Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

DOMENICA 12 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza di Corte, Ariccia, ore 10.30


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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
STORIA DELL’IMPIANTO DI COMBUSTIONE A BIOMASSE SUINE DI GENZANO PDF Stampa E-mail
Lunedì 14 Novembre 2016 13:35

A novembre 2014 sono stati costruiti dalla GP Energie srl, in via degli Artigiani 43/45, due impianti di cogenerazione che bruciano grassi animali (sottoprodotto C3) senza chiedere alcuna preventiva autorizzazione.

Il 10 febbraio 2015 c’è stata a sorpresa l’accensione dei motori per collaudo e presunta misura delle emissioni.

L’effetto è stato immediato: emissione di fumi acri e rumori forti, per giunta le canne fumarie dei gas di combustione scaricavano direttamente su un tetto di amianto, in cattivo stato di manutenzione.

Il giorno dopo 11 febbraio 2015 una famiglia residente a pochissimi metri si è vista costretta a presentare esposto alla polizia municipale, ma non ha avuto risposta né sopralluoghi.

Il 20 ottobre 2015 i serbatoi esterni sono stati riempiti con il grasso suino che proviene dalla lavorazione delle porchette, anche qui senza notifiche e senza richiesta di autorizzazione.

La Conferenza dei servizi convocata per decidere sui bruciatori si è conclusa il 28/04/2016 con i pareri favorevoli di Asl, Servizio Ambiente e Servizio Edilizia privata del Comune di Genzano, Regione Lazio Settore Energia; nessun parere di altri Enti.

Nessuno si era accorto che i valori delle polveri PM10 dichiarate erano fuori limite (47mg anziché 35mg/mc), che alcuni dati forniti dal progettista ai fini del rischio di incendio non corrispondono al vero, nessuno ha cercato la scheda tecnica del catalizzatore tuttora introvabile ed essenziale per valutarne l’efficacia.

Non si trova traccia del sopralluogo a febbraio 2016 dei Vigili del Fuoco che comunque hanno dato parere favorevole, ritenendo non pericolosi i grossi serbatoi da 8,9 tonnellate cad. benché non interrati e a pochi metri dalle finestre dell’abitazione adiacente.

Il sistema di abbattimento delle polveri adottato è ridicolo e consiste in un barattolone contenete pochi litri d’acqua in cui gorgogliano i gas di scarico. E’ una presa in giro ma nessuno l’ha contestato né prima né ora.

Questi saranno gli inquinanti emessi in un anno qualora i motori funzionassero in modo perfetto e si rispettassero i valori dichiarati (ma non succede mai)

544.000 metri cubi di gas totali emessi

218 kg di Ossidi di Azoto (NOx)

152 kg di Monossido di Carbonio (CO)

26 kg di polveri sottili e ultrasottili, corrispondenti a miliardi di particelle per mc

27 kg di Anidride Solforosa (SO2)

Per fermare momentaneamente il progetto c’è voluto il parere negativo della Città Metropolitana che ha ravvisato il non rispetto della legge quadro ambientale Dlgs 152/06 e 28/2011.

Ci ha pensato poi il Ministro per l’Ambiente a spianare la strada alla ripresentazione del progetto, avvenuta 15 luglio 2016 con procedura semplificata (PAS) il 24 agosto 2016.

Il sindaco in carica ha emesso il 20 settembre 2016 un ordine motivato di diniego all’inizio attività dell’impianto, indicando la mancata valutazione di effetti cumulativi, alcune prescrizioni non ottemperate, non dimostrata aderenza ai limiti dell’all. X del Dlgs 152/2006 etc.

L’ordine sarà facilmente aggirabile e la votazione unanime in Consiglio Comunale suona come una pura testimonianza senza effetti pratici.

Solo tre giorni fa dopo due anni di silenzio e omissioni c’è stato il sopralluogo dei vigili urbani.


Coordinamento contro l’inceneritore – Assemblea contro le nocività

 
NO AI BRUCIATORI A GRASSO SUINO A GENZANO NO A QUALSIASI IMPIANTO DI COMBUSTIONE PDF Stampa E-mail
Giovedì 10 Novembre 2016 10:51

Dopo il recente Consiglio Comunale straordinario nel quale è stata votata una risoluzione di indirizzo di puri principi, priva di effetti pratici sull’iter autorizzativo, non si può escludere la messa in esercizio delle due centrali di cogenerazione a grasso di maiale, peraltro già costruite nella zona artigianale senza un straccio di autorizzazione.

