Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative   

La lotta contro l' inceneritore è una lotta che non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili.
E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!!

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Viva la RAI? PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Giugno 2010 20:00

dal blog http://www.stefanomontanari.net/

Guardate un po’ questi due filmati:

http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=24 http://www.ecubo.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=6&ID=25

 A sorpresa, sono stati trasmessi dalla RAI (RAI Educational) sabato 15 maggio scorso.

 Dico a sorpresa perché la RAI, come Mediaset, è sempre stata un’arcigna propagandista dell’incenerimento dei rifiuti (non si sputa nel piatto dove si stramangia), e basterebbe ascoltare certe trasmissioni radiofoniche o guardare certi programmi televisivi per avere l’opportunità di assistere ad una sorta di presepio di professori analfabeti (lo sono a lo fanno?) pronti a dare man forte a bancarottieri trasformati magicamente in imprenditori e a politici mascalzoni. Il tutto benevolmente condotto da giornalisti cui non vale nemmeno la pena di attribuire un aggettivo al solo fine di non far sapere a chi paga, e non solo in termini di quattrini, il mantenimento di tutti questi ospiti di casa nostra.

Straordinaria, poi, la presenza di Legambiente. Chi avesse voglia di controllare le imprese di quella bizzarra associazione non potrebbe non accorgersi di come dietro la costruzione e la gestione di alcuni ecomostri (vedi, tra gli altri, il famigerato “termovalorizzatore” di Brescia) ci siano proprio loro.

 Magari il contenuto della trasmissione, peraltro andata in onda su di un canale poco frequentato, sarà sfuggito ai piani superiori, ma una potente autocensura è stata comunque attuata dagli autori. Si parla di tecnologie, ma non si dice che moltissimi prodotti sono fabbricati in modo scriteriato, senza tenere in alcun conto la loro sorte. Si parla di rifiuti, ma nulla si dice dell’occhiuta opera di diseducazione che si fa, dalle multiutility ai cosiddetti mezzi d’informazione senza escludere addirittura i sindacati (bestemmia!), presso i cittadini per indurli, di fatto, a sporcare sempre di più. Si parla di soldi, ma se ne parla in maniera a dir poco incompleta, trascurando la spesa maggiore: quella conseguente alla devastazione dell’ambiente che non sarà recuperabile se non in parte e a costi astronomici, e quella, parallela e ben più grave ed impossibile da riparare, dei costi legati alle malattie, alle morti premature, alle malformazioni fetali.

 
Gli ordini di Cerroni PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Giugno 2010 19:57

dal sito http://differenziati.wordpress.com/

La Commissione bicamerale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sembra prendere “istruzioni” da Cerroni.  Cerchiamo di capire: è l’avvocato che ha convocato la bicamerale sui rifiuti o, come dicono, il viceversa? I cittadini sono interessati, vogliono sapere. I toni sembrano  filar via lisci per quanto riguarda la prosecuzione delle “udienze”, insomma un mediocre compitino da comparsa (per la commissione, ovvio). Certo è che se questi organi agiscono inutilmente sullo stile operativo di enti come l’ARPA o affini, tanto vale abolirli. A cosa servono se non fanno quel che  per cui sono preposti?  Siamo “sotto” manovra economica, con i conti pubblici dentro un tunnel, facciamo sano risparmio anzichè tagliare ricerca, istruzione, sanità (la Regione è drammaticamente commissariata) e posti di lavoro a cittadini che ormai ritengono utopia anche la terza settimana del mese.

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Metti una sera ad Albano contro l inceneritore PDF Stampa E-mail
Venerdì 18 Giugno 2010 19:15

