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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

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PROSSIME INIZIATIVE:

  • Sabato 25 OTTOBRE ore 17,30 A VELLETRI IN PIAZZA MAZZINI ASSEMBLEA PUBBLICA contro la valanga di monnezza in contrada Lazzaria
  • Giovedì 30 OTTOBRE ore 21, OK CLUB CANCELLIERA ASSEMBLEA PUBBLICA
  • Sabato 1 NOVEMBRE ore 8, PRESIDIO DAVANTI LA DISCARICA DI RONCIGLIANO
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ore 15 SOTTO LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE a via della Pisana per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

I problemi ambientali prodotti dalle centrali a biomasse-biogas. (il caso della Biovis srl ad Ariccia) PDF Stampa E-mail
  1. Da quello che c’è scritto nella sintesi (Studio Preliminare Ambientale), l’impianto anaerobico-biogas Biovis srl per il trattamento FORSU a via delle Grotte 4 di Ariccia, (a 500 mt circa dall’impianto ad oli esausti Oil System di Cancelliera) avrà circa le stesse dimensioni annue di quello della Volsca, 30.000 ton/a e 82 ton/g. Caratteristiche simili, ovvero digestione anaerobica a caldo (55°C) per ottenere metano, combustione per produrre energia elettrica inferiore a 1 Mega-Watt, e poi compostaggio aerobico.
  2. Quindi stessi problemi, che riassumiamo chiarendo subito una cosa:

    • Il cosidetto “compost” che si ricava dalla FORSU dopo digestione anaerobica (DA) (in assenza d’aria per ottenere metano da bruciare) non ha niente a che vedere col compost naturale ottenibile esclusivamente da trasformazione all’aria.
    • La buona qualità del “compost” di cui ci raccontano nei loro progetti è smentita dall’analisi compositiva dei prodotti riportata da più fonti.
    • L’azoto organico dopo DA diventa per quasi il 50% ammoniacale(1) (solubile). Invece nel compost aerobico l’azoto è quasi tutto organico a lenta cessione e non è dilavabile nel terreno. Quello ammoniacale dopo DA, al contrario, finisce facilmente in falda o nei corsi d’acqua in poco tempo.
    • Il trattamento solo aerobico dell’organico vegetale da rifiuti non produce CO2 come sostiene falsamente qualcuno, anzi il carbonio viene humificato, ossia trasformato in molecole complesse e non volatili altamente utili per le piante.
    • L’energia elettrica prodotta sarebbe economicamente in perdita se non godesse di incentivi poderosi (28 eurocent/kWh).
    • La combustione del biogas non modifica, semmai aggrava le emissioni serra.

    Gli inquinanti:
    • La digestione anaerobica produce percolato (codice CER 19.06.05). Il percolato si arricchisce continuamente di azoto ammoniacale (40% del totale). Una parte sarà riciclata sulla massa in digestione ma un’altra parte dovrà essere accumulata, poi depurata per osmosi e infine immessa nelle acque superficiali (Biovis: Studio Preliminare Ambientale pg.7). Sappiamo che l’osmosi produce un 25-30% di “ritenuto” ossia di prodotto altamente inquinante di scarto, inesistente nel compostaggio aerobico.
    • L’uso sistematico in agricoltura di questo tipo di “compost” impoverito di azoto e di sostanza organica non è senza conseguenze perché nel tempo produce perdita di fertilità reale del terreno. L’assurdo è che da un lato si finanzia l’aumento della sostanza organica (da Michele Corti), dall’altro la si distrugge con gli incentivi al biogas. Visto da chi persegue solo il profitto non fa una piega.

    Le emissioni:
    • Chi ci racconta che gli impianti a biomasse-biogas sono ecologici perché bruciano metano “rinnovabile” e riducono l’uso di combustibili fossili, ci nasconde l’altra parte del problema. Primo, ogni combustione è dannosa ed è alternativa alle energie veramente pulite. Secondo,il metano generato non è affatto puro e la sua combustione genera emissioni inquinanti.
    • Oltre a metano e anidride carbonica la DA produce ossido di carbonio, ossidi di azoto (NOx), piccole quantità di gas tossici: idrogeno solforato e idrocarburi clorurati. Gli idrocarburi contenenti cloro in fase di combustione possono trasformarsi in diossine la cui tossicità si manifesta a concentrazioni piccolissime (picogrammi).
    • I filtri più o meno sofisticati, come al solito, non risolvono se non in minima parte il problema delle nanopolveri, ricche di COT (carbonio organico totale)
    • Le emissioni giornaliere in atmosfera di un impianto a biogas da un mega watt, (da Alberto Zolezzi, Mantova) equivalgono a circa 35 kg di ossidi di azoto, i principali precursori delle polveri sottili. Questa quantità di emissioni corrisponde ai fumi prodotti da 10.000 automobili che in un giorno percorrono una distanza di 20 km. Viene da pensare, chissà cosa direbbe il sindaco di Albano, sicuro che il bruciatore di oli esausti di Cancelliera inquina come tre automobili !!.
 
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