Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

GIOVEDì 30 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza San Nicola,1, Ariccia, ore 15.30


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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Marrazzo chiude entrambi gli occhietti PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Marzo 2008 07:33

 

La notizia è arrivata nel pomeriggio dalla rete: il Presidente della Regione Lazio Marrazzo sarebbe stato ad una cena elettorale in un noto ristorante sul lago di Castel Gandolfo. Un’occasione unica per incontrare direttamente il Presidente Marrazzo, lontano dai riflettori della politica romana, in uno degli angoli più belli dei Castelli Romani: il lago di Castel Gandolfo.

Un incontro al lago di Castel Gandolfo riveste un significato simbolico: l’ecomostro ha bisogno di molta acqua e la sua eventuale realizzazione avrebbe ulteriormente compromesso il precario equilibrio delle falde acquifere della zona, minacciando in primis i laghi di Albano e di Nemi, lo stesso Parco dei Castelli Romani. Anche il “ristorante sul lago” assume un significato simbolico, in quanto rappresenta l’accoglienza dei Castelli Romani, con l’offerta dei suoi prodotti tipici, a cominciare dai vini DOC.

All’ appello lanciato sulla rete hanno risposto in poche ore moltissime persone che da Velletri a Marino sono accorse per difendere i Castelli Romani dalla lobby dell’inceneritore. Nonostante la pioggia, il coordinamento, armato con gli striscioni “storici” del corteo del 15 marzo 2008, dei fischietti e dei palloncini colorati del Comitato di Via Massimetta, ha atteso per circa due ore l’arrivo del Presidente Marrazzo.

Alle ore 23 è arrivato il Presidente della Regione Lazio, il quale non si è sottratto al confronto con il coordinamento ed ha risposto alle numerose domande. Marrazzo ha sottolineato di non aver preso alcuna decisione in merito all’inceneritore di Roncigliano, ma di aver intanto avviato "la procedura burocratica" all' eventuale sua costruzione, ponendo la ormai storica firma del 30 dicembre 2007. Insomma, ha firmato, ma cerca di non assumersene le responsabilità cercando di far vedere che il suo è solamente un comportamento di prassi, che segue gli iter amministrativi dai quali un "buon politico" non può sottrarsi! Invece per noi mettere nero su bianco l' attacco alla salute di cittadine e cittadini dei Castelli Romani non è prassi. Così come non è prassi minacciare le aziende agricole che vedranno i loro prodotti svalutarsi nel mercato locale e nazionale. Pensiamo che la prassi per un politico, sia tutelare gli interessi, il bene della popolazione e del territorio che essa vive!

Il Presidente ha poi anticipato iniziative per lanciare finalmente la raccolta differenziata nella Regione Lazio, aggiungendo che tali iniziative saranno varate tra “pochissimi giorni”. Noi aspetteremo, ma quello che è emerso dallo scambio dialettico, è che il commissario straordinario dei rifituti continua a non capire che la raccolta differenziata e l'incenerimento sono due strade completamente incompatibili. Senza impianti per il riciclaggio industriale (inesistenti nei Castelli Romani), il differenziato è destinato ad essere bruciato, "sprecando" così il materiale post-consumo!! E' sugli impianti alternativi che chiediamo di investire, sul compostaggio ed il TMB a freddo.

Alla precisa domanda: “Sta facendo gli interessi di Cerroni?”, il Presidente Marrazzo ha tirato fuori la grinta da conduttore di “Mi manda RaiTre” ed ha affermato con sicurezza “No, assolutamente!”. Perché allora ostinatamente dovrebbe continuare a difendere l'incenerimento se non per interessi economici? Lo sanno tutti ed anche lui, che esistono alternative più efficaci, più veloci e soprattutto SOSTENIBILI al problema rifiuti. Sembra proprio che il "dollaro verde" faccia dimenticare a tutti i politici le vecchie promesse, soprattutto quella di fare l' interesse della popolazione !!

Per fortuna il breve ma intenso faccia a faccia con il Presidente si è concluso con l’impegno di un incontro ufficiale alla Regione Lazio, nel quale speriamo di riuscire a portare un po' di "saggezza" nella giunta regionale.

 

 
Due conti sulla diossina PDF Stampa E-mail
Lunedì 31 Marzo 2008 08:43

Emissione fumi al camino dichiarate da progetto 257800 Nmc/h,

pari a 6.187.000 Normal-metri cubi/giorno

  • Se rispetta il limite europeo (2000/76/CE) di 0,1 nanogrammi per metro cubo di fumi, saranno emesse diossine per 618.700 nanogrammi/giorno.
  • Se per ipotesi rispettasse il limite (da progetto) di 0,05 nanogrammi per metro cubo di fumi, saranno emesse diossine per 309.360 nanogrammi/giorno.

