Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

VENERDì 26 MAGGIO, PRESIDIO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO, ORE 10,30, VIA ROSA RAIMOINDI GARIBALDI

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
nuovo focolaio alla discarica di roncigiano PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Luglio 2016 10:43

Il devastante incendio del 30 giugno che ha distrutto l’impianto di trattamento meccanico biologico (TMB) all’interno della discarica intercomunale di Pontina Ambiente a Roncigliano di Albano Laziale e a cui è seguito ieri sera, sabato 16 luglio, un nuovo focolaio tra i rifiuti semi-bruciati che i vigili del fuoco avevano ammassato nel piazzale due settimane fa, non è che l’ultimo di una serie di eventi inquinanti che si succedono da decenni e stanno minando pesantemente la salute della popolazione e lo stato dell’ambiente circostante. Mentre la Procura di Velletri indaga alla ricerca di responsabilità per il mancato funzionamento dell’efficientissimo impianto antincendio, è agli atti che nel complesso impiantistico nulla funzionava a norma.

Un anno fa l’Arpa Lazio ha avuto bisogno di ben 40 pagine per elencare le decine di irregolarità e violazioni dell’Autorizzazione Ambientale (AIA) rilasciata nel 2009 per realizzare tre anni dopo l’ottava buca (VII invaso), malgrado sia visibile a tutti che l’orribile collina è stata innalzata fuori legge a soli 170 metri dalla case del Villaggio Ardeatino. Inevitabilmente sono quindi emersi ritardi e responsabilità regionali e/o comunali per mancati controlli, inesistente normativa sugli odori, mancata caratterizzazione idrogeologica e gravi carenze/irregolarità della stessa AIA.

Il 14 luglio 2016 a due settimane dall’incendio Arpa Lazio ha certificato che dalla centralina posizionata il primo luglio sulla scuola elementare di via Pantanelle NON risultavano superamenti dei limiti di diossine e inquinanti vari. Peccato che il vento da quella sera del 30 e per molte decine di ore successive avesse spirato in direzione opposta (sud-ovest). I segni inequivocabili sul terreno, l’odore pungente di plastica bruciata, le particelle nerastre su panni stesi e sui balconi raccontano un’altra storia e sono tragicamente reali.

Sono anni e anni che la discarica puzza in modo intollerabile e diffonde patologie e veleni nell’aria. Sono cinque anni di fila che le falde acquifere sotto la discarica sono inquinate da idrocarburi cancerogeni (1,2 dicloro-propano) e metalli. Sono le stesse falde che uscendo dalla discarica attraversano i villaggi limitrofi in Comune di Ardea e portano a valle il loro carico inquinante. Lo stesso Comune che vergognosamente continua a tenere le popolazioni dei villaggi Ardeatino, Valla Gaia, Montagnano, Montagnanello senza acquedotto pubblico e senza fognature, malgrado sempre quel Comune ospiti nel suo territorio il mega depuratore delle acque reflue dei Castelli Romani.

Per tutte queste ragioni abbiamo raccolto in due assemblee pubbliche il 14 e 15 luglio a Montagnano e Albano oltre cento firme in calce a una lettera che nei prossimi giorni inoltreremo alla Regione Lazio, Dipartimento Territorio, Area Rifiuti e al Comune di Albano Laziale. La lettera, riassumendo le criticità intollerabili prodotte dal complesso impiantistico di Pontina Ambiente, ne chiede l’immediata e definitiva chiusura, accompagnata dalla contestuale bonifica del sito e delle falde acquifere, mettendo fine a oltre trent’anni di disastri.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

 
PROSSIMI APPUNTAMENTI PDF Stampa E-mail
Domenica 10 Luglio 2016 08:43

L'INCENDIO E LA DISTRUZIONE DELL'IMPIANTO DEI RIFIUTI (TMB) DI RONCIGLIANO DEVE ESSERE L'ULTIMO DANNO PROVOCATO DALLA DISCARICA

 

Il devastante incendio che il 30 giugno scorso ha distrutto il TMB della Pontina Ambiente di Manlio Cerroni, ha provocato una nube tossica che farà sentire i suoi effetti sulle produzioni agricole del territorio e ha reso inutilizzabile il famoso VII invaso della discarica, che a sua volta aveva perseguitato gli abitanti vicini con le sue esalazioni pestilenziali.

