Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Incontro regione lazio PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Giugno 2009 15:10

INCONTRO REGIONE LAZIO 

 PER IL 23 GIUGNO 2009 ORE 15.00 SALA ANIENE 

 PALAZZO DELLA PRESIDENZA V. R.R. GARIBALDI E SUCCESSIVA CONFERENZA STAMPA

 Lo scorso 5 giugno il coordinamento contro l’inceneritore di Albano è intervenuto con volantini, striscioni, slogan al comizio di chiusura della campagna elettorale di Marrazzo a Genzano.

In questa occasione, interpellato direttamente da noi, il “governatore” ha prima promesso un confronto pubblico ad Albano; poi si è attestato su un incontro alla presidenza della Regione. Prima sembrava pacifica la presenza della stampa all’incontro; ora ci viene comunicata la disponibilità ad una conferenza stampa solo dopo la riunione.

Questo appuntamento arriva dopo diciotto mesi di mobilitazione, durante i quali sono stati prodotti: una serie interminabile di assemblee popolari, quattro cortei di massa nel territorio, tre mobilitazioni importanti presso la presidenza del consiglio regionale del Lazio, il rovesciamento delle posizioni di sei amministrazioni locali su nove, la ferma opposizione della ASL RM H, la presa di posizione dei produttori dei marchi DOC dei Castelli Romani.

La Regione ha imposto la conclusione dei procedimenti autorizzativi, per cui andiamo a questo appuntamento con la pistola alla testa del possibile avvio del cantiere in ogni momento, ma denunciamo con la forza della ragione che:

- la Valutazione d’Impatto Ambientale è stata manomessa;- i dati sull’inquinamento della falda acquifera sono stati nascosti e l’avvicinarsi della bella stagione coincide con la penuria d’acqua su tutta l’area;
- i dati sulla mortalità per inquinamento ad Albano sono stati ignorati;
- il progetto iniziale è stato modificato drasticamente nel trattamento dei fumi e nei sistemi di raffreddamento, non sono stati resi noti nè il nuovo progetto, né i dati sulle emissioni di questa nuova tecnologia o di altre ad essa affini come disciplinato dal procedimento per l’AIA (art 5-11 del D.Lgs 59/2005);
- le leggi per la tutela delle produzioni agricole del territorio non sono state rispettate.

Se lor signori stanno pensando di prenderci per i fondelli con la magnanima concessione di una riunione tanto formale quanto inutile, o peggio, sperano di convincerci della bontà dell’inceneritore-truffa di Cerroni-Di Carlo, hanno fatto malissimo i propri calcoli.

L’unica uscita possibile da questo passaggio è l’azzeramento del procedimento autorizzativi e l’apertura di un dibattito di massa nel territorio sulla gestione del sistema dei cosiddetti rifiuti e delle privatizzazioni connesse.

Questo comunicato vale come promemoria per la Regione Lazio, per eventuali marce indietro rispetto all’incontro prospettato, e vale come invito alla stampa per la conferenza post-incontro.

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

 
Napoli, smaltimento rifiuti: 15 arresti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Giugno 2009 12:26

  Da Il messaggero: 

NAPOLI (3 giugno) – Irregolarità nei collaudi di numerosi impianti cdr in Campania. In totale sono 15 le ordinanze di custodia cautelare, tutte agli arresti domiciliari, a carico di esponenti politici, professori universitari, funzionari della Regione Campania, tra cui il presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cmitile. L'accusa è di falso.

L'inchiesta ha accertato che le persone arrestate avevano attestato l'idoneità degli impianti quando questi erano già sotto sequestro ed avevano sostenuto la conformità del prodotto del cdr alle specifiche del contratto, che in realtà mancava.
[...]


I quindici destinatari delle ordinanze di custodia agli arresti domiciliari sono: Vincenzo Naso, Giuseppe Sica, Aniello Cimitile, Oreste Greco, Vincenzo Sibilio, Alfredo Nappo, Luigi Travaglione, Vittorio Colavita, Vitale Cardone, Rita Mastrullo, Mario Gily, Giuseppe Vacca, Claudio De Biasio, Francesco Scaringia, Filippo De Rossi. L'inchiesta riguarda i lavori delle commissioni di collaudo degli impianti di produzione di cdr (combustibile da rifiuti) realizzati dalla Fibe spa e dalla Fibe Campania spa in seguito ad appalti del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti. Il reato ipotizzato è di falsità ideologica in atto pubblico.