Prendendo per buona la dose massima consigliata nel lontano 1990 dall’Oms di 700 picogrammi di diossina al giorno (per una persona di corporatura media di 70 chili), si diffonderebbero nell’ambiente circostante dosi di diossine che costituiscono il limite massimo per un numero di persone compreso rispettivamente tra 884.000 e 442.000.

Se calcoliamo quanta diossina potrà ricadere nel terreno circostante nei due casi, (vedere piantina delle superfici interessate) i circa 309 milioni o 618 milioni di picogrammi al giorno determineranno una concentrazione (al limite massimo sopportabile) in un numero di ettari di terreno compreso tra 9088 e 3090 il che significa che si distribuirà in una fascia tra i 31 e 91 km quadrati.

Si badi bene che questa stima è largamente per difetto perché la “Scientific Committee on Food” ha stabilito nel 2001 una soglia di tolleranza settimanale per l’assunzione di diossine e DL-PolicloroBifenili pari a 14 picogrammi TEQ per kg di peso corporeo (quindi 140 picogrammi di diossina al giorno per un uomo di 70 kg di peso) (SCF, 2001).

In questo caso è evidente che l’area di ricaduta a rischio è molto superiore e comprende certamente anche tutte le zone agricole comprese in almeno tre Comuni, quelle dei vigneti DOC Colli Albani, gli oliveti, gli orti di valle Pozzo etc.

(E’ importante ricordare che la dose consigliata dall’Oms precede di un anno la decisione dell’EPA di inserire le diossine tra le sostanze a cancerogenicità molto probabile e quindi di fissare nel 2001 un altro limite di precauzione molto più restrittivo, pari a 0.006 pg/kg/giorno ovvero 0.42 picogrammi di diossina al giorno per un uomo di 70 kg di peso).

 

 
Comunicato stampa PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Marzo 2008 16:17

ALBANO LAZIALE. Mille volte no all'inceneritore.

 

Siamo entusiasti del risultato ottenuto attraverso il corteo di sabato! La reale dimensione del successo della manifestazione, che molti giornali locali hanno tentato di sminuire, è evidente dalle immagini e filmati che tutti possono trovare in rete e che mostrano quanto eterogeneo ed esteso fosse il nostro corteo.

Quella del 15 Marzo è stata una tappa fondamentale del percorso che ormai vede il coordinamento contro l'inceneritore di Albano raccogliere un numero sempre crescente di adesioni per fermare la realizzazione dell'ecomostro, un percorso che si è articolato attraverso assemblee, incontri, momenti di studio, osservazioni alla valutazione di impatto ambientale e confronto con i cittadini.

L'evidenza di quanto grave sarà l'impatto qualora la scellerata realizzazione venisse avviata è chiara, se confrontiamo le dimensioni del camino dell'inceneritore con il ponte di Ariccia, uno dei simboli storici dei castelli stessi, la canna fumaria alta ben oltre i 100 metri (contro i 65 del punto di massima altezza del famoso ponte), tale abominio cambierà definitivamente il volto e il profilo stesso dei castelli Romani.

Sabato abbiamo visto sfilare al fianco di associazioni, centri sociali, rappresentanze di altre vertenze come i No Turbogas di Aprilia e i No Fly di Ciampino, comitati di quartiere e formazioni politiche di Sinistra, centinaia di cittadini indignati dell'assordante silenzio che sembra accomunare amministrazioni locali di destra e di centrosinistra, molti gli slogan all'indirizzo del primo cittadino di Albano e del presidente della giunta regionale e commissario straordinario ai rifiuti.

Durante il corteo sono state raccolte circa ottocento firme che aggiunte alle migliaia raccolte nelle precedenti settimane provvederemo a consegnare al presidente Marrazzo stesso direttamente in una delle prossime giunte regionali.

E' davvero un peccato che gli amministratori locali e molte formazioni politiche anche di centrosinistra, nonostante le continue promesse di un confronto aperto e razionale si ostinino a restare arroccati su una posizione di equidistanza che ormai non è più accettabile ne sostenibile.

