Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIME INIZIATIVE:

  • Giovedì 30 OTTOBRE ore 21, OK CLUB CANCELLIERA ASSEMBLEA PUBBLICA sullo stato del VII invaso BATE
  • Sabato 1 NOVEMBRE ore 8, PRESIDIO DAVANTI LA DISCARICA DI RONCIGLIANO
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ORE 10.30 DAVANTI REGIONE LAZIO- VIA ROSA GARIBALDI RAIMONDI, GARBATELLA per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Tentativo di intimidazione e criminalizzazione da parte delle forze dell' ordine PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Maggio 2009 15:19

Respingiamo ogni forma di provocazione e di criminalizzazione delle lotte sociali.

Nella giornata di ieri, 5 Maggio, un membro del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano ha subito la perquisizione personale, della propria abitazione e della propria auto da parte delle forze dell’ordine alla ricerca di armi ed esplosivo, inchiesta avviata dalla procura di Latina in merito alle manifestazioni svolte ad Aprilia contro la costruente centrale Turbogas. Nei giorni scorsi era stata comunicata, tramite le forze dell’ordine del commissariato di Albano, la stessa notifica ad un altro compagno del Coordinamento.

In particolare le denunce si riferiscono ad una manifestazione avvenuta il 14 dicembre scorso ad Aprilia. In quella occasione la rete cittadina di Aprilia e altre realtà solidali hanno dato vita ad un corteo numeroso e radicale che ha spontaneamente bloccato e congestionato la via Pontina per alcune ore, per poi “superare” le recinzioni del cantiere e riappropriarsi temporaneamente del presidio.

Le denunce arrivate e le perquisizioni sono chiare accuse che tentano di incrinare i rapporti di solidarietà politica e militante tra tutte le vertenze territoriali (No Turbogas, No Fly, No Inceneritori), che si battono univocamente contro gli sperperi di denaro pubblico e le devastazioni ambientali che i più grossi sciacalli dell’imprenditoria, appoggiati e foraggiati dalle lobby politiche, stanno tentando di fare contro il territorio e la salute dei cittadini. Accuse che sono solo un attacco all’attività del coordinamento sul territorio e un mero tentativo di criminalizzazione e repressione della lotta e di intimidazione nei confronti di chi la conduce.

Oggi è ormai evidente a tutti che l’illegalità sta dalla parte di chi come Marrazzo impone la scelta del gassificatore, nonostante i pareri contrari degli enti locali e della Asl locale, nonostante una valutazione di impatto ambientale negativa e nonostante lo scandalo della gestione dei rifiuti esplosa nel Lazio (come la vicenda di Colleferro insegna con l’arresto di ben 13 dirigenti).

Il continuo crescere delle mobilitazioni popolari, da Aprilia ad Albano, da Colleferro a tutta la valle del Sacco sono il sintomo di una “malattia” che va crescendo ogni giorno di più e che va “debellata” a suon di intimidazioni e denuncie.

Il Coordinamento Contro l’Inceneritore di Albano, nell’esprimere la propria solidarietà incondizionata al compagno che ha subito la perquisizione respinge allo stesso tempo ogni forma di provocazione ribadendo che nessuno può intimidire e criminalizzare le vertenze che hanno visto da sempre una vasta partecipazione popolare e pacifica in assemblee e manifestazioni.

LA NOSTRA LOTTA NON SI ARRESTA

Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano

 
oggi come ieri: No a quest'impianto !! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Aprile 2009 10:46
Il 20 aprile scorso la conferenza dei servizi ha approvato l'inceneritore di Albano, dando così il via libera al cantiere.

Due anni di iniziative e mobilitazioni del coordinamento contro l'inceneritore  fatte sul territorio hanno portato i comuni di Albano, Ariccia, Lanuvio, Castel Gandolfo e Ardea  - inizialmente favorevoli - a schierarsi contrari all' impianto in maniera unanime e categorica. Gli uffici competenti della regione, a marzo 2008, hanno emesso una prima Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) NEGATIVA che, formalmente, bloccava ogni autorizzazione definitiva all’ impianto. La Asl locale, con un documento di poche settimane fa, ha preso posizione a riguardo ritenendo l’impianto INCOMPATIBILE con la CONDIZIONE AMBIENTALE della ZONA. Si legge infatti che l' inquinamento ambientale che produrrebbe l’inceneritore unito allo sfruttamento e inquinamento della falda acquifera - già drasticamente compromessa - lo rendono insostenibile per il territorio dei castelli romani.

Nonostante la ferma opposizione popolare più volte espressasi nelle piazze dei castelli romani; nonostante una prima VIA negativa all’ impianto del marzo 2008; nonostante la contrarietà dei comuni interessati e il parere contrario della Asl Rm H; nononstante l’ incenerimento sia nocivo per la salute e l’ambiente, non risolva il problema rifiuti ed esistano moltissime altre alternative all’incenerimento...

...il PD di Marrazzo e Di Carlo, la compagine industriale di Cerroni, AMA e ACEA sono riusciti a far approvare l’ impianto.

