Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIME INIZIATIVE:

  • Sabato 25 OTTOBRE ore 17,30 A VELLETRI IN PIAZZA MAZZINI ASSEMBLEA PUBBLICA contro la valanga di monnezza in contrada Lazzaria
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ore 15 SOTTO LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE a via della Pisana per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
comunicato stampa sul presidio alla regione dell'11 aprile PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Aprile 2014 18:36

Clicca QUI per vedere il video del presidio

FACCE NUOVE, VECCHIE RICETTE

I Comitati del Lazio - che si battono da tempo contro le devastazioni ambientali derivanti da una gestione permissiva e corrotta dei territori a scopo unico di profitto di lobby “storiche” e di lobby emergenti - hanno manifestato oggi, 11 aprile, con alcune centinaia di cittadini davanti ai cancelli degli uffici regionali contro una Pubblica Amministrazione che continua a mettere a disposizione di affaristi senza scrupoli i nostri territori, non allontanandosi sostanzialmente dalle gestioni nefaste delle precedenti Giunte di governo.

Erano presenti molti “storici” Comitati, preoccupati per le minacce che tuttora incombono sull'ambiente e sulla salute dei residenti (Malagrotta, Albano, Guidonia, Bracciano, Fiumicino, Cerveteri, Gallicano-Genazzano ed altri). Una delegazione è stata ricevuta dal nuovo dirigente regionale, ing. Placidi (che ha preso il posto di De Filippis, messo agli arresti perché interno al “sistema Cerroni”), dal segretario del presidente Zingaretti, dott. Del Giudice, dal dott. Monaco e dall'ing. Lazara.

A questi funzionari è stata presentata la situazione – spesso a loro poco nota (!) - che vivono i nostri territori, falcidiati e devastati da decenni di malaffare legato alle attività di vecchi e nuovi impianti nocivi (discariche, TMB, inceneritori, impianti a biomassa/biogas). Alla richiesta di chiudere col passato, di ascoltare le popolazioni interessate, di cercare strade più virtuose, di redigere Piani per i rifiuti e per l'energia, è stato risposto che è tutto in essere, che non c'è ancora nulla di definito, anche se il documento della Confservizi del dicembre scorso è riconosciuto come “base scientifica” (sic!) per il nuovo Piano del Lazio.

Alla constatazione, da parte dei Comitati, dell'inutilità di processi nocivi ed antieconomici legati alla visione impiantistica degli uffici regionali, è stato risposto, con tutta semplicità: “I rifiuti da qualche parte dobbiamo metterli! Siamo già riusciti a raggiungere il 22% di media regionale di raccolta differenziata!”. La promessa di rivedere tutte le autorizzazioni ambientali “forzate” dalle richieste cerroniane, avanzata il 22 gennaio scorso da Zingaretti è già stata messa nel dimenticatoio, tanto che – come ha fatto sapere il sindaco Marino – Roma prevede di “requisire” tutti gli impianti di Manlio Cerroni per “uscire” dal rischio emergenziale.

Ai territori sottoposti alle devastazioni ambientali ed alle minacce di nuovi insediamenti nocivi (spesso incentivati proditoriamente con denaro pubblico) non resta che prendere atto delle chiusure degli amministratori regionali e continuare la lotta, la mobilitazione quotidiana, i ricorsi giudiziari ed amministrativi, con in più la consapevolezza della positività dei percorsi unitari e condivisi da parte delle popolazioni e dei comitati che le rappresentano.

CONTRO PIANI REGIONALI RIFIUTI ED ENERGIA CHE RICALCANO LE VECCHIE LOGICHE AFFARISTICHE

CONTRO LE “BIO”TRUFFE E GLI INCENTIVI A GO-GO,

CONTRO LE NOCIVITA' E LE DEVASTAZIONI AMBIENTALI,

LA MOBILITAZIONE NEI TERRITORI CONTINUA!

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

 
presidio alla regione lazio 11-4-2014 PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Aprile 2014 21:30

L'11 APRILE ANDIAMO IN REGIONE PER CHIUDERE LA DISCARICA DI RONCIGLIANO ORE 10,30 ALLA PRESIDENZA PRESSO VIA ROSA GARIBALDI - GARBATELLA


