Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Marrazzo fa marcia indietro...Poi ritratta PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Marzo 2009 14:07

 

Le dichiarazioni del governatore Marrazzo a Radio 6 su una possibile incompatibilità dell'ecomostro con il territorio di Cecchina ci avevanno fatto ben sperare.... Troppo presto, oggi, infatti Marrazzo ha smentito di aver mai messo in dubbio la volontà di costruire l'inceneritore di Albano.

Martedì 10 marzo, in una trasmissione di Radio 6 in cui si permette al pubblico di intervenire in diretta ponendo domande all'ospite in studio, Il governatore Piero Marrazzo aveva dichiarato, rispondendo ad un ascoltatore, che se fosse stato rilevata, come sostenuto dall'ASL, l'incompatibilità per carenza idrica dell'impianto con il territorio di Cecchina, il progetto avrebbe dovuto essere sospeso e che il tecnico che ha dato parere positivo alla costruzione del gassificatore si sarebbe dovuto prendere le sue responsabilità. 

Purtroppo Marrazzo si è precipitato a fornire una smentita alle sue precedenti dichiarazioni (come d'abitudine), sulle pagine odierne di Cinque: 

 pdf13marzo

 
Assemblea contro l'inceneritore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Marzo 2009 19:04

ASSEMBLEA PUBBLICA CONTRO L' INCENERITORE

Sab 14 marzo, Ariccia, Sala San Nicola (vicino al comune), ore 17.00

In preparazione della manifestazione del 21 Marzo ad Albano

con partenza da P.zza Mazzini ore 15.30

L’Unione Europea sancisce nel suo ambito l’incenerimento come ultima sponda al problema rifiuti, mettendo al primo posto la differenziata e il riciclaggio. L’Italia inverte completamente i termini dichiarando, nei fatti, prioritario l’incenerimento, non a caso siamo tra gli ultimi posti in Europa come recupero e riciclo dell’immondizia. Gli inceneritori per lavorare a pieno regime necessitano soprattutto di CDR (Combustibile da Rifiuto) composto da carta e plastica, due componenti che più di ogni altra possono essere
riciclate e trasformate di nuovo in materie prime, quindi in antitesi con l’incenerimento.
L’incenerimento produce diossine, polveri sottili ed altri componenti che vengono immesse nell’aria, nei terreni e nei nostri
polmoni, tutti provocano tumori.

Dietro la politica dell’incenerimento si celano neanche tanto nascosti, interessi economico-politici dei soliti noti, milioni di euro andranno ad arricchire ulteriormente le tasche dei personaggi come Cerroni, il proprietario delle discariche di Roma e Cecchina, oltre quelle di tutti i personaggi politici che hanno approvato e foraggiato i suoi progetti, Di Carlo in primis, assessore regionale del P.D., questo sulla nostra salute.

E’ NECESSARIO ASSOLUTAMENTE FERMARE QUESTI IGNOBILI PROGETTI SPECULATIVI ED IMPORRE A QUESTI SIGNORI L’UNICA POSSIBILE ED OGGETTIVA SOLUZIONE: IL RICICLAGGIO E LA DIFFERENZIATA!

QUESTO DOBBIAMO E POSSIAMO FARLO SOLTANTO NOI CITTADINI/E CON L’ORGANIZZAZIONE DAL BASSO E IL CONTROLLO POPOLARE SULLE ISTITUZIONI.

 
Carenza idrica - Inceneritore bocciato dalla ASL PDF Stampa E-mail
Venerdì 13 Marzo 2009 11:25

Da “Il Messaggero” del 12 marzo 2009
di Enrico Valentini

Il dipartimento prevenzione ambientale della Asl dei Castelli sbarra la strada al progetto del quarto inceneritore rifiuti previsto ad Albano. A due mesi dall’avvio dei cantieri della discarica di Roncigliano, l’azienda sanitaria ha bloccato la costruzione dell’inceneritore rendendo pubbliche le motivazioni che hanno indotto a fornire un parere negativo sul procedimento per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale necessaria all’apertura dell’impianto.

Due i punti critici del progetto che, a parere dei tecnici Asl, rendono “incompatibile” l’impianto con il territorio circostante: la grave carenza idirca patita dal territorio castellano e la notevole densità abitativa in tutta l’area vicino all’inceneritore (al confine con i comuni di Albano, Ardea, Pomezia ed Ariccia).

(Leggi tutto...)

 
truffa all'inceneritore di colleferro PDF Stampa E-mail
Lunedì 09 Marzo 2009 14:13

 

I carabinieri del Noe hanno sequestrato due termovalorizzatori, 25 gli indagati

Traffico illecito di materiali, anche pericolosi, che venivano smaltiti in violazione delle norme

Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro. Tredici persone agli arresti domiciliari

Operai intimiditi e vessati per impedire che collaborassero con la magistratura


Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro tredici persone agli arresti domiciliari

L'impianto di Colleferro

ROMA - Due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L'operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.

Ai domiciliari sono finiti i dirigenti del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per il ciclo dei rifiuti.

Le indagini, durate circa un anno, si sono sviluppate con servizi di osservazione dei luoghi, ispezioni e controlli agli impianti, consulenze tecniche. Gli inquirenti hanno accertato che a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale arrivava "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi che dopo essere stati trattati venivano commercializzati come cdr.

Significativo è l'episodio che riguarda la combustione di pneumatici all'interno del termodistruttore, nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto. Il materiale non idoneo veniva annotato dagli operai sulla documentazione e sui registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "scadente". Le autorità debbono ora verificare se si siano prodotte pericolose immissioni di fumi nell'ambiente circostante, densamente popolato.


Nel mirino della magistratura anche "il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l'autorità giudiziaria".

Il Gip ha autorizzato la prosecuzione delle attività di termovalorizzazione, che tuttavia dopo il sequestro dovranno avvenire sotto la vigilanza del personale del Noe di Roma.

Da Repubblica del 09/03/09

 
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