Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Prossimi appuntamenti:
- 13 Agosto cena di celebrazione della non costruzione dell'inceneritore dopo 6 anni dalla sua Autorizzazione Integrata Ambientale.

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
E' iniziato il processo a Cerroni PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Giugno 2014 23:13

di Fabio Carosi dal sito http://affaritaliani.it

Si parte. E con uno scadenzario da maxi evento. La prima udienza del processo a trent'anni di “monnezzopoli” è fissata per giovedì 5 giugno alle ore 9, quando accusa e difesa daranno il via alla tenzone con il deposito delle costituzioni di parte civile e altri tecnicismi che porteranno ad un primo rinvio.
Ma che il Pm Alberto Galanti voglia fare in fretta si è intuito sia col “giudizio immediato”, sia con il progetto di costruire un un processo rapidissimo fissando udienze ogni mercoledì. Un ritmo serratissimo che la dice lunga sulla volontà di arrivare in tempi ridotti alle sentenze di primo grado.
Sul banco, con il re dei rifiuti Manlio Cerroni, Bruno Landi, Francesco Rando, Piero Giovi, Giuseppe Sicignano per quanto riguarda il gruppo di imprese che fanno capo a Cerroni e poi la “parte pubblica” rappresentata da Luca Fegatelli ex dirigente dell'Area Rifiuti della Regione Lazio e Raniero De Filippis. Per tutti le accuse sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti ma, a seconda delle singole posizioni, la violazione delle norme amministrative in materia di smaltimento e la truffa in pubbliche forniture.
In poche parole, l'indagine del Noe che lo scorso 9 gennaio ha portato all'arresto dei manager e dei funzionari pubblici e all'iscrizione nel registro degli indagati di decine di persone, tra cui l'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, disegna un quadro scioccante: per tre decenni il Gruppo Cerroni grazie alla sudditanza o alla compiacenza di tutto lo schieramento politico romano, avrebbe controllato l'intero ciclo “attivo” dei rifiuti (esclusa la raccolta), garantendosi un monopolio invincibile. E questo sino a quando l'inchiesta non avrebbe messo in luce la “ragnatela Cerroni”.
A supporto dell'accusa decine e decine di intercettazioni di conversazioni parziali, attraverso le quali l'indagine avrebbe ricostruito il ruolo di ciascun personaggio, sino a confezionare “un'associazione a delinquere”, costituita da soggetti che per motivi professionali non potevano non interloquire tra di loro, soprattutto nei momenti caldi delle emergenze rifiuti e dei diversi commissariamenti che hanno permesso alla politica di affidare a soggetti terzi il problema dei rifiuti.
La madre di tutte le accuse è dunque quella di essere tentacoli di un'unica piovra che si sarebbe riprodotta ad ogni cambio di Giunta Regionale e di sindaco di Roma. Un fatto unico, che rende il processo di per sé come il più interessante della storia romana degli ultimi anni.
Tra discariche, produzioni di combustibile da rifiuti e battaglie autorizzative, si profila come evento “speciale” la storia del gassificatore di Albano. Grazie al libro-racconto presentato da Cerroni a pochi giorni dal processo si può evincere quale sarà la sua linea difensiva, ma anche alcune stranezze processuali. Come, ad esempio, lo stralcio del ruolo di Acea e Ama dal processo, pur avendo nel Consorzio Coema una partecipazione assolutamente maggioritaria. Se è vero che Cerroni “spingeva” per accendere il superforno che avrebbe mangiato i rifiuti, è altrettanto vero che i vantaggi economici rilevanti sarebbe stati per le due aziende sotto il controllo pubblico. Tant'è che “il giorno dopo l'autorizzazione per il gassificatore – scrive Cerroni a pagina 115 del suo libro – le azioni del'Acea hanno avuto in borsa un balzo del 4%, con profitto rilevante dalla sera alla mattina degli azionisti”. E poi conclude: “Varrebbe la pena fare un conto esatto dell'operaqzione finanziari scaturita da fonti rinnovabili e non solo”.

Insomma a leggere quelle che poi saranno parte della “carte della difesa”, Manlio Cerroni avrebbe imbastito un'operazione per far guadagnare la parte pubblica”.

