Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative   

La lotta contro l' inceneritore è una lotta che non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.
E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!!

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
I progetti di AMA (Alemanno) e Cerroni su Albano PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Marzo 2009 23:12

 

La nuova gestione dell'AMA, targata Alemanno, comincia a delineare una propria posizione sulla gestione dei rifiuti di Roma.La gestione attuale è riportata nella prima slide predisposta dall'AMA.

L'AMA scrive che "AMA si trova in una situazione di completa dipendenza da terzi nello smaltimento finale; i costi esterni di trattamento e smaltimento ammontano su base annua a circa 110 milioni di euro".

La raccolta differenziata è ferma al 19%.
1.250.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati finiscono direttamente nella discarica di Malagrotta (proprietà: Cerroni) .

Una parte dei rifiuti indifferenziati viene trattata per produrre 75.000 tonnellate di CDR che viene bruciato nell'inceneritore di Colleferro (gestione GAIA) e 115.000 tonnellate sono scarti da trattamento e finiscono nella discarica di Malagrotta (sempre di Cerroni).

Nella situazione attuale Cerroni detiene, nella sostanza, il monopolio dello smaltimento dei rifiuti romani.

La gestione Alemanno dell'AMA vorrebbe smarcarsi da questa figura ingombrante e, allora, si diletta nel disegnare il futuro con la seconda slide riportata nell'articolo.

Per la raccolta differenziata viene posto un obiettivo scarso del 30%.

L'obiettivo principale diventa la produzione di CDR da bruciare nel termovalorizzatore di Albano e nelle centrali elettriche dell'ENEL (di Civitavecchia).

Sparisce nel piano AMA la discarica di Malagrotta, da sostituire con un'altra discarica di proprietà AMA (forse Allumiere).

In sintesi, la nuova linea dell'AMA è semplice: portare i rifiuti di Roma fuori dal comune di Roma (Albano, Allumiere, Civitavecchia).

Va anche ricordato che l'AMA è in società con Cerroni ed ACEA per la costruzione dell'inceneritore di Albano (per essere più precisi Cerroni è in società con AMA e ACEA).

Dalla presentazione AMA emerge un dato molto allarmante: l'inceneritore di Albano, l'inceneritore più grande del mondo come ama definirlo Cerroni, servirà solo per bruciare i rifiuti di Roma.

Che fine faranno i Castelli Romani?

Un motivo in più per combattere lo scandalo dell'inceneritore di Albano.

( Dal sito http://sotto-terra-il-treno.blogspot.com/ )

 
Acerra in piazza contro l'inaugurazione dell'inceneritore PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Marzo 2009 02:05
26.03.2009
Quasi 5 anni dopo gli scontri con la polizia in opposizione all'inizio dei lavori per l'inceneritore di Acerra, quando 30mila persone manifestarono la loro rabbia contro l'ennesimo scempio per la salute e l'ambiente, venendo duramente caricati dalle forze dell'ordine (40 feriti, 5 arresti, 50 lacrimogeni sparati), viene inaugurato oggi, dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi insieme alla sua corte politica e imprenditoriale, il "mostro di Acerra". Inceneritore per il quale è previsto che bruci in una prima fase 750 tonnellate di spazzatura al giorno e 2mila a regime. Opera devastante che andrà a ricadere su un territorio già altamente provato, tra i più inquinati d'Italia e con la presenza di una percentuale di diossina elevatissima.

 

Negli anni instancabile è stata l'attività di opposizione all'impianto di incenerimento dei rifiuti, protesta che ha visto una partecipazione ed una trasversalità importante, facendo scendere in piazza migliaia di persone contro l'inceneritore. Anche quest'oggi i comitati per la salute e l'ambiente hanno organizzato una nuova iniziativa dopo il corteo di ieri pomeriggio: alle 10 di questa mattina era fissato il concentramento in piazza Castello, nella cittadina della provincia di Napoli, il presidio è stato trasformato in corteo, che si è diretto verso la località Pantano, dove è situato l'inceneritore e dove si svolgerà il teatrino organizzato dal sottosegretario Guido Bertolaso per l'inaugurazione dell'impianto con il premier. La polizia ha bloccato il corteo a un chilometro, che ora sta tentando di raggiungere l'ingresso dell'inceneritore per vie traverse.

Il corteo regionale di ieri pomeriggio
Un migliaio di manifestanti hanno sfilato ieri contro il termovalorizzatore di Acerra in un corteo regionale da aperitivo alla contestazione dell'inaugurazione di quest'oggi. Dietro lo striscione "Acerra e la Campania salutano il presidente della truffa. Oggi come il 29 agosto 2004 diciamo no a inceneritori e discariche" il Movimento Campania Rifiuti Zero, il comitato cittadino di Acerra contro l'inceneritore, i disoccupati dei Banchi Nuovi e di Acerra, i Cobas, i centri sociali, hanno attraversato per quasi 2 ore le strade del centro cittadino, andando a concludere il corteo in piazza del Duomo e rinnovando l'appuntamento odierno.

Non si ferma la mobilitazione a Chiaiano

L'altro ieri invece si è data una nuova mobilitazione del presidio permanente contro la discarica di Chiaiano e Marano. I manifestanti a difesa delle cave di Chiaiano hanno dato vita ad un presidio sotto il consiglio comunele di Napoli, nel giorno della discussione sul futuro dell'area dell'ex Italsider di Bagnoli. Il presidio ha ottenuto un incontro con il sindaco Rosa Iervolino per giovedi 26 marzo (oggi, alle 18, a Palazzo San Giacomo), convocando quindi anche un presidio.

