Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIME INIZIATIVE:

  • Sabato 25 OTTOBRE ore 17,30 A VELLETRI IN PIAZZA CAIROLI ASSEMBLEA PUBBLICA contro la valanga di monnezza in contrada Lazzaria
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ore 15 SOTTO LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE a via della Pisana per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Fortini, nuova nomina dell'AMA, chi è costui? PDF Stampa E-mail
Sabato 25 Gennaio 2014 16:31

Dopo il forte imbarazzo provocato dall'aver nominato presidente ed amministratore delegato dell'Azienda Municipale Ambiente un personaggio come Ivan Strozzi, già indagato dalla Procura di Patti (Messina) per traffico illecito di rifiuti, il sindaco di Roma, Ignazio Marino tira fuori dal cilindro un nuovo personaggio: Daniele Fortini.
Fortini è l'attuale presidente di Federambiente, federazione delle aziende che si occupano di matrie ambientali, fra cui spiccano quelle di smaltimento di rifiuti, ci sembra quindi abbastanza ovvio ritenere che durante il suo mandato tenderà a tutelare gli interessi di questi gruppi di potere. Un'idea di cosa dovremo aspettarci ci arriva dai comitati napoletani, che a proposito del suo lavoro in ASIA, il corrispettivo napoletano dell'AMA commentano:

Ottime capacità a non far partire la raccolta differenziata e a  disorganizzare quel poco che c’è. E’ un brillante inceneritorista e sostenitore della necessità dell’inceneritore di Napoli Est e della gestione di detto impianto da parte di ASIA. Amico della lobby della combustione e nemico giurato dei comitati e delle lotte. [...] Quando fu eletto De Magistris, che si spacciava per il rivoluzionario arancione della monnezza, chiedemmo il suo licenziamento dal CDA di ASIA. De Magistris confermò tutte le nostre diffidenze su quello che sarebbe stato il suo operato (alias chiacchiere e distintivo) e lo confermò nel ruolo in ASIA. Diffidate gente, diffidate !!!

Per chi volesse sapere di più in proposito suggeriamo di andare a leggere un comunicato scritto in proposito dalla Rete Campana Salute e Ambiente: SE IL BUONGIORNO SI VEDE DAL FORTINI.


 
Ora l’Arpa denuncia: discarica fuori controllo PDF Stampa E-mail
Giovedì 23 Gennaio 2014 12:53

Ad Albano laziale il sistema anti-inquinamento che monitora la discarica di Roncigliano è inadeguato. Lo scandalo rifiuti si arricchisce di un altro colpo di scena. A mettere nero su bianco è l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale.

da http://www.iltempo.it/roma-capitale/cronaca/   di Fab. Dic.

Ad Albano laziale il sistema anti-inquinamento che monitora la discarica di Roncigliano è inadeguato. Lo scandalo rifiuti si arricchisce di un altro colpo di scena. A mettere nero su bianco è l’Agenzia regionale per l’ambiente nella relazione sui campionamenti delle acque del settembre 2013. Guarda caso è il settore dell’Arpa del quale è dirigente l’ingegnere Fabio Ermolli, indagato nella maxi-inchiesta dei carabinieri del Noe. E guarda caso la lettera è stata inviata a Provincia di Roma, Asl RmH e Comuni di Albano laziale a Ardea il 10 gennaio scorso, il giorno dopo l’ordinanza dei magistrati che inseriscono Ermolli nella lista dei sospetti e sono stati arrestati sette personaggi ritenuti della cricca dei rifiuti capeggiata dal "supremo" Manlio Cerroni: patron dell’invaso di Malagrotta, monopolista del sistema di smaltimento dell’immondizia in tutto il Lazio e per giunta ex datore di lavoro dell’ingegnere Arpa quando lui era alla Systema Ambiente di Brescia e il potente avvocato di Pisoniano era il legale rappresentante della srl.

«La rete piezometrica (di controllo, ndr ) a servizio della discarica - scrive Ermolli - è costituita da una serie di piezometri che si attestano nella falda principale... In primo luogo - osserva il dirigente - all’interno dei piezometri sono installate delle pompe che non consentono di applicare le condizioni ideali di un campionamento ambientale. La contaminazione da composti inorganici riscontrata la suddetta campagna di prevenzione - denuncia ora il solerte ingegnere – risulta essere caratterizzata dalla presenza costante di arsenico. Si rilevano inoltre due superamenti di fluoruri e due di alluminio» precisando che «quest’ultimo elemento si trova solo nel campione tal quale e non nella fase disciolta. La presenza di composti organici - spiega la relazione - si rileva attraverso 1,2 di cloropropano in concentrazione eccedente i limiti di legge rilevato nel piezometro FB1 all’interno del sito e a valle idrogeologica, com già riscontrato da Pontina Ambiente sullo stesso piezometro e sul piezometro B».

 
Così Cerroni tartassava i Comuni dei Castelli Romani PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Gennaio 2014 17:34

Quando i conti non tornavano e le tariffe dei rifiuti pagate dalle amministrazioni risultavano troppo alte rispetto al servizio effettivamente reso (ad esempio perché i rifiuti invece che inceneriti venivano buttati in discarica) i soci di Cerroni ci mettevano poco a cambiare le carte in tavola.

da http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/ di Valentina Errante

DA DEBITO A CREDITO
Addirittura, facendo risultare che si passasse «da una situazione di debito verso tutti e dieci i Comuni del bacino ad una posizione di credito nei confronti dei Comuni». E in questo modo le amministrazioni locali che prima erano in credito si ritrovavano a dover mettere mano alle casse pubbliche per ripianare debiti con Cerroni che in realtà noi esistevano. Ma dei quali non era possibile dimostrare l’insussistenza, perché file relativi finivano nella spazzatura:
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Comunicato stampa a seguito degli arresti eccellenti di inizio 2014 PDF Stampa E-mail
Martedì 14 Gennaio 2014 16:38

Adesso, dopo gli arresti del 9 gennaio del boss dei rifiuti Manlio Cerroni, del codazzo di fedeli esecutori al suo servizio e di pubblici funzionari compiacenti, i nostri sospetti, le nostre certezze e i tanti esposti sulla gestione truffaldina e criminale della discarica di Roncigliano (e non solo) sono ora confermati anche dalla magistratura benché con grave ritardo.