 
L'ex ministro dell'Ambiente Corrado Clini è stato arrestato dalla Guardia di finanza PDF Stampa E-mail
Lunedì 26 Maggio 2014 20:30

(fonte "Il fatto quotidiano")

Corrado Clini, ex ministro dell’Ambiente del governo Monti, è stato arrestato per peculato. Con lui ai domiciliari è finito anche Augusto Calore Pretner, ingegnere padovano. Secondo l’ordinanza, emessa dal gip Piera Tassoni della procura di Ferrara, i due avrebbero sottratto 3 milioni e 400mila euro da un finanziamento ministeriale di 54 milioni destinato al progetto “New Eden”, volto alla protezione e preservazione dell’ambiente e delle risorse idriche, da realizzare in Iraq e finanziato con il sostegno internazionale. Clini risultava indagato già dall’ottobre 2013 in qualità di direttore generale del ministero dell’Ambiente. Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza di Ferrara, erano partite dall’individuazione di un flusso di false fatturazioni provenienti da una società cartiera con sede in Olanda, a favore della Med Ingegneria srl, studio ferrarese i cui vertici risultano indagati per una frode fiscale da un milione e mezzo di euro (per questi fatti a luglio la Procura iscrisse cinque persone nel registro degli indagati e sequestrò beni per 330mila euro). Le fatture di Med Ingegneria facevano capo a due organizzazioni non governative con sede negli Stati Uniti, la Nature Iraq (cui partecipava lo Studio Galli Ingegneria di Padova di cui è socio Pretner) e Iraq Foundation. Sono le due ong che nel 2003 stipularono un accordo bilaterale con gli uffici del ministero dell’Ambiente, poi rinnovato nel 2008 per altri cinque anni. Obiettivi del programma di cooperazione erano il ripristino ambientale e il controllo dei fenomeni di piena e gestione integrata dei bacini idrografici del Tigri e dell’Eufrate. Di quella attività però il nucleo di polizia tributaria non ha trovato alcun riscontro. Per quel progetto le due ong chiesero 57 milioni all’Ambiente, ottenendone 54.Tra settembre 2007 e gennaio 2011 parte di quelle somme finiscono in conti “direttamente riconducibili ai due arrestati”. A parlare di “grossi elementi probatori a carico” degli indagati è il procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi che, assieme al colonnello delle Fiamme gialle Sergio Lancerin ricostruisce i passaggi di denaro attraverso tre continenti. Una parte dei soldi del ministero, incassati da Nature Iraq, venivano accreditati su un conto ad Amman in Giordania, per poi partire in direzione dell’Olanda, verso la società Gbc con fatturazioni per operazioni inesistenti.Questa tratteneva una commissione del 5% per poi girarli nei paradisi fiscali delle Isole Vergini e dei Caraibi. Da qui il malloppo, decurtato di un altro 2%, ripartiva per la Svizzera per essere depositato “in conti correnti di prestanome direttamente riconducibili agli indagati”. Un vorticoso giro di denaro “provato senza ombra di dubbio” afferma Lancerin, che anticipa come “la Procura di Roma (che sta valutando anche altri fronti con il pm Galanti, ndr) sta operando numerosissime perquisizioni in tutto il Paese”, mentre le indagini della Finanza proseguono anche in altre direzioni. In particolare in Svizzera, dove si batte la pista del riciclaggio internazionale di denaro.Corrado Clini, medico, è stato per venti anni – dal 1991 al 2011 – direttore generale del ministero ed è stato nominato ministro il 16 novembre 2011 nel governo guidato da Mario Monti. Dopo la guida del dicastero, è tornato a ricoprire l’incarico di direttore generale per lo Sviluppo sostenibile, il clima e l’energia sempre al dicastero di via Cristoforo Colombo. Per anni sempre in prima linea ai vertici internazionali, si è occupato di ambiente e di cambiamenti climatici, è stato anche chairman dell’European Environment and Health Committee, composto dall’Organizzazione mondiale della sanità e dai ministeri della Salute e dell’Ambiente di 51 paesi europei e centro asiatici.Come ministro ha affrontato alcune questioni spinose come il caso Ilva, il naufragio della Costa Concordia e l’emergenza rifiuti a Roma. Clini è anche noto per le sue posizioni a favore del nucleare e, di un possibile ritorno in Italia ed è sempre stato favorevole agli ogm (organismi geneticamente modificati), due temi caldi, che ha sostenuto in vari ambiti anche appena nominato ministro, a ridosso dell’incidente di Fukushima in Giappone. Ad aprile 2012 ha presentato al Cipe il Piano nazionale di riduzione delle emissioni di anidride carbonica e, insieme con i ministri Corrado Passera e Mario Catania (Politiche Agricole), la riforma degli incentivi alle energie rinnovabili.

 
Volantino per UN MAGGIO “NO INC” PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Maggio 2014 01:17

A che punto siamo? Dopo lo svelamento dei segreti di Pulcinella legati alla gestione Cerroni dei rifiuti laziali, regione e comuni non sembrano voler cambiare rotta e continuano ad appoggiarsi su una strategia basata su inceneriori e discariche. La raccolta differenziata nella città di Roma oramai è una barzelletta e buona parte degli impianti di smaltimento del Lazio stanno chiudendo per evidenti insostenibilità legali/ambientali.

