Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Venerdì 11 aprile, presidio alla regione Lazio, via Rosa Garibaldi, Garbatella, ore 10.30

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Inceneritori e nascite pretermine PDF Stampa E-mail
Mercoledì 30 Ottobre 2013 21:17

Ci è stato segnalato un interessante articolo da http://www.scienzainrete.it

Vicino agli inceneritori aumenta il rischio di nascita pretermine: un nuovo studio, pubblicato su Epidemiology, espone gli ultimi dati sulla relazione tra emissione a inquinanti ed effetti sulla salute in gravidanza, confermando quanto noto finora.

Lo ricerca, condotta in collaborazione tra ARPA Emilia Romagna e il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio, ha preso in esame tutte le gravidanze e le nascite di donne residenti in un'area massima di 4 chilometri di distanza - limite oltre il quale la dispersione dei PM10 può essere significativa e complicare la lettura dei dati  da inceneritori - tra il 2003 e il 2010, nella zona che comprende Piacenza, Reggio emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e rimini, per un totale di circa 21mila bambini registrati presso gli uffici comunali di competenza. A ogni nuovo nato registrato sono stati attribuiti i parametri caratterizzanti la posizione (georeferenza) e il livello di esposizione agli inquinanti (PM10 dagli inceneritori e NOx da altre fonti di inquinamento).  I dati disponibili in archivio sono stati poi elaborati con un modello di dispersione statistica già utilizzati in precedenti studi epidemiologici (l'ADMS-Urban, un modello di dispersione quasi-gaussiano) normalizzati per ciascuna gravidanza su base mensile.

I risultati tracciano una scala di rischio tra l'esposizione agli inceneritori e altre caratteristiche di fine gravidanza (come nascite multiple), localizzando in effetti l'incidenza sulle pretermine tra le prime posizioni.
Tuttavia non è ancora ben definitio un modello che definisca il ruolo che ciascun inquinante ha in questo fenomeno, mentre un livello di coerenza accertato con maggiore sicurezza è disponibile per  esempio con il rischio di basso peso alla nascita. Va ricordato, infatti, che la dispersione dei PM10, tra i principali inquinanti, è soggetta a variazioni statistiche per il contributo determinante delle emissioni derivanti dal traffico veicolare (la zona della Pianura Padana studiata presenta un alto tasso di concentrazione dovuta a scarsa ventilazione e difficoltà quindi di discriminare le sorgenti).

Lo studio è in grado però di suggerireI alcuni possibili meccanismi biologici derivanti dalle emissioni che agiscono da anticamera per le nascite premature, come la variazione nell'equilibrio endocrino, effetti epigenetici e stress da osssidazioni di radicali liberi.

In sostanza quindi, lo studio non può ancora tracciare un quadro completo del fenomeno, ma conferma sostanzialmente i dati già disponibili in letteratura. Non molti, in realtà, come quelli diffusi lo scorso marzo dal progetto Moniter - lo studio promosso da studio promosso da Regione Emilia Romagna e Arpa, con l’obiettivo di “organizzare un sistema di sorveglianza ambientale ed epidemiologica sugli otto inceneritori di rifiuti presenti in regione” - che segnalavano la presenza di un'associazione statisticamente significativa tra esposizione ad emissione da inceneritore e nascite pretermine, in un periodo di tempo molto ristretto (tra il 2007 e il 2010) a fronte di  una debole associazione, invece, tra esposizione e abortività spontanea.

 
Migliaia in piazza ad Albano contro discariche e inceneritore PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Ottobre 2013 22:23

 

Gli organizzatori: «Stiamo cercando di cambiare l'intera gestione dei rifiuti dei Castelli Romani»

