Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione.

Venerdì 31 Maggio, Assemblea pubblica, piazza S. Pietro Albano Laziale, ore 18

Mercoledì 5 Giugno, Assemblea pubblica, sede consortile del villaggio Valle Gaia, via S. Berardo dei Marsi, ore 17.30

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Rifiuti, nuova protesta a Colfelice Clini: "Dall'11 stop a Malagrotta" PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Aprile 2013 11:54

Un altro sit-in dei cittadini. "Difendiamo la Ciociaria, non può diventare una pattumiera". Il ministro dell'Ambiente: "Qui viene fatto quello che l'impianto deve fare. E' uno scandalo che venga utilizzato al 50%, pagato con soldi pubblici, con personale sottoutilizzato"

dal sito roma.repubblica.it

Nuova protesta a Colfelice, in provincia di Frosinone, contro i rifiuti in arrivo da Roma, mentre il ministro dell'Ambiente Corrado Clini annuncia: "Siamo impegnati affinché dall'11 aprile non vengano più conferiti rifiuti a Malagrotta".

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Cerroni e gli scambi epistolari con Zingaretti... PDF Stampa E-mail
Venerdì 05 Aprile 2013 19:17

Il magnate dei rifiuti Manlio Cerroni ha scritto una missiva inaccettabile, nei toni e nei contenuti, al nuovo Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiedendo che la giunta intera, appena insediata, calendarizzi e sostenga efficacemente e tempestivamente la costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani.”

A questa ennesima ed inaccettabile pressione del “re” della monnezza, il No Inc risponde con il corteo di sabato 6 aprile, ore 15,00, a piazza Mazzini, ad Albano. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.”

Qualche settimana fa, dopo non poche polemiche, l’amministrazione comunale di Albano ha pubblicato, sul proprio sito internet, la famigerata lettera (clicca qui per leggere la lettera) inviata il 12 Novembre scorso dal monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni al Sindaco Nicola Marini e, per conoscenza, agli altri nove primi cittadini di bacino.
Una missiva inaccettabile, in cui il “re della monnezza” lamentava la partecipazione del Sindaco di Albano e di alcuni assessori al corteo contro l’inceneritore del 20 Ottobre scorso. Una pressione indebita esercitata nei confronti di liberi e massimi rappresentanti istituzionali locali. Una pressione, tra l’altro, rimasta senza risposta. Una pressione ancora peggiore, se possibile, di quella subita appena pochi mesi fa da alcune testate di informazione (cartacee ed on line), giornalisti ed attivisti locali.

Anche a giugno 2012 (clicca qui per leggere la lettera), il monopolista dei rifiuti si era “distinto” per un’altra lettera scandalosa, in cui aveva chiesto esplicitamente, tra le altre cose, un intervento diretto del Commissario dell’Emergenza Rifiuti, Goffredo Sottile, per ottenere soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti utili a realizzare l’Inceneritore dei Castelli Romani.
Ora ci risiamo. Il magnate dei rifiuti della Regione Lazio è tornato a scrivere una missiva vergognosa (clicca qui per leggere la lettera ), inaccettabile nei toni e nei contenuti, indirizzata questa volta niente meno che al nuovo Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ed alla sua giunta. Lettera invita, per conoscenza, anche al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al ministro Clini ed al commissario Sottile.

Nella missiva,Cerroni riferisce al Presidente Zingaretti di un recente “incontro con il ministro Clini ed il commissario Sottile”. E mette nero su bianco, bontà sua, tutti gli “argomenti” trattati nel corso del “confronto para-istituzionale”. Tra cui: “l’ultimazione dei gassificatori di Malagrotta ed Albano, i quali garantiranno la chiusura del circuito di smaltimento in totale autonomia e nel pieno rispetto del sistema delineato a livello comunitario.”
E chiosa: “Va da se che con il rinnovo della Regione Lazio (Presidenza, Giunta, Assessorati) questi argomenti dovranno essere calendarizzati e sorretti rapidamente dagli Organi competenti della Regione Lazio.”

