della mobilitazione sulla vertenza inceneritore e discarica.

Buona lettura!

 
Rifiuti, nuova protesta a Colfelice Clini: "Dall'11 stop a Malagrotta" PDF Stampa E-mail
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Un altro sit-in dei cittadini. "Difendiamo la Ciociaria, non può diventare una pattumiera". Il ministro dell'Ambiente: "Qui viene fatto quello che l'impianto deve fare. E' uno scandalo che venga utilizzato al 50%, pagato con soldi pubblici, con personale sottoutilizzato"

dal sito roma.repubblica.it

Nuova protesta a Colfelice, in provincia di Frosinone, contro i rifiuti in arrivo da Roma, mentre il ministro dell'Ambiente Corrado Clini annuncia: "Siamo impegnati affinché dall'11 aprile non vengano più conferiti rifiuti a Malagrotta".

La protesta. Trecento manifestanti, tra cui molti cittadini dei vari comitati in lotta, hanno bloccato, dalle prime ore di questa mattina, circa ottanta mezzi dell'Ama davanti all'ingresso dell'impianto di trattamento meccanico biologico (tmb) che dovrebbe accogliere l'immondizia della capitale. Venerdì scorso avevano organizzato un'altra manifestazione davanti al sito della Saf (la società che gestisce l'impianto) dopo la beffa di sabato con l'ingresso dei mezzi dell'Ama all'alba per evitare le proteste degli abitanti.

Il presidio si svolge sotto lo sguardo attento delle forze dell'ordine. E' prevista l'assemblea straordinaria dei 91 sindaci della zona, 'proprietari' della Società ambiente Frosinone. All'ordine del giorno la richiesta di un tavolo tecnico permanente tra i primi cittadini, la Saf e la Regione Lazio, con l'obiettivo di aprire una trattativa per la rimodulazione del Piano rifiuti regionale e scongiurare il trasferimento a Colfelice dei rifiuti capitolini. "La nostra battaglia rimane forte e decisa - ha detto Antonio Salvati, primo cittadino di San Giovanni Incarico e portavoce dell'assemblea dei sindaci - Vogliamo ribadire ancora una volta il nostro 'no' ai rifiuti di Roma. Siamo tanti, tutti insieme per difendere la Ciociaria, che non può diventare la pattumiera di Roma".

La questura di Frosinone, dopo qualche ora dalla protesta, ha riferito che "nove camion dei rifiuti provenienti da Roma sono entrati regolarmente nell'impianto Saf di Colfelice, nel frusinate. Un altro camion al momento è fermo all'ingresso del sito". Sono circa 300 i manifestanti che partecipano alla protesta, tra i quali anche diversi sindaci della Valle del Liri, che esprimono il loro dissenso "forte ma composto". Intanto continuano ad arrivare i camion dei rifiuti provenienti dalla provincia di Frosinone. "La polizia di Stato - precisa la questura - ha predisposto calibrati servizi per garantire la sicurezza pubblica ed ha avviato una mirata attività di mediazione che già sta dando i suoi risultati atteso che, sebbene a singhiozzo, i camion di questa provincia vengono lasciati transitare".

In prima fila alla manifestazione anche il sindaco di Colfelice, Bernardo Donfrancesco: "Chiediamo che sia interrotto subito il flusso dei rifiuti da Roma e per Roma - dice - Questo via vai di mezzi oltretutto crea non solo danni ambientali ed econologici ma anche disagi alla viabilità". Il sindaco riferisce che "c'è molta animazione al momento ma si tratta di una protesta pacifica".

L'annuncio del ministro. "Stiamo lavorando affinché dall'11 aprile non vengano più conferiti rifiuti a Malagrotta", spiega il ministro dell'Ambiente Clini a margine della conferenza al Gemelli per la firma di un accordo per la riqualificazione 'verde' dell'ospedale.

"La situazione rifiuti a Roma non è un buon biglietto da visita internazionale per il nostro Paese", aggiunge il ministro. "Miglioriamola, recuperiamo i rifiuti. Proprio una struttura grande e complessa come il Policlinico Gemelli può diventare un esempio per la città attivando una filiera efficiente di smaltimento". Poi il ministro chiosa, "continua a girare l'idea che a Roma non si riesca a fare. Perché? Per via di particolari caratteristiche genetiche dei romani? Lo domando agli esperti, ma francamente non credo".

il ministro parla anche delle proteste in atto: "Non mi occupo dell'organizzazione del conferimento dei rifiuti per il trattamento a Colfelice. A Colfelice si sta applicando la legge. Mi dispiace molto ci siano proteste che, ripeto, sono infondate, alimentate da informazioni false che fanno supporre che Colfelice diventi la sede dove rimangono i rifiuti di Roma. Questo è totalmente falso". Secondo il titolare dell'Ambiente "a Colfelice viene fatto quello che l'impianto deve fare: produrre combustibile derivato dai rifiuti sulla base della legge, dell'autorizzazione ricevuta e sulla base della capacità - ha aggiunto Clini - E' uno scandalo che ancora non venga messo in evidenza che quell'impianto è utilizzato al 50%, pagato con soldi pubblici, con personale che viene sottoutilizzato. E' una cosa inaccettabile e non si capisce come sia ancora possibile che qualcuno possa raccontare che nell'impianto vengano depositati i rifiuti di Roma perché non è vero: si tratta di un impianto industriale per produrre combustibile, lo produce, esce dall'impianto e ritorna a Roma".

