Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Assemblea contro l'inceneritore - 3 luglio PDF Stampa E-mail
Lunedì 29 Giugno 2009 21:10
                                             
 
comunicato stampa a seguito dell' incontro con Marrazzo in regione PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Giugno 2009 23:48

Ieri , 23 giugno 2009 dopo circa due anni di mobilitazione sul territorio, dopo centinaia di assemblee territoriali, dopo una decina di cortei cittadini e manifestazioni di dissenso da parte delle popolazioni dei castelli romani, il presidente Marrazzo ha incontrato alcuni membri del Coordinamento contro l’inceneritore  di Albano.
Questo primo incontro si è tenuto direttamente nella sede della giunta regionale. Presenti oltre al Presidente della Regione Lazio Marrazzo, il Vice Presidente della Regione Montino, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Roma Civita, l’Arpa Lazio, la USL RM-E, il Sindaco di Albano Mattei.
 
La delegazione del coordinamento composta da tecnici, legali e rappresentanti delle varie realtà territoriali e politiche che lo compongono ha così in primo luogo presentato ventisei punti documentati o facilmente documentabili in cui si mettono in luce le ragioni tecniche, legali, di sicurezza e procedurali che motivano la mobilitazione e la forte opposizione all’impianto, dimostrano l’incompatibilità dello stesso con un territorio già saturo da un punto di vista della sostenibilità, denunciano le tante forzature politiche e le pressioni da parte di potentati economici e lobbie dei rifiuti sulle scelte tecniche.
Per dare valore alle rivendicazioni, prima dell’inizio del dibattito si è proiettato in sala un fuori onda della trasmissione “Report” di un’intervista all’attuale assessore Mario Di Carlo (all’epoca detentore della delega ai rifiuti) le cui dichiarazioni evidenziano in maniera incontrovertibile e francamente vergognosa, i molti legami tra aziende che dovrebbero ricevere l’appalto e rappresentanti delle istituzioni.  
Il presidente stesso ha garantito che l’intera documentazione e tutte le questioni sollevate saranno analizzate dagli uffici tecnici della regione, che al coordinamento saranno finalmente resi disponibili i documenti riguardanti gli studi epidemiologici e idrologici e che nei limiti delle possibilità legali verrà data la possibilità di analizzare il progetto dell’impianto ad oggi ancora segretato ed inaccessibile a comitati ed associazioni.
Inoltre è stato garantita la sospensione di ogni procedura autorizzativa ed operativa riguardante l’impianto fino al prossimo incontro tecnico previsto per il 16 luglio 2009 nella stessa sede. Auspichiamo che questo sia un altro passo per determinare la fine di questa vergognosa pagina di storia della nostra regione in cui la sospensione dei diritti, lo strapotere delle lobby e le relazioni tra potere politico ed economico si contrappongono alla salute dei cittadini e del territorio.
 
Dobbiamo comunque ribadire che questo incontro arriva tardivamente, a tre anni dalle prime mosse compiute da parte di comuni e regione per avviare la costruzione di un inceneritore nella zona di Albano e dopo due anni di mobilitazione sul territorio. Un confronto che è stato aperto al territorio, dopo che ormai l' iter autorizzativo dell' impianto è quasi concluso, in seguito alla conferenza dei servizi delle scorso 20 aprile durante la quale la regione ha approvato l' inceneritore ed una nuova buca per la discarica di Roncigliano.

Non chiediamo modifiche marginali all' impianto o la sua delocalizzazione, bensì pretendiamo l’azzeramento dell’intero processo autorizzativo fino ad ora pubblicizzato dall’istituzione regionale e l'annullamento del piano regionale dei rifiuti, basato su inceneritori e discariche che prevede appunto anche il gassificatore di Albano.

Di tutto questo ne discuteremo VENERDI' 3 LUGLIO A PARTIRE DALLE ORE 17:30 A PIAZZA CARDUCCI AD ALBANO

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

 
«Tangenti per gli inceneritori» Indagine sull'appalto per costruire l'inceneritore di Colleferro PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Giugno 2009 13:40

Da "Il Tempo"

Stefano Gelsomini COLLEFERRO L'ex presidente di Consorzio Gaia, Roberto Scaglione, è stato rinviato a giudizio ieri dal Gup della Procura di Bolzano nell'inchiesta «Gaia waste connection» per un presunto giro di tangenti di oltre 2 milioni e di consulenze per il termovalorizzatore di Colleferro.