Il nuovo Presidente della Regione Lazio e la sua giunta risponderanno pubblicamente a questa inaudita “interferenza istituzionale”?

Ricorderà, il Presidente Nicola Zingaretti, che è stato recentemente sostenuto, nel corso dell’ultima campagna elettorale, da numerosi sindaci dei Castelli Romani che sono impegnati nella vertenza contro l’Inceneritore?

Si tratta, difatti, del monopolista dei rifiuti della Regione Lazio: Manlio Cerroni. A capo, da decenni, di società coinvolte, a vario titolo, secondo la stampa, in ipotesi di reati penali non certo trascurabili, quali: associazione a delinquere, sovrafatturazione ai danni dei Comuni dei Castelli Romani (per una cifra superiore ai nove milioni di euro), estorsione, truffa, traffico e interramento illecito di rifiuti, etc. Reati per i quali è previsto anche l’arresto. Dalle diffuse e mai smentite in discrezioni giornalistiche risulta coinvolta, tra l’altro, proprio la stessa Pontina Ambiente srl di Albano, proprietaria della locale discarica. Ma società titolare, tra l’altro, anche di una quota parte del Co.E.Ma. Il consorzio che pretende di realizzare, ieri come oggi, l’Inceneritore dei Castelli Romani.

Certo, il progetto di costruzione dell’Inceneritore più grande d’Europa, che non siamo riusciti ancora a fermare. Ma anche il VII invaso della discarica di Roncigliano, che raccoglie i rifiuti indifferenziati prodotti dai dieci Comuni del bacino, distante 178 metri dalla prima casa contro i 1000 previsti dalla Legge della Regione Lazio n. 27 del 1998. Senza dimenticare la raccolta differenziata porta a porta che, ai Castelli Romani, stenta a decollare. E, infine, dal 3 gennaio scorso, come se non bastasse, anche il decreto cosiddetto “salva Roma” di Clini, che pretende di scaricare, è proprio il caso di dirlo, una buona parte della spazzatura romana indifferenziata sulle province della Regione Lazio, e quindi anche sulla discarica di Albano.

Per mantenere alta l’attenzione sul tema rifiuti e scongiurare, soprattutto, l’avvio del cantiere per la costruzione dell’Inceneritore, il comitato No Inc ha organizzato un nuovo corteo, l’undicesimo. Appuntamento per sabato 6 aprile, ore 15,00, a piazza Mazzini, Albano. Un nuovo corteo per dire, ancora una volta: No all’Inceneritore dei Castelli Romani, No al VII invaso di Roncigliano e Sì alla raccolta differenziata porta a porta associata a riduzione, riciclo e riuso dei rifiuti urbani.

 
Comunicato sui pareri del TAR a proposito del ricorso del comune al CRONOPROGRAMMA del cantiere dell'inceneritore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Aprile 2013 07:05

