Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

sottoscrizioni

facebook

Diffondi

Inserisci questo banner nei tuoi spazi web.

ISTRUZIONI E CODICE HTML

Sondaggi

L'inceneritore ad Albano è:
 

Shinystat

Inceneritore ad Albano? Anche no!
Rifiuti: è già stato di crisi. Impianti ko, cassonetti stracolmi PDF Stampa E-mail
Giovedì 17 Ottobre 2013 21:24

L'EMERGENZA INFINITA. In alcune zona della città la raccolta è stata rallentata. Le macchine per il trattamento rischiano di fermarsi da un momento all'altra per l'eccessivo carico di lavoro e si cercano capannoni dove stoccare le immondizie indifferenziate. Un tecnico Ama: “Non ce la faremo mai a trattare tutto ciò che arriva, gli impianti stanno lavorando al massimo delle loro potenzialità e se per caso si dovesse verificare un guasto sarebbe un disastro”. Si accelera per l'apertura della discarica al Divino Amore

dal sito:  http://www.affaritaliani.it/ di Fabio Carosi

leggi tutto

 
miasmi della discarica:in 35 al pronto soccorso PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Ottobre 2013 08:59

(Fonte: Castelli news)

Albano Laziale - «Tra la serata di venerdì 11 ottobre e l'alba di sabato 12 ottobre, 25 persone residenti nei pressi della discarica di Roncigliano (Cancelliera, Villaggio Ardeatino, Cecchina), sono state costrette a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell'ospedale "San Giuseppe" di Albano, a causa dei malori provocati dai fortissimi miasmi provenienti dal VII invaso della discarica di Roncigliano (Cecchina di Albano Laziale) e persistenti in tutta l'area limitrofa. Almeno altre 10 persone, inoltre, nel corso della giornata di sabato 12 ottobre – scrivono dal Comitato No Inc –, sono state visitate e refertate nei presidi medici di primo—soccorso di Pomezia ed Aprilia. Un olezzo continuo e insopportabile, ancora oggi, continua a giungere dal noto centro di smaltimento dei rifiuti dei Castelli Romani che, dal 25 gennaio scorso (ndr, decreto Clini/Sottile), oltre alle 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno provenienti dai soli dieci comuni di bacino, riceve anche 150 tonnellate al giorno di spazzatura di Roma, Fiumicino, Ciampino e Città del Vaticano. Una vera e propria emergenza igienico—sanitaria: nausea, vomito, febbre, giramenti di testa, svenimenti, pressione minima molto alta, senso di "testa vuota": questi i sintomi lamentati dai malcapitati. Il caso più grave, certo, è quello di un bambino di 12 anni, codice giallo, per cui è stato richiesto il ricovero presso l'ospedale pediatrico di Genzano. Per tutti gli altri, invece, è stata riconosciuta una prognosi che va dai 3 ai 10 giorni. Un tanfo insopportabile che, durante il giorno, crea non pochi fastidi anche ai lavoratori che operano nelle zone industriali di Pomezia, Santa Palomba, Cancelliera, Pian Savelli, Cecchina e Pavona. Ai malesseri, certo, s'aggiunge la rabbia. Le 150 tonnellate al giorno di spazzatura indifferenziata romana, difatti, secondo il decreto Clini/Sottile, dovrebbero essere solo trattate e smistate nell'impianto Tmb locale, per poi essere rispedite per intero al mittente, e non certo interrate. Anche le 300 tonnellate al giorno di spazzatura indifferenziata dei Castelli Romani, dovrebbero essere opportunamente "trattate", con la rimozione della parte organica – ovvero proprio quella che genera la puzza – con il conseguente interramento del solo inerte. E, allora, perché puzza in questo modo? Nessuno, purtroppo, è in grado di rispondere. Eppure residenti, associazioni e movimenti stanno chiedendo da ben 9 mesi alle amministrazioni competenti – ed in primis al Comune di Albano – di rendere pubbliche le risultanze del peso di tutti gli automezzi che entrano ed escono dalla discarica. Nessuno ha ancora risposto. Alla faccia della trasparenza e degli articoli 190 e 193 del Testo unico ambientale (legge 152/2006)». I prossimi due appuntamenti del co.mitato No Inc: sabato 19 ottobre, ore 09—12, sit—in davanti l'ingresso della discarica di Roncigliano (Cecchina di Albano), via Ardeatina km 24,650; sabato 26 ottobre, ore 15:30, piazza Mazzini, Albano, 13esimo Corteo No Inc

 
Iniziative NOINC per due Sabato consecutivi: il 19 ed il 26 Ottobre PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Ottobre 2013 15:12

Per la chiusura della discarica di Roncigliano e contro il progetto dell'inceneritore.

Ancora una volta saremo in piazza per la revoca dell'Autorizzazione Integrata Ambientale del 2009 sul progetto dell'inceneritore, la caratterizzazione interna della discarica e la revoca del decreto Clini che ha sdoganato lo sversamento dei rifiuti romani nella discarica di Roncigliano,  portando velocemente alla saturazione del VII invaso. Vogliamo inoltre sanzioni per la gestione dell'umido che provoca l'avvelenamento dell'aria nei dintorni della discarica.

Sabato 19 Ottobre
PRESIDIO DAVANTI ALLA DISCARICA DI RONCIGLIANO
a partire dalle ORE 9:00
VIA ARDEATINA Km 24,500.