Tali impianti oltrechè dannosi e tecnicamente in perdita danno un contributo trascurabilissimo alla produzione di energia elettrica di cui nessuno sente il bisogno. Sono utili solo ai proponenti che avranno modo di incassare lauti incentivi pagati con le nostre bollette.

I due cogeneratori di Genzano, qualora attivati, contribuiranno al peggioramento netto della qualità dell’aria, già abbondantemente compromessa (classe 2 della scala Arpa Lazio), visto che gli stessi progettisti dichiarano un’emissione di polveri PM10 di 47,4 mg/metro cubo, contro un limite regionale di 35 mg/mc.

Le emissioni di fumi e polveri investiranno abitazioni, aziende artigianali, scuole, impianti sportivi. Non è un’ipotesi. Il sistema di abbattimento ad acqua dei  fumi è ridicolo e manifestamente insufficiente. Se n’è avuta conferma il 10 febbraio 2015 quando l’accensione di uno dei cogeneratori ha provocato una nube maleodorante che ha costretto una famiglia di residenti vicini a presentare un esposto ai vigili urbani. Esposto rimasto lettera morta. Dopo quasi due anni solo ieri i solerti vigili hanno effettuato un sopralluogo. Ma non è l’unica anomalia, la scheda tecnica del catalizzatore, a parole allegata al progetto è di fatto introvabile sia in Comune che presso l’azienda proponente. L’istallazione dei grandi serbatoi di grasso suino sono a soli 3,5 metri dall’abitazione di una famiglia residente e rappresentano un oggettivo pericolo in caso di incendio. I vigili del fuoco ad oggi non hanno eccepito. La vicinanza con l’area archeologica della Villa degli Antonini non ha prodotto alcuna presa di posizione della soprintendenza competente. Carenze nel contrasto alla realizzazione emergono a carico delle due amministrazioni che si sono succedute dal novembre 2014, anno in cui i cogeneratori sono stati realizzati senza clamore né preavvisi di sorta.

In questo quadro nefasto si inseriscono le indagini epidemiologiche fornite dal sistema sanitario che attestano nel nostro territorio un'incidenza di malattie tumorali superiore alla media regionale e che non potranno che peggiorare con l’entrata in attività dei combustori.

Preso atto che le amministrazioni di tutti i tipi non sono in grado di garantire gli interessi dei cittadini nè qui nè altrove senza una adeguata mobilitazione popolare convochiamo per

 

Sabato 12 novembre alle ore 16

Assemblea pubblica informativa

in Piazza Tommaso Frasconi

a Genzano

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
venerdì 21 ottobre assemblea pubblica PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Ottobre 2016 09:08

ASSEMBLEA PUBBLICA

VENERDI' 21 OTTOBRE ORE 17,30, BAR MONTAGNANO

KM 27 VIA ARDEATINA INCROCIO VIA TOR PALUZZI.

Durante il presidio che abbiamo fatto il 30 settembre sotto la presidenza della REGIONE LAZIO, una nostra delegazione ha incontrato dirigenti dell'area rifiuti e risorse idriche. Questi signori e signore hanno risposto alle nostre richieste in parte provocatoriamente in parte fornendo informazioni utili.

La dirigente dell'area rifiuti ha detto che, appena il giudice dispone il dissequestro, intendono utilizzare le volumetrie residue del VII invaso, cioè almeno un altro anno di sversamenti.

Il dirigente risorse idriche ha detto che, entro febbraio 2017, finirà di versare il milione e trecento mila al comune di Ardea per fare l'allaccio fognario dei villaggi e di Montagnano. La regione invece declina ogni impegno per la costruzione dell'acquedotto pubblico demandando a IDRICA e comune di Ardea questo compito. La regione sostiene che dall'11 ottobre il depuratore è passato alla gestione ACEA che si è impegnata a istallare i pannelli fonoassorbenti e a garantire un funzionamento inodore dell'impianto.

Sulle centrali a biomassa la regione rivendica l'osservanza di leggi e procedure.

I cittadini di questo territorio respingono la ripresa degli sversamenti nel VII invaso e pretendono la conclusione della revisione dell'AIA con la revoca dell'autorizzazione alla Pontina. Rivendicano l'apertura immediata del cantiere dell'impianto fognario e dell'acquedotto pubblico.

IL COMUNE DI ARDEA DEVE FINIRE DI NASCONDERSI. La struttura del depuratore ha dimostrato di essere insufficiente a trattare gli scarichi e va quindi adeguato, eliminando esalazioni nocive e rumori.

