Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Prossimi appuntamenti:
- 18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio, TRIBUNALE: 3° UDIENZA contro Cerroni & associati.

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Si allarga lo scandalo della gestione dei rifiuti nel Lazio PDF Stampa E-mail
Domenica 12 Aprile 2009 00:12

Dopo “L’Espresso” è la volta del giornale “Il Caffè”.

I titoli dell’ultima inchiesta de “Il Caffè” sono molto allarmanti:

Un rapporto rileva ad Albano malattie e morti oltre la media regionale.
E il Lazio finisce su L’Espresso. Peggio della Campania
Inceneritore, la Asl avverte: troppi malati
Tra ecomafie, impianti dannosi e complicità politiche, così ci si ammala.
A rischio Doc e agricoltura

La redazione del giornale “Il Caffè” aggiunge inquietanti dettagli sugli affari del signor Cerroni che di seguito pubblichiamo:

RIFIUTI DAI TRENI DELLA ROMA-NAPOLI?
Di fatto, nostre fonti, parlano di una trattativa del re dell'immondizia, Manlio Cerroni, per acquistare 15 ettari di terreno nella zona dove vuol fare l'inceneritore, in territorio di Ardea, vicino ai binari della Roma-Napoli. Se così fosse, l'intera area potrebbe diventare un “polo” dell'immondizia che calamiterebbe magari anche via treno vagonate di rifiuti da fuori regione.

“Il Caffè” evidenzia, infine, che la notizia della bocciatura della ASL “era già in possesso della Regione, da mesi. Ma l’hanno trovata e rilevata dei cittadini. Lo scopre la gente. Gli enti tutti zitti.”

“Il Caffè”, inoltre, riporta un ampio servizio sul convegno tenutosi a Pavona il 4 aprile 2009 in cui si è discusso dell’Alternativa sana al SISTEMA CERRONI.

Sul blog pubblichiamo il testo integrale degli articoli citati:

[ Tratto dal il sito : http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ ]
 
Roma sepolta da una montagna di spazzatura? incenerirla non risolve il problema! PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Aprile 2009 13:55

Il presidente della regione Marrazzo come al solito mente. Dice che l' inceneritore di Albano è necessario per scongiurare un'emergenza rifiuti come quella che c'è stata in Campania e che, se non si dovesse cotruire, il piano regionale dei rifiuti rischierebbe di saltare. Ricordiamo al presidente Marrazzo che il piano che ha approvato a giugno '08 è un piano di gestione dei rifiuti preisorico: basato su inceneritori e discariche. Sono previsti 2.800.000 metri cubi di discariche in più ed il potenziamento degli inceneritori di Malagrotta, S.Vittore, Colleferro (sotto indagine). La raccolta differenziata è prevista al 45% entro il 2012 quando con il porta a porta si può arrivare al 60% in 6-10 mesi. Se si pensa di gestire i rifiuti in questa maniera è ovvio che se si fanno male i conti tutto va storto! Vogliamo una gestione dei rifiuti a freddo, senza bisogno di bruciare, vogliamo impianti di TMB e raccolta differenziata porta a porta. Vogliamo una gestione dei rifiuti libera da discariche e inceneritori, perché questi non servono a nessuno se non ad arricchire le tasche di imprenditori e politici. Marrazzo non ti crede nessuno !!! Il resto del mondo si aggiorna, la maggioranza politica regionale torna ai dinosauri !!

Roma sepolta da una montagna di spazzatura

di Emiliano Fittipaldi da " L' Espresso"
Le discariche piene. L'inceneritore bloccato dalla Asl. Le sostanze tossiche smaltite illegalmente. Le malattie in aumento. E il piano Marrazzo per il Lazio che rischia di saltare. Con effetti disastrosi
 

Quando alla Regione hanno letto il documento- choc inviato dalla Asl, in molti si sono messi le mani nei capelli. Due paginette, dal contenuto agghiacciante, rischiano infatti di far saltare il Piano rifiuti del Lazio e far scivolare la capitale e le provincie tutte in una crisi simile a quella della Campania. Il rapporto sostiene che ad Albano Laziale, paesone di 40 mila anime alle porte di Roma, le morti e i ricoveri ospedalieri per alcune gravi patologie toccano livelli record. Proprio ad Albano dovrebbe sorgere il nuovo gassificatore (progettato per bruciare 160 mila tonnellate di rifiuti l'anno) previsto dal piano che ha permesso al Lazio, lo scorso giugno, di uscire dal commissariamento dopo dieci anni di emergenza. Il programma punta anche a un allargamento della grande discarica ormai satura. Ma il parere conclusivo dell'Asl Roma H è negativo, su tutta la linea. "Si dà atto", spiega il direttore Agostino Messineo, "che l'impianto tratterà unicamente Cdr. Tuttavia la possibilità che accadano evenienze "diverse" non appare, evidentemente, pura utopia. E l'ipotesi probabilistica che accadano situazioni critiche va considerata comunque sotto un profilo delle cautele da adottare in tema di opportuna distanza dalle abitazioni".

LEGGI IL RESTO

 
I progetti di AMA (Alemanno) e Cerroni su Albano PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Marzo 2009 22:12

 

La nuova gestione dell'AMA, targata Alemanno, comincia a delineare una propria posizione sulla gestione dei rifiuti di Roma.La gestione attuale è riportata nella prima slide predisposta dall'AMA.

