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Mercoledì 20 Febbraio 2013 17:36 |
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“Venerdì 22 febbraio, a partire dalle ore 10.30, il comitato NO INC ha organizzato una Conferenza Stampa/sit-in sotto la sede romana del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), in Viale Maresciallo Pilsudski n. 92. Sono invitati a partecipare la stampa ed i cittadini. Il comitato intende presentare ai funzionari del GSE tutte le domande necessarie a capire se il monopolista dei rifiuti Manlio Cerroni, l’Acea e l’Ama, percepiranno indebitamente i 400 milioni di euro CIP-6 di fondi pubblici necessari a costruire l’inceneritore dei Castelli Romani, messi al bando dall’UE.”
“Se quindi il prossimo 7 Marzo, come richiesto dall’Area Rifiuti della Regione Lazio, comincerà davvero il cantiere, sarà a spese dell’erario pubblico?”
Il 14 gennaio scorso, la Regione Lazio ha inviato al Gestore dei Servizi Energetici, GSE, ed al Co.E.Ma. (di Cerroni, Acea ed Ama) una diffida ad avviare, entro e non oltre il prossimo 7 marzo, il cantiere per la costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani.
Un’ulteriore “pressione” che segue la recente determinazione regionale n. B-00266 del 29 gennaio con cui è stato approvato, in via definitiva, il nuovo crono-programma del Co.E.Ma. che scandisce i tempi di realizzazione dell’impianto brucia-rifiuti di Albano.
Tra l’altro, il 13 febbraio il GSE ha rifiutato, inspiegabilmente, per la quarta volta, una richiesta di accesso agli atti promossa dalla conferenza dei dieci sindaci di bacino. Richiesta relativa alla convenzione preliminare Co.E.Ma./GSE del giugno del 2009. Ovvero all’atto che pretenderebbe di scaricare sull’erario pubblico il costo della realizzazione dell’Inceneritore dei Castelli Romani, attraverso una forma di contribuzione statale denominata CIP-6/92, costituita dal 7x100 della bolletta elettrica, per un importo totale pari a circa 400 milioni di euro.
Alle richieste di accesso agli atti formulate prima dal comitato No Inc, poi dal consigliere regionale Ivano Peduzzi, in seguito dal Sindaco di Albano Laziale ed, ora, addirittura dalla Conferenza dei Sindaci di bacino, i funzionari del GSE oppongono una “fitta giurisprudenza” suggerita dal Co.E.Ma.. Eppure, come noto, la giurisprudenza - ovvero l’insieme delle sentenze passate in giudicato emesse dai Tribunali italiani - non costituiscono, nel nostro ordinamento giuridico, un vincolo neanche per i giudici, che sono “soggetti solo alla legge” (art. 101, 2° comma, Costituzione Italiana). La giurisprudenza (targata Co.E.Ma) costituisce forse un vincolo per i soli funzionari del GSE? E, soprattutto, cosa c’è, in quella convenzione preliminare Co.E.Ma/GSE, che i cittadini dei Castelli Romani e ben dieci Sindaci di bacino, non possono e non devono conoscere? Evidentemente qualcosa di molto importante se, in una lettera inviata al Sindaco di Albano Laziale Nicola Marini il 18 Luglio scorso, il dimissionario amministratore delegato della Pontina Ambiente di Cerroni, Ing. Francesco Rando, si mostrava fortemente risentito per l’accesso agli atti del Comune di Albano al GSE. Tanto da sospendere una transazione economica in corso col rischio di mandare in default il Comune di Albano.
Il 21 novembre 2012, tra l’altro, il Co.E.Ma. di Cerroni, di Acea ed Ama, ha richiesto, esplicitamente, l’intervento dell’Area Rifiuti della Regione Lazio per “convincere” il GSE a sottoscrivere, dopo la convenzione preliminare di giugno 2009, anche una convenzione definitiva. Perché questa indebita pressione? E, soprattutto, quali ostacoli sono stati riscontrati, fino ad oggi, dal GSE?
Unica certezza, per ora, è che la contribuzione CIP 6/92, per gli impianti di incenerimento come quello di Albano, è “scaduta” il 31 dicembre 2008, ad eccezione di quelli già in fase di cantierizzazione. E, come è ormai noto, il presunto avvio del cantiere Co.E.Ma. del 29 dicembre 2008, si fonda su un’ordinanza di Marrazzo (n. Z-0003 del 22 ottobre 2008) bocciata sia dal Tar del Lazio sia dal Consiglio di Stato (Sentenza del Tar del Lazio n. 36740/2010; Sentenza del Consiglio di Stato n. 1640/2012).
