Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Giovedì 6 Novembre presidio contro la politica dei rifiuti sotto la presidenza della Regione Lazio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Novembre 2014 11:11

La discarica di Roncigliano è sull'orlo del collasso, come soluzione estrema i comuni dei Castelli paventano di sversare i rifiuti a Colle Fagiolara (Colleferro) e Borgo Montello (Latina); proprio come alla chiusura di Malagrotta il VII invaso di Roncigliano fu usato per tamponare la disastrosa situazione di Roma. Come al solito stiamo giocando al gioco delle tre carte, mentre si riapre il totodiscarica per designare la nuova discarica unica di Roma fra Cupinoro (Bracciano) e Lazzaria (Velletri). Sulla regione pesano le sanzioni dell'Unione Europea per mancato trattamento dei rifiuti alle quali speculatori vari rispondono paventando la costruzione di impianti di tutti i tipi, come i tritovagliatori di Guidonia e Colleferro, impianti a biogas sparpagliati un po' ovunque e magari integrati in ecodistretti, per non parlare dell'inceneritore di Malagrotta. Tutti impianti nei quali entrano rifiuti ed esce monnezza, con nomi diversi, ma pur sempre monnezza da smaltire in discarica.

Regione Lazio e comune di Roma attraverso ACEA ed AMA continuano a sostenere la filiera inceneritorista con Cerroni sotto processo, ma ancora monopolista dello smaltimento rifiuti, il che non ci tranquillizza per nulla neanche per quel che riguarda il progetto di inceneritore di Albano la cui AIA scadrà solamente a Novembre 2015.


CONTRO QUESTA POLITICA DEI RIFIUTI

MANIFESTIAMO

IL 6 NOVEMBRE dalle ORE 10:30

alla PRESIDENZA della REGIONE LAZIO

in Via Rosa Raimondi Garibaldi metro Garbatella

 
IL SETTIMO INVASO DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO E' FUORI CONTROLLO . E' ORA DI CHIUDERE. PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Ottobre 2014 09:09

IL SETTIMO INVASO DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO E' FUORI CONTROLLO . E' ORA DI CHIUDERE.

GIOVEDI' 30 OTTOBRE ORE 21.00 ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO L'OK CLUB VIA PANTANELLE CANCELLIERA

SABATO 1 NOVEMBRE ORE 8,00 PRESIDIO DAVANTI I CANCELLI DELLA DISCARICA VIA ARDEATINA KM 24,700

L'ultimo documento ARPA che abbiamo ottenuto solo da poco , benchè datato aprile 2014, descrive una situazione catastrofica della discarica. Nel marzo scorso gli ispettori ARPA hanno trovato la metà dell'invaso occupata da acque stagnanti, mancando le giuste canalizzazioni per le acque piovane. I locali del TMB totalmente spalancati anzichè chiusi in condizione di depressione come previsto. I pozzi di raccolta del percolato e del biogas risultavano due anzichè sei. Le misurazioni delle emissioni gassose completamente assenti. La documentazione della raccolta e della movimentazione del percolato contenente numeri di fantasia , con migliaia di tonnellate sparite chissà dove. Questa relazione, parte della verifica dell'AIA del 2009, è stata inviata alla Regione e alla Procura di Velletri, ma queste istituzioni tuttora tacciono.

Nel frattempo il sindaco di Albano e la sua giunta si è completamente dimenticato degli impegni presi con la delibera di giunta di febbraio, dove era previsto il controllo del funzionamento del TMB e delle volumetrie residue. Ancora più stupefacente la sparizione della conferenza dei servizi sugli sforamenti degli inquinanti nei pozzi spia della discarica. 'E appena il caso di ricordare che la discarica continua ad appestare e a ricevere i rifiuti da Civitavecchia, Monterotondo ed altri piccoli comuni ancorchè lontani.

6 NOVEMBRE ANDIAMO ALLA REGIONE LAZIO A CHIEDERE CONTO DI QUESTA SITUAZIONE E A RIGETTARE QUESTO ANDAZZO CHE E' COMUNE MOLTE ALTRE SITUAZIONI NELLA REGIONE.