Da oltre un anno si trascina presso il comune di Albano una patetica conferenza dei servizi sull'inquinamento delle falde sottostanti la discarica. La semplice verità è che nessuno vuole adempiere agli obblighi di legge ovvero la caratterizzazione interna della discarica con conseguente chiusura bonifica del sito. L'amministrazione comunale naturalmente scarica sulla regione ogni responsabilità, mentre la regione pensa ad altro.
NEL FRATTEMPO PERO' GLI ARRESTATI CERRONI , LANDI, SICIGNANO, FEGATELLI, DE FILIPPIS SONO STATI RINVIATI A GIUDIZIO, IL PROCESSO COMINCERA' IL PROSSIMO 5 GIUGNO. POI IL PREFETTO PECORARO HA EMESSO UN PROVVEDIMENTO D' INTERDIZIONE NEI CONFRONTI DEI COMUNI CHE IMPONE LA SOSPENSIONE DI OGNI RAPPORTO COMMERCIALE O ALTRO CON LA PONTINA AMBIENTE.
Da quel 14 marzo però nulla è cambiato, Marini scioccamente ripete che il provvedimento non è una chiusura, certo si tratterebbe solo di non fare entrare più i compattatori a Roncigliano , nonusare più il  TMB ivi istallato, non usare più la maledetta settima buca. Di fatto tutti se ne sono fregati, tutto è  continuato come prima, fino alla conferenza dei servizi del 2 aprile scorso, quando l'amministrazione di  Albano ha annunciato un' ordinanza per continuare ad usare la discarica per altri 90 giorni oltre che come tradizione rimandare tutto alla regione. Quindi il comune non potrebbe fare praticamente nulla, la caratterizzazione non la può fare, i controlli su quello che entrava in discarica non li ha potuti fare e continua a non poterli fare, tant'è vero che la settima buca è quasi piena dopo due anni e ne doveva durare otto,la congruità delle fatture non l'ha potuta controllare cosi , dicono i giudici ,si sono fatti truffare da Cerroni, DOBBIAMO DEDURRE CHE IL COMUNE E' UN ENTE INUTILE.
Però ultimamente qualcosa l' ha fatto, insieme alla ASL ci ha negato i documenti, a proposito di trasparenza.
Abbiamo chiesto le fatture della Pontina Ambiente dal 2012 fino ad oggi , periodo non coperto dall'inchiesta, e il comune ce le ha negate perché la loro pubblicità lederebbe i legittimi interessi della ditta,MAGNIFICO!
Invece il dipartimento di prevenzione della ASL CI HA NEGATO IL RAPPORTO ARPA del gennaio scorso. Naturalmente porteremo in procura questo ameno carteggio e saremo costretti a chiedere al giudice di pronunciarsi per farci avere le carte , ma questa volta vogliamo discutere anche i ricorsi pendenti su tutta la vicenda del settimo invaso. QUESTA STORIA COSTERA' ALMENO ALTRI 2000 EURO che dobbiamo reperire ricorrendo ancora alla solidarietà popolare.
ALLA FINE , VISTO CHE GLI AMMINISTRATORI HANNO PROBLEMI DI COMUNICAZIONE CON LA REGIONE, benché qualcuno di loro sia retribuito nello staff del presidente, SIAMO NOI CHE ANDREMO IN REGIONE PER CONFERMARE LE COSE CHE VANNO FATTE.
1........ FINIRE DI AVVELENARE I CITTADINI CON I MIASMI DELLA DISCARICA
2........ FINIRE DI RIEMPIRE BUCHE CON I RIFIUTI E ROVINARE LE ACQUE DEL TERRITORIO
3........ CANCELLARE OGNI IPOTESI DI GENERAZIONE ELETTRICA CON RIFIUTI, SOLO PER
ACCAPARRARE INCENTIVI
4........ CHIUDERE E BONIFICARE IL SITO DI RONCIGLIANO.


SIETE TUTTI INVITATI!

 
Appello alla mobilitazione contro i piani regionali su rifiuti/energia del Lazio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Aprile 2014 08:17

I Comitati del Lazio - che si battono da tempo contro le devastazioni ambientali derivanti da una gestione permissiva e corrotta dei territori a scopo unico di profitto di lobby “storiche” ed emergenti, chiamano un

INCONTRO PUBBLICO CON I COMITATI DEL LAZIO

PRESSO IL DIPARTIMENTO DI FISICA (VEF) DE "LA SAPIENZA"

IL 4 APRILE ALLE ORE 16:30

 

in previsione del

PRESIDIO DEI COMITATI DEL LAZIO DA TENERSI PRESSO LA REGIONE LAZIO

(VIA ROSA RAIMONDI GARIBALDI) L'11 APRILE PROSSIMO ALLE ORE 10:30

 

Facciamo sentire la nostra voce ancora una volta per difendere i territori del Lazio sotto minaccia di continuo o nuovo disastro ambientale

Per la redazione di un nuovo Piano regionale dei rifiuti

Per la lotta alle “biotruffe” ed alla proliferazione degli impianti a biomassa-biogas

Per la cancellazione del famigerato “Decreto Clini” (Dlgs 22 del 14 febbraio 2013) sui CSS nei cementifici

Comitati energia/rifiuti del Lazio.

