Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

3-4 SETTEMBRE 2016, VII EDIZIONE DEL DISCAMPING
VILLAGGIO ARDEATINO,  VIA ARDEATINA Km26

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
audio del presidio in discarica andato in onda su Radio onda rossa PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Maggio 2016 13:21

Nonostante la piggia, il presidio di sabato è stato un passaggio fondamentale che ha ribadito ancora una volta la determinazione della popolazione che si rifiuta di soccombere allo sfruttamento  indiscriminato del proprio territorio. Significativa anche la risposta dei cittadini residenti nelle vicinanze del nuovo depuratore, i quali hanno aderito in gran numero al presidio. Qui vi proponiamo una corrispondenza audio andata in onda su Radio Onda Rossa proprio durante lo svolgimento del presidio in discarica. Buon ascolto.

 
7-14 MAGGIO, ASSEMBLEA POPOLARE E PRESIDIO IN DISCARICA PDF Stampa E-mail
Giovedì 28 Aprile 2016 11:46

Sassemblea_e_presidio_discarica_depuratoreABATO 7 MAGGIO 2016

ore 17.00

Presso il BAR MONTAGNANO (EX PEDALINO) VIA ARDEATINA KM 26

ASSEMBLEA POPOLARE

per discutere su:

 

1) ENTRATA IN FUNZIONE DEL DEPURATORE DEI CASTELLI e PERICOLO INCOMBENTE DELLA CENTRALE A BIOMASSE DI TORRE BRUNO

2) EMERGENZA SANITARIA A CAUSA DELL’ASSENZA DI ACQUEDOTTO “PUBBLICO” nei villaggi a valle della discarica.

3) PERMANENZA DEI MIASMI DALLA DISCARICA DI RONCIGLIANO.

La conferenza del riesame dell’AIA del 2009 (autorizzazione integrata ambientale) finora ha solo rattoppato la situazione attraverso una finta bonifica.

L’entrata in funzione di un depuratore è di solito un fatto positivo, ma se si fanno le cose fregandosene degli esseri umani allora è facile che sorgano problemi. Accade così che il depuratore costruito a Montagnano rende la vita molto difficile alle famiglie che vivono all’intorno, e c’erano pure prima. Le soffianti devono funzionare in permanenza con il rumore che consegue , il fetore è forse dovuto alla sottoalimentazione , ma comunque c’è. Questa vicenda cala nella paradossale situazione dei villaggi che debbono ospitare un grande depuratore ma che sono ancora oggi privi di impianti fognari e di pubblico acquedotto. Naturalmente così stando le cose ci si può vedere inibito l’uso delle acque dei pozzi senza che le amministrazioni si sentano in qualche modo tirate in ballo.

Si aggiunge la pretesa di una società improvvisamente comparsa, che ha già ottenuto dal comune di Ardea una chiusura della conferenza dei servizi con esito positivo per costruire una centrale a biomasse che utilizza più di 120.000 tonnellate della PARTE UMIDA DEI RIFIUTI per produrre gas e melma con cui incastsare incentivi e far ammalare i cittadini. Ovviamente il sito è Montagnano.

È anche noto che queste novità calano su un territorio e su popolazioni che continuano a sopportare la quarantennale disgrazia della discarica di Roncigliano. ‘E passato un anno e mezzo da quando l’ARPA ACCERTAVA LA PERMANENTE VIOLAZIONE di 20 prescrizioni dell’AIA DEL 2009. ‘e passato pure un anno dalla seconda diffida della regione alla Pontina Ambiente. In tutto questo tempo si è svolta una sola seduta della cosiddetta conferenza del riesame, si capisce ormai che la regione punta a salvare la Pontina Ambiente e a rendere eterno l’uso del sito di Roncigliano.

