Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Prossimi appuntamenti:
- 18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio, TRIBUNALE: 3° UDIENZA contro Cerroni & associati.

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
VENERDI 15 NOVEMBRE PRESIDIO SOTTO IL MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO PDF Stampa E-mail
Venerdì 08 Novembre 2013 21:19

PER CANCELLARE L'INCENERITORE DI ALBANO
VENERDI 15 NOVEMBRE ORE 10,00
PRESIDIO SOTTO IL MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO VIA MOLISE 2 ROMA

Nel luglio scorso in occasione di un altro presidio avevamo posto alla direzione per le energie alternative richieste precise: 1) ANNULLAMENTO DEL PRELIMINARE DI ACCORDO tra GSE e COEMA del 2009, con il quale Cerroni poneva le premesse per accedere agli incentivi di stato ex CIP 6 per costruire e gestire il suo inceneritore di ALBANO; 2) RIGETTO della reiterazione di quell'accordo riproposto nell'anno corrente da Cerroni e dai suoi soci AMA e ACEA.

Gli incentivi ex CIP6 per energia elettrica da rifiuti sono venuti meno con la finanziaria del 2007, QUINDI GLI IMPIANTI CHE POTEVANO ACCEDERE A QUEI FONDI ERANO QUELLI IN COSTRUZIONE AL 01-01-2008.

Per quanto riguarda il caso nostro Cerroni ha presentato una DIA il 28 12 2008, dimostratasi più che fasulla. Infatti tutti possono constatare che all'oggi nei 7 ettari interni alla discarica di Roncigliano destinati all'inceneritore non è stata mossa una zolla di terra. In più, i regolamenti ministeriali attuativi della disposizione di legge, che andavano emanati entro e non oltre il 31 dicembre 2009, non sono mai stati, per nostra fortuna, adottati.

Non ci sono più dubbi: FONDI PUBBLICI NON SONO DOVUTI A CERRONI PER COSTRUIRE IL SUO IMPIANTO DI MORTE.

Tutto ciò a meno che il ministro ZANONATO non voglia emulare SCAJOLA, quando ha asserito il falso garantendo l'esistenza di un cantiere fantasma. Siamo alla resa dei conti , l'AIA DEL 2009 è stata resuscitata dal consiglio di stato nel marzo del 2012, sarà interessante vedere se il COEMA è in grado di costruire l'inceneritore con i soldi propri.

Nel frattempo continua la vergogna della discarica di Roncigliano con le sue esalazioni da rifiuto locale e romano.

ABBIAMO INTENZIONE DI APRIRE PRESSO IL TRIBUNALE DI VELLETRI UNA AZIONE POPOLARE CON IL CORREDO DI TUTTE LE CAUSE CIVILI CHE I CITTADINI VORRANNO INTRAPRENDERE, PER FARE CIO' ABBIAMO BISOGNO DI ALMENO 1500,00 ALTRI EURO A BREVE, INVITIAMO TUTTI ALLA SOTTOSCRIZIONE NECESSARIA.

Participate tutti!!!

 
IL SOTTILE TRIONFO DEL “PENSIERO UNICO” PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Novembre 2013 12:51

COMUNICATO S TAMPA DEL COORDINAMENTO DEI COMITATI RIFIUTI-ENERGIA DEL LAZIO


E' stato pubblicato il 29 ottobre, sul BUR della Regione Lazio, il Decreto del ministro dell'Ambiente Andrea Orlando del 30 settembre scorso, che autorizza il Commissario per l'emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, ad adottare tutti gli atti idonei ad “acquisire discariche pubbliche o private mediante compravendita o espropriazione”, sia requisendo l’area, sia “affidando il servizio di smaltimento a soggetti che gestiscono discariche esistenti anche con procedura negoziata”. All'interno del Decreto, nuovi pericolosi poteri vengono conferiti al prefetto Sottile, come il “pieno” utilizzo degli impianti TMB del Lazio a servizio della Capitale, individuare ed autorizzare siti dove creare nuove discariche, acquisire, espropriare, requisire, gestire discariche già in esercizio.

E' evidente che l'ampliamento dei poteri del Commissario di governo va ad incidere su tutta la Regione, coinvolgendo nel “valzer dei rifiuti” territori e popolazioni che finora non erano stati toccati dalla malagestione regionale. Ma nel Decreto si pone di nuovo – come già nell'infausto decennio 1998-2008 – la questione rifiuti sotto provvedimenti emergenziali, straordinari, “contingenti” e fuori del quadro normativo corrente. Il fallimento di quell'esperienza (che nulla risolse, ma aggravò la situazione generale e specifica) non è servito ai solerti maghi che dal cilindro continuano a tirare fuori solo lo stesso consunto coniglio, costretto a correre tra discarica, impianto TMB e inceneritore.

Così come già a suo tempo Storace, Marrazzo e Polverini – uniti appassionatamente in una sorta di “pensiero unico” al servizio dell'“unico pensatore”, il monopolista dei rifiuti Cerroni – condannarono a morte territori come Malagrotta, Albano, Colleferro, Guidonia, oggi Orlando non cambia ricetta ed anzi aggiunge Falcognana-Divino Amore e Bracciano-Cupinoro al nero banchetto, togliendo la patata bollente dalle mani degli inefficienti ed inutili Zingaretti e Civita. Così potrebbe essere avviato il cantiere dell'illegittimo impianto di incenerimento di Albano-Roncigliano, sarà terminato a tempo di record l'impianto TMB di Guidonia-Inviolata (anch'esso palesemente fuori legge), saranno approntati in tutta fretta i nuovi sversatoi di Falcognana e Cupinoro. Il tutto, grazie ai poteri straordinari conferiti ad un prefetto che, per sua stessa ammissione, neanche conosce i siti, i problemi, lo stato di salute delle popolazioni e le criticità ambientali. Il Decreto Orlando del 30 settembre può essere considerato non solo il fallimento delle politiche regionali in materia di rifiuti, ma soprattutto la risposta istituzionale e vigliacca alla grande mobilitazione dei Comitati del Lazio, scesi in piazza il 21 settembre a Roma a rivendicare la difesa dei territori attraverso la lotta contro tutte le devastazioni ambientali e contro questo sistema politico, sociale ed economico in evidente decomposizione ed imbarbarimento.