E' intervenuto anche il ministro del'Ambiente, Corrado Clini: "Non mi occupo dell'organizzazione del conferimento dei rifiuti per il trattamento a Colfelice dove si sta applicando la legge. Mi dispiace molto ci siano proteste che, ripeto, sono infondate, alimentate da informazioni false che fanno supporre che Colfelice diventi la sede dove rimangono i rifiuti di Roma. Questo è totalmente falso. A Colfelice viene fatto quello che l'impianto deve fare: produrre combustibile derivato dai rifiuti sulla base della legge, dell'autorizzazione ricevuta e sulla base della capacità - ha aggiunto Clini - E' uno scandalo che ancora non venga messo in evidenza che quell'impianto è utilizzato al 50%, pagato con soldi pubblici, con personale che viene sottoutilizzato. E' una cosa inaccettabile e non si capisce come sia ancora possibile che qualcuno possa raccontare che nell'impianto vengano depositati i rifiuti di Roma perché non è vero: si tratta di un impianto industriale per produrre combustibile, lo produce, esce dall'impianto e ritorna a Roma".

E sulla situazione rifiuti a Roma, il ministro ha aggiunto: "Non è un buon biglietto da visita internazionale per il nostro Paese. Miglioriamola, recuperiamo i rifiuti. Continua a girare l'idea che a Roma non si riesca a fare una filiera efficiente di smaltimento. Per via di particolari caratteristiche genetiche dei romani? Lo domando agli esperti, ma francamente non credo'', ha concluso Clini.

 
Strategia Energetica Nazionale: Il governo dimissionario fa l'ennesima porcheria. PDF Stampa E-mail
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Si toglie il sostegno pubblico alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori e si riconferma anche l'avvio delle trivellazioni per petrolio e gas a mare e a terra, oltre ad incentivare il carbone.[...]

dal sito http://coscienzeinrete.net/

[...] La Strategia Energetica Nazionale varata non è sostanzialmente modificata rispetto al documento originario, ma rende palese un vero e proprio abominio: quello di togliere il sostegno pubblico [...] alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori. Pur avendo apparentemente accolto elementi suggeriti da molti nelle consultazioni (riferimenti all'obiettivo di decarbonizzazione al 2050), li pone a mo' di corollario e non in un vero e proprio percorso a tappe, rendendoli del tutto ininfluenti.

"Nel documento si paventa la volontà di togliere dalla bolletta ulteriori forme di sostegno alla crescita delle rinnovabili, mentre invece si vorrebbe porre a carico dei consumatori le spese per i rigassificatori e per il cosiddetto hub europeo del gas, un hub che l'Europa non ha mai detto di volere e certo non giustificato dalla domanda interna (in decrescita).

Questi sussidi si andrebbero ad aggiungere alle centinaia di milioni che vengono reperite in bolletta e distribuite ogni anno alle cosiddette "fonti energetiche assimilate" CIP 6, alle centrali a olio combustibile dell'Enel, per la dismissione ormai trentennale del nucleare ecc. Insomma, un'ulteriore regalia alle lobby fossili. Per di più si mantiene stabile la quota di carbone (oggi in aumento) invece di essere conseguenti rispetto agli obiettivi ambientali proclamati e dichiarare la volontà di dismissione delle centrali, a cominciare da quelle più inquinanti".

"Inoltre la strategia riconferma la volontà di dare l'avvio alle trivellazioni per petrolio e gas in tutta la penisola e in mare, pur sottolineando che non si sostiene lo shale gas. Ma la realtà è che le accortezze ambientali non valgono per concessioni già date, che sono un'infinità, quindi il danno potenziale per un Paese come l'Italia, che fonda la sua ricchezza sul turismo, sarebbe un danno incalcolabile".

"Il problema rimane quello di non aver operato una vera scelta a favore di un modello basato su rinnovabili ed efficienza, e quindi di non individuare una vera e propria strategia di transizione, come sta invece avvenendo in Germania. Per questo la Strategia finisce per essere solo un modo per sostenere i soliti noti e non intaccare, anzi favorire gli interessi delle grandi lobby dei combustibili fossili".