A giudizio è stato rinviato anche Pierangelo Moroni, membro del cda di Pianimpianti (società che ha costruito il termovalorizzatore) mentre hanno patteggiato: Francesco Call, legale rappresentante della società Isos, tre anni e 15 giorni e 200 mila euro di risarcimento; il lussemburghese Jean Francois Rizzon, responsabile settore vendite della Lurgi (società di costruzione di parti di ricambio per termovalorizzatori) 3 anni di reclusione; Alberto Jampaglia, presidente Pianimpianti, e Luigi Valeriani, direttore sezione energia di Pianimpianti, un anno. È stato assolto, invece, il tedesco Theodor Risse, presidente cda di Lurgi. Il magistrato punta a far recuperare allo Stato 7 milioni. Scaglione era stato arrestato nel 2005 con l'accusa di corruzione, truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico, emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti: il Gip di Bolzano, Isabella Martin, su richiesta del pm Guido Rispoli, emise due ordini di custodia cautelare nei confronti suoi e di Francesco Call, albergatore di San Vigilio di Marebbe. L'indagine era partita durante i controlli della Guardia di Finanza di Brunico (Bolzano), che avrebbero accertato nella contabilità di due aziende facenti capo a Call, la «Isos» di Brunico e la «Ecoplanet» con sede in Lussemburgo, e di una terza società, la «Tecnical Associates», registrata a Dubai, fatture false per un importo di un milione e mezzo di euro, che si sospetta sia stato distratto per pagare tangenti per l'aggiudicazione dell'appalto da 32 milioni per la costruzione del termovalorizzatore di Colleferro, realizzato dalle società «Pianimpianti» e dalla tedesca «Lurgi», che ha già patteggiato 4 milioni di risarcimento e 2 milioni per Consorzio Gaia, per eventuali ulteriori danni che emergessero durante il processo.

 
Veronesi e le "sviste" sull'incenerimento PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Giugno 2009 09:34
veronesiDa una lettera della Dottoressa Patrizia Gentilini Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute

Certo molti ricorderanno le tranquillizzanti parole del Prof. Umberto Veronesi intervistato da Fazio a “Che tempo che fa” circa l’innocuità degli inceneritori, quando con assoluta sicurezza affermò: “zero rischio…”

Tuttavia certamente un numero minore di cittadini ha potuto ascoltare le parole dell’illustre oncologo quando, intervistato su you tube affermava: “non sono un esperto di inceneritori” e che, quanto all’assenza di danni, si rimetteva ai suoi esperti affermando : “i miei esperti mi hanno giurato…”.

Spiace davvero dover contraddire il Prof. Veronesi, ma proprio per la serietà in passato dimostrata e per la gratitudine che gli dobbiamo per gli indiscutibili miglioramenti nella chirurgia del carcinoma mammario, sentiamo il dovere di consigliargli di scegliere meglio i suoi esperti.

Siamo infatti venuti a conoscenza di lavori che recano anche la sua firma, quali ad esempio: “Il recupero di energia da rifiuti: la pratica, le implicazioni ambientali e l’impatto sanitario - Veronesi U, Giugliano M. Grasso M e Foà V” in cui, con grande stupore, abbiamo dovuto constatare che sono stati letteralmente stravolti risultati di lavori scientifici ed epidemiologici in modo da assolvere gli impianti di incenerimento, con buona pace dell’ onestà intellettuale e del rigore scientifico.

Qualche esempio chiarirà meglio la questioneNel capitolo “L’ impatto sanitario” di Vito Foà, a pag 54-55 vengono presi in esame quattro studi: quello di Franchini M. e altri, pubblicato sugli Annali dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2004; quello di P. Elliot, del 1996, quello di Hu S.W. e al. e infine lo studio denominato Enhance Health.

Di tutti viene fatto un utilizzo inappropriato, in particolare:  leggi il pdf

(Tratto dal sito www.thepopuli.com )

 
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