Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIME INIZIATIVE:

  • Giovedì 30 OTTOBRE ore 21, OK CLUB CANCELLIERA ASSEMBLEA PUBBLICA sullo stato del VII invaso BATE
  • Sabato 1 NOVEMBRE ore 8, PRESIDIO DAVANTI LA DISCARICA DI RONCIGLIANO
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ORE 10.30 DAVANTI REGIONE LAZIO- VIA ROSA GARIBALDI RAIMONDI, GARBATELLA per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

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Inchiesta rifiuti Lazio: interdetta la discarica di Albano. Serve l'alternativa a Roncigliano PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Aprile 2014 07:48

ALBANO LAZIALELa Procura ha emesso un provvedimento restrittivo per tutti gli impianti del Gruppo Cerroni. Per i Comuni castellani nasce l'urgenza di individuare un'altro sito e annesso impianto Tmb dove trattare e conferire i rifiuti.

da www.ilmamilio.it

Gli scenari che si stanno aprendo a seguito dell’indagine della Procura sul sistema di gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio sono inquietanti e rischiano di gettare tutti  i Comuni dei Castelli romani in una situazione emergenziale che non ha precedenti.

Tutti gli impianti del Gruppo Cerroni, inclusa la discarica di Roncigliano e gli impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) della Pontina Ambiente, sono stati investiti da un provvedimento interdittivo, e dunque non possono, o meglio, non dovrebbero lavorare.

Interrogato dall’Amministrazione comunale di Albano il Prefetto ha reso noto che a partire dal 13 marzo è stato emesso provvedimento interdittivo ai sensi dell’art. 91 del D.Lgs. 159/2011 (antimafia) e successive modifiche ed integrazioni.

In base a quanto disposto dall’art. 94 del suindicato D.Lgs. 159/2011 1, “ Quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4 ed all'articolo 91, comma 6, nelle società o imprese interessate, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2 cui sono fornite le informazioni antimafia, non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni”.

Lo stesso articolo al comma 3 però prevede anche l’eventualità di bypassare il primo in “caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell'interesse pubblico, qualora il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi”.
E la soluzione al momento, per tutti i Comuni che sversano nella discarica di Roncigliano: Albano, Lanuvio, Ariccia, Rocca di Papa, Castel Gandofo, Marino, Ardea, Pomezia, e in parte anche di Roma, Fiumicino, Ciampino, Città del Vaticano, al momento non c’è.

Non solo trovare una nuova discarica, ma anche un nuovo impianto per il trattamento meccanico biologico risulta molto complicato e sicuramente non nelle possibilità di un singolo Comune.

In assenza di alternativa, dunque, e nella consapevolezza che non si può pensare di lasciare i rifiuti per strada, le Amministrazioni possono, e in parte lo stanno già facendo, emettere un’ordinanza per continuare a conferire i rifiuti nell’impianto e annessa discarica di Pontina Ambiente. Esattamente quanto sta accadendo per Malagrotta, dove il sindaco Marino, bypassando il provvedimento della Procura, ha autorizzato in via eccezionale l’impiego degli impianti di TMB della Colari, per un periodo di 90 giorni.

Ma la questione resta. Se il Tar non accoglie il ricorso dell’azienda, bisognerà trovare una soluzione alternativa per tutto il bacino che ora fa capo a Roncigliano (su cui già gravano i sospetti che siano state sversate volumetrie di rifiuti indifferenziati maggiori rispetto a quanto previsto), e su questo la parola spetta alla Regione Lazio.
Mercoledì prossimo, il 2 aprile, è stata convocata una conferenza dei servizi cui è stata invitata la Regione, la Provincia, l’Asl, l’Arpa e Volsca.

“Pretendiamo l'apertura di un percorso che porti a una soluzione del problema dei rifiuti che sta diventando ingestibile per le Amministrazioni comunali. – dichiara il consigliere delegato ai Rifiuti di Albano Luca Andrerassi -. Una soluzione che passi attraverso la chiusura della discarica, una bonifica dell'area e l'individuazione di un nuovo sito, con standard industriali ambientali adeguati ed idonei. Siamo stufi di doverci sostituire alla Regione Lazio nel suo ruolo autorizzativo e di controllo. Siamo noi che stiamo facendo la caratterizzazione idrogeologica. Siamo noi che abbiamo dato mandato per fare le valutazioni relative alla volumetria residua del VII invaso e valutare se ci sono stati stoccaggi superiori rispetto al dovuto. In questo senso ci aspettiamo, come ripetutamente richiesto, anche un tempestivo intervento relativamente alle efficienze di funzionamento del TMB, a nostro avviso responsabili anche dei periodici cattivi odori”.