Allora, la stipula della convenzione preliminare Co.E.Ma./GSE di giugno 2009, ha avuto forse come presupposto il presunto inizio dei lavori di costruzione dell’Inceneritore dei Castelli Romani bocciato dal Consiglio di Stato?
E quali accertamenti sono stati eseguiti dal GSE per verificare il reale inizio delle attività di costruzione dell’Inceneritore entro e non oltre la data del 31 dicembre 2008?
Ed infine, il GSE, controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, si è piegato forse alla “pressioni” del Co.E.Ma del monopolista dei rifiuti della Regione Lazio, Manlio Cerroni, di Acea e di Ama?
Per porre ai dirigenti del GSE tutte queste ed anche altre domande, venerdì prossimo, 22 febbraio, a partire dalle ore 10,30, il NO INC ha organizzato una Conferenza Stampa/Sit-In, sotto la sede romana del Gestore dei Servizi Energetici, in Viale Maresciallo Pilsudski, 92.
Crediamo, in ogni caso, sia necessario che il Sindaco di Albano, Nicola Marini, proceda velocemente con l’adempimento delle richieste avanzate, ormai da mesi – e ribadite anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale di lunedì 4 febbraio - dal comitato No Inc, ovvero:
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Che si richieda alla Regione Lazio di avviare, con estrema urgenza, il procedimento di riapertura, revisione ed annullamento dell’Autorizzazione Ambientale relativa all’Inceneritore dei Castelli Romani, come previsto dall’art. 9 della Legge n. 59/2005.
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Che venga convocata, come indicato, recentemente, dalla Regione Lazio, una conferenza dei servizi sul tema caratterizzazione geologica ed idrogeologica della discarica di Roncigliano, e si richieda alla società Pontina Ambiente di Cerroni di mettere a disposizione dell’Amministrazione comunale i dati relativi alle analisi svolte nei mesi scorsi dal CNR nei pozzi interni al noto sito di smaltimento dei rifiuti indifferenziati, in modo di avere immediata conoscenza dello stato delle falde acquifere locali.
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Convocazione di un consiglio comunale straordinario aperto alla partecipazione della cittadinanza per discutere del tema dell’avvio del cantiere per la costruzione dell’inceneritore dei Castelli Romani.
I prossimi appuntamenti No Inc a cui è invitata a partecipare tutta la cittadinanza:
- VENERDÌ PROSSIMO 22 FEBBRAIO 2013, ORE 10,30, DAVANTI LA SEDE DEL GESTORE DEL SERVIZIO ELETTRICO, GSE, VIALE MARESCIALLO PILSUDSKI N. 92, CONFERENZA STAMPA/SIT-IN.
- Giovedì 28 febbraio, ore, 18,00, sala Vespignani, adiacente al museo civico, Albano Laziale, assemblea pubblica.
- Venerdì 1 marzo, ore 18,00, sala circoscrizionale di Cecchina, via Rocca di Papa n. 65, assemblea pubblica.
- Sabato 2 marzo, ore 08,00 – 14,00, Sit-In/Assemblea pubblica davanti l’ingresso della discarica di Albano, via Ardeatina Km 24,650.
- Sabato 6 aprile, CORTEO NO INC!
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Lunedì 18 Febbraio 2013 12:09 |
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Da quello che c’è scritto nella sintesi (Studio Preliminare Ambientale), l’impianto anaerobico-biogas Biovis srl per il trattamento FORSU a via delle Grotte 4 di Ariccia, (a 500 mt circa dall’impianto ad oli esausti Oil System di Cancelliera) avrà circa le stesse dimensioni annue di quello della Volsca, 30.000 ton/a e 82 ton/g. Caratteristiche simili, ovvero digestione anaerobica a caldo (55°C) per ottenere metano, combustione per produrre energia elettrica inferiore a 1 Mega-Watt, e poi compostaggio aerobico.