E non finisce qua!…

SABATO 14 MAGGIO 2016 ORE 8.00

PRESIDIO AI CANCELLI DELLA DISCARICA

 
Municipio IX: il Consiglio dice no al mega-biodigestore PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Aprile 2016 14:51

Mozione unanime e contraria all’impianto immaginato a Quarto della Zolforatella

Fonte:Urloweb.com

IL MEGA-BIODIGESTORE - Contrarietà unanime. È questa la posizione assunta questa mattina dal consiglio del Municipio IX, in relazione alla costruzione del mega-biodigestore al Km 21 di via Laurentina. La proposta è stata presentata il 28 dicembre scorso da Pontina Ambiente srl (riconducibile al gruppo Cerroni) e prevedrebbe un impianto capace di ricevere la FORSU (frazione organica di rifiuti solidi urbani Ndr) della Capitale. Parliamo di circa 240mila tonnellate all’anno che dovrebbero arrivare nell’impianto di compostaggio richiesto a Quarto della Zolforatella, sul confine tra il Municipio IX e Pomezia. Il progetto presentato in Regione prevede per la produzione di compost, biometano ed energia elettrica, la realizzazione di un impianto articolato in due lotti gemelli, ognuno della potenzialità di 120.000 tonnellate all’anno di FORSU e rifiuti verdi in ingresso. Per ogni lotto sarà costruito un nuovo capannone della superficie di circa 19.865 mq, con la sezione anaerobica che ospita ben 18 digestori occupando uno spazio di circa 5.000 mq.

IL TESTO APPROVATO - La mozione approvata questa mattina ricorda l’incompatibilità del progetto con l’impianto vincolistico dell’area: “paesaggio agrario del Vincolo Bondi”, e ancora “la riserva naturale di Decima Malafede”. Poi la “presenza di acque pubbliche”, e il fatto che “negli anni l’area è stata più volte oggetto di ipotesi per la realizzazione di una discarica e che le stesse sono state sempre rigettate proprio in virtù della presenza dei vincoli esistenti”. Inoltre nella mozione vengono richiamate le difficili condizioni delle arterie a servizio dell’area: “via Ardeatina e via Laurentina, oltre che ad essere in pessime condizioni hanno raggiunto già uno stato di saturazione”. A fronte di tutto questo il Consiglio municipale chiede alla Regione di “valutare se sussistono le condizioni per rigettare la proposta senza aprire la Conferenza di Servizi”, oltre a proporre “l’ampliamento del perimetro del parco di Decima Malafede”.

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Arriva il ‘Bio’gas più grande d’Europa: tempi record per approvare l'impianto PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Aprile 2016 06:50

Fonte: Il Caffè.it

“Chi ha tempo non perda tempo” e alla Regione Lazio non sembrano intenzionati a farselo ripetere di nuovo. Il 'bio' gas più grande d’Europa da 240mila tonnellate all’anno di rifiuti (leggi il Caffè n.346) potrebbe essere approvato già entro giugno. Il progetto è stato depositato in Regione Lazio tra Natale e capodanno dalla società Pontina Ambiente srl del Gruppo imprenditoriale di Manlio Cerroni. Il colossale impianto dovrebbe sorgere nel territorio del comune di Roma, ma proprio a ridosso di quelli di Pomezia, Albano e Castel Gandolfo. Si tratta di una sorta di gigantesca fabbrica che tratterà prevalentemente umido, ovvero avanzi alimentari, potature e sfalci erbacei, ma anche fanghi di depurazione delle fogne e percolati solido/liquidi di deiezioni animali.

CONFERENZA SERVIZI IN TEMPI DA RECORD
Certi uffici regionali sono lenti come lumache e le pratiche burocratiche durano anni, ma non pare sia questo il caso. Con una velocità da record, per giovedì 31 marzo la Regione Lazio ha già convocato una prima Conferenza dei servizi, ovvero un faccia a faccia cui prenderanno parte tutti gli Enti pubblici territoriali deputati alla difesa della salute umana e dell’ambiente che saranno chiamati ad esprimere un parere positivo o negativo alla realizzazione dell’impianto. Tra di loro, il Comune di Pomezia, il Comune di Roma, l’Area Metropolitana ex Provincia di Roma, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, l’Arpa Lazio, Agenzia Regionale di Protezione Ambientale, la Asl Roma 2, Autorità Sanitaria Locale, il DES, Dipartimento di Epidemiologia Sanitaria del Sistema Sanitario Nazionale e il Municipio IX. Lo scopo dell’incontro, si legge tra le carte, è di “coordinare tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta, assensi e dissensi in materia ambientale, utili alla messa in esercizio dell’impianto”, ma anche di “acquisire i pareri motivati delle autorità ambientali e igienico-sanitarie interessate”. I responsabili amministrativi del procedimento sono l’architetto Fernando Olivieri, il dott. Aldo Palombo e il dott. Vito Consoli.

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