 
LA DISCARICA DI RONCIGLIANO AVVELENA I/LE CITTADINI/E COMPROMETTE LE FALDE IDRICHE PDF Stampa E-mail
Sabato 15 Marzo 2014 13:27

Da due anni e mezzo il 7° invaso viene riempito dai rifiuti del bacino dei Castelli e per tutto il 2013 sono  arrivate 150 t/g da Roma. Larga parte è stata sepolta nella buca. A metà gennaio, dopo gli arresti di  Cerroni e soci, non hanno più nominato commissari e non hanno avuto il coraggio di proseguire. Nel  frattempo gli abitanti del circondario sono usciti più volte di notte per protestare ai cancelli della  discarica per i miasmi insopportabili . Ci sono stati decine di accessi al pronto soccorso di Albano, verbali  degli ispettori ASL, visite di delegazioni popolari al domicilio del signor Sindaco, con grande scandalo dei  suoi democratici sostenitori.  OGGI SI RIPETE,I RIFIUTI DI ROMA SONO STATI SOSTITUITI CON QUELLI DI  CIVITAVECCHIA, MONTEROTONDO,PISONIANO, CAMERATA NUOVA E ALTRI PICCOLI COMUNI, TUTTI
LONTANISSIMI DAI CASTELLI.

Così il 25 febbraio scorso abbiamo passato ancora la notte davanti ai cancelli e questa volta oltre alla  solita ispettrice ASL, anche il signor sindaco non ha potuto esimersi dal commissionare ai VV. UU la  verbalizzazione della incresciosa situazione . Dopo due giorni la giunta di Albano ha adottato una  delibera  dove si cita la necessità di controllare il corretto funzionamento della discarica, ed è la prima  volta. Peccato che manchino le indicazioni di spesa, il dettaglio delle operazioni da svolgere e gli incarichi  relativi, fatta salva la consueta citazione dell'ing. Farro responsabile dell'urbanistica. Si ha l'impressione di  un provvedimento totalmente inefficace e di pura copertura. Infatti nulla è cambiato,fetori e miasmi  continuano con potente costanza a testimoniare che il signor digestore del TMB non digerisce o è messo  nelle condizioni di non digerire.

RIASSUMENDO:

•  Il 7° invaso è stato costruito a ridosso dell'abitato
•  il TMB  della Pontina Ambiente non produce frazione organica stabilizzata, ma melma  maleodorante,
•  nelle falde idriche l'ARPA ha riscontrato 163 sforamenti dei limiti di legge per inquinanti organici  e inorganici.  
•  I cittadini vanno a ripetizione al pronto soccorso,
•  il padrone della Pontina Ambiente è agli arresti per aver truffato comuni e cittadini emettendo  false fatturazioni, sempre agli arresti si trova l'ingegner Sicignano ultimo responsabile  dell'impianto, mentre l'ing. Guidobaldi è "SOLO" indagato.

A proposito, chi è oggi il responsabile  di questo impianto che continua ad ammorbarci?

Detto tutto ciò nulla si muove , altro che gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti  
PER ORA CI SONO SOLO VOLTASTOMACO, TRUFFE E VELENI, A QUANDO LA FINE??