L'AMA scrive che "AMA si trova in una situazione di completa dipendenza da terzi nello smaltimento finale; i costi esterni di trattamento e smaltimento ammontano su base annua a circa 110 milioni di euro".

La raccolta differenziata è ferma al 19%.
1.250.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati finiscono direttamente nella discarica di Malagrotta (proprietà: Cerroni) .

Una parte dei rifiuti indifferenziati viene trattata per produrre 75.000 tonnellate di CDR che viene bruciato nell'inceneritore di Colleferro (gestione GAIA) e 115.000 tonnellate sono scarti da trattamento e finiscono nella discarica di Malagrotta (sempre di Cerroni).

Nella situazione attuale Cerroni detiene, nella sostanza, il monopolio dello smaltimento dei rifiuti romani.

La gestione Alemanno dell'AMA vorrebbe smarcarsi da questa figura ingombrante e, allora, si diletta nel disegnare il futuro con la seconda slide riportata nell'articolo.

Per la raccolta differenziata viene posto un obiettivo scarso del 30%.

L'obiettivo principale diventa la produzione di CDR da bruciare nel termovalorizzatore di Albano e nelle centrali elettriche dell'ENEL (di Civitavecchia).

Sparisce nel piano AMA la discarica di Malagrotta, da sostituire con un'altra discarica di proprietà AMA (forse Allumiere).

In sintesi, la nuova linea dell'AMA è semplice: portare i rifiuti di Roma fuori dal comune di Roma (Albano, Allumiere, Civitavecchia).

Va anche ricordato che l'AMA è in società con Cerroni ed ACEA per la costruzione dell'inceneritore di Albano (per essere più precisi Cerroni è in società con AMA e ACEA).

Dalla presentazione AMA emerge un dato molto allarmante: l'inceneritore di Albano, l'inceneritore più grande del mondo come ama definirlo Cerroni, servirà solo per bruciare i rifiuti di Roma.

Che fine faranno i Castelli Romani?

Un motivo in più per combattere lo scandalo dell'inceneritore di Albano.

( Dal sito http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ )

 
Acerra in piazza contro l'inaugurazione dell'inceneritore PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Marzo 2009 01:05
26.03.2009
Quasi 5 anni dopo gli scontri con la polizia in opposizione all'inizio dei lavori per l'inceneritore di Acerra, quando 30mila persone manifestarono la loro rabbia contro l'ennesimo scempio per la salute e l'ambiente, venendo duramente caricati dalle forze dell'ordine (40 feriti, 5 arresti, 50 lacrimogeni sparati), viene inaugurato oggi, dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi insieme alla sua corte politica e imprenditoriale, il "mostro di Acerra". Inceneritore per il quale è previsto che bruci in una prima fase 750 tonnellate di spazzatura al giorno e 2mila a regime. Opera devastante che andrà a ricadere su un territorio già altamente provato, tra i più inquinati d'Italia e con la presenza di una percentuale di diossina elevatissima.

 

Negli anni instancabile è stata l'attività di opposizione all'impianto di incenerimento dei rifiuti, protesta che ha visto una partecipazione ed una trasversalità importante, facendo scendere in piazza migliaia di persone contro l'inceneritore. Anche quest'oggi i comitati per la salute e l'ambiente hanno organizzato una nuova iniziativa dopo il corteo di ieri pomeriggio: alle 10 di questa mattina era fissato il concentramento in piazza Castello, nella cittadina della provincia di Napoli, il presidio è stato trasformato in corteo, che si è diretto verso la località Pantano, dove è situato l'inceneritore e dove si svolgerà il teatrino organizzato dal sottosegretario Guido Bertolaso per l'inaugurazione dell'impianto con il premier. La polizia ha bloccato il corteo a un chilometro, che ora sta tentando di raggiungere l'ingresso dell'inceneritore per vie traverse.

Il corteo regionale di ieri pomeriggio
Un migliaio di manifestanti hanno sfilato ieri contro il termovalorizzatore di Acerra in un corteo regionale da aperitivo alla contestazione dell'inaugurazione di quest'oggi. Dietro lo striscione "Acerra e la Campania salutano il presidente della truffa. Oggi come il 29 agosto 2004 diciamo no a inceneritori e discariche" il Movimento Campania Rifiuti Zero, il comitato cittadino di Acerra contro l'inceneritore, i disoccupati dei Banchi Nuovi e di Acerra, i Cobas, i centri sociali, hanno attraversato per quasi 2 ore le strade del centro cittadino, andando a concludere il corteo in piazza del Duomo e rinnovando l'appuntamento odierno.

Non si ferma la mobilitazione a Chiaiano

L'altro ieri invece si è data una nuova mobilitazione del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano. I manifestanti a difesa delle cave di Chiaiano hanno dato vita ad un presidio sotto il consiglio comunele di Napoli, nel giorno della discussione sul futuro dell'area dell'ex Italsider di Bagnoli. Il presidio ha ottenuto un incontro con il sindaco Rosa Iervolino per giovedi 26 marzo (oggi, alle 18, a Palazzo San Giacomo), convocando quindi anche un presidio.

 Da infoaut.org

 
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