(Albano Laziale - Attualità) - Più di duemila persone, secondo gli organizzatori, hanno sfilato oggi per le vie di Albano per protestare contro il progetto di costruire un inceneritore nella cittadina dei Castelli Romani e contro «il fetore violento che si sprigiona dalla discarica di Roncigliano ormai da alcuni mesi». Al corteo hanno preso parte, tra gli altri, esponenti del M5s come i deputati Federica Daga e Massimo Enrico Baroni, e la senatrice Elena Fattori, oltre ai sindaci di Albano, di Castel Gandolfo, di Genzano, di Ariccia. Presenti anche delegazioni dei movimenti che si stanno battendo che si stanno battendo contro l'utilizzo delle discariche di Falcognana e Bracciano per accogliere una parte dei rifiuti trattati di Roma. «Questo è il 13esimo corteo contro l'inceneritore e siamo riusciti a fare qualcosa di più. Abbiamo iniziato sei anni fa sperando di riuscire a fermare quello che Cerroni stesso definì "l'inceneritore più grande d'Europa" – ha ricordato Daniele Castri, uno degli organizzatori della manifestazione –. È l'ora di un passaggio ulteriore: non soltanto lo teniamo da quattro anni e due mesi fermo, ma stiamo cercando di cambiare l'intera gestione dei rifiuti dei Castelli Romani. Ci sono alcuni comuni, fra cui Albano, che sono partiti con la raccolta differenziata porta a porta. Questo è un dato importante, forse l'aspetto più positivo, ma di sicuro non ci fermiamo, perché c'è la questione della discarica. Negli ultimi mesi la discarica di Roncigliano, che esiste dal 1979, oltre alla spazzatura dei dieci comuni del bacino, riceve buona parte della spazzatura indifferenziata di Roma, Fiumicino e Ciampino, con il conseguente aumento della puzza. Quindi non solo l'inceneritore, ma anche la gestione della discarica che crea molti problemi. Ci sono stati circa 40 persone con tanto di referto del pronto soccorso di Albano, di Pomezia e di Ardea solo nelle ultime due settimane. C'è quindi un problema di trattamento inadeguato della spazzatura indifferenziata che arriva lì. Noi siamo sicuri che facendo pressioni e mobilitando la gente è possibili cambiare questo ciclo dei rifiuti, continueremo ad andare avanti. Nei prossimi giorni avremo altre iniziative e siamo sicuri di vincere, sicuri di fermare questa modalità folle di gestione dei rifiuti che passa per le discariche, e soprattutto di far partire l'unica vera alternativa: differenziata porta a porta e riduzione e riciclo dei rifiuti urbani».

 

 
Dati epidemiologici dal RAPPORTO ERAS nel Lazio PDF Stampa E-mail
Venerdì 25 Ottobre 2013 22:05

Ancora una volta ci troviamo a dover commentare relazioni tecniche allucinanti fornite dagli organi preposti al controllo degli inquinanti emessi dagli impianti dannosi per la salute. Dopo due settimane in cui la discarica di Roncigliano ha emesso odori nauseabondi (leggi ad esempio qui, qui, qui, qui e qui ) le candide considerazioni tratte dall'ing. Montanaro dell'ARPA Lazio suonano come uno schiaffo in faccia e una presa per i fondelli a tutte le persone che si sono affollate ai pronto-soccorso e alle migliaia che hanno inalato in questi mesi le puzze allucinanti della discarica. L'ingegnere assicura che alle ore 18 di ogni giorno il VII° invaso viene ricoperto con FOS e pozzolana. Per cui la discarica non può puzzare!!!! Come no, e magari i gabbiani che affollano il VII invaso si sono dati appuntamento per un bel rave party... Il meglio lo dà, però, raccontando ai segugi dell'Arpa che attorno all'invaso opera un TRASFORMATORE DI ODORI MOLESTI IN ANIDRIDE CARBONICA E ACQUA e magari anche il piombo in oro, perchè no?

Per parte nostra abbiamo preso in considerazione ed analizzato l'unico studio su base regionale (il rapporto salute ERAS - Asl RME – 550 pagine) per comprendere bene quali siano gli effettivi rischi per la salute degli abitanti delle zone attorno alla discarica, ecco qui le nostre considerazioni.

Vi sentite allarmati? Attivatevi!!! Partecipate alle iniziative del Coordinamento contro l'inceneritore! Potete venire in assemblea tutti i Martedì sera.


 
Rifiuti. Autorizzato dalla Regione Lazio l'ampliamento di Cupinoro per 450mila MC PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Ottobre 2013 14:00

Sabato 26 Dicembre contemporaneamente al nostro corteo in Piazza Mazzini ad Albano, se ne terrà un'altro sugli stessi temi a Bracciano. Ma cosa succede dall'altra parte del Raccordo Anulare? Copia-incolliamo un interessante articolo dal sito del nuovo giornale del Presidio della Falcognana ( http://laprimaveradiroma.org ):

BRACCIANO -

 

Si complica la situazione a Cupinoro, come era facile immaginare. E' stato infatti autorizzato dalla Regione Lazio l'ampliamento della discarica di rifiuti di Cupinoro, a Bracciano. Accanto agli invasi già esistenti, nell'impianto sulla Settevene Palo,  ne sarà realizzato uno nuovo da 450.000 metri cubi denominato Vaira 1.

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