Ricordiamone alcuni: abbiamo sempre saputo che le discariche sono una potentissima fonte di inquinamento e di puzze venefiche. Ma quando queste diventano insopportabili provocando decine di malori dei residenti non ci vuole uno scienziato per trarre conclusioni. Per giunta dopo che da gennaio 2013, a seguito del decreto dell’ex ministro per la distruzione dell’Ambiente Corrado Clini, il super commissario Sottile aveva imposto di dirottare a Roncigliano 150 t/giorno di rifiuti provenienti da Roma. A conferma di gravi irregolarità nella gestione della discarica, ad aprile un rapporto dell’ARPA certificava che l’impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) di Albano sfornava quantità ridicole di rifiuto organico stabilizzato (FOS).

Tradotto: gran parte di quel 30% dell’organico dei rifiuti solidi urbani non era “stabilizzato”.

Dunque, le puzze insopportabili provenienti dalla discarica non erano frutto d’inconvenienti momentanei o di “inversioni termiche” ma di una consapevole e redditizia pratica di sversamento nel VII° invaso di rifiuti mal-trattati o peggio tal quali.

L’impianto di Trattamento Meccanico Biologico, concepito soprattutto per produrre Combustibile da Rifiuti (CDR) da inviare all’incenerimento, come tutti i TMB “separa” i rifiuti indifferenziati in modo pessimo anche quando funziona al meglio, rivelandosi il nemico giurato della raccolta differenziata porta a porta.

Ora l’indagine ha confermato che negli ultimi anni, ma forse da sempre, il TMB ha separato quantità di rifiuti ben al di sotto di quell’inverosimile 50% di cui cianciava il commissario Sottile nella nota di ottobre, avendo preso per buone le dichiarazioni della Pontina Ambiente. A noi non interessa che i gestori del TMB abbiano separato un terzo del CDR rispetto al minimo contrattuale. Questa è materia che appassiona i fans degli inceneritori.

A noi interessa soprattutto che, così facendo, hanno inviato a marcire negli invasi migliaia di tonnellate di rifiuti organici, quelli che generano i percolati, l’inquinamento delle falde e la liberazione di gas velenosi responsabili dei malori, delle allergie e delle patologie tumorali.

Sta di fatto che il giochetto ha gonfiato le casse di Cerroni per svariati milioni di euro a spese dei Comuni conferenti e dei cittadini, doppiamente truffati.

Gli amministratori di Albano, in primis il sindaco Marini e il delegato ai rifiuti, lungi dall’essere semplici vittime truffate, hanno responsabilità enormi di fronte ai cittadini. Proprio la reticenza e le omissioni di costoro, venuti meno al dovere di esercitare il controllo di quanto succedeva dentro il perimetro della discarica e di quanto transitava in entrata e in uscita, hanno consentito che i gestori della discarica avessero mano libera. Le nostre ripetute richieste di verifica, i nostri presidi in discarica, il nostro assedio sotto casa del sindaco per costringerlo a vedere e sentire sono cadute ogni volta nel vuoto.

L’inquinamento crescente delle falde acquifere sottostanti è il corollario e la diretta conseguenza della pratica di sversamento criminale di rifiuti tal quali usata anche negli invasi ormai tombati. Sono anni che nei pozzi spia si riscontrano inquinanti organici cancerogeni e metalli pesanti e oltre due anni che attendiamo che l’ARPA di Ermolli ci dia i nuovi dati.

Le nostre denunce circostanziate trovano oggi conferma, (pure qui con enorme ritardo) anche della serie di atti illegali che hanno consentito a Cerroni di piegare a suo favore la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per realizzare a Roncigliano un inceneritore di rifiuti da 160 mila t/anno.

Esattamente come da noi denunciato in tutte le sedi, piazze comprese, una pletora di funzionari pubblici, a cominciare dal defunto assessore Di Carlo, dall’ex presidente regionale Marrazzo fino a Luca Fegatelli e Raniero De Filippis uomini chiave del settore rifiuti, aveva spianato ogni ostacolo ai progetti del boss e del consorzio Co.E.Ma. Ad essi si aggiunge il pluri-indagato ingegner Fabio Ermolli responsabile del settore rifiuti ARPA Lazio.

La prima pronuncia negativa sulla VIA emessa il 25/3/2008 dalla Direzione Regionale Ambiente fu neutralizzata con determina a firma De Filippis e ribaltata nel giro di 30 giorni in positiva. Il prode Marrazzo fece il resto, firmando il 22/10/2008 un’ordinanza di avvio dei lavori per costruire l’inceneritore, del tutto illegittima non essendo più commissario ai rifiuti da giugno.

L’inchiesta, gli arresti e gli avvisi di reato non sono l’espressione di un onesto lavoro di alcuni magistrati ma, riteniamo, sono soprattutto il risultato di oltre sette anni di lotta ostinata e irriducibile del Coordinamento No INC dei cittadini dei Castelli, ben oltre le sedi legali, fin sotto i palazzi ministeriali, regionali, comunali, nelle piazze, in centinaia di assemblee pubbliche e decine di cortei e presidi. E naturalmente la lotta continua.

 
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