·Uno speciale live degli Assalti Frontali

da "Il manifesto"   di Militant A * 

Una strana bandiera è appesa alla mia finestra. È Bianca, nera e rossa, sarà della Corea del Nord? No. Ha un pugno al centro e delle frecce che si rincorrono, viene da Albano Laziale. Sabato scorso siamo stati con Assalti Frontali a un concerto organizzato dal Comitato contro l'inceneritore e me la sono portata a casa. Viste quelle dell'Italia, ridà un tono alla strada. Nel parco di Albano, a Villa Doria, ce n'erano a decine sul palco, poi 2 casse, 2 microfoni, gli striscioni e un grande cuore univa tutta la community accorsa qui per la musica e la causa. Tanta gente allegra, incazzata e soprattutto ben informata a neanche un chilometro dal «mostro», la discarica di Roncigliano che dovrebbe diventare impianto di termodistruzione. Polizia e carabinieri guardavano a distanza e questi ragazzi e ragazze che si battono ininterrottamente da due anni mi hanno commosso. Senza appoggi, senza soldi, da soli contro la mafia legalizzata di sinistra e di destra. Veri eroi. Da quando quasi per sbaglio nel finire del 2007 qualcuno gli disse: «Ma sapete cosa faranno lì?». Cosa? Cominciarono a scavare nella melma dei rifiuti e delle informazioni scoprendo piano, piano, il triste e infame destino a cui gli avevano venduti. Approfittando dell'emergenza rifiuti l'avvocato Cerroni, meglio noto come il «re della monnezza», aveva rilanciato il quarto inceneritore nel Lazio (gli altri sono Malagrotta, San Vittore e Colleferro, chiuso con arresti perché bruciava segretamente materiale tossico). Bisognava sbrigarsi e il sindaco di Albano, Mattei (Udc), lo aveva appoggiato prontamente (ora è diventato assessore all'ambiente della giunta Polverini). Marrazzo e Di Carlo hanno rilasciato magicamente le Via (Valutazione di impatto ambientale) inizialmente negative, proprio in mezzo alla bufera cocaina, trans, ricatti dei carabinieri, che montava e non era ancora pubblica e anche alle code alla vaccinara e trasmissioni di Report sull'oro di Roma. Una procedura spedita senza gare di appalto, Dia fittizie perché i lavori ancora devono cominciare, ma buone per prendersi 400 milioni di euro dai CP6, soldi pubblici che paghiamo tutti noi con le bollette per la quota destinata alle «fonti rinnovabili» poi estesa a quelle «assimilate» (prima che l'Unione europea le eliminasse). Una specie di capolavoro e di connection perfetta. Gli unici che hanno fatto le barricate sollevando l'intero paese sono i ragazzi del comitato, diventati esperti in materia hanno fatto tre ricorsi al tar, uno alla corte dei conti, assemblee, manifestazioni, sit in sotto la regione Lazio (l'ultimo venerdì scorso e nessuno li ha ricevuti). «La scelta dell'inceneritore, che brucia legno, carta, plastica, materiale considerato nobile per il riciclo», mi dicono prima del concerto, «è una scelta strategica che avvelenerà i Castelli e legherà lo smaltimento dei rifiuti a Cerroni per i prossimi venti anni. È un affare di miliardi di euro. La raccolta differenziata porta a porta, il riciclo e lo smaltimento a freddo come avviene in Europa resteranno a livelli ridicoli di finanziamento perché sono alternativi. L'obiettivo del 50% di differenziata è una balla. La regione Lazio oggi ne fa solo il 12% del totale, una delle ultime in Italia». Sulla carta i lavori potrebbero iniziare anche domani, ma il comitato dà fastidio e la battaglia è ancora lunga. Noi vi siamo grati e siamo tutti con voi. Saliamo sul palco e il concerto inizia con un coro prepotente: «Fatevi sentire adesso se c'avete un cuore/ tutti quanti insieme». * voce degli Assalti Frontali

 
Comunicato Stampa PDF Stampa E-mail
Domenica 13 Giugno 2010 15:09

Nonostante i Comitati uniti contro le nocività e le devastazioni ambientali del Lazio avessero avvertito l'Amministrazione regionale di Renata Polverini dell'organizzazione d'una manifestazione unitaria dei movimenti del Lazio, pubblicamente indetta già da un mese per oggi, 11 giugno 2010 e finalizzata all'apertura d'una vertenza per la moratoria ed il ritiro di tutti i progetti ritenuti nocivi e devastanti;

nonostante le numerose adesioni raccolte a favore di tale manifestazione, tra cui il Forum dei Comitati per l'acqua pubblica, la Rete Regionale Rifiuti del Lazio, sindacati di base nonché numerosi piccoli comitati ed associazioni territoriali;

nonostante i rappresentanti di tutti questi Comitati, con centinaia di cittadini presenti davanti al palazzo della Regione Lazio, fossero giunti da tutto il territorio regionale con sacrificio personale e benché fosse, oggi, un giorno lavorativo;

nonostante l'attesa dei manifestanti per essere ricevuti almeno dagli Assessori interessati (Mobilità, Ambiente, delegato ai rifiuti), vista l'assenza del Presidente Polverini, si sia protratta dalle ore 10 fino alle 13;

dalla Regione Lazio è giunta l'offerta, a dir poco offensiva, di un breve, formale incontro col Capo di Gabinetto dell'Assessorato all'Ambiente regionale...

I Comitati uniti contro le nocività e le devastazioni ambientali del Lazio, nel ribadire la legittimità della propria lotta sui vari martoriati territori, riaffermano l'intenzione di proseguire e rilanciare una grande vertenza regionale per la moratoria ed il ritiro di tutti i progetti ritenuti nocivi e devastanti, a fianco delle popolazioni, per la tutela dell'ambiente, della salute e della mobilità sostenibile, fino al raggiungimento degli obiettivi.

Roma, 11 giugno 2010

Assemblea permanente NO FLY Ciampino, Comitato Fiumicino Resiste NO AL PORTO, Comitato NO COKE Alto Lazio, Comitato NO CORRIDOIO ROMA-LATINA, Comitato RISANAMENTO AMBIENTALE Guidonia, Rete dei Cittadini NO TURBOGAS Aprilia, Coordinamento CONTRO L'INCENERITORE d'Albano, Rete per la TUTELA della VALLE DEL SACCO, Comitato FUORI PISTA Fiumicino.

 
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