La bozza di Dlgs resa pubblica alla vigilia di Natale, che dovrebbe dare attuazione all’art.25 della legge 99/09 (rilancio del nucleare) non si limita solo a regolare la scelta dei siti nucleari, ma arriva a definire i criteri di accettazione dei nuovi impianti utilizzando una serie di contraffazioni procedurali e normative, che dovrebbero mettere in allarme non solo la classe politica, ma anche il personale tecnico-scientifico che sarà coinvolto nella gestione di questo nuovo ciclo nucleare. L’impostazione del Governo su questa delicata materia è pari a quella di colui che, volendo costruire una casa, comincia dal tetto. Il decreto, infatti, è finalizzato (formalmente) a stabilire criteri e procedure per la localizzazione di impianti nucleari (centrali, depositi e fabbriche di combustibile) prima ancora che lo stesso Governo abbia stabilito quali siano i criteri e le procedure che sovrintendono alla progettazione, costruzione ed esercizio di simili impianti, vale a dire quello che nella normativa IAEA e nelle due Convenzioni internazionali (Sicurezza nucleare del 1994 e quella sul combustibile-rifiuti del 1997) è chiamato il legal framework. Questo insieme di leggi, regolamenti e norme tecniche, in Italia è del tutto deficitario, essendo composto da documenti che risalgono a più di 20 anni fa (le guide tecniche del CNEN, mai aggiornate) e che ancora all’epoca della realizzazione di Montalto di Castro, costringeva noi tecnici del settore a fare ampio ricorso alla normativa Usa. Questo deficit normativo, nonostante abbia implicazioni serissime sul piano dell’affidabilità e della sicurezza, tanto da risultare il cardine delle prescrizioni enunciate dalle due Convenzioni sopracitate, è stato aggirato dal comma 1 Art.7 del decreto in questione (Disposizioni per la verifica tecnica dei requisiti degli impianti nucleari). Si stabilisce che i reattori già licenziati in paesi con cui l’Italia ha accordi bilaterali (leggi Francia ed Usa) sono sostanzialmente approvati anche nel nostro paese, sollevando l’Agenzia Nucleare di compiti che altrimenti non sarebbe in grado di assolvere data la scarsità di mezzi e personale qualificato di cui è composta. Leggi tutto
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