 Da infoaut.org

 
Avviato l'inceneritore di Acerra PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Marzo 2009 00:36

Marco Cedolin
Il megainceneritore di Acerra, inaugurato stamattina, avvelenerà l'aria ed il suolo attraverso le sue emissioni contenenti nanopolveri, diossina ed oltre 250 sostanze chimiche nocive che vanno dall’arsenico al cadmio al cromo al mercurio al benzene.
Farà aumentare l’incidenza dei tumori, delle malformazioni fetali e di una lunga serie di altre gravi patologie, fra la popolazione di un territorio già oggi conosciuto come “triangolo della morte” alla luce di una percentuale di patologie tumorali fra le più alte al mondo.
Produrrà energia in maniera assolutamente antieconomica, potendo sopravvivere economicamente solo grazie ai contributi Cip6 che tutti gli italiani dovranno continuare a pagare sotto forma di addizionale sulla bolletta elettrica. Produrrà energia in maniera assolutamente antiecologica, emettendo in atmosfera (oltre ai veleni) quantitativi di CO2 doppi rispetto ad una centrale a gas naturale di uguale potenza.
Distruggerà qualunque prospettiva di realizzare un moderno circolo virtuoso dei rifiuti, annientando la raccolta differenziata ed il riciclo, dal momento che i materiali più facilmente riciclabili, plastica, carta e cartone, sono anche quelli con più alto potere calorifico, indispensabili all’inceneritore per funzionare.
Ha già distrutto ogni anelito di democrazia, essendo stato costruito contro la volontà dei cittadini, attraverso l’uso della forza. Va ricordato che dal 2004 ad oggi si sono contate a decine le manifestazioni popolari contro la costruzione dell’impianto, spesso represse dalle forze dell’ordine con l'uso dei manganelli, mentre nel corso dell’ultimo anno l’inceneritore è stato portato a compimento militarizzando l'area con l’uso dell’esercito.
Ha contribuito a rimpinguare oltre alle casse del malaffare, prima i profitti di Impregilo ed ora quelli di A2A che si sono avvicendate nella realizzazione dell’impianto che oggi ha iniziato a dispensare veleni.
Non contribuirà a risolvere il decennale problema (quello vero) dei rifiuti in Campania, dal momento che tale problema può essere risolto solamente attraverso la costruzione di quel circolo virtuoso dei rifiuti di cui l’inceneritore di Acerra è il nemico giurato.
Non possiede alcuna peculiarità che lo renda un impianto moderno, poiché l’incenerimento dei rifiuti è una pratica anacronistica che tutti i paesi moderni stanno abbandonando, indirizzandosi verso la raccolta differenziata, il riciclo, il riutilizzo ed il riuso.
 
 
Castelli Romani: ancora e sempre "No Inc", cresce la mobilitazione PDF Stampa E-mail
Mercoledì 25 Marzo 2009 01:36

[...] C'era davvero tanta gente in piazza ad Albano sabato scorso per manifestare pacificamente contro la costruzione dell'inceneritore di Roncigliano. Per gli organizzatori «circa 1500» o «poco più di 600» come dice la questura. Ma non sono i numeri "a contare", è anche la qualità. Per la prima volta, da due anni a questa parte, sono aumentati. Cresce sempre di più la mobilitazione. Molta più gente si informa, si arrabbia, visto che la decisione sembra imminente salvo deroghe e sospensioni all'ultimo momento della Conferenza dei Servizi. Si sarebbe dovuto parlare di questo alla manifestazione: dell'eventuale rilascio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, ma, è stata rinviata al 30 marzo. Il motivo del rinvio «non è del tutto chiaro. Visto che i comuni di Albano e Ardea hanno espresso un parere negativo e votato un ordine del giorno contro l'impianto di incenerimento, e l'Asl RomaH ha pubblicato delle valutazione che stroncano il progetto Coema». Ha dichiarato Claudio Fiorani ai nostri microfoni.

La gente intanto aumenta sempre di più a vista d'occhio. Sembra cogliere alla sprovvista le esigue forze di polizia presenti. Il Corteo parte. Secondo gli accordi avrebbe dovuto passare lungo i due corsi di Albano. Ma al momento di girare a sinistra verso Via San Martino prosegue dritto verso Ariccia. Si blocca l'Appia. Gli organizzatori vorrebbero arrivare fino a Genzano, per contestare l'unico comune che ancora non si è espresso a riguardo. «Quasi tutti i paesi del Castelli Romani vanno della direzione di contrarietà. L'ultimo comune che non ha ufficializzato la decisione è Genzano. C'è la singolarità del fatto – prosegue Fiorani - che la responsabile dei lavori dell'impianto è di Genzano. Ma non abbiamo elementi per dire che abbia rapporti con l'Amministrazione». Bandiere, cartelloni e gli striscioni sventolano freneticamente, fa freddo. In cima, a guidare la protesta, un trattore del Comitato Riuniti Agricoltori sceso per la prima volta in piazza insieme al Coordinamento. Anche gli agricoltori delle campagne castellane e pontine sono contro quello che «potrebbe uccidere il nostro territorio e tutti i prodotti tipici della zona».

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