Ci sono riusciti modificando illecitamente la prima VIA, ottenendo così un parere “favorevole” nell’ ottobre 2008. Ci sono riusciti facendo approvare l’ impianto alla conferenza dei servizi lo scorso 20 aprile ignorando le preoccupanti osservazioni della Asl di Albano e  bypassandole con i pareri del dott. Perucci (epidemilogo di fiducia di Marrazzo, già autore delle autorizzazioni per la discarica e l’inceneritore di Malagrotta - sempre di proprietà del sig. Cerroni), ignorando le posizioni dei comuni e quelle delle popolazioni locali.

Fioca è stata comunque l’opposizione istituzionale che, nella sua debolezza, ha così favorito l’iter approvativo dell’impianto nocivo. La Asl locale infatti, nonostante la formale opposizione, il 20 aprile non si è presentata alla conferenza dei servizi, non potendo in questo modo sostenere la sua contrarietà. I comuni interessati hanno sempre sostenuto unicamente un’opposizione formale, atta solamente a garantire il consenso popolare. A tutti i sindaci è mancata la capacità di denunciare la vergogna e le contraddizioni strutturali dell’ impianto e MAI, in ogni caso, è stata fatta una battaglia reale al fianco della popolazione per cercare di bloccare il progetto.

Noi, nonostante tutto questo, OGGI COME IERI, diciamo NO A QUEST’ IMPIANTO. Perché è inutile e dannoso, perché non risolve il problema rifiuti ma arricchisce solo le tasche di pochi politici e imprenditori, perché saccheggerà e danneggerà questo territorio e la salute di chi lo abita. Diciamo NO A QUEST’IMPIANTO perché non lo vogliamo, come popolazioni che vivono  questa zona e vogliono autodeterminare le scelte sul proprio futuro, come “esperti” di gestione dei rifiuti, come persone che cercano di ridurre al minimo l’ impatto sulla natura e l’ambiente. Diciamo NO A QUEST’ IMPIANTO perché è contiguo alle logiche di produzione e consumo capitalistico dove l’ imperativo è “produci, consuma, butta!”, perché spreca preziose risorse che potrebbero invece essere riciclate e riutilizzate.

Dopo anni di lotte nelle piazze e nei tribunali, dopo aver ascoltato la voce e le promesse di tutti, OGGI COME IERI, quando abbiamo iniziato, quando avevamo tutti contro e nessuno ci ascoltava, CREDIAMO ANCORA SOLO IN NOI STESSI. Crediamo solo nella NOSTRA capacità di autorganizzarci e determinare il nostro presente. Pensiamo che solo la forza del conflitto popolare sia in grado di fermare i padroni della devastazione ambientale, che solo la lotta dal basso e la partecipazione diretta siano in grado di fermare chi specula e avvelena ai danni di intere popolazioni e interi territori. OGGI COME IERI pensiamo che questa battaglia non sia conclusa e sappiamo benissimo che l’esito del verdetto dipende tutto da noi e da quello che siamo in grado di mettere in campo.
OGGI COME IERI NON CI ARRENDIAMO perché QUESTA NON E’ UNA LOTTA CHE SIAMO DISPOSTI A PERDERE!

BLOCCHEREMO I LAVORI, BLOCCHEREMO QUESTO SCEMPIO!

Coordinamento contro l’ inceneritore di Albano
 
Imbroglioni, prevaricatori, servi di cerroni e degli inceneritoristi!! PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Aprile 2009 21:17


Lunedì 20, in regione, si è svolta la cosiddetta CONFERENZA DEI SERVIZI sul progetto di inceneritore dei rifiuti del consorzio CO.E.MA. (Cerroni-AMA-ACEA) da costruire accanto alla discarica di Roncigliano. Regione Lazio e Provincia di Roma  hanno emesso il nulla osta all’impianto -nelle loro intenzioni definitivo- malgrado l’opposizione dei comuni di Albano, Ardea  e della ASL RMH.
La prepotenza dei portaborse di Cerroni (tipo Di Carlo e Marrazzo) è stata favorita dalla debolezza dell’opposizione istituzionale: la ASL RMH ha solo recapitato i motivi del voto contrario, ma non si è presentata fisicamente in Conferenza;  ai sindaci è mancata la capacità di denunciare la vergogna strutturale dell’impianto.
In questo modo, una maggioranza di opposizione all’impianto ha lasciato il campo alla minoranza, Regione e Provincia, e al suo treno di falsità; così come era accaduto lo scorso anno con il procedimento chiuso con la V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) negativa (marzo 2008), era stato riaperto in modo illegittimo  e trasformato, dal famoso assessore alla vaccinarla Di Carlo, in provvedimento positivo.

 
Ora potrebbe da un momento all’altro partire il cantiere.
È contro questa eventualità che dobbiamo mobilitarci.