Sabato 26 Ottobre
CORTEO CITTADINO
Concentramento ORE 15:00
PIAZZA MAZZINI - Albano

Le uniche soluzioni contro discariche ed inceneritori sono la raccolta differenziata, che permetta un effettivo riutilizzo e riciclo dei materiali e una produzione industriale che riduca a monte la produzione dei rifiuti.

 
Qualche considerazione sulle emissioni della discarica di Roncigliano PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Ottobre 2013 09:22

Le puzze infernali che si diffondono dalla discarica di Roncigliano ormai da qualche settimana, alimentano i nostri peggiori sospetti sulle cause che le producono. Fermo restando che qualsiasi discarica, in qualsiasi luogo sia, produce sempre emissioni maleodoranti e nocive.Sgombriamo il campo dalle ridicole spiegazioni dei nostri amministratori, in testa il sindaco Marini e il delegato Andreassi: malfunzionamenti di una fantomatica fiamma pilota o effetti della pressione atmosferica e del vento!!!!! E veniamo a spiegazioni più serie e fondate.
E’ il caso di riprendere un articolo di giornale (il Tempo) di aprile 2013 di cui riporto brevi stralci.

“La magistratura romana ha aperto un fascicolo sul cattivo funzionamento degli otto impianti di trattamento meccanico biologico nel Lazio venuto fuori dopo le ispezione del Noe commissionate dal ministro dell’Ambiente Riccardo Clini”.…..” (Per inciso, Clini aveva commissionato il controllo solo per incentivare la scarsa produzione di CDR da avviare agli inceneritori!!).
“I siti in questione sono due dell’Ama (Rocca Cencia e Salaria), altrettanti della Giovi (Malagrotta 1 e Malagrotta 2), della Pontina Ambiente (Albano Laziale), Rida (Aprilia), Viterbo Ecologia (Viterbo) e Saf (Colfelice)”……..

Per quanto riguarda la Fos i dati sono sballati per tutti, addirittura i due impianti di Malagrotta sono allo zero per cento. E lo stesso dicasi per i metalli”………. “Ad aver informato la magistratura capitolina non sono stati i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Roma ma gli esperti dell’Agenzia per la protezione ambientale del Lazio, l’Arpa”……


Dunque sappiamo che l’ARPA ha già certificato molti mesi fa che anche l’impianto TMB (Trattamento Meccanico Biologico) di Roncigliano produceva quantità ridicole di FOS.

Ciò vuol dire, come abbiamo sospettato da sempre, che il famoso 30-35% di umido organico dei rifiuti viene in buona parte sversato nel VII° invaso tal quale e solo una quota ridicola è trattata nell’impianto TMB.

Se è così questa può essere la prima causa di emissioni maleodoranti.


A questo punto dire come fa Pontina Ambiente con notevole faccia tosta (fonte: Dichiarazione ambientale 2011) che due potenti biofiltri abbattono il 99% delle emissioni odorigene provenienti dai digestori dell’organico nell’impianto TMB è talmente inverosimile che non richiede commenti.

Per cui forti emissioni maleodoranti possono essere prodotte anche da quella piccola parte di organico che va in digestione, in caso di disfunzioni dei due biofiltri.

Vediamo le altre cause probabili.

In discarica tutti gli invasi continuano da anni ad emettere gas mefitici ricchi di metano, ammoniaca, idrocarburi minori, anche clorurati, idrogeno solforato, composti solforati organici (mercaptani), acidi grassi, aldeidi etc. Di questi gas solo una metà circa, se va bene, viene captata per essere bruciata.
Bisogna ricordare che fino al 2001 la Pontina Ambiente bruciava i biogas captati dagli invasi della discarica attraverso una torcia perennemente accesa, direttamente e senza la minima prefiltrazione. (fonte: Dichiarazione ambientale 2011; pag.26).Successivamente la Marco Polo Utilities ha realizzato due impianti per produrre energia elettrica bruciando i biogas captati per alimentare due gruppi elettrogeni di 601 e 1065 kW.I fumi prodotti sono un’importante sorgente inquinante ma non hanno la puzza tipica e pungente avvertita in questi giorni.Forse il sindaco Marini, o chi gli ha suggerito la trovata della torcia, è rimasto indietro 12 anni? A quale torcia pilota si riferisce?
Dovrebbe sapere che ad oggi l’unica torcia di emergenza (fonte: Dichiarazione ambientale 2011) è di regola spenta e entra in funzione solo se si rompe uno dei bruciatori!!.

In sintesi ci sono quattro fonti possibili di emissioni:

  1. i gas di combustione del biogas captato
  2. le emissioni provenienti dai digestori organici che sfuggono ai biofiltri
  3. le emissioni dei rifiuti TAL QUALI sversati nel VII° invaso
  4. i biogas non captati prodotti da ogni invaso

Circa 500 t/giorno di RSU entrano a Roncigliano tra Roma (150 t/g) e i 10 comuni dei Castelli. Questa quantità corrisponde circa al limite teorico di saturazione dei due digestori del TMB ( 7500 m3 ), visto che la digestione dura circa 4 settimane per ciclo. E’ del tutto inverosimile che costoro stiano trattando nel TMB quantità così imponenti e l’ARPA ha già accertato una volta che ciò non avviene.

Avremo modo di verificarlo, ma al momento l’ipotesi di causa maggiore più probabile delle puzze sono i rifiuti TAL QUALI sversati.

 
Altri Articoli...


JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL
VALID CSS   |   VALID XHTML