Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
“Albano. Continua l’emergenza VII invaso della discarica di Roncigliano. 21 nuovi refertati al pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe.” PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Marzo 2014 19:14

La discarica di Roncigliano non smette di regalarci esalazioni venefiche, di pari passo all'aumento dei comuni esterni al bacino che conferiscono nel sito. Dopo Civitavecchia, Monterotondo ecco aggiungersi Pisoniano, il ridente paesino laziale che vide i natali del nostro amatissimo Manlio Cerroni (suona come una presa per il culo e probabilmente lo è), nonché altri comuni del circondario.
Dopo le proteste spontanee della notte del 25 febbraio scorso nuovamente i cittadini di Villaggio Ardeatino, Cancelliera, Villaggio Valle gaja, Montagnano hanno protestato dinnanzi i cancelli dell'impianto, successivamente una parte di loro si è recata al pronto soccorso di Albano, ecco la cronaca:

Venerdì sera 7 marzo, 21 persone residenti tra Albano e Ardea sono dovute ricorrere alle cure dei medici del vicino ospedale San Giuseppe di Albano per aver inalato le esalazioni odorigene proveniente dal VII invaso della discarica per rifiuti indifferenziati di Roncigliano. Il nuovo episodio segue, di appena pochi giorni, il caso analogo avvenuto tra martedì sera 25 e mercoledì mattina 26 febbraio che ha comportato, tra l’altro, l’intervento degli ispettori del Dipartimento Igiene e Salute Pubblica della Asl Rm-H, della Polizia, Carabinieri e Polizia Municipale di Albano, come accertato dai tre verbali al momento disponibili.

Dallo scorso 11 febbraio, difatti, nel “cimitero” dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la spazzatura proveniente dai Comuni di Civitavecchia e Monterotondo, per un totale di circa 150 tonnellate al giorno, che si aggiungono alle circa 300 tonnellate provenienti dal solo bacino dei Castelli Romani (Albano, Ardea, Pomezia, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano, Marino, Lanuvio e Nemi), per un totale di 450 tonnellate al giorno di “monnezze”. Ed il fetore violento che sprigiona dalla discarica, difatti, soprattutto dopo il tramonto e fino alle prime luci dell’alba, continua ad essere insopportabile.

Proprio a cavallo del week end, la puzza è arrivata, di nuovo, fino nei centri storici di alcuni Comuni dei Castelli Romani e del vicino Litorale Laziale. Si tratta d’un vero e proprio disastro igienico-sanitario ed ambientale in pieno corso di svolgimento che nessuno ha il coraggio di affrontare e, soprattutto, risolvere.

Non è un caso, certo, se centinaia e centinaia di gabbiani sostano, per buona parte della giornata, nei pressi e sopra il VII invaso della discarica. Sono stati filmati e fotografati più volte dai residenti. Animali in cerca di approvvigionamento, intenti a scendere in buca per procacciarsi da mangiare e bere e poi risalire, in un vortice continuo. Controprova di un trattamento non adeguato della spazzatura.

Proprio per questo motivo, come comitato No Inc pretendiamo, da tempo, che venga compiuta quanto prima, dalle autorità competenti, un’approfondita campagna di monitoraggio e controllo sulle modalità di funzionamento del VII invaso e annesso impianto di TMB della discarica di Roncigliano, per verificare che il trattamento della spazzatura indifferenziata in arrivo avvenga nei limiti di legge, nel rispetto della salute umana e dell’ambiente. E per verificare, soprattutto, che la spazzatura sia opportunamente selezionata, con l’estrazione e stabilizzazione di tutto l’umido presente, che è la frazione della spazzatura che puzza e attira animali.

Ma il comitato No Inc alla luce dei gravissimi problemi emersi in questi ultimi mesi, chiede anche che venga avviata, sul VII invaso, una campagna di analisi delle volumetrie residue e di quelle esaurite, per verificare che non vi siano stati, negli anni passati, interramenti non autorizzati, come ipotizzato dalle recenti indagini delle Procure di Velletri e Roma. Oltre alla caratterizzazione geologica ed idrogeologica della discarica, richiesta dall’Arpa Lazio nel lontano novembre 2011 e ancora mai portata avanti. Si tratta della analisi approfondite dei terreni tutto intorno e delle falde acquifere sottostanti la discarica di Roncigliano, più volte annunciate ma mai realizzate.