31 ottobre 2013
COORDINAMENTO DEI COMITATI RIFIUTI-ENERGIA DEL LAZIO

 
Proroga del commissariamento: Sottile riceve nuovi superpoteri PDF Stampa E-mail
Giovedì 31 Ottobre 2013 16:24

Dopo essere stato insignito degli oscuri poteri di appestare l'aria di Roncigliano e dintorni per circa 5 km di raggio, il commissario per l'emergenza rifiuti, Goffredo Sottile, riceve la capacità di annientare intere altre aree della regione Lazio, come Falcognana e Bracciano dove l'ampliamento della discarica ha già ricevuto VIA positiva.

E' infatti stato reso pubblico il nuovo decreto del 30 settembre 2013 a firma del ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, (n.235 del 7 ottobre 2013) e ulteriormente pubblicato sul Burl (n.89 del 29/10/2013).

In questo decreto leggiamo infatti che il commissario è potrà adottare tutti gli atti idonei ad “acquisire discariche pubbliche o private mediante compravendita o espropriazione”, sia requisendo l’area, sia “affidando il servizio di smaltimento a soggetti che gestiscono discariche esistenti anche con procedura negoziata”. All'interno del Decreto, dunque vengono affidati a Sottile nuovi pericolosi poteri, come il “pieno” utilizzo degli impianti TMB del Lazio (tra cui quello sotto inchiesta di Albano) a servizio della Capitale, individuare ed autorizzare siti dove creare nuove discariche, acquisire, espropriare, requisire, gestire discariche già in esercizio.

Seguirà presto un comunicato a commento da parte dei comitati del Lazio contro nocività e devastazioni ambientali.

 
Inceneritori e nascite pretermine PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 21:17

Ci è stato segnalato un interessante articolo da http://www.scienzainrete.it

Vicino agli inceneritori aumenta il rischio di nascita pretermine: un nuovo studio, pubblicato su Epidemiology, espone gli ultimi dati sulla relazione tra emissione a inquinanti ed effetti sulla salute in gravidanza, confermando quanto noto finora.

Lo ricerca, condotta in collaborazione tra ARPA Emilia Romagna e il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, ha preso in esame tutte le gravidanze e le nascite di donne residenti in un'area massima di 4 chilometri di distanza - limite oltre il quale la dispersione dei PM10 può essere significativa e complicare la lettura dei dati  da inceneritori - tra il 2003 e il 2010, nella zona che comprende Piacenza, Reggio emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e rimini, per un totale di circa 21mila bambini registrati presso gli uffici comunali di competenza. A ogni nuovo nato registrato sono stati attribuiti i parametri caratterizzanti la posizione (georeferenza) e il livello di esposizione agli inquinanti (PM10 dagli inceneritori e NOx da altre fonti di inquinamento).  I dati disponibili in archivio sono stati poi elaborati con un modello di dispersione statistica già utilizzati in precedenti studi epidemiologici (l'ADMS-Urban, un modello di dispersione quasi-gaussiano) normalizzati per ciascuna gravidanza su base mensile.

I risultati tracciano una scala di rischio tra l'esposizione agli inceneritori e altre caratteristiche di fine gravidanza (come nascite multiple), localizzando in effetti l'incidenza sulle pretermine tra le prime posizioni.
Tuttavia non è ancora ben definitio un modello che definisca il ruolo che ciascun inquinante ha in questo fenomeno, mentre un livello di coerenza accertato con maggiore sicurezza è disponibile per  esempio con il rischio di basso peso alla nascita. Va ricordato, infatti, che la dispersione dei PM10, tra i principali inquinanti, è soggetta a variazioni statistiche per il contributo determinante delle emissioni derivanti dal traffico veicolare (la zona della Pianura Padana studiata presenta un alto tasso di concentrazione dovuta a scarsa ventilazione e difficoltà quindi di discriminare le sorgenti).

Lo studio è in grado però di suggerireI alcuni possibili meccanismi biologici derivanti dalle emissioni che agiscono da anticamera per le nascite premature, come la variazione nell'equilibrio endocrino, effetti epigenetici e stress da osssidazioni di radicali liberi.

In sostanza quindi, lo studio non può ancora tracciare un quadro completo del fenomeno, ma conferma sostanzialmente i dati già disponibili in letteratura. Non molti, in realtà, come quelli diffusi lo scorso marzo dal progetto Moniter - lo studio promosso da studio promosso da Regione Emilia Romagna e Arpa, con l’obiettivo di “organizzare un sistema di sorveglianza ambientale ed epidemiologica sugli otto inceneritori di rifiuti presenti in regione” - che segnalavano la presenza di un'associazione statisticamente significativa tra esposizione ad emissione da inceneritore e nascite pretermine, in un periodo di tempo molto ristretto (tra il 2007 e il 2010) a fronte di  una debole associazione, invece, tra esposizione e abortività spontanea.

 
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