Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

DOMENICA 12 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza di Corte, Ariccia, ore 10.30


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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
presidio alla regione lazio venerdì 26 maggio PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Maggio 2017 14:02

VENERDI 26 MAGGIO ORE 10.30 PRESIDENZA REGIONE LAZIO

VIA Rosa Raimondi  GARIBALDI GARBATELLA

PRESIDIO POPOLARE

partenza pullman ore 9.00 villaggio Ardeatino, via Ardeatina km 25

Da due settimane la Procura di Velletri ha dissequestrato il TMB e la Discarica di Roncigliano, assicurando che è in corso la bonifica del sito dopo il devastante incendio dell'anno scorso.

MA QUALE BONIFICA?

Sono stati eliminati gli idrocarburi e i metalli pesanti dalle falde? il percolato è allontanato correttamente? la centrale a biogas emette aria pura? c'è il pozzo spia a valle oltre all'F1B....????

In presenza dell'interdittiva antimafia che colpisce il gruppo COLARI-Cerroni cosa aspetta la Regione a chiudere la revisione dell'AIA del 2009 negando definitivamente l'esercizio a una discarica che ha già fatto tanti danni?

Andiamo in Regione  per consentire finalmente di portare ai villaggi dell'Ardeatina fogne e servizio idrico, dopo aver subito per quarant'anni gli effetti della discarica.

Andiamo in Regione per consentire agli abitanti di Montagnanello di sopravvivere ad un depuratore che non possono usare ma che li affligge con rumori ed esalazioni moleste.

Andiamo in Regione per protestare CONTRO il parere positivo espresso dalla Regione Lazio stessa, in sede di Conferenza Stato-Regioni, alla modifica dei procedimenti autorizzativi di impianti impattanti  (VIA-AIA), un atto che cancella le ultime  possibilità per i cittadini di intervenire contro gli impianti nocivi.

Questo accade mentre l'area Ardea-Pomezia-Castelli Romani viene investita da un nuovo devastante incendio di materie plastiche, amianto ed altro (ECOX) favorito da allegre autorizzazioni concesse appunto dai governi regionali.

Andiamo in Regione per  confermare l'ostilità popolare a quelle discariche, inceneritori e biomasse con le quali si vuole condire il mitico piano dei rifiuti annunciato imminente.

-COORDINAMENTO CONTRO INCENERITORE ALBANO/

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITA'

-COMITATO RIBELLI MONTAGNANO - ARDEA

-COORDINAMENTO REGIONALE ENERGIA-RIFIUTI

 
Sull'incendio alla ecox di pomezia PDF Stampa E-mail
Sabato 13 Maggio 2017 08:44

Le tranquillizzanti notizie che nelle 48 ore successive all’incendio ECOX di Pomezia si è affrettato a dare in tv un codazzo di pompieri e un solerte funzionario Arpa, citando i responsi di centraline (Cinecittà, Ciampino) ad anni luce dalla direzione dei venti nella mattinata del 5 maggio, sono state smentite quasi subito dai primi risultati del PM10 in zone più vicine al sito: 130mg/mc il 7 e 73mg/mc l’8 maggio (limite 50) e ora dai primi dati degli idrocarburi rilevati il 5 e 6 a 200mt Benzo(a)pirene (Idrocarburi Policiclici Aromatici) 9.1 nanogrammi/m3 (limite annuale 1 ng/m3).Policlorobifenili (PCB) 394 picogrammi/m3. Diossine e furani 77.5 pg/m3 (valore di riferimento 0.1 pg/m3).

Non ci tranquillizza il fatto che quell’impianto fu autorizzato nel 2010 a “gestire”, oltre alle plastiche, rifiuti pericolosi, prodotti chimici etc. (in manufatti con il tetto all’amianto che nessuno controllò) dall’ex dirigente regionale Raniero De Filippis, poi agli arresti per presunto favoreggiamento  delle attività illegali del boss dei rifiuti Manlio Cerroni.L’immensa nube nera sprigionata da plastiche e materiali ancora sconosciuti ha continuato a levarsi per giorni e giorni, portando ad alta quota e in tutte le direzioni fibre di amianto, diossine, furani e centinaia di idrocarburi cancerogeni, di cui sapremo forse qualcosa non prima di due settimane.