 
NO al biogas volsca no al megapolo dei rifiuti ECOPARCO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Ottobre 2014 08:21

NO al biogas volsca NO al megapolo dei rifiuti ECOPARCO

 

Il 16 settembre scorso, in un’affollatissima assemblea pubblica a Velletri è stato gridato, forte e chiaro, il primo NO dei cittadini ai folli propositi di due società, la Volsca A. S. spa, e la Ecoparco srl intenzionate a costruire a Velletri rispettivamente un impianto a biogas da 33mila t/a e un mega polo dei rifiuti da 2milioni di tonnellate, comprendente un secondo impianto a biogas da 40mila t/a, un impianto TMB da 100 mila t/a, un impianto per trattare 30mila t/a di percolato. Abbastanza per distruggere la vivibilità di un territorio vastissimo e le produzioni agricole di pregio DOC, IGT e DOP di kiwi, viti, olivi, etc.

L’assemblea ha detto un NO nettissimo alla linea del sindaco PD Servadio, della sua giunta e dell’opposizione tutta (salvo il consigliere 5S), ufficializzata nel consiglio comunale straordinario del 14 settembre: NO alla discarica SI al “nostro” biogas (Volsca).

Gli impianti di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti che sfornano milioni di metri cubi di “bio”gas SONO NOCIVI e servono solo ad arricchire con soldi pubblici chi li gestisce. L’impianto Volsca non fa eccezione, è nocivo per l’ambiente e per le persone, punto. Il biogas Volsca non è un “impianto di compostaggio”, è una fabbrica di gas inquinanti e maleodoranti, di percolato pieno di metalli pesanti e di “digestato” trasformato in “compost” per mascherare la sua vera natura di rifiuto speciale.

La mega discarica dell’Ecoparco, in cui vorrebbero scaricare, a pochi metri dalle falde acquifere, rifiuti pericolosi di ogni genere compresi i terreni inquinatissimi asportati dalle bonifiche di siti contaminati, avrebbe conseguenze irreversibili per quel territorio dichiarato dal PTPR “paesaggio agrario di rilevante valore”.

Non è un caso che sia stata scelta Velletri, considerata da progettisti e affaristi anello debole nei Castelli Romani. La mobilitazione iniziata il 18 al Velidance è un primo passo per capovolgere questo dato di fatto e ributtare a mare i loro progetti. E’ evidente che al di là dell’impegno dei comitati locali serve soprattutto la partecipazione diretta dei cittadini fatta di azioni legali ma soprattutto di mobilitazione, anche sotto i palazzi del potere.

La Regione Lazio di Zingaretti e Civita è per noi controparte. L’accoppiata che governa il ciclo regionale dei rifiuti si è detta, a parole, contraria alla discarica, ma è da anni favorevole, anzi entusiasta del biogas. Inoltre, secondo stime della Confservizi Regionale, all’area metropolitana mancano, guarda caso, 2milioni di tonnellate di rifiuti a cui trovare una discarica. Potrebbe andar bene Velletri, come va bene riaprire Cupinoro o ampliare Albano.

IL 6 NOVEMBRE ORE 15 FAREMO UN PRESIDIO IN VIA DELLA PISANA

(sede del CONSIGLIO REGIONALE)

L’esperienza ci dice che incontri e strette di mano rassicuranti non portano lontano e sono l’anticamera dell’inganno (Marrazzo insegna).

Sarà ben più importante fargli sentire il fiato sul collo con presidi, assemblee e manifestazioni che portino in piazza la nostra rabbia e la volontà di preservare la salute e quello che resta dei nostri territori già ampiamente offesi e devastati.

ASSEMBLEA PUBBLICA il 25 OTTOBRE dalle ore 17,30

A VELLETRI IN PIAZZA MAZZINI

 
Arrivano le sanzioni... PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Ottobre 2014 09:46

Hanno provato ad evitarle in tutti, raccontando di voler chiudere le discariche, millantando prestazioni eccezionali dei tritovagliatori della provincia di Roma, spalmando i rifiuti romani in giro per l'Italia, eppure alla fine le tanto temute sanzioni dell'Unione Europea sono arrivate. Secondo la Commissione prima del 2012 le discariche di di Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Inviolata, Fosse Crepacuore e Borgo Montello accoglievano rifiuti non trattati o semplicemente tritati. Una nota stonata suona però la frase della sentenza riguardante la discarica di Roncigliano, si legge infatti che: la Commissione ha rinunciato a richiedere la constatazione di inadempimento relativamente alla discarica di Albano Laziale a Cecchina. Evidentemente la Commissione è poco aggiornata sui processi in corso e sui vomitevoli olezzi che la discarica spande sul territorio...

leggi la sentenza in pdf

 
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