Gli impianti di Roncigliano e Malagrotta restano aperti solamente per via delle ordinanze dei sindaci i quali evidentemente non hanno altre alternative che continuare ad ammucchiare monnezza in buche sempre più stracolme. Ed a pagare tutto questo come al solito è chi respira i miasmi vomitati dalle discariche e chi beve l'acqua inquinata dal percolato.

Al danno per l'ambiente e per la salute, c'è anche, e pesante, quello economico. Gli inquirenti hanno sollevato nei confronti del Gruppo Cerroni, problemi relativi alla sovrafatturazione ai danni di dieci comuni dei Castelli Romani, che avrebbe avuto luogo almeno fino al 31 agosto 2012, per un totale di circa 11 milioni di euro. Ma, chiediamo pubblicamente: nei giorni, mesi ed anni a seguire, la sovrafatturazione non ha forse più avuto luogo?

E la differenziata ad Albano a che punto è? E i controlli in discarica e sugli impianti di TMB e soprattutto la caratterizzazione interna alla discarica?
Dopo 7 anni di lotta ci troviamo in un momento cruciale, il progetto di costruzione dell'inceneritore si fa sempre più lontano, ma siamo ben lungi dal poter cantare vittoria, nel terreno della discarica di Roncigliano c'è ancora molto spazio per nuovi invasi che non permetteremo assolutamente che aprano!

L'impegno di tutti e tutte è assolutamente necessaria se vogliamo vincere questa lotta contro inceneritori, discariche, cemento e le nuove speculazioni sul biogas, per una gestione dei rifiuti basata su riduzione riuso e riciclo.

PARTECIPATE AI PROSSIMI APPUNTAMENTI NOINC

  • GIOVEDI 8 MAGGIO, ASSEMBLEA PUBBLICA ALL’ OK CLUB CANCELLIERA,VIA PANTANELLE 9/A ORE 21.00.

  • SABATO 10 MAGGIO ASSEMBLEA PUBBLICA BAR NANDO (PEDALINO), MONTAGNANO ORE 17.30.

  • VENERDI 16 MAGGIO ASSEMBLEA PUBBLICA PIAZZA S.PIETRO ALBANO LAZIALE, ORE 17.30.

  • SABATO 17 MAGGIO PRESIDIO AI CANCELLI DELLA DISCARICA ,VIA ARDEATINA KM 24.500 ORE 8.00.

  • DOMENICA 18 MAGGIO PRANZO SOCIALE A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI, VILLAGGIO ARDEATINO ORE 13.00.

 
Iniziative NOINC di Maggio 2014 PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Aprile 2014 15:34

A che punto siamo? Dopo lo svelamento dei segreti di Pulcinella legati alla gestione Cerroni dei rifiuti laziali, regione e comuni non sembrano voler cambiare rotta e continuano ad appoggiarsi su una strategia basata su inceneriori e discariche. La raccolta differenziata nella città di Roma oramai è una barzelletta e buona parte degli impianti di smaltimento del Lazio stanno chiudendo per evidenti insostenibilità legali/ambientali.
Gli impianti di Roncigliano e Malagrotta restano aperti solamente per via delle ordinanze dei sindaci (come si può  leggere in questo volantino) i quali evidentemente non hanno altre alternative che continuare ad ammucchiare monnezza in buche sempre più stracolme. Ed a pagare tutto questo come al solito è chi respira i miasmi vomitati dalle discariche e chi beve l'acqua inquinata dal percolato.

Dopo 7 anni di lotta ci troviamo in un momento cruciale, il progetto di costruzione dell'inceneritore si fa sempre più lontano, ma siamo ben lungi dal poter cantare vittoria, nel terreno della discarica di Roncigliano c'è ancora molto spazio per nuovi invasi che non permetteremo assolutamente che aprano!
L'impegno di tutti e tutte è assolutamente necessaria se vogliamo vincere questa lotta contro inceneritori, discariche, cemento e le nuove speculazioni sul biogas, per una gestione dei rifiuti basata su riduzione riuso e riciclo.

PARTECIPATE ALLE PROSSIME INIZIATIVE !!!

Giovedì 8 Maggio, ASSEMBLEA PUBBLICA, Ok club Cancelliera, Via Pantanelle 9a, ore 21

Sabato 10 maggio, ASSEMBLEA PUBBLICA, bar Nando (pedalino), Montagnano, ore 17.30

Venerdì 16 maggio, ASSEMBLEA PUBBLICA, piazza S. Pietro, Albano Laziale, ore 17.30

Sabato 17 maggio, PRESIDIO AI CANCELLI DELLA DISCARICA, ore 8,
Via Ardeatina km 24,500

Domenica 18 maggio, PRANZO SOCIALE A SOSTEGNO DELLE SPESE LEGALI, Villaggio Ardeatino, ore 13

 
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