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Quindi stessi problemi, che riassumiamo chiarendo subito una cosa: • Il cosidetto “compost” che si ricava dalla FORSU dopo digestione anaerobica (DA) (in assenza d’aria per ottenere metano da bruciare) non ha niente a che vedere col compost naturale ottenibile esclusivamente da trasformazione all’aria. • La buona qualità del “compost” di cui ci raccontano nei loro progetti è smentita dall’analisi compositiva dei prodotti riportata da più fonti. • L’azoto organico dopo DA diventa per quasi il 50% ammoniacale(1) (solubile). Invece nel compost aerobico l’azoto è quasi tutto organico a lenta cessione e non è dilavabile nel terreno. Quello ammoniacale dopo DA, al contrario, finisce facilmente in falda o nei corsi d’acqua in poco tempo. • Il trattamento solo aerobico dell’organico vegetale da rifiuti non produce CO2 come sostiene falsamente qualcuno, anzi il carbonio viene humificato, ossia trasformato in molecole complesse e non volatili altamente utili per le piante. • L’energia elettrica prodotta sarebbe economicamente in perdita se non godesse di incentivi poderosi (28 eurocent/kWh). • La combustione del biogas non modifica, semmai aggrava le emissioni serra. Gli inquinanti: • La digestione anaerobica produce percolato (codice CER 19.06.05). Il percolato si arricchisce continuamente di azoto ammoniacale (40% del totale). Una parte sarà riciclata sulla massa in digestione ma un’altra parte dovrà essere accumulata, poi depurata per osmosi e infine immessa nelle acque superficiali (Biovis: Studio Preliminare Ambientale pg.7). Sappiamo che l’osmosi produce un 25-30% di “ritenuto” ossia di prodotto altamente inquinante di scarto, inesistente nel compostaggio aerobico. • L’uso sistematico in agricoltura di questo tipo di “compost” impoverito di azoto e di sostanza organica non è senza conseguenze perché nel tempo produce perdita di fertilità reale del terreno. L’assurdo è che da un lato si finanzia l’aumento della sostanza organica (da Michele Corti), dall’altro la si distrugge con gli incentivi al biogas. Visto da chi persegue solo il profitto non fa una piega. Le emissioni: • Chi ci racconta che gli impianti a biomasse-biogas sono ecologici perché bruciano metano “rinnovabile” e riducono l’uso di combustibili fossili, ci nasconde l’altra parte del problema. Primo, ogni combustione è dannosa ed è alternativa alle energie veramente pulite. Secondo,il metano generato non è affatto puro e la sua combustione genera emissioni inquinanti. • Oltre a metano e anidride carbonica la DA produce ossido di carbonio, ossidi di azoto (NOx), piccole quantità di gas tossici: idrogeno solforato e idrocarburi clorurati. Gli idrocarburi contenenti cloro in fase di combustione possono trasformarsi in diossine la cui tossicità si manifesta a concentrazioni piccolissime (picogrammi). • I filtri più o meno sofisticati, come al solito, non risolvono se non in minima parte il problema delle nanopolveri, ricche di COT (carbonio organico totale) • Le emissioni giornaliere in atmosfera di un impianto a biogas da un mega watt, (da Alberto Zolezzi, Mantova) equivalgono a circa 35 kg di ossidi di azoto, i principali precursori delle polveri sottili. Questa quantità di emissioni corrisponde ai fumi prodotti da 10.000 automobili che in un giorno percorrono una distanza di 20 km. Viene da pensare, chissà cosa direbbe il sindaco di Albano, sicuro che il bruciatore di oli esausti di Cancelliera inquina come tre automobili !!.
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Sabato 16 Febbraio 2013 15:46 |
Gestione dei rifiuti "fatalistica": arriva la bocciatura del Parlamento europeo. In un vertice, ieri a Roma, tra il prefetto (e commissario straordinario per i rifiuti) Goffredo Sottile, Comune, Provincia, Regione e dirigenza Ama e' stato deciso di controricorrere presso il Consiglio di Stato alla decisione del Tar e di accelerare la realizzazione dell'impianto di tritovagliatura di Rocca Cencia.
Dal sito http://www.osservatorelaziale.it di Angelo Parca
Lazio - Siamo sulla bocca dell'Europa. Nel Lazio siamo considerati delle cicale che non sanno programmare neppure la gestione dei propri rifiuti. Risultato? ci prendiamo le multe e i beffeggi e ci ritroviamo con un cumulo d'immondizia che ci consente di giocare al rimpallo tra le varie province. I cittadini parano come possono le scellerate decisioni: ricorsi, sit in e intanto cala un velo di pietas su questa regione che, solo nel male, finisce sempre in cronaca dalla notte dei tempi. Servono tutti questi impianti? oppure è sufficiente differenziare correttamente i rifiuti?