CliniUna sorta di "colpo di mano" sarebbe dunque in atto da parte di un governo dimissionario, con il varo della Strategia Energetica Nazionale che tutela, in larga parte, le fonti fossili. [...] il ministro dell'Ambiente Clini ha detto di aver firmato - insieme al suo collega dello Sviluppo Economico, Corrado Passera - un decreto interministeriale col quale si approva la Strategia Energetica Nazionale.

[...] si tratterebbe di un atto illegittimo, adottato da un governo in carica solo per gli affari correnti, su una materia di programmazione strategica che tutto rappresenta fuorché "ordinaria amministrazione". La SEN, infatti, è un documento che definisce lo sviluppo energetico dell'Italia da qui al 2020: un periodo troppo limitato per una strategia, ma sufficiente per ipotecare il futuro del Paese con il delineato impulso alla trasformazione in hub del gas e il via alle trivellazioni selvagge.

[...]

Tutto ciò avviene mentre si sta per insediare un nuovo Parlamento. Il testo che il ministro dell'Ambiente e quello dello Sviluppo Economico promuovono è peraltro un mistero, dal momento che dopo un processo di consultazione su una prima bozza – processo al quale hanno partecipato anche alcune associazioni ambientaliste, rilevando numerose debolezze – nessuno ha potuto leggere la versione definitiva che ora sarebbe stata approvata.

Questa strategia – nella sua prima stesura – è applicata a uno scenario di respiro troppo breve, che arriva solo al 2020, ed è fondata su pochi capisaldi:

- incentivare e facilitare lo sfruttamento delle scarsissime risorse petrolifere del Paese, mettendo a rischio ambiente, paesaggio e salute pubblica per un ritorno economico esiguo;

- fingere che non esista la questione carbone – la fonte più dannosa per il clima e la salute umana – salvo continuare ad approvare nuovi progetti di centrali alimentate con quella fonte (come nel caso di Saline Joniche) o progetti di ampliamento di impianti già esistenti (come nel caso di Vado Ligure);

- definire obiettivi di sviluppo ambiziosi per le fonti rinnovabili, ma identificare al contempo strumenti del tutto inadeguati a consentire questa crescita;

- trasformare l'Italia in un grande hub del gas, senza chiarire i vantaggi per il paese vista l'assenza di politiche che superino gli impianti a carbone e a olio combustibile.

Mentre si predispongono così nuove regalie alle lobby delle fonti fossili, gli investimenti in fonti rinnovabili, in Italia, sono calati del 51 per cento nel 2012 (dato reso noto oggi dall'OCSE) per effetto dell'incertezza normativa, delle riduzioni "selvagge" e non cadenzate degli incentivi, nonché per le barriere amministrative: ovvero, si sta rallentando o affossando l'unico settore che aveva dimostrato, in questi anni, una tendenza anticiclica, continuando a generare Pil e occupazione.

[...]

 
28 MARZO ORE 9.00 - PRESIDIO - VIA FLAMINIA 189 ROMA AL TAR LAZIO. PDF Stampa E-mail
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PRESIDIO CONTRO L'APERTURA DEL CANTIERE DELL'INCENERITORE.

 

28 MARZO ORE 9.00 - TAR Lazio, Via Flaminia 189, ROMA

Il 28 marzo è fissata l'udienza presso il TAR per discutere la sospensiva degli effetti delle deliberazioni della regione Lazio con le quali si proroga al 2015 la validità dell'AIA dell'agosto 2009. Con questo atto, emanato dal direttore generale Luca Fegatelli, si intimava al COEMA(Cerroni, ACEA, AMA) di costruire un inceneritore nel nostro territorio. I provvedimenti regionali, inoltre, approvano un nuovo cronoprogramma in base al quale ci troveremmo nell'immediatezza dell'inizio del cantiere.

L'insistenza con cui la Regione continua a spingere questo progetto è una vera provocazione per la popolazione dei Castelli Romani!

Nel nostro territorio è in atto una crisi idrogeologica imponente rappresentata dal drastico abbassamento delle falde che comporta per l'ACEA l'impossibilità di alimentare gli acquedotti con acqua ove arsenico e fluoro siano entro i limiti di legge. In questa situazione si pretende di istallare un impianto che consuma 28 metri cubi di acqua l'ora. Di più nel 2010 e nel 2011 l'Arpa Lazio, benchè diretta da un ingegnere della scuderia Cerroni, ha dovutoconstatare nelle falde cloroformio e benzene varie volte sopra i limiti. Questa situazione di totale compromissione ambientale viene del tutto negata nell'AIA 2009.

Gli inceneritori non solo devastano il territorio,ma sono anche una truffa industriale: l'impianto gemello di quello di Albano messo inopera a Malagrotta, sia pure in una sola linea di lavorazione, è fermo da un anno e mezzo e non si sa se per sequestro giudiziario, per incidente o per mancanza di fondi pubblici o per altro!

