Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Assemblea contro l'inceneritore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Marzo 2009 19:04

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO L' INCENERITORE

Sab 14 marzo, Ariccia, Sala San Nicola (vicino al comune), ore 17.00

In preparazione della manifestazione del 21 Marzo ad Albano

con partenza da P.zza Mazzini ore 15.30

L’Unione Europea sancisce nel suo ambito l’incenerimento come ultima sponda al problema rifiuti, mettendo al primo posto la differenziata e il riciclaggio. L’Italia inverte completamente i termini dichiarando, nei fatti, prioritario l’incenerimento, non a caso siamo tra gli ultimi posti in Europa come recupero e riciclo dell’immondizia. Gli inceneritori per lavorare a pieno regime necessitano soprattutto di CDR (Combustibile da Rifiuto) composto da carta e plastica, due componenti che più di ogni altra possono essere
riciclate e trasformate di nuovo in materie prime, quindi in antitesi con l’incenerimento.
L’incenerimento produce diossine, polveri sottili ed altri componenti che vengono immesse nell’aria, nei terreni e nei nostri
polmoni, tutti provocano tumori.

Dietro la politica dell’incenerimento si celano neanche tanto nascosti, interessi economico-politici dei soliti noti, milioni di euro andranno ad arricchire ulteriormente le tasche dei personaggi come Cerroni, il proprietario delle discariche di Roma e Cecchina, oltre quelle di tutti i personaggi politici che hanno approvato e foraggiato i suoi progetti, Di Carlo in primis, assessore regionale del P.D., questo sulla nostra salute.

E’ NECESSARIO ASSOLUTAMENTE FERMARE QUESTI IGNOBILI PROGETTI SPECULATIVI ED IMPORRE A QUESTI SIGNORI L’UNICA POSSIBILE ED OGGETTIVA SOLUZIONE: IL RICICLAGGIO E LA DIFFERENZIATA!

QUESTO DOBBIAMO E POSSIAMO FARLO SOLTANTO NOI CITTADINI/E CON L’ORGANIZZAZIONE DAL BASSO E IL CONTROLLO POPOLARE SULLE ISTITUZIONI.

 
Carenza idrica - Inceneritore bocciato dalla ASL PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Marzo 2009 11:25

Da “Il Messaggero” del 12 marzo 2009
di Enrico Valentini

Il dipartimento prevenzione ambientale della Asl dei Castelli sbarra la strada al progetto del quarto inceneritore rifiuti previsto ad Albano. A due mesi dall’avvio dei cantieri della discarica di Roncigliano, l’azienda sanitaria ha bloccato la costruzione dell’inceneritore rendendo pubbliche le motivazioni che hanno indotto a fornire un parere negativo sul procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale necessaria all’apertura dell’impianto.

Due i punti critici del progetto che, a parere dei tecnici Asl, rendono “incompatibile” l’impianto con il territorio circostante: la grave carenza idirca patita dal territorio castellano e la notevole densità abitativa in tutta l’area vicino all’inceneritore (al confine con i comuni di Albano, Ardea, Pomezia ed Ariccia).

(Leggi tutto...)

 
truffa all'inceneritore di colleferro PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Marzo 2009 14:13

 

I carabinieri del Noe hanno sequestrato due termovalorizzatori, 25 gli indagati

Traffico illecito di materiali, anche pericolosi, che venivano smaltiti in violazione delle norme

Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro. Tredici persone agli arresti domiciliari

Operai intimiditi e vessati per impedire che collaborassero con la magistratura


Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro tredici persone agli arresti domiciliari

L'impianto di Colleferro

ROMA - Due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L'operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.

Ai domiciliari sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale arrivava "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.

Significativo è l'episodio che riguarda la combustione di pneumatici all'interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "scadente". Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell'ambiente circostante, densamente popolato.


Nel mirino della magistratura anche "il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l'autorità giudiziaria".

Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.

Da Repubblica del 09/03/09

 
La ASL RMH boccia l'inceneritore di albano PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Marzo 2009 14:11

Parere negativo dell’azienda sanitaria sull’autorizzazione ambientale. A pesare sulla valutazione la grave carenza idrica dei Castelli Romani “Incompatibile col mantenimento di una condizione igienica adeguata”
Da “Il Tempo” dell’8 marzo 2009 di Emanuele Romaggioli

L’Asl RmH boccia l’inceneritore di Albano per gli effetti che potrebbe avere sulla condizione igienica dei castelli. Dopo un accurato studio territoriale, il dipartimento prevenzione dell’azienda sanitaria ha stilato una valutazione nagativa per “l’autorizzazione integrata ambientale” all’impianto.

A pesare sul giudizio dell’Asl è la gravissima crisi idrica dei Castelli, costretti già adesso ad utilizzare l’acqua della zona del Pertuso. Una situazione destinata a precipitare con la realizzazione di un impianto “dal fabbisogno idrico di 218mila metri cubi di acqua ogni anno”. Il dato emerge dallo studio dell’Asl RmH, secondo cui lo scenario post-impianto sarebbe “incompatibile – si legge nel documento – con il mantenimento di una situazione igienica adeguata per il territorio […] affetto da gravissime carenze idriche al punto da condizionarne la nomina di un commissario per l’emergenza idrica. Occorre anche tener presente che l’acqua utilizzabile – prosegue il documento – è comunque oggetto di una deroga regionale in ordine alla presenza di metalli, ed è evidente che tale condizione concorrerebbe, in caso di maggior utilizzo della risorsa idrica, ad un ipotetico peggioramento della presenza percentuale di sostanze nocive”.

L’Asl boccia anche l’ipotesi della realizzazione di un pozzo a servizio dell’inceneritore, mettendo in guardia inoltre sulle emissioni di polveri sottili nelle zone urbanizzate. Si attende ora la conferenza dei servizi fissata per il 19 marzo in Regione.

“Chiediamo espressamente che oltre ai Comuni di Albano e Ardea partecipino alla conferenza dei servizi anche i Comuni di Pomezia ed Ariccia – spiega Danilo Ballanti del coordinamento contro l’inceneritore – in quanto territori destinati ad essere investiti con grande incidenza dalle polveri”.

 

 
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