 
“Albano. Continua l’emergenza VII invaso della discarica di Roncigliano. 21 nuovi refertati al pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe.” PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Marzo 2014 19:14

La discarica di Roncigliano non smette di regalarci esalazioni venefiche, di pari passo all'aumento dei comuni esterni al bacino che conferiscono nel sito. Dopo Civitavecchia, Monterotondo ecco aggiungersi Pisoniano, il ridente paesino laziale che vide i natali del nostro amatissimo Manlio Cerroni (suona come una presa per il culo e probabilmente lo è), nonché altri comuni del circondario.
Dopo le proteste spontanee della notte del 25 febbraio scorso nuovamente i cittadini di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Villaggio Valle gaja, Montagnano hanno protestato dinnanzi i cancelli dell'impianto, successivamente una parte di loro si è recata al pronto soccorso di Albano, ecco la cronaca:

Venerdì sera 7 marzo, 21 persone residenti tra Albano e Ardea sono dovute ricorrere alle cure dei medici del vicino ospedale San Giuseppe di Albano per aver inalato le esalazioni odorigene proveniente dal VII invaso della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano. Il nuovo episodio segue, di appena pochi giorni, il caso analogo avvenuto tra martedì sera 25 e mercoledì mattina 26 febbraio che ha comportato, tra l’altro, l’intervento degli ispettori del Dipartimento Igiene e Salute Pubblica della Asl Rm-H, della Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale di Albano, come accertato dai tre verbali al momento disponibili.

Dallo scorso 11 febbraio, difatti, nel “cimitero” dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la spazzatura proveniente dai Comuni di Civitavecchia e Monterotondo, per un totale di circa 150 tonnellate al giorno, che si aggiungono alle circa 300 tonnellate provenienti dal solo bacino dei Castelli Romani (Albano, Ardea, Pomezia, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Marino, Lanuvio e Nemi), per un totale di 450 tonnellate al giorno di “monnezze”. Ed il fetore violento che sprigiona dalla discarica, difatti, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba, continua ad essere insopportabile.

Proprio a cavallo del week end, la puzza è arrivata, di nuovo, fino nei centri storici di alcuni Comuni dei Castelli Romani e del vicino Litorale Laziale. Si tratta d’un vero e proprio disastro igienico-sanitario ed ambientale in pieno corso di svolgimento che nessuno ha il coraggio di affrontare e, soprattutto, risolvere.

Non è un caso, certo, se centinaia e centinaia di gabbiani sostano, per buona parte della giornata, nei pressi e sopra il VII invaso della discarica. Sono stati filmati e fotografati più volte dai residenti. Animali in cerca di approvvigionamento, intenti a scendere in buca per procacciarsi da mangiare e bere e poi risalire, in un vortice continuo. Controprova di un trattamento non adeguato della spazzatura.

Proprio per questo motivo, come comitato No Inc pretendiamo, da tempo, che venga compiuta quanto prima, dalle autorità competenti, un’approfondita campagna di monitoraggio e controllo sulle modalità di funzionamento del VII invaso e annesso impianto di TMB della discarica di Roncigliano, per verificare che il trattamento della spazzatura indifferenziata in arrivo avvenga nei limiti di legge, nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. E per verificare, soprattutto, che la spazzatura sia opportunamente selezionata, con l’estrazione e stabilizzazione di tutto l’umido presente, che è la frazione della spazzatura che puzza e attira animali.

Ma il comitato No Inc alla luce dei gravissimi problemi emersi in questi ultimi mesi, chiede anche che venga avviata, sul VII invaso, una campagna di analisi delle volumetrie residue e di quelle esaurite, per verificare che non vi siano stati, negli anni passati, interramenti non autorizzati, come ipotizzato dalle recenti indagini delle Procure di Velletri e Roma. Oltre alla caratterizzazione geologica ed idrogeologica della discarica, richiesta dall’Arpa Lazio nel lontano novembre 2011 e ancora mai portata avanti. Si tratta della analisi approfondite dei terreni tutto intorno e delle falde acquifere sottostanti la discarica di Roncigliano, più volte annunciate ma mai realizzate.

 
Albano ed Ardea invase di nuovo dalla puzza proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Febbraio 2014 14:15

“Il tanfo, in questi giorni, raggiunge i centri storici dei Comuni dei Castelli Romani.”