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Mercoledì 13 Febbraio 2013 17:08 |
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Il TAR blocca fino a Giugno l'arrivo dei rifiuti da Roma... E intanto la discarica continua ad appestarci.
Il TAR ha sospeso il decreto Clini, fissando per giugno la discussione di merito, così l'AMA dovrà, per ora, scaricare i suoi rifiuti in impianti diversi da Roncigliano.
Ora però la Regione, benchè sciolta, ha prorogato fino al 2015 la validità dell'AIA del 2009 (che autorizzava l'avvio del cantiere per l'inceneritore) ed accettato il nuovo cronoprogramma proposto dal COEMA ( Cerroni, ACEA, AMA ) in base al quale il cantiere dell'inceneritore dovrebbe cominciare entro Aprile. L'avvio del cantiere renderebbe più complicata la nostra opposizione e avvierebbe alla definitiva catastrofe questo martoriato territorio, sarebbe la fine delle attività agricole, la perdita dei DOP e dei DOC, centinaia di milioni sottratti alla collettività per bruciare quanto potrebbe essere riciclato per aumentare il già insopportabile peso delle patologie che ci affliggono.
DOPO QUARANT'ANNI DI DISCARICA LA PROSPETTIVA DI UNA CITTA' DEI RIFIUTI VA CANCELLATA AL PIU' PRESTO.
Nel frattempo stiamo preparando un nuovo ricorso al TAR focalizzato sull'utilizzo di ordinanze commissariali già annullate e su preliminari di accordi per l'accesso a fondi pubblici altrettanto bacati.
Continua la vertenza che abbiamo aperto con il comune di Albano. Dopo dieci mesi hanno dovuto riconoscere che i ricorsi all'Europa erano possibili, i sindaci di bacino hanno dovuto ripetere l'accesso agli atti al GSE, ora ci dicono che insieme ai loro consulenti legali stanno valutando anche la nostra richiesta di revoca dell'AIA famosa, bontà loro. Amministrazione di Adea: non pervenuta. Sulla caratterizzazione dei pozzi interni alla discarica si continua a " menare il can per l'AIA (in questo caso intesa come cortile) " e va avanti la corrispondenza tra una regione fantasma e il comune di Albano sull'interpretazione del cosiddetto codice ambientale. Il risultato è comunque la paralisi.
In aggiunta a tutto il resto,la Pontina Ambiente ha ottenuto di rafforzare la potenza della centrale interna che brucia i gas di macerazione: sono altre centinaia di chili di ossidi e altri schifi regalati ai nostri polmoni. Il quadro è completato da almeno altre quattro centraline a bio masse più o meno grandi da piazzare nel territorio.
Non sarebbe ora di dire basta?
IL SITO DI RONCIGLIANO VA CHIUSO E CON L'UMIDO DEI RIFIUTI CI SI FA IL COMPOST DA DIGESTIONE AEROBICA E NON ALTRO, BISOGNA TAGLIARE LE UNGHIE AI NUOVI FURBETTI DELLE BIOMASSE.
Continuiamo ad attendere novità da cassazione, tribunali europei, procure varie, ma è chiaro che senza il materiale impegno dei cittadini non andiamo da nessuna parte! Tutti dobbiamo contribuire a sostenere la difesa del nostro territorio!
Proponiamo per il prossimo 2 marzo una nuova giornata di mobilitazione di fronte ai cancelli della discarica, e per Aprile un nuovo corteo
- 15 FEBBRAIO VENERDI' - ore 17:00, ASSEMBLEA, AGRITRISMO "LA ROSA SCARLATTA", VILLAGGIO ARDEATINO.
- 16 FEBBRAIO SABATO - ore 18:00, ASSEMBLEA, CIRCOSCRIZIONE, PAVONA, Via del Mare.
- 28 FEBBRAIO GIOVEDI' - ore 18:00, ASSEMBLEA, SALA DEL MUSEO CIVICO, ALBANO.
- 1 MARZO VENERDI', ore 18:00, ASSEMBLEA, CIRCOSCRIZIONE, CECCHINA, Via Rocca di Papa 65.
Iniziamo a preparare un mese di Marzo densissimo di iniziative, a partire dal
- PRESIDIO IN DISCARICA, SABATO 2 MARZO, ore 8:00, Via Ardeatina km 24.500
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