 

 
Inchiesta rifiuti Lazio: interdetta la discarica di Albano. Serve l'alternativa a Roncigliano PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Aprile 2014 07:48

ALBANO LAZIALELa Procura ha emesso un provvedimento restrittivo per tutti gli impianti del Gruppo Cerroni. Per i Comuni castellani nasce l'urgenza di individuare un'altro sito e annesso impianto Tmb dove trattare e conferire i rifiuti.

da www.ilmamilio.it

Gli scenari che si stanno aprendo a seguito dell’indagine della Procura sul sistema di gestione dei rifiuti di Roma e del Lazio sono inquietanti e rischiano di gettare tutti  i Comuni dei Castelli romani in una situazione emergenziale che non ha precedenti.

Tutti gli impianti del Gruppo Cerroni, inclusa la discarica di Roncigliano e gli impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) della Pontina Ambiente, sono stati investiti da un provvedimento interdittivo, e dunque non possono, o meglio, non dovrebbero lavorare.

Interrogato dall’Amministrazione comunale di Albano il Prefetto ha reso noto che a partire dal 13 marzo è stato emesso provvedimento interdittivo ai sensi dell’art. 91 del D.Lgs. 159/2011 (antimafia) e successive modifiche ed integrazioni.

In base a quanto disposto dall’art. 94 del suindicato D.Lgs. 159/2011 1, “ Quando emerge la sussistenza di cause di decadenza, di sospensione o di divieto di cui all'articolo 67 o di un tentativo di infiltrazione mafiosa, di cui all'articolo 84, comma 4 ed all'articolo 91, comma 6, nelle società o imprese interessate, i soggetti di cui all'articolo 83, commi 1 e 2 cui sono fornite le informazioni antimafia, non possono stipulare, approvare o autorizzare i contratti o subcontratti, né autorizzare, rilasciare o comunque consentire le concessioni e le erogazioni”.

Lo stesso articolo al comma 3 però prevede anche l’eventualità di bypassare il primo in “caso di fornitura di beni e servizi ritenuta essenziale per il perseguimento dell'interesse pubblico, qualora il soggetto che la fornisce non sia sostituibile in tempi rapidi”.
E la soluzione al momento, per tutti i Comuni che sversano nella discarica di Roncigliano: Albano, Lanuvio, Ariccia, Rocca di Papa, Castel Gandofo, Marino, Ardea, Pomezia, e in parte anche di Roma, Fiumicino, Ciampino, Città del Vaticano, al momento non c’è.

Non solo trovare una nuova discarica, ma anche un nuovo impianto per il trattamento meccanico biologico risulta molto complicato e sicuramente non nelle possibilità di un singolo Comune.

In assenza di alternativa, dunque, e nella consapevolezza che non si può pensare di lasciare i rifiuti per strada, le Amministrazioni possono, e in parte lo stanno già facendo, emettere un’ordinanza per continuare a conferire i rifiuti nell’impianto e annessa discarica di Pontina Ambiente. Esattamente quanto sta accadendo per Malagrotta, dove il sindaco Marino, bypassando il provvedimento della Procura, ha autorizzato in via eccezionale l’impiego degli impianti di TMB della Colari, per un periodo di 90 giorni.

Ma la questione resta. Se il Tar non accoglie il ricorso dell’azienda, bisognerà trovare una soluzione alternativa per tutto il bacino che ora fa capo a Roncigliano (su cui già gravano i sospetti che siano state sversate volumetrie di rifiuti indifferenziati maggiori rispetto a quanto previsto), e su questo la parola spetta alla Regione Lazio.
Mercoledì prossimo, il 2 aprile, è stata convocata una conferenza dei servizi cui è stata invitata la Regione, la Provincia, l’Asl, l’Arpa e Volsca.

“Pretendiamo l'apertura di un percorso che porti a una soluzione del problema dei rifiuti che sta diventando ingestibile per le Amministrazioni comunali. – dichiara il consigliere delegato ai Rifiuti di Albano Luca Andrerassi -. Una soluzione che passi attraverso la chiusura della discarica, una bonifica dell'area e l'individuazione di un nuovo sito, con standard industriali ambientali adeguati ed idonei. Siamo stufi di doverci sostituire alla Regione Lazio nel suo ruolo autorizzativo e di controllo. Siamo noi che stiamo facendo la caratterizzazione idrogeologica. Siamo noi che abbiamo dato mandato per fare le valutazioni relative alla volumetria residua del VII invaso e valutare se ci sono stati stoccaggi superiori rispetto al dovuto. In questo senso ci aspettiamo, come ripetutamente richiesto, anche un tempestivo intervento relativamente alle efficienze di funzionamento del TMB, a nostro avviso responsabili anche dei periodici cattivi odori”.

 
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