Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Il coordinamento contro l'inceneritore non ha rappresentanti politici nè istituzionali, pertanto nessun candidato alle prossime elezioni comunali di Albano ha facoltà di presentarsi a nome del coordinamento

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Solidarietà ai denunciati per il corteo del 14 Aprile 2012 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Gennaio 2015 14:42

Sabato 14 aprile 2012, a margine di un'importante manifestazione per le vie di Albano contro inceneritore e discarica di Roncigliano, l'ingiustificato nervosismo delle forze dell'ordine che scortavano il corteo è sfociato in dei tafferugli nei pressi di Villa Doria. Le cariche della polizia in tenuta antisommossa, spintesi anche all'interno della villa, provocarono parecchio scompiglio, numerosi contusi ed una signora riportò una grave frattura cadendo da un muretto nel tentativo di scappare. Sedici manifestanti che loro malgrado si sono trovati coinvolti in questo spiacevole episodio, riconosciuti a volto scoperto dai filmati della DIGOS, sono stati denunciati per resistenza aggravata (abbiamo già espresso alcuni commenti in proposito qui e qui). Nel pomeriggio, per questi fatti, fu arrestato anche un ragazzo, all'epoca minorenne, poi scagionato da tutte le accuse a suo carico. La prima udienza del procedimento penale si terrà il prossimo 29 Gennaio al tribunale di Albano.
Vogliamo ricordare che il 14 aprile 2012 scendevamo in piazza:

  • contro la pesante sentenza del Consiglio di Stato che cassava i nostri ricorsi al TAR in quanto non riconosceva i comitati legittimati a rappresentare le istanze dei cittadini, sostenendo che che le amministrazioni pubbliche possono fare quello che ritengono più opportuno e che non è compito del giudice amministrativo entrare nel merito dei progetti;
  • a sostegno dei 14 denunciati per interruzione di pubblico servizio per i presidi in discarica del Febbraio precedente;
  • contro la sciagurata gestione dei rifiuti della Regione Lazio fondata sul binomio incenerimento/discarica allora e senza un vero criterio dettato da un piano rifiuti oggi, in un proliferare di impianti a biogas e progetti di megadiscariche.

Da quel corteo sono ormai passati tre anni durante i quali abbiamo continuato a lavorare e ad informare la cittadinanza attraverso ricorsi legali, assemblee, sit-in e manifestazioni per bloccare la folle costruzione dell’inceneritore di Albano, rifiutando qualunque tentativo di criminalizzazione e di divisione tra "buoni" e "cattivi".
Il lavoro c
ostante ha pagato: l'inceneritore è oggi bloccato e Cerroni (assieme ad alcuni degli allora dirigenti regionali) sotto processo per associazione a delinquere e truffa. Vogliamo quindi nuovamente esprimere solidarietà e sostegno ai 14 denunciati dei presidi di Febbraio 2012 ed ai 16 del corteo di Aprile, sicuri dell'efficacia dei nostri metodi di lotta, augurandoci che simili spiacevoli incidenti vengano facilmente superati, per poter andare avanti con le nostre vertenze con la lucidità e la determinazione che ci hanno sempre contraddistinto.

 
Rifiuti e inquinamento, quali conseguenze per l’ambiente e la salute? PDF Stampa E-mail
Martedì 20 Gennaio 2015 17:26
Sabato 24 Gennaio ore 15:30ConferenzaIsdeVelletri
Istituto allberghiero IPSSAR Ugo Tognazzi
Via Salvo d'acquisto 61 A-B-C, Velletri
Conferenza pubblica con i medici dell’ISDE – Medici per l’ambiente-

Organizzata dal Coordinamento contro l’inceneritore di Albano ed il comitato Alternativa sostenibile (Prenestino-Casilino).

INTERVERRANNO:

  • Mauro Mocci (medico ISDE Lazio)
  • Antonella Litta (medico ISDE Viterbo)
  • Aldo Garofolo (chimico)
  • Giancarlo Ceci (consulente tecnico)

Sono invitati a partecipare tutti i cittadini, i comitati le associazioni e le istituzioni.

 
DISCARICA DI RONCIGLIANO ANCORA IDROCARBURI OLTRE I LIMITI DELLE ACQUE DI FALDA PDF Stampa E-mail
Martedì 13 Gennaio 2015 13:13

DISCARICA DI RONCIGLIANO ANCORA IDROCARBURI OLTRE I LIMITI DELLE ACQUE DI FALDA

Mentre attendiamo i risultati dei prelievi del settembre scorso, possiamo leggere solo quelli di marzo 2014 e solo su 4 dei 10 pozzi di prelievo.