LA SITUAZIONE CHE SI 'E VENUTA A CREARE PUO' AVERE UNA SOLA LOGICA CONSEGUENZA: IL SITO DELLA DISCARICA VA CHIUSO ORA E PER SEMPRE A PRESCINDERE DAGLI EFFETTI GIUDIZIARI DI QUESTA VICENDA.

Il fatto che nell'occasione non abbia funzionato un impianto antincendio teoricamente presente, che i vigili del fuoco siano stati costretti a pietosi viaggi ai serbatoi della Procter, le reazioni inesistenti dei responsabili della sicurezza di un impianto evidentemente pericoloso non fanno che aggravare le responsabilità di un gruppo industriale che nel nostro territorio HA FATTO QUELLO CHE HA VOLUTO nella gestione dei rifiuti.

Dopo la tardiva denuncia dell'ARPA circa le violazioni delle prescrizioni contenute nell'autorizzazione del VII invaso del 2009, la Regione Lazio invece di revocare l'AIA ha tentato di favorire la Pontina Ambiente mettendo in piedi una pietosa revisione dell'AIA. Questa storia va avanti dal febbraio dello scorso anno, è ora di farla finita.

 

GIOVEDI 14 LUGLIO ALLE ORE 18,00 AL KM 27,00 Via ARDEATINA presso “Bar Montagnano” (ex Pedalino) incrocio Tor Paluzzi ASSEMBLEA PUBBLICA

VENERDI' 15 LUGLIO ore 18,00 IN PIAZZA CARDUCCI ALBANO - ASSEMBLEA PUBBLICA

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
depuratore di ardea: lettera inviata al prefetto per chiederle un incontro PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Luglio 2016 09:03

Di seguito riportiamo la lettera che il Coordinamento contro l'inceneritore di Albano, a nome delle associazioni Ribelli di Montagnano, Salute e ambiente, Associazione contro le nocività, ha inviato al prefetto per chiedere un incontro al fine di discutere i problemi relativi all'impianto di depurazione sito nel comune di Ardea. Ciò che preme sottolineare è che tale impianto, con i disagi che arreca in termini di odori e rumori, è stato collocato su di un territorio sul quale ad oggi molti cittadini sono ancora spovvisti sia di impianto fognario, che di acquedotto.


Al Prefetto di Roma

Paola Basilone


Oggetto: richiesta di incontro

Egregio Prefetto di Roma,

Siamo cittadini del comune di Ardea raccolti nell' Associazione Ribelli di Montagnano, presidente pro tempore Elvira Marinelli,Via S Gottardo 12, e cittadini delle zone contigue che si riconoscono nelle associazioni Salute e ambiente Cancelliera, pres. Amadio Malizia Via Massimetta 49 b Albano laziale, Associazione contro le nocività, pres. Paolo Cappabianca Via repubblica 86 Marino, le chiediamo un incontro per valutare  la situazione di allarme igienico sanitario che vivono in particolare gli abitanti di Villaggio Ardeatino, Villaggio Valle Gaia, Montagnano, Montagnanello. Costoro a tutt'oggi sono privi di sistema fognario e acquedotto pubblico.

Gli abitanti dei quartieri ricordati sopportano gli effetti della incombente discarica di Roncigliano in opera da quaranta anni e che oggi ha in coltivazione il VII invaso a 200 metri dalle prime abitazioni del Villaggio Ardeatino.

L'inquinamento delle falde sottostanti la discarica colpisce anche le aree esterne; ormai da più di un anno un cittadino del Villaggio Ardeatino ha ricevuto l'inibizione formale all'uso dell'acqua di pozzo per eccesso di metalli pesanti.

