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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

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GIOVEDì 30 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza San Nicola,1, Ariccia, ore 15.30


Sull'incendio alla ecox di pomezia PDF Stampa E-mail
Notizie - Comunicati stampa

Le tranquillizzanti notizie che nelle 48 ore successive all’incendio ECOX di Pomezia si è affrettato a dare in tv un codazzo di pompieri e un solerte funzionario Arpa, citando i responsi di centraline (Cinecittà, Ciampino) ad anni luce dalla direzione dei venti nella mattinata del 5 maggio, sono state smentite quasi subito dai primi risultati del PM10 in zone più vicine al sito: 130mg/mc il 7 e 73mg/mc l’8 maggio (limite 50) e ora dai primi dati degli idrocarburi rilevati il 5 e 6 a 200mt Benzo(a)pirene (Idrocarburi Policiclici Aromatici) 9.1 nanogrammi/m3 (limite annuale 1 ng/m3).Policlorobifenili (PCB) 394 picogrammi/m3. Diossine e furani 77.5 pg/m3 (valore di riferimento 0.1 pg/m3).

Non ci tranquillizza il fatto che quell’impianto fu autorizzato nel 2010 a “gestire”, oltre alle plastiche, rifiuti pericolosi, prodotti chimici etc. (in manufatti con il tetto all’amianto che nessuno controllò) dall’ex dirigente regionale Raniero De Filippis, poi agli arresti per presunto favoreggiamento  delle attività illegali del boss dei rifiuti Manlio Cerroni.L’immensa nube nera sprigionata da plastiche e materiali ancora sconosciuti ha continuato a levarsi per giorni e giorni, portando ad alta quota e in tutte le direzioni fibre di amianto, diossine, furani e centinaia di idrocarburi cancerogeni, di cui sapremo forse qualcosa non prima di due settimane.

Dopo neanche 11 mesi dall’altro terribile incendio del TMB Pontina Ambiente a Roncigliano, torniamo a dover subire  le conseguenze della devastante diffusione nel nostro territorio di impianti inquinanti che lavorano rifiuti pericolosi e/o materiali combustibili (discariche, TMB, biogas, fluff, depositi carburanti, depositi di amianto) o impianti chimici ad elevato rischio di incidente rilevante (RIR) costruiti e gestiti spesso in spregio alle più elementari norme di sicurezza e di prevenzione antincendio.

Pomezia, da oltre 50 anni area  industriale, è stata considerata al pari di Colleferro zona franca per le peggiori e più pericolose istallazioni. Insieme ad Aprilia colleziona un numero notevole di istallazioni RIR o comunque ad alto rischio di incendio che anziché scomparire aumentano in tutto il territorio a sud di Roma. Basti citare gli impianti realizzati o proposti che ricavano gas metano dall’organico di rifiuti e biomasse ad Ardea, Anzio, Aprilia, Pomezia, Solfaratella, Artena etc.  Non ultima l’idea criminale, che ancora non sappiamo quanto scongiurata, di voler realizzare un impianto a biomasse da 60.000 ton. (Cogea) che produce biogas metano, altamente infiammabile e a rischio esplosivo vicino agli enormi depositi di carburanti dell’ENI e della Liquigas in località Torremaggiore di Pomezia.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITÀ

 
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