 
Albano ed Ardea invase di nuovo dalla puzza proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Febbraio 2014 14:15

“Il tanfo, in questi giorni, raggiunge i centri storici dei Comuni dei Castelli Romani.”

La discarica di Albano è tornata di nuovo a puzzare in modo violento, in particolare negli ultimi giorni, probabilmente da quando nel cimitero dei rifiuti dei Castelli Romani arriva anche la “monnezza” di Civitavecchia e Monterotondo (11 febbraio). E’ per questo che ieri sera martedì 25 febbraio, intorno alle 21,00, circa 100 persone si sono radunate spontaneamente fuori i cancelli d’ingresso del sito, lungo la via Ardeatina al km 24,650. Ad arrivare per primi, subito dopo la chiamata di alcuni cittadini, la Polizia ed i Carabinieri di Albano. Dopo mezz’ora, sono giunti sul posto anche due ispettori del Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene e Sanità Pubblica, della Asl Rm-H, dott.ssa Rita Abbatini e dott. Enzo Abbatini, che hanno potuto apprezzare l’olezzo insopportabile proveniente dall’impianto TMB e dal VII invaso della discarica. Nella giornata odierna stenderanno un verbale di intervento in cui, molto probabilmente, come già avvenuto nel recente passato, chiederanno all’Arpa Lazio (Agenzia Regionale di protezione ambientale), alla Provincia di Roma ed al Comune di Albano di intervenire prontamente per eseguire i controlli prescritti dalla legge.

A quell’ora, tra l’altro, era in pieno corso di svolgimento ad Albano, nell’aula consiliare di Palazzo Savelli, un consiglio comunale. Appena chiusa la seduta, intorno a mezzanotte, il sindaco Nicola Marini, il vice-sindaco e Assessore ai lavori pubblici Maurizio Sementilli, il delegato ai rifiuti Luca Andreassi ed i consiglieri Tedone ed Oroccini, dopo essere stati avvertiti telefonicamente da alcuni cittadini, e dopo l’accorato intervento in aula del consigliere Nabil Cassabgi, si sono recati sul posto. Certo che la discarica di Roncigliano dall’11 febbraio scorso, oltre alle 300 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno prodotte dai 10 comuni dei Castelli Romani (Albano, Ariccia, Marino, Rocca di Papa, Pomezia, Ardea, Castel Gandolfo, Genzano, Lanuvio e Nemi.) riceve anche circa “200 tonnellate” al giorno da Civitavecchia e Monterotondo, come dichiarato ieri sera dal delegato ai rifiuti Luca Andreassi. Per un totale di circa 500 tonnellate al giorno.
Dopo questa ennesima emergenza igienico-sanitaria, ancora in corso di svolgimento, restano tante le competenze amministrative a carico dell’Amministrazione di Albano, guidata dal sindaco Nicola Marini, che sono e restano da tempo totalmente inevase. E’ necessario difatti, prima di tutto, portare avanti la cosiddetta Caratterizzazione Esterna ed Interna della discarica. Si tratta di analisi molto approfondite dei terreni tutto intorno e delle falde acquifere sottostanti il sito di Roncigliano. Per conoscere il livello reale d’inquinamento dell’intera area ed eseguire, subito dopo, come previsto dalla legge, una bonifica adeguata. La Giunta comunale, tra l’altro, il 7 dicembre 2012, sottoscrisse con l’Ente di Ricerca CNR una convenzione, che è costata al Comune di Albano 30 mila euro, per eseguire in soli 4 mesi, quindi entro Aprile 2013, la caratterizzazione esterna della discarica che, però, ad oggi ancora non è stata portata a termine. E’ importante, in secondo luogo, capire se l’impianto TMB della discarica di Albano - dove tutta la spazzatura in arrivo viene trattata e suddivisa in “frazioni” minori - funzioni correttamente, con un’apposita ispezione della durata di almeno due settimane, visto e considerato, non bastasse la puzza che sprigiona dall’impianto TMB e dalla vicina discarica, che il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, N.O.E., ha sollevato nella recente inchiesta sui rifiuti forti perplessità in merito. Ma serve anche, infine, procedere ad una “mappatura” volumetrica del VII invaso, per capire se al suo interno siano stati interrati - come ipotizzato dagli inquirenti delle Procure di Roma e Velletri  - anche rifiuti non autorizzati. Per prevenire fenomeni di puzza violenta, come quelli che si stanno verificando in questi ultimi giorni, che creano danni alla salute umana ed all’ambiente ma, soprattutto, per evitare che con l’esaurimento precoce del VII invaso - che avrebbe dovuto durare almeno 8 anni ed è invece quasi esaurito in appena 2 e mezzo - si arrivi, presto, alla costruzione dell’VIII invaso, a distanze dalle case ancora inferiori agli attuali 175 metri. Nella speranza che, presto, tutte le dieci Amministrazioni Comunali riescano a far partire e consolidare l’unica vera alternativa al business mortale delle discariche e degli inceneritori: la Raccolta Differenziata Porta A Porta.