In passato l'Arpa aveva trovato idrocarburi in un pozzo di abitazione in via san Gottardo, idrocarburi compatibili con quelli del pozzo F1B della discarica.

In queste settimane per colmo di ironia è entrata in funzione in località Montagnanello il cd depuratore dei Castelli romani, così abilmente costruito da provocare rumori e olezzi insopportabili aggiuntivi a popolazioni che rimangono prive di condotti fognari e acquedotto pubblico.

Il Comune di Ardea che fino ad oggi non è stato in grado di fornire ai cittadini i servizi primari ricordati, ora non riesce a rifornire neanche con autobotti chi è privo di acqua.

Il Comune di Ardea  accampa per questi ritardi  una annosa controversia tra AZIENDA IDRICA e ACEA, nonché con la Regione Lazio.

Sta di fatto che nel terzo millennio la mancanza di acqua e fognature resta oggettivamente inaccettabile.

Sappiamo che lei ha svolto in passato la funzione di commissario al Comune di Ardea. Contiamo anche per questo sulla sua attenta considerazione di quanto esposto e attendiamo una sua risposta.

Porgiamo i nostri saluti
 
GLI INCENDI NEI T.M.B PER IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI INDIFFERENZIATI NON SONO FATTI EPISODICI . PDF Stampa E-mail
Domenica 03 Luglio 2016 10:15

Riceviamo e diffondiamo il contributo di "Alternativa Sostenibile" sugli incendi negli impianti di TMB.

IN TRE ANNI SONO ANDATI A FUOCO GLI IMPIANTI DI PALIANO (19-6-013) - SALARIO-Rm (2-6-015) E ALBANO (30-6-016).

E SEMPRE NEL MESE DI GIUGNO (?)

I TMB (Trattamento Meccanico Biologico) sono impianti dove l'indifferenziato dei rifiuti urbani viene separato per tipologia di materiale: plastica- vetro- carta- metalli e materia organica da utilizzare come riempimento nelle cave o discariche. Se funzionasse la raccolta differenziata con il recupero, vero, delle varie matrici, dovrebbero chiudere per mancanza di materia prima da trattare. Così non è e si favorisce la loro esistenza e il loro sviluppo perchè vengono destinati soprattutto al recupero di materiale con alto potere calorifico (plastiche-carte-legno-gomme.....) da trasformare in "Ecoballe" da bruciare negli INCENERITORI e nei CEMENTIFICI. L'energia elettrica ottenuta dalla trasformazione termica, viene lautamente incentivata, ma pagata da tutti gli utenti di forniture elettriche tramite la componente A3 presente nelle nostre bollette.

I TMB , come gli Inceneritori, sono impianti assolutamente inutili e dannosi e le conseguenze sulla popolazione residente, scientificamente riscontrate, sono inoppugnabili.

Solo Renzi poteva prevedere la necessità di nuovi Inceneritori in Italia facendoli passare per impianti "strategici e di pubblica utilità" , giustificando in tal modo la continuità all'esistenza dei TMB.

Di questi impianti di trattamento nel solo Lazio ne sono andati a fuoco 3 negli ultimi tre anni. Il primo quello di Paliano (19 giugno 2013) di proprietà ACEA, il secondo , di proprietà di AMA, è quello del Salario (2 giugno 2015) e il terzo (30 giugno 2016) quello di Albano (Roncigliano) della Pontinia Ambiente (leggi Cerroni re dei rifiuti). Giugno porta sfiga ai TMB ?. I danni ai cittadini e all'ambiente provocati dagli incendi sono incalcolabili e le conseguenze delle emissioni e contaminazioni da diossine e altre sostanze tossiche si vedranno soprattutto a distanza di tempo ma ci sarà sempre qualche politico , scienziato prezzolato, medico venduto, pronto a giurare che i fumi contenevano solo "vapore acqueo" .

 
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