Le prime intercettazioni. «Come ho avuto l'incarico? Io faccio parte di un partito. E chiaramente non faccio il nome del partito perchè non è il caso». Così Alfredo Nappo, collaudatore dell'impianto cdr di Caivano e destinatario di una delle ordinanze di custodia emesse oggi nell'ambito dell'inchiesta sui rifiuti, risponde a un amico che gli chiede i motivi per i quali fosse stato convocato dagli investigatori della Dia. L'intercettazione telefonica che risale al 5 ottobre 2005 è inserita nelle motivazioni del provvedimento di arresti domiciliari eseguito oggi. Per i magistrati questo episodio «appare illuminante per comprendere le reali motivazioni sottese alla nomina dei collaudatori, unitamente all'assenza di qualsivoglia interesse a controllare e pretendere il rispetto dell'appalto». Nell'ordinanza il gip Aldo Esposito scrive che «tale conversazione disegna uno scenario sconcertante, notevolmente difforme dai presunti “buoni propositi” indicati nei provvedimenti di nomina, nei quali si fissavano i criteri informatori per la designazione dei commissari di collaudo. Per il giudice «tutto appare più grave ad una lettura ex post della cosiddetta “emergenza rifiuti in Campania” in quanto la verifica dell'effettivo buon funzionamento degli impianti avrebbe scongiurato l'entrata a regime di un sistema di smaltimento di rifiuti (rsu) frutto di una colossale truffa che contribuiva ad aggravare la pesante situazione emergenziale».

 
Ancora in corteo contro inceneritori e discariche PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Giugno 2009 20:22


Fermare l' inceneritore e chiudere la discarica di Roncigliano!!
Queste le parole d'ordine del corteo che ha sfilato per le campagne di Cancelliera, una zona verde piena di vigneti e coltivazioni che ha avuto la 'condanna' di veder sorgere e svilupparsi una discarica nel suo cuore.

Circa 700 persone tra giovani, famiglie, bambini, realtà dai Castelli Romani e da Roma, hanno gridato la loro contrarietà alle decisioni prese il 20 aprile durante la conferenza dei servizi, quando si è approvata la costruzione dell' inceneritore e l' apertura del settimo invaso, la settima buca della discarica di Roncigliano. Una discarica che doveva essere chiusa prima nel 2002, poi nel 2005 secondo le promesse del sindaco Mattei. Invece ad oggi tutt'altro che chiusa. Una, due, tre ed ora siamo all'ottava buca (la prima è la numero zero). La discarica va così a gonfie vele, nel senso che continua a gonfiare le tasche del proprietario, Manlio Cerrroni, l' imprenditore monopolista della gestione dei rifiuti nel Lazio che continua a riempire le buche di immondizia che invece potrebbe essere riciclata.

I manifestanti hanno sfilato per le campagne limitrofe alla discarica alternando il cammino tra odori di campagna e l'odore acre dell' immondizia in decomposizione, odore che purtroppo gli abitanti della zona sono costretti a sentire ogni giorno. Sembra incredibile ma, la povera gente che vive da quelle parti spesso è costretta a chiudere le finestre con il caldo pur di non respirare quell'odore infestante. E' costretta a vivere chiusa in casa, quando invece quindici anni fa aveva comprato una casa per "vivere in campagna" e "godersi l'aria dei castelli". Invece no. Il destino è stato un altro, scelto dall'autoritarismo politico per far contenti gli imprenditori di turno. E così, con una discarica ed un minacciato impianto d'incenerimento, Cerroni e la sua servitù stanno vanificando anni di sacrifici.

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corteo contro l' inceneritore - 30 maggio PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Maggio 2009 20:24
CORTEO CONTRO L’INCENERITORE
 Sabato 30 Maggio, ore 10.00,      
Scuola elementare di Cancelliera, via Pantanelle.
Fino ai cancelli della discarica di Roncigliano
 
Appuntamenti per arrivare alla concentrazione del corteo insieme.
Alle ore 9.00/9.30 di sabato 30 maggio ci vediamo a:
 
- Albano, P.zza Mazzini
- Ariccia, P.zza di Corte 
- Genzano, P.zza Frasconi 
- S. Maria delle Mole, Stazione FS
 
da lì partiremo con le macchine per raggiungere la scuola elementare a Cancelliera. Chi non ha la macchina può venire lo stesso, riceverà un passaggio!!
 
Chi vuole arrivare autonomamente può seguire queste indicazioni contenute nei link:
Dai Castelli Romani (da Cecchina: prendere via Nettunense direzione Pavona (Roma), dopo poco svoltate a sinistra per via Villafranca, mantenete sempre la sinistra. Via villafranca finisce su via pantanelle, una volta lì proseguite verso destra per arrivare alla scuola)
Da Roma (prendere via Ardeatina, dopo Santa Palomba svoltare a sinistra per via Roncigliano e poi ancora a sinistra per via Pantanelle)
 
 Cliccare sulla foto per ingrandire

 
 
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