La discarica di Albano è tornata di nuovo a puzzare in modo violento, in particolare negli ultimi giorni, probabilmente da quando nel cimitero dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la “monnezza” di Civitavecchia e Monterotondo (11 febbraio). E’ per questo che ieri sera martedì 25 febbraio, intorno alle 21,00, circa 100 persone si sono radunate spontaneamente fuori i cancelli d’ingresso del sito, lungo la via Ardeatina al km 24,650. Ad arrivare per primi, subito dopo la chiamata di alcuni cittadini, la Polizia ed i Carabinieri di Albano. Dopo mezz’ora, sono giunti sul posto anche due ispettori del Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica, della Asl Rm-H, dott.ssa Rita Abbatini e dott. Enzo Abbatini, che hanno potuto apprezzare l’olezzo insopportabile proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. Nella giornata odierna stenderanno un verbale di intervento in cui, molto probabilmente, come già avvenuto nel recente passato, chiederanno all’Arpa Lazio (Agenzia Regionale di protezione ambientale), alla Provincia di Roma ed al Comune di Albano di intervenire prontamente per eseguire i controlli prescritti dalla legge.

A quell’ora, tra l’altro, era in pieno corso di svolgimento ad Albano, nell’aula consiliare di Palazzo Savelli, un consiglio comunale. Appena chiusa la seduta, intorno a mezzanotte, il sindaco Nicola Marini, il vice-sindaco e Assessore ai lavori pubblici Maurizio Sementilli, il delegato ai rifiuti Luca Andreassi ed i consiglieri Tedone ed Oroccini, dopo essere stati avvertiti telefonicamente da alcuni cittadini, e dopo l’accorato intervento in aula del consigliere Nabil Cassabgi, si sono recati sul posto. Certo che la discarica di Roncigliano dall’11 febbraio scorso, oltre alle 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno prodotte dai 10 comuni dei Castelli Romani (Albano, Ariccia, Marino, Rocca di Papa, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio e Nemi.) riceve anche circa “200 tonnellate” al giorno da Civitavecchia e Monterotondo, come dichiarato ieri sera dal delegato ai rifiuti Luca Andreassi. Per un totale di circa 500 tonnellate al giorno.
Dopo questa ennesima emergenza igienico-sanitaria, ancora in corso di svolgimento, restano tante le competenze amministrative a carico dell’Amministrazione di Albano, guidata dal sindaco Nicola Marini, che sono e restano da tempo totalmente inevase. E’ necessario difatti, prima di tutto, portare avanti la cosiddetta Caratterizzazione Esterna ed Interna della discarica. Si tratta di analisi molto approfondite dei terreni tutto intorno e delle falde acquifere sottostanti il sito di Roncigliano. Per conoscere il livello reale d’inquinamento dell’intera area ed eseguire, subito dopo, come previsto dalla legge, una bonifica adeguata. La Giunta comunale, tra l’altro, il 7 dicembre 2012, sottoscrisse con l’Ente di Ricerca CNR una convenzione, che è costata al Comune di Albano 30 mila euro, per eseguire in soli 4 mesi, quindi entro Aprile 2013, la caratterizzazione esterna della discarica che, però, ad oggi ancora non è stata portata a termine. E’ importante, in secondo luogo, capire se l’impianto TMB della discarica di Albano - dove tutta la spazzatura in arrivo viene trattata e suddivisa in “frazioni” minori - funzioni correttamente, con un’apposita ispezione della durata di almeno due settimane, visto e considerato, non bastasse la puzza che sprigiona dall’impianto TMB e dalla vicina discarica, che il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, N.O.E., ha sollevato nella recente inchiesta sui rifiuti forti perplessità in merito. Ma serve anche, infine, procedere ad una “mappatura” volumetrica del VII invaso, per capire se al suo interno siano stati interrati - come ipotizzato dagli inquirenti delle Procure di Roma e Velletri  - anche rifiuti non autorizzati. Per prevenire fenomeni di puzza violenta, come quelli che si stanno verificando in questi ultimi giorni, che creano danni alla salute umana ed all’ambiente ma, soprattutto, per evitare che con l’esaurimento precoce del VII invaso - che avrebbe dovuto durare almeno 8 anni ed è invece quasi esaurito in appena 2 e mezzo - si arrivi, presto, alla costruzione dell’VIII invaso, a distanze dalle case ancora inferiori agli attuali 175 metri. Nella speranza che, presto, tutte le dieci Amministrazioni Comunali riescano a far partire e consolidare l’unica vera alternativa al business mortale delle discariche e degli inceneritori: la Raccolta Differenziata Porta A Porta.

 
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