Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Sabato 21 Marzo, ore 8:00, PRESIDIO DAVANTI AI CANCELLI DELLA DISCARICA,
Via Ardeatina Km 24,500

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
In aumento in Italia i tumori al seno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Luglio 2009 17:11

Sarebbe l'inquinamento ambientale, in particolare quello da diossina – che in Italia proviene per il 67% dai camini degli inceneritori – la causa più frequente del preoccupante aumento dei tumori al seno che si registra in Italia. A dimostrarlo - dopo i numerosi allarmi da anni lanciati dai Medici per l'Ambiente - è un nuovo studio epidemiologico di Antonio Giordano e Prisco Piscitelli: nel nostro paese sono oltre 40.000 i casi di cancro al seno ogni anno, il 13,8% in più rispetto a sei anni fa. Sono le donne under 45 le più colpite, soprattutto da cancerogeno di classe I, che si deposita proprio nei tessuti grassi come il seno.
La tutela della salute dei cittadini deve essere uno dei primi compiti di un amministratore pubblico,alla luce anche di questi nuovi e allarmanti dati,dovrebbero essere bloccati i progetti di costruzione di inceneritori, macchine pericolose ed inutili a trattare adeguatamente i rifiuti. Occorre invece per lavorare ad un serio progetto ridurne la produzione e intensificare fortemente la raccolta differenziata, in modo da dover conferire in discarica il minor numero di resti possibile. Del resto anche gli inceneritori hanno bisogno delle discariche: proprio lì finiscono le scorie dei rifiuti bruciati.

Leggi l'articolo in pdf dal Journal of experimental & clinical cancer research

 
Bimbo malato di tumore fa causa all’inceneritore PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Luglio 2009 11:42

I periti del giudice segnalano varie  difformità sia per la tipologia e il quantitativo di rifiuti bruciati che per la costituzione degli impianti. Tra due mesi verrà vagliata la relazione tra i fumi d’aria e la malattia di un bimbo di 12 anni di Coriano con un tumore alla prostata: un caso rarissimo per quell’età

 

 Parliamo degli inceneritori di Coriano di Hera e di Mengozzi ritenuti altamente pericolosi per le diverse anomalie riscontrate: tipologia dei rifiuti bruciati, quantità sopra la norma e la costruzione stessa degli impianti. Sabato 27 giugno in tribunale, atto finale dell’analisi tecnico-strutturale dei due impianti sotto accusa: indagati dal pm Filippo Santangelo per abuso d’ufficio, falso ideologico, lesioni personali colpose e getto di cose pericolose figurano i legali rappresentanti di Hera e Mengozzi; nell’ordine, Claudio Dradi, 55 anni, ed Enzo Mengozzi, di 62. Tutto nasce a seguito di una denuncia nel 2006 di una coppia di Coriano, genitori di un bimbo che oggi ha 12 anni. Un bimbo malato di tumore alla prostata, secondo i medici, un caso rarissimo per quell’età. Per l’accusa la patologia sarebbe stata originata dai fumi dei due comignoli.

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Ferrara PDF Stampa E-mail
Domenica 05 Luglio 2009 10:18

                                                 

Esposti di Wwf e Md trattenuti per la decisione

Ricorsi contro inceneritore, qualcosa si muove

 

Ricorsi contro l’Autorizzazione integrata ambientale dell’inceneritore, qualcosa si muove. Si è tenuta ieri presso il Tar di Bologna l’udienza relativa ai ricorsi presentati da Medina democratica e Wwf da una parte ed Hera dall’altra contro le due Aia relative all’impianto di via Diana.

I due documenti presentati dagli ambientalisti, poi raccolti in un unico faldone sono stati trattenuti per la decisione. Una formula, quella usata dal giudice amministrativo, per dire che le questioni sollevate sono ormai in lista d’attesa per la sentenza. I tempi amministrativi potrebbero richiedere ancora alcuni mesi, ma intanto una piccola vittoria per Md e Wwf è stata raggiunta. “Il Tar ha respinto la richiesta di rinvio formulata dai legali di Hera – spiega l’avvocato Carmelo Marcello che assiste le due associazioni -, nella quale si chiedeva di aspettare gli esiti di uno studio prodotto dal politecnico di Milano sulle emissioni degli inceneritori, ancora in attesa di pubblicazione”.

Fino ad allora l’inceneritore continuerà a funzionare come previsto dalla prima Aia emessa dalla Provincia (140mila tonnellate l’anno e possibilità di importare rifiuti extra provincia).

 
Incendio all’inceneritore di Piacenza: i media tacciono PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Luglio 2009 13:18

incendio1Tenete chiuse le finestre, non muovetevi da casa”, questo l’ordine lanciato da Vittorino Francani dell’Arpa (Agenzia regionale per ambiente e prevenzione), fra i primi ad accorrere sul luogo dell’incendio. Alle 18:40 di giovedì 11 giugno un capannone con una superficie di mezzo chilometro quadrato ha preso fuoco. Era il deposito rifiuti dell’inceneritore di Piacenza.

 

Al suo interno si trovavano tonnellate di plastica, metallo, carta e legno. Benché questi imballaggi e scarti industriali fossero destinati alla combustione, non erano ancora stati né separati né puliti.               

I gas emessi durante l’incendio hanno formato una nube nera che ha continuato ad alzarsi anche dopo lo spegnimento del rogo, avvenuto dopo oltre due ore. La nube, trasportata dal vento, ha viaggiato per chilometri verso nord-est, coprendo così di nero il cielo dell’hinterland di Piacenza.

Quel che ha dato il colore alla nube è stata la diossina, che si sprigiona ogni volta che bruciano plastica o cartone sporco.

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dal sito www.terranauta.it

 
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