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Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

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VENERDì 26 MAGGIO, PRESIDIO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO, ORE 10,30, VIA ROSA RAIMOINDI GARIBALDI

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Notizie - Comunicati stampa

Nonostante le continue dichiarazioni di presidente, assessore e dirigenti regionali tendenti a rassicurare cittadinanze preoccupate e comitati sul piede di guerra, il Piano Rifiuti della Regione Lazio, previsto e contrabbandato in anticipo come “virtuoso”, non riesce a vedere la luce, nonostante sia un obbligo di legge e nonostante ci sia incombente la minaccia della Commissione europea. E forse è meglio perché, da quel che è trapelato, si prevedono solo i consueti rinnovi di vecchi, inutili e superati impianti (discariche, TMB, inceneritori).

Di sicuro, visto quanto dichiarato dall’Ass.re Buschini il 10-1-2017 in Commissione Ambiente anticipando i “contenuti strategici del Piano”,  ci sentiamo di condividere solo l’ultimo capoverso dove si riconosce che : “con la gestione rifiuti non si può scherzare...e quanto il settore sia esposto a condizionamenti indesiderati di illegalità… in una regione che per  colpe e manchevolezze è stata commissariata per oltre dieci anni”.

Il fatto è che, finora, l'unico documento ufficiale emerso dagli uffici della Giunta Zingaretti è la Deliberazione n. 199 del 22 aprile 2016, chiamata “Determinazione del fabbisogno”, che rappresenta solo un elenco col fiato corto delle previsioni di produzione rifiuti e di una disponibilità impiantistica del tutto teorica, perché molti impianti sono autorizzati ma non costruiti, altri sotto indagine penale, altri ancora sottoposti a lunghe procedure di autorizzazione.

Vero è che, parallelamente, sta procedendo il tentativo di dotare anche la nostra regione di impianti di “valorizzazione della frazione umida con produzione di biogas/biometano”. Si tratta di impianti pericolosamente nocivi e diseconomici che, distruggendo cospicue quantità di preziosa materia, recuperano energia dai residui organici “valorizzandoli” ad unico vantaggio di imprenditori che realizzano cospicui guadagni anche grazie a generosi incentivi pubblici. A gettarsi nella mischia, nel nuovo business dei rifiuti, sono non solo rapaci impiantisti locali, ma potenze nazionali come la Coldiretti, che cavalca secondo convenienza qui il biogas e là il compostaggio aerobico o associazioni pseudo ambientaliste come Fare Verde che invita la Regione a inserire il biogas nel Piano zonizzando il territorio per meglio tutelare gli interessi dei costruttori o ancora il Consorzio Italiano Compostatori che tutela col marchio di qualità anche il pessimo ammendante compostato prodotto dagli impianti a biogas.

Tali impianti per la produzione di biogas/biometano sfuggono spesso e volentieri alle procedure trasparenti e pubbliche regionali, tanto che risultano solo in parte – nonostante trattino rifiuti organici – negli elenchi delle disponibilità impiantistiche della omertosa Regione Lazio. Eppure, il residuo organico costituisce ben il 30-35% del totale dei rifiuti.

Alle belle parole degli uffici regionali sulla redazione di un Piano rifiuti virtuoso, attento alla prevenzione della produzione degli scarti urbani, teso alla raccolta differenziata, corrispondono i soliti elenchi di impianti, conditi da uno stuolo di nocivi stabilimenti di combustione.

Il Coordinamento dei comitati Rifiuti-Energia del Lazio ripete ormai da anni che non è con questi impianti che si affronta in modo corretto la produzione dei rifiuti urbani, ma diminuendola a monte, non realizzando prodotti non riciclabili, recuperando tutto quel che è possibile recuperare, senza ricorrere a discariche ed inceneritori comunque mascherati, valorizzando la frazione organica in piccoli impianti aerobici per la produzione di compost. Questa e solo questa è la ricetta che viene dai territori, dal pubblico interesse e non dagli affaristi privati e dai loro amici presso la Regione Lazio. In mancanza, sarà - ed è già - lotta dura!

Per un corretto e diffuso compostaggio aerobicoPer la chiusura di inceneritori e discarichePer il ritiro del famigerato “Decreto Clini” che permette di incenerire rifiuti nei cementificiPer la lotta contro le “bio”truffe e lo stop agli incentivi ai “bio”gassistiPer la difesa della salute e dell'ambientePer la difesa dei nostri territori

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

 
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