 

Appena disponibili i verbali di questa ennesima pagliacciata, impugneremo presso il TAR anche questi provvedimenti, così come abbiamo fatto contro la V.I.A. positiva dell’8-10-‘08 e contro la dichiarazione di pubblica utilità di Marrazzo del 22 ottobre scorso.
Denunciamo inoltre l’elevazione dei margini  del V invaso, il sovrastoccaggio dei rifiuti  in un invaso chiuso, la prossima apertura del settimo invaso…alla faccia delle promesse di chiusura della discarica nell’ormai lontano 2005!
Resta il fatto che l’inceneritore  di Cerroni, se costruito:
- brucerà 10.000 t/anno di coke; 160.000 t di CDR (carta e plastiche);
- consumerà una quantità d’acqua compresa tra le 670 t/giorno (prima  versione) e le  150   t/giorno (ultima versione);
- emetterà al camino 257.800 Nm3/h di fumi e  diverse tonnellate di ossidi di azoto, zolfo, carbonio, diossina pari a 0,050 ng/Nm3 nella prima versione, nell’ultima versione proposta invece,  un valore diverse volte superiore; metalli pesanti in quantità non determinate.
Questo perché nell’ultima modifica al progetto, per ridurre il consumo di acqua, si passa al raffreddamento ad aria, che produrrà un carico inquinante moltiplicato.
 
Tutto ciò andrebbe discusso e misurato,insieme alle imponenti quantità di nanopolveri tipiche di questi impianti, ma nessun Cerroni, Perucci (epidemiologo di fiducia di Marrazzo), Di Carlo e soci (ACEA e AMA in primis), ha intenzione di farlo.
Cerroni porterà a termine la sua truffa del secolo aprendo, dopo Malagrotta, il secondo impianto con brevetto Thermoselect, già fallito nel recente passato (1999 Fondotoce. Como), chiuso dalla magistratura , Karlsruhe (Germania), chiuso allo stesso modo nel 2004.
Ma cos’è il brevetto Thermoselect? È la tecnologia utilizzata da JFE, una società frutto della fusione tra Kawasaki Steel  e NKK Steel in Giappone dal 1999 . Quindi thermoselect e JFE sono la stessa cosa , benché comprensibilmente Cerroni si sbracci per dire il contrario.
Per quel che ci riguarda, oltre alla salute, con questo impianto si perderanno i DOC delle colture viticole del territorio e la valutazione di zona agricola di particolare pregio, come previsto dai piani paesistici della stessa schizofrenica regione.

SOTTOSCRIVIAMO ADEGUATAMENTE PER SOSTENERE  LE SPESE LEGALI.

POSSIAMO IMPEDIRE QUESTO DISASTRO: DOBBIAMO FARLO!
 
Inceneritore Albano. Indovina chi ? PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Aprile 2009 13:26

 
Sono quelli che hanno ignorato il loro stesso voto in Consiglio Regionale. Sono quelli che hanno stravolto i pareri tecnico/scientifici correttamente resi. Sono quelli che hanno inquinato le procedure amministrative. Sono quelli che hanno umiliato la Conferenza dei Servizi, il luogo politico e amministrativo dove si va al confronto coi territori, fregandosene della contrarietà delle nostre comunità locali, della nostra gente e della nostra terra.
 
 
CHI SONO?

Sono i padroni della monnezza e della politica: il PD di Marrazzo e di Carlo, le compagini industriali di Cerroni e il codazzo di servi sciocchi e viscidi che da sempre li accompagnano.

Tutti insieme appassionatamente per mortificare il diritto di partecipazione popolare, la trasparenza e la legalità degli atti, il diritto alla salute e ai servizi di qualità della nostra gente.

MA LORO DEVONO FARE L'INCENERITORE AD ALBANO!!

Devono farlo perché gli frutterà miliardi di euro (parola di Di Carlo) in contributi pubblici scippati dalle nostre bollette elettriche: tasse, tasse e ancora tasse.

Devono farlo perché mortificando le vocazioni naturali del nostro territorio castellano potranno spalancare le porte ad ulteriori disastri economici, ambientali e sociali, che certamente verranno perché il territorio sarà già stato compromesso.

Devono farlo perché la gestione privata dei servizi pubblici garantisce una leva nei confronti delle pubbliche amministrazioni, rese ricattabili da chi controlla il "rubinetto" dei servizi di trattamento dei rifiuti.

Devono farlo perché in questo modo si inaugura un metodo autoritario per il quale le scelte sulla nostra terra, a casa nostra, non le facciamo noi, ma un groviglio inestricabile di poteri economici e politici, padronato e politica addomesticata, sempre più distante e sorda.

Ma lor signori hanno fatto i conti senza l'oste. Senza la gente dei Castelli Romani.

Questa farsesca "approvazione" in Conferenza dei Servizi dell'inceneritore di Albano non ferma la lotta e la partecipazione popolare! Proseguiremo le giornate di informazione pubblica, la mobilitazione popolare ed autenticamente democratica, la dura battaglia legale che stiamo affrontando oramai da mesi.

ED INSIEME, TUTTE E TUTTI INSIEME, LA LOTTA PER LA NOSTRA DIGNITÀ E SALUTE LA POSSIAMO VINCERE!!

PERCHÉ, CARI PADRONI E PADRONCINI, CARI POLITICANTI DEL PD, CARI SERVI D'OGNI FOGGIA, SE NON L'AVETE ANCORA CAPITO

QUESTA NON È UNA BATTAGLIA CHE ABBIAMO INTENZIONE DI PERDERE!
 
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