Le centrali a biomassa come gli inceneritori sono impianti industriali inutili e dannosi pura occasione di profitto per avventurieri di ogni sorta.

Coordinamento contro l'inceneritore -

Assemblea contro le nocività.

 
comunicato stampa sul presidio in regione PDF Stampa E-mail
Sabato 01 Ottobre 2016 08:42

Questa mattina 30 settembre sotto la sede della presidenza regionale si è svolta una manifestazione presidio indetta dai comitati attivi nell’area metropolitana di Roma e zone limitrofe che avevano chiesto di incontrare gli assessori all’ambiente Mauro Buschini, alle politiche del territorio Michele Civita e i dirigenti delle aree rifiuti e fognature. Assenti gli assessori che si sono guardati bene dal partecipare, una delegazione è stata ricevuta da Lucio Migliorelli, capo segreteria di Buschini, Flaminia Tosini e Demetrio Carini per l’area rifiuti, Giovanni Cirone per l’assessorato agli enti locali, Mauro Lasagna per la direzione risorse idriche e difesa del suolo.Sulla chiusura definitiva della discarica e del TMB della Pontina Ambiente ad Albano le risposte regionali sono state del tutto insoddisfacenti. Malgrado il conclamato inquinamento delle falde acquifere dovuto a decenni di pessima gestione degli invasi e degli impianti, è intenzione della dirigente Tosini mantenere aperta la conferenza del riesame dell’AIA e autorizzare il completamento delle volumetrie residue del VII invaso. La decisione è particolarmente grave perché non consente di mettere la parola fine alle emissioni maleodoranti che ogni giorno invadono la popolazione circostante né all’inquinamento delle falde che attraversano i villaggi ardeatini.

Risposte in apparenza meno negative sono arrivate in merito alle fognature negli agglomerati urbani intorno alla via Ardeatina e al depuratore intercomunale dei Castelli Romani. Sono stati stanziati ma ad ora solo in parte erogati 1.280mila Euro a favore del Comune di Ardea per realizzare gli impianti fognari dell’area di Montagnano e l’allaccio al depuratore. Resta da sapere se tutti i nuclei abitativi della zona saranno collegati.

Le criticità (rumore e cattivi odori) manifestate dal nuovo depuratore secondo l’ing. Lasagna saranno risolte subito dopo l’11 ottobre quando Acea Ato2 prenderà in carico la gestione dell’impianto. In particolare sarebbe stato già completato lo studio per la realizzazione a carico di Acea delle barriere fono assorbenti. Ma in merito alla risoluzione delle emissioni le risposte ricevute non sono affatto soddisfacenti visto anche quanto accaduto nel mese di agosto quando un eccesso di carico in entrata ha mandato in avaria l’intero impianto e una grande quantità di acque nere è finita a mare. Sull’assenza dell’acquedotto pubblico nelle medesime zone emergono in pieno le responsabilità dirette del sindaco di Ardea che non si è neanche degnato di mandare autobotti nei villaggi costretti a servirsi di pozzi inquinati dalla discarica,

Anche i rappresentanti dei comitati del versante ad est di Roma hanno denunciato lo stato di pesante contaminazione delle falde da parte della discarica di Guidonia (gruppo Cerroni) che persiste malgrado la definitiva chiusura della stessa, nonché l’assenza di fognature in molti nuclei abitati costretti anch’essi ad attingere da pozzi inquinati

In merito al proliferare incontrollato di impianti a biomasse biogas-biometano e alle decine di conferenze dei servizi convocate tra settembre e ottobre, i comitati presenti hanno espresso la loro netta opposizione a qualsiasi forma di recupero di energia dai rifiuti - che oltretutto usufruisce di lauti incentivi - e hanno denunciato oltre che la perdurante assenza del piano regionale rifiuti, anche la mancata valutazione del cumulo dei contributi inquinanti di impianti che insistono nelle medesime zone e il mancato recepimento nella legge regionale della valutazione di impatto sanitario VIS.

Inutile dire che, come ampiamente prevedibile, i dirigenti presenti si sono trincerati dietro “l’obbligo” di attenersi alle disposizioni di legge e di autorizzare impianti che rispettano tali disposizioni.

L’esito deludente di questo incontro rende impellente la necessità di meglio coordinare gli interventi dei comitati sul territorio e di “costringere” con una costante pressione popolare le autorità regionali a rispettare il diritto dei cittadini alla salvaguardia della salute e ad un ambiente non compromesso.

C00RDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO- ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITà

 
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