Dopo neanche 11 mesi dall’altro terribile incendio del TMB Pontina Ambiente a Roncigliano, torniamo a dover subire  le conseguenze della devastante diffusione nel nostro territorio di impianti inquinanti che lavorano rifiuti pericolosi e/o materiali combustibili (discariche, TMB, biogas, fluff, depositi carburanti, depositi di amianto) o impianti chimici ad elevato rischio di incidente rilevante (RIR) costruiti e gestiti spesso in spregio alle più elementari norme di sicurezza e di prevenzione antincendio.

Pomezia, da oltre 50 anni area  industriale, è stata considerata al pari di Colleferro zona franca per le peggiori e più pericolose istallazioni. Insieme ad Aprilia colleziona un numero notevole di istallazioni RIR o comunque ad alto rischio di incendio che anziché scomparire aumentano in tutto il territorio a sud di Roma. Basti citare gli impianti realizzati o proposti che ricavano gas metano dall’organico di rifiuti e biomasse ad Ardea, Anzio, Aprilia, Pomezia, Solfaratella, Artena etc.  Non ultima l’idea criminale, che ancora non sappiamo quanto scongiurata, di voler realizzare un impianto a biomasse da 60.000 ton. (Cogea) che produce biogas metano, altamente infiammabile e a rischio esplosivo vicino agli enormi depositi di carburanti dell’ENI e della Liquigas in località Torremaggiore di Pomezia.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITÀ

 
Assemblea pubblica 21/4/2017 PDF Stampa E-mail
Venerdì 31 Marzo 2017 01:12


VIA ARDEATINA KM 25,400    ASSEMBLEA PUBBLICAVENERDI' 21 APRILE ORE 17,30 C/O AZIENDA AGR. BARTOLOZZI

Vogliamo fare il punto sulle vicende che riguardano Villaggio Ardeatino, Valle Gaia, Montagnano Montagnanello. Dopo l'incendio del TMB della Pontina Ambiente nella discarica, l'abbancamento dei rifiuti nel VII invaso è stato sospeso e dirottato al TMB della RIDA di Altissimi ad Aprilia. Tuttavia la discarica continua ad inquinare le falde e ad ammorbare l'aria, mentre è rimasta per aria la cosiddetta revisione dell'AIA DEL 2009 , convocata nel 2015 e lasciata in catalessi dal 30 maggio 2016, con la relativa sparizione di bonifiche, di nuovi pozzi spia, gestione virtuosa dei percolati e così via.

Tutti attendiamo le decisioni della Procura di Velletri, ma anche lì notiamo una certa confusione, ci sono più fascicoli assegnati a diversi magistrati che comunicano poco tra di loro.

Dopo varie mobilitazioni in Regione e presso il Comune di Ardea sulla mancanza di fogne e acquedotto pubblico siamo arrivati  alla situazione seguente:

1) per le fogne c'è uno stanziamento in Regione di 1,300 milioni per il Comune di Ardea che però non viene erogato a causa di debiti pregressi del medesimo Comune. Nel mese scorso l'amministrazione dimissionaria lasciava intendere che poteva essere raggiunto a breve un accordo, ma ad oggi non abbiamo alcuna conferma.

2) per l'acquedotto, dopo l'ultimo presidio e incontro con il sindaco dimissionario, c'è stato un accordo tra ACEA, IDRICA e Comune per affidare ad ACEA il compito di portare l'acqua ai villaggi. Ma anche qui dopo la comunicazione del Comune alla STO ATO 2 non sappiamo se la pratica avanza o si è già insabbiata.

3) sul depuratore, malgrado la gestione ACEA, rimangono esalazioni nocive e rumori, mentre continuano a mancare le opere di mitigazione, dai pannelli fonoassorbenti ad una piantumazione degna di questo nome.