i santi in paradiso, sindaco di Albano, Nicola Marini, non bastano. Le porgiamo pubblicamente, per l’ennesima volta, un invito: conferisca incarico ad un ente pubblico per avviare la caratterizzazione geologica ed idrogeologica interna all’area della discarica!
Il ricorso al Tar Lazio contro il nuovo CRONO-PROGRAMMA della Regione Lazio che scandisce i tempi di realizzazione dell’Inceneritore dei Castelli Romani è ancora pendente. Questa è la vera notizia. Nulla, quindi, è ancora irrimediabilmente compromesso o perduto. Il resto è noto: la 1a sezione Ter del Tribunale Amministrativo ha respinto SOLO ED ESCLUSIVAMENTE la richiesta di “sospensiva cautelare” del crono-programma.
Ricordate i tre ricorsi al Tar del No Inc contro l’Inceneritore? Anche in quel caso i giudici amministrativi negarono la “sospensiva cautelare”. Ma quel diniego non compromise in alcun modo lo svolgimento del resto del processo. Nelle settimane successive il No Inc depositò in Tribunale una super-relazione tecnica che smontò, punto per punto, il progetto dell’Inceneritore. Ed alla fine, come noto, ottenemmo la “storica vittoria”.
Queste, invece, le dichiarazioni del sindaco di Albano Nicola Marini e del delegato ai rifiuti Luca Andreassi: “Il TAR del Lazio ha rigettato il ricorso presentato dall’Amministrazione di Albano Laziale. Speravamo che le ragioni del diritto valessero più di qualsiasi altro interesse e invece siamo di fronte ad una sentenza del Tribunale Amministrativo che rigetta ogni argomentazione sul reale stato ambientale di un territorio in grande sofferenza.”
I giudici, in realtà, dicono altro: l’inquinamento dell’area della discarica non è stato ancora OPPORTUNAMENTE DIMOSTRATO: “l’inquinamento del sito … invocato dall’amministrazione comunale … (dei pozzi C e D) non appare essere più sussistente …”
Ed infatti, sindaco Marini, è proprio così. La diffida della Provincia di Roma del 19 gennaio 2012, relativa agli inquinanti presenti nei pozzi C e D, interni all’area della discarica, è venuta meno. Sono i dati dell’Arpa Lazio del 19 dicembre 2012 che certificano il rientro nei limiti di legge.
Ma in discarica, però, ci sono altri pozzi. Si tratta dei piezometri: A, B, D bis, E, F, G, H, I, L. Qual è la reale situazione di quei nove pozzi, Le chiedo? Nessuno lo sa. L’Arpa Lazio, il 18 novembre 2011, ha chiesto una CARATTERIZZAZIONE geologica ed idrogeologica INTERNA al sito, avendo trovato questi pozzi gravemente inquinati. La caratterizzazione consiste in un’analisi molto approfondita della qualità delle acque e dei terreni. Questi dati potrebbero certificare l’esistenza di un grave peggioramento dello stato ambientale dell’area. Analisi da depositare, quanto prima, al Tar Lazio, certo, ma ASSOLUTAMENTE NECESSARIE anche per chiedere e discutere la revisione e l’annullamento della procedura di Autorizzazione Ambientale davanti ai funzionari dell’Area Rifiuti della Regione Lazio.
I Santi in paradiso non bastano …
Al di là delle incomprensioni personali e politiche, le porgiamo pubblicamente, per l’ennesima volta, un invito: conferisca quanto prima incarico ad un ente pubblico per avviare la caratterizzazione geologica ed idrogeologica interna all’area della discarica di Albano!

 
Gli impianti a Biogas: da virtuoso a vizioso, il ciclo è breve? PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Aprile 2013 20:58

Tutto parte dalla legge finanziaria del 2008 che introduce incentivi economici per un periodo di 15 anni per la realizzazione di “piccoli” (<1MW) impianti a biogas. La motivazione era quella di favorire le imprese agricole, soprattutto quelle che fanno allevamento, che hanno da sempre grossi problemi per eliminare liquami, deiezioni degli animali, rifiuti organici, sterpaglie ed altri vegetali. La soluzione, quindi, sembra fantastica: favorire la costruzione di piccoli impianti a biogas destinati a smaltire “in casa” e a circuito chiuso tutti questi scarti, producendo al tempo stesso energia elettrica pulita ed utile per le aziende stesse e rivendendo l’eventuale eccedenza a prezzi maggiorati grazie ad incentivi pubblici. In tal modo sarebbe stato possibile non solo aiutare il settore agricolo, consentendo alle aziende significativi risparmi ed integrando il loro reddito, ma anche intervenire con efficacia ed in maniera corretta nelle problematiche della produzione di energie alternative e dello smaltimento dei rifiuti agricoli.
Un vero ciclo virtuoso...
Ma allora, perché contestare?Perché dire sempre no, anche quando la soluzione sembra essere così brillante, semplice, efficace e vantagiosa. Per tutti.
Perché, in realtà, di virtuoso c’è poco. Piuttosto possiamo definirlo un ciclo vizioso.Vediamo brevemente le note stonate della melodia che ci viene presentata. Solo per dare un’idea dell’entità del fenomeno, stiamo parlando di un centinaio di impianti previsti solo nella provincia di Roma, circa 500 in tutta la Lombardia.

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