 
Basta rifiuti da Cerroni, scoppia l’emergenza PDF Stampa E-mail
Venerdì 21 Febbraio 2014 18:08

L’Ama: situazione gravissima, non ci sono altenative. Il 50% dell’immondizia va a Malagrotta

dal sito: http://www.iltempo.it/ di Erica Dellapasqua

«Se il prefetto Pecoraro, come ha dichiarato, reputa che la missiva da lui inviata ad Ama è un’interdizione all’uso degli impianti di Colari conveniamo con lui che si determina una situazione di gravissimo allarme: ci attendiamo a questo punto da lui un’indicazione di soluzioni poiché rischiamo di lasciare senza destinazione oltre la metà dei rifiuti prodotti nella Capitale». Così ieri Daniele Fortini, nuovo ad di Ama, ha disegnato il quadro dopo che, in mattinata, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro aveva precisato che Roma «non può» più servirsi degli impianti di trattamento riconducibili al Colari di Manlio Cerroni, e società collegate, dopo l’inchiesta romana sulla gestione del ciclo dei rifiuti.

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Conferenza stampa del Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio PDF Stampa E-mail
Giovedì 20 Febbraio 2014 16:32

Venerdì 21 febbraio ore 12.00

Consiglio Regionale del Lazio, via della Pisana 1301

Presentazione della Piattaforma del Coordinamento Comitati Rifiuti-Energia del Lazio e prossime manifestazioni territoriali

Gli arresti dell'associazione a delinquere (come l'ha definita il gip) di cui Cerroni era il "supremo" esponente, hanno riportato la questione dei rifiuti in primo piano da ormai più di un mese, rivelando quanto la Regione Lazio fosse "manovrata" dal lobbista della monnezza, ma anche mostrando a tutti che il duo Zingaretti-Civita non ha un "piano B" per gestire il business rifiuti. Infatti, l'operazione della Procura di Roma ha contribuito alla creazione di quella che è, volendo essere in buona fede, una "pia illusione": l'idea che con la caduta del sistema Cerroni si possa finalmente avviare un ciclo virtuoso di gestione dei rifiuti.

Quest'opinione è stata alimentata da uno scarso dibattito in merito a quali siano gli scenari prospettati per la gestione del ciclo dei rifiuti e da un altrettanto scarso dibattito sugli effetti degli impianti che eventualmente rientrerebbero in tale ciclo.

Ed è proprio al fine di colmare questo vuoto e di rendere visibili le problematiche relative a questi piani, di dare parola a chi vive nei territori ospitanti tali impianti, che abbiamo pensato ci convocare questa conferenza stampa.

La nostra opinione è che ad una lobby se ne stia sostituendo un'altra, dal volto "più pulito", che cela sotto il nome di "impianti di compostaggio" impianti che non producono compost di alta qualità e che, anzi, si stanno aprendo persino al trattamento dei fanghi industriali. Parimenti, vanno avanti le massicce richieste di impianti a biogas, motivati dalla semplice sirena dell'incentivo di Stato.

Per questo abbiamo preparato un documento nel quale esprimiamo i punti cardini delle nostre battaglie, che vorremmo uscissero dal silenzio stampa, sia in termini di linee guida generali, sia relativamente ai singoli impianti autorizzati o in via di autorizzazione.

Per sostenere i nostri obiettivi torneremo a manifestare sotto la Regione Lazio in marzo prossimo

Saremo nei territori con il corteo a Malagrotta, organizzato per il 23 febbraio alle ore 11.00 (via Massimilla, Massimina) e ad Albano il 22 Febbraio alle ore 11 ai cancelli della discarica di Roncigliano (via Ardeatina km 24,5).

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

 
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