'E chiaro che cosi stando le cose o aspettiamo " che venga maggio" o

CI RENDIAMO BENE CONTO DELLA SITUAZIONE E FACCIAMO QUALCOSA DI SENSATO E PARTECIPATO PER USCIRE DA QUESTA PALUDE.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano – Assemblea contro le nocivita- Comitato ribelli di Montagnano

 
Il Piano Rifiuti regionale:una scatola vuota, ma piena di gas... PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Marzo 2017 17:42

Nonostante le continue dichiarazioni di presidente, assessore e dirigenti regionali tendenti a rassicurare cittadinanze preoccupate e comitati sul piede di guerra, il Piano Rifiuti della Regione Lazio, previsto e contrabbandato in anticipo come “virtuoso”, non riesce a vedere la luce, nonostante sia un obbligo di legge e nonostante ci sia incombente la minaccia della Commissione europea. E forse è meglio perché, da quel che è trapelato, si prevedono solo i consueti rinnovi di vecchi, inutili e superati impianti (discariche, TMB, inceneritori).

Di sicuro, visto quanto dichiarato dall’Ass.re Buschini il 10-1-2017 in Commissione Ambiente anticipando i “contenuti strategici del Piano”,  ci sentiamo di condividere solo l’ultimo capoverso dove si riconosce che : “con la gestione rifiuti non si può scherzare...e quanto il settore sia esposto a condizionamenti indesiderati di illegalità… in una regione che per  colpe e manchevolezze è stata commissariata per oltre dieci anni”.

Il fatto è che, finora, l'unico documento ufficiale emerso dagli uffici della Giunta Zingaretti è la Deliberazione n. 199 del 22 aprile 2016, chiamata “Determinazione del fabbisogno”, che rappresenta solo un elenco col fiato corto delle previsioni di produzione rifiuti e di una disponibilità impiantistica del tutto teorica, perché molti impianti sono autorizzati ma non costruiti, altri sotto indagine penale, altri ancora sottoposti a lunghe procedure di autorizzazione.

Vero è che, parallelamente, sta procedendo il tentativo di dotare anche la nostra regione di impianti di “valorizzazione della frazione umida con produzione di biogas/biometano”. Si tratta di impianti pericolosamente nocivi e diseconomici che, distruggendo cospicue quantità di preziosa materia, recuperano energia dai residui organici “valorizzandoli” ad unico vantaggio di imprenditori che realizzano cospicui guadagni anche grazie a generosi incentivi pubblici. A gettarsi nella mischia, nel nuovo business dei rifiuti, sono non solo rapaci impiantisti locali, ma potenze nazionali come la Coldiretti, che cavalca secondo convenienza qui il biogas e là il compostaggio aerobico o associazioni pseudo ambientaliste come Fare Verde che invita la Regione a inserire il biogas nel Piano zonizzando il territorio per meglio tutelare gli interessi dei costruttori o ancora il Consorzio Italiano Compostatori che tutela col marchio di qualità anche il pessimo ammendante compostato prodotto dagli impianti a biogas.

Tali impianti per la produzione di biogas/biometano sfuggono spesso e volentieri alle procedure trasparenti e pubbliche regionali, tanto che risultano solo in parte – nonostante trattino rifiuti organici – negli elenchi delle disponibilità impiantistiche della omertosa Regione Lazio. Eppure, il residuo organico costituisce ben il 30-35% del totale dei rifiuti.

Alle belle parole degli uffici regionali sulla redazione di un Piano rifiuti virtuoso, attento alla prevenzione della produzione degli scarti urbani, teso alla raccolta differenziata, corrispondono i soliti elenchi di impianti, conditi da uno stuolo di nocivi stabilimenti di combustione.

Il Coordinamento dei comitati Rifiuti-Energia del Lazio ripete ormai da anni che non è con questi impianti che si affronta in modo corretto la produzione dei rifiuti urbani, ma diminuendola a monte, non realizzando prodotti non riciclabili, recuperando tutto quel che è possibile recuperare, senza ricorrere a discariche ed inceneritori comunque mascherati, valorizzando la frazione organica in piccoli impianti aerobici per la produzione di compost. Questa e solo questa è la ricetta che viene dai territori, dal pubblico interesse e non dagli affaristi privati e dai loro amici presso la Regione Lazio. In mancanza, sarà - ed è già - lotta dura!

Per un corretto e diffuso compostaggio aerobicoPer la chiusura di inceneritori e discarichePer il ritiro del famigerato “Decreto Clini” che permette di incenerire rifiuti nei cementificiPer la lotta contro le “bio”truffe e lo stop agli incentivi ai “bio”gassistiPer la difesa della salute e dell'ambientePer la difesa dei nostri territori

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

 
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