Oltre al superamento ormai cronico dei limiti, ma non per questo meno preoccupante di Arsenico e Fluoruri, nel pozzo F 1B è stato trovato il 1,2- di CLOROPROPANO a 0,6 microgrammi/litro contro un valore limite di 0,15 microgrammi; uno sforamento di 4 volte.

La stessa sostanza tossica e cancerogena era stata rilevata sia nel 2012 che nel 2013 nello stesso pozzo-spia, nel 2012 nel pozzo B.

L'ARPA, nel frattempo ha inviato alla Regione, al Comune di Albano, alla ASL RM H la relazione definitiva sull'attuazione dell'AIA del 2009 per il VII invaso.

Già nell'aprile scorso l'ARPA aveva rilevato che la Pontina Ambiente non rispettava le prescrizioni dell'AIA: l'invaso non era dotato della corretta canalizzazione delle acque meteoriche che finivano per stagnare sulla superficie; non erano stati approntati i pozzi di recupero del biogas e del percolato nelle quantità prescritte; la contabilità del percolato risultava carente e contraddittoria; non era stato effettuato l'obbligatorio controllo delle emissioni odorigene.

Dopo gli arresti di Cerroni e compari, la Conferenza dei Servizi sull'inquinamento dei pozzi è completamente sparita, con i 170 sforamenti negli ultimi 4 anni.

Ora, a distanza di un anno, viene riconvocata. Bisognerà impedire che ricominci l'estenuante serie di rinvii senza conclusione.

LA DISCARICA HA AVVELENATO LE FALDE IDRICHE, I NUMERI LO DIMOSTRANO, TUTTI I DANNI POSSIBILI SONO STATI FATTI: È ORA DI COMINCIARE A RIPARARLI.

IL 15 GENNAIO ORE 12.00

A PALAZZO SAVELLI COMUNE DI ALBANO RENDIAMO PUBBLICA LA CONFERENZA DEI SERVIZI.

 
Comunicato sugli inquinanti rilevati in discarica di Gennaio 2015 PDF Stampa E-mail
Domenica 04 Gennaio 2015 15:45

Per il quarto anno consecutivo le acque sotterranee dei pozzi spia della discarica di Roncigliano risultano contaminate da idrocarburi cancerogeni. L’ultimo accertamento comunicatoci a dicembre scorso, ma risalente al 18 marzo 2014, prot. 3589, è dell’Arpa Lazio che nel pozzo F1B ha trovato 1,2-dicloropropano quattro volte sopra il limite Sono ben tre anni consecutivi che il pozzo F1B (a valle del VII° invaso) risulta contaminato da questo idrocarburo.

Siamo in attesa dei dati di ottobre insieme alla relazione finale sulla verifica dell’AIA del 2009.

Già nel mese di aprile l’Arpa aveva confermato nero su bianco quanto noi sosteniamo da anni ovvero la gestione illegale e pericolosa per la salute dell’impianto TMB (Trattamento Meccanico Biologico) e dell’annessa discarica di servizio, in particolare del VII° invaso (500.000t).

Infatti la relazione parziale inviata in Regione attestava che metà dell'invaso era occupata da due laghi di acque stagnanti e priva di adeguate canalizzazioni per le acque piovane. Portoni e finestre dell’impianto TMB erano totalmente spalancati anziché chiusi, con tanto di emissioni maleodoranti.

Le misurazioni delle emissioni gassose da parte di Pontina Ambiente completamente assenti e mai eseguite. Pesanti difformità riscontrate nel bilancio di produzione e smaltimento del percolato. I pozzi di raccolta del percolato e del biogas risultavano due anziché sei.

Tutto ciò è perfettamente compatibile e alla base dell’ipotesi di truffa milionaria della Pontina Ambiente di Manlio Cerroni a danno dei Comuni conferenti formulata dai magistrati romani.

Ormai sono quasi duecento i superamenti dei limiti di inquinanti organici e inorganici accertati da Arpa, EcoControl e CNR tra il 2010 e il 2014. La diffida Provinciale alla società di Cerroni non ha avuto effetti. La Conferenza dei servizi dopo sette convocazioni è naufragata nell’oblio. La caratterizzazione idrogeologica esterna ed interna, benché richiesta dall’Ente di controllo e obbligatoria, non è mai partita.

Ce n’è abbastanza per chiudere definitivamente discarica e TMB ma l’amministrazione di Albano, responsabile quantomeno di ripetuti e continuati omessi controlli, tace.

 
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