 
Mobilitazione contro l'Inceneritore di Albano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 12 Marzo 2008 17:34

VOLANTINO INFORMATIVO MANIFESTAZIONE

No all' inceneritore. La mobilitazione contro la costruzione di un ennesimo “termodistruttore” nell’area di Roncigliano si costituirà in manifestazione il prossimo 15 Marzo. Il corteo partirà alle ore 15 da Piazza Mazzini ad Albano.
La popolazione rivendica il diritto a partecipare alle scelte politiche riguardanti i beni comuni. L’impegno nasce da una necessità, da un’esigenza, da un’urgenza.

La costruzione dell’impianto in questione rappresenta un eclatante caso di speculazione a danno dell’ambiente, un tentativo di strumentalizzare l’allarme “emergenza rifiuti” accentuatosi in seguito ai fatti del napoletano.
L’inceneritore, la cui costruzione costerebbe 400 milioni di euro ai contribuenti, ridurrebbe in ceneri altamente tossiche solo ed esclusivamente quella parte dei rifiuti, come la plastica, la gomma, la carta o il legno, più propriamente riciclabili. Il resto della spazzatura finirebbe comunque in discarica, palesando il fatto che la costruzione dell’impianto non sarebbe utile a far fronte al problema della mole dei rifiuti.

La raccolta differenziata diverrebbe funzionale agli impianti di incenerimento anziché a quelli di riciclaggio, comportando il fallimento del progetto di riutilizzo dei materiali.
Gli inceneritori non distruggono i rifiuti ma li trasformano in ceneri, scorie ed emissioni tossiche. Il processo di smaltimento implica il rilascio nell’ambiente di numerosi composti inquinanti, sia in forma solida che gassosa. Contamina il suolo, l’aria, l’acqua. Il processo di incenerimento richiede il dispendio di grandi quantità d’acqua, sottratta alle falde acquifere e restituita alterata al territorio. Immette nell’aria circostante agenti inquinanti, nanoparticelle cancerogene impossibili da filtrare, ossido di carbonio, diossine e anidride solforosa: sostanze estremamente persistenti e bioaccumulabili. Produce ceneri altamente tossiche che necessitano la costruzione di discariche speciali. Gli inceneritori non risolvono dunque il problema dei rifiuti, piuttosto moltiplicano la pericolosità e le difficoltà di smaltimento degli stessi con un’ impatto negativo sulla salute pubblica e le condizioni dell’ambiente.

L’Unione Europea ha diffidato l’Italia dall’utilizzare per questo genere di impianti il termine “termovalorizzatore” poiché dissipa più energia di quanta riesca a produrne. In Italia la costruzione degli inceneritori è stata incentivata e direttamente alimentata dai fondi pubblici destinati alle energie rinnovabili (Cip6), si è trattato di un raggiro legislativo e una volta divenuto pubblico il governo è stato costretto a bloccare i suddetti finanziamenti, limitandone l’erogazione ai soli impianti in costruzione. Nella finanziaria 2007/2008 il sovvenzionamento pubblico è stato però esteso anche a tutti quegli impianti solo approvati a livello progettuale, cosi come per quello di Albano.

La bieca logica del profitto ha così la meglio sul bene comune. Manca un concreto interessamento da parte del governo e delle amministrazioni locali.
Davanti a tanto disinteresse, sono i cittadini a dare le vere soluzioni al problema immondizia: l'alternativa del coordinamento propone un sistema che garantisce un recupero dei rifiuti del 100% senza l'uso di processi “a caldo”. Questa si compone di compostaggio domestico e industriale, raccolta differenziata porta a porta, smaltimento dei prodotti residui attraverso il trattamento meccanico biologico a freddo (Tmb) e ovviamente un' attenta riduzione dei rifiuti ed un riuso dei materiali. È necessario uscire dal sistema del consumo, avviare una corretta politica dei materiali, promuovere uno stile di vita ecologicamente sostenibile.
Spontaneamente, dal basso, nascono forme di aggregazione locali, i cittadini reclamano il diritto alla propria cittadinanza, rivendicano uno spazio di partecipazione politica alle scelte riguardanti la propria vita, il proprio territorio.

Il coordinamento contro l’inceneritore di Albano somma la propria alle voci della protesta e partecipa insieme ai vari coordinamenti cittadini e alle altre realtà territoriali del Lazio all’esperienza di una Rete di Mutuo Soccorso Regionale.
Trade d’union delle varie lotte è la difesa dei beni comuni, del tessuto sociale, del territorio, dell’ambiente. L’esigenza è quella di costruire un percorso comune di movimento, di partecipare alla creazione di un discorso che includa e tuteli i cittadini dai poteri forti, contribuendo all’analisi delle dinamiche che si instaurano tra i vari livelli del fare politica.

Rossella Anitori

 
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