Questi impianti senza soldi pubblici non sono convenienti per il privato. Sarà per questo che il COEMA, che dal 2009 avrebbe dovuto cominciare alla svelta il cantiere, ancora sta fermo! Mentre Cerroni continua a spingere per avere gli incentivi, continua a puzzare e molto la discarica di Roncigliano arricchita oggi dai rifiuti romani, grazie Clini!

Quindi non solo è doveroso che il TAR disponga la sospensiva e poi la cancellazione dei provvedimenti regionali, ma che discuta finalmente i nostri ricorsi contro la messa in opera del VII invaso e ne disponga la chiusura.

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

 
Le nuove vie dei rifiuti urbani PDF Stampa E-mail
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Mentre la raccolta differenziata porta a porta è ancora miseramente ai minimi nei Comuni dei Castelli Romani e a Roma è del tutto assente dall’orizzonte della giunta Alemanno e di chi lo ha preceduto, si fa del tutto per renderla inapplicabile a favore di interessi economici consolidati o emergenti.

E’ in corso di VIA il progetto per realizzare un impianto di tritovagliatura dei rifiuti presso la Trasferenza di V. del Casale Lumbroso della E. GIOVI SRL. Non c’è bisogno di essere scienziati per capire che è la via opposta a qualsiasi reale politica di azzeramento di discariche, inceneritori e bruciatori di biomasse, comunque etichettate. La tritovagliatura riduce il volume ma rende impossibile qualsiasi separazione dei rifiuti finalizzata al riciclo, ancora peggio del Trattamento Meccanico Biologico (TMB) che separa a valle e in modo pessimo anziché a monte. La tritovagliatura contro qualsiasi logica, salvo l’interesse dei vari Cerroni &C, non ha che la discarica come unico sbocco finale.

Contro riduzione e riciclo si stanno viceversa incentivando altre forme di smaltimento o di diversa destinazione dei rifiuti urbani.

  • E’ il caso del TMB applicato al tritovagliato, buono per ricavare combustibile da incenerire e Frazione Organica Stabilizzata (FOS). Questa frazione è talmente poco stabilizzata che viene usata sempre più spesso per alimentare digestori anaerobici e ricavare energia “da biogas” incentivata grazie ai decreti Clini. Lo scarto finale da cui è stato estratto metano e schifezze varie ritorna ancora una volta in discarica rendendola eterna.
  • E’ il caso (creato anch’esso dai decreti Clini e dai suoi incentivi) dell’uso criminale dei Combustibili Solidi Secondari (CSS) nei cementifici. L’Italcementi Spa di Colleferro ha chiesto alla Regione l’autorizzazione al “recupero di rifiuti come combustibile nella cementeria di Colleferro in loc. V. Sabotino 13”. Il progetto è in fase di verifica e c’è da credere che Zingaretti, nuovo governatore della regione Lazio non negherà l’autorizzazione. Così il nostro cemento quello usato in costruzioni e ristrutturazioni verrà gonfiato e arricchito di ceneri velenose. Italcementi ringrazia.

Se così sarà costoro si renderanno responsabili di ulteriori morti per cancro in una valle massacrata da emissioni di veleni di tutti i tipi. Sarà così a rischio anche la salute degli inconsapevoli operai edili. Ma non è finita e questa, se possibile, è ancora più allucinante.

La Best Beton srl ha proposto (progetto in verifica alla regione) la realizzazione di un impianto da adibire al recupero delle ceneri della combustione del carbone e lignite, finalizzato alla produzione di conglomerati cementizi in loc. Castel Malnome, V. Castel Malnome snc.

Così cementi e materiali da costruzione pieni zeppi di metalli pesanti e sostanze minerali tossiche avveleneranno le nostre case. Dopo che ci stanno rendendo l’aria esterna irrespirabile faranno altrettanto con quella interna.

Il ciclo dei rifiuti in mano a criminali istituzionali in giacca e cravatta cambia pelle. Anziché puntare sulle volgari discariche abusive o altre forme troppo sputtanate è meglio affidarsi alle mille inventive “legali” di ministri compiacenti. Perché riciclare quando possiamo valorizzare i rifiuti in tanti modi lucrosi. Lasciamo una parvenza di riciclo, buona per i gonzi e facciamo fruttare l’organico, la carta, la plastica, il legno, per tanti bei kilowatt pagati profumatamente. E siccome dai vari bruciatori avremo tra le scatole tante  ceneri tossiche e nocive che ci costerebbero lo smaltimento in discariche speciali o illegali, perché sprecarle quando possiamo prendere due piccioni con una fava? Appunto!, ci facciamo cementi e materiali edili e ci guadagnamo tanti soldini.

Aldo Garofalo (Chimico, tecnico del coordinamento contro l'inceneritore di Albano)

 
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