Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Rifiuti, annullate dal Tar le inerdittive antimafia sugli impianti di Cerroni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Luglio 2014 13:34

Difetto di istruttoria e motivazione": le motivazioni dei giudici della sezione ter del Lazio
dal sito: http://roma.repubblica.it/

I giudici della sezione prima ter del Tar del lazio hanno annullato per "difetto di istruttoria e motivazione" le interdittive antimafia emesse a gennaio e marzo scorsi dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, contro le società della galassia Cerroni proprietarie dei due tmb di Roma a Malagrotta, del tritovagliatore di Rocca Cencia e del tmb di Albano. Quel provvedimento aveva costretto i sindaci di Roma e Albano a emanare delle ordinanze per consentire alle società che svolgono il servizio di raccolta rifiuti di continuare a conferire presso quegli impianti i cui proprietari erano interdetti a stipulare accordi.

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V Discamping e processo a Cerroni ed altri aggiornamenti PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Luglio 2014 15:09

DISCAMPING: 11- 12- 13 luglio
via Ardeatina km 25,600


18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio TRIBUNALE:
3° UDIENZA contro Cerroni & band.


Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l'Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell'umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell'invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l'inceneritore.

LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l'opinione popolare per cui le leggi sono un po' come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L'IDEA DI SCAVARE ANCHE L'OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall'inceneritore rimangono da "valorizzare"...
Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l'interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore.
Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l'udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni.

Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA' ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l'autogoverno dei cittadini.

IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL'11 AL 13 LUGLIO SERVIRA' A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA' E SE SARA' POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA.
CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L'AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.

 
5 GIUGNO APERTO IL PROCESSO A CERRONI & SOCI PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Giugno 2014 20:34

È solo la prima parte di un percorso giudiziario che ha origine dalla falsa valutazione ambientale per l'inceneritore di Albano ottenuta dall'allora assessore Di Carlo in collaborazione con i dipartimenti regionali - territorio - energia.

I trenta esposti penali presentati del coordinamento contro l'inceneritore sono la base di questa inchiesta che investe tutto il meccanismo di fatturazione del trattamento dei rifiuti.

Si tratta, sia della truffa dell'interramento di CDR fatto passare per 'combusto', sia dell'ordinaria sovraffatturazione, per coinvolgere l'intero rapporto tra pubblica amministrazione e concessionario.

Venticinque cittadini di Cancelliera, Villaggio Ardeatino, Valle Gaia, Montagnano si sono costituiti parte civile insieme all'associazione Salute e Ambiente di Cancelliera e all'associazione Contro le Nocività di Marino.
Abbiamo sostenuto con circa 250 euro a testa le sole spese di cancelleria e balzelli legali dei nostri benemeriti avvocati, ma ciò ha prosciugato nuovamente la nostra cassa. Siamo perciò costretti a rinviare ancora l'azione popolare e tutte le cause civili connesse. Per questo continueremo a chiedere sottoscrizioni fino al Discamping del prossimo luglio e oltre.

Con soddisfazione notiamo che il comune di Genzano si è costituito con i nostri avvocati. Altri comuni, come Ariccia, si sono presentati con richiesta autonoma, ma si sono resi disponibili a coordinarsi. Non così il comune di Albano che si è costituito con lo studio Paparo-Pietrosanti concedendo una parcella di 15mila euro a costoro che in passato hanno difeso gli interessi di ACEA, socio al 33% di COEMA consorzio dell'inceneritore di Cerroni.

Abbiamo assistito ad un triste spettacolo: si sono costituiti parte civile la regione Lazio che concesse tutte le autorizzazioni a Cerroni; il WWF che dopo un primo momento fece intervenire i propri legali, che hanno sopratutto chiesto parcelle, piuttosto che sostenere concretamente l'opposizione popolare e essere poi coinvolti con l'unico loro rappresentante locale, in piccole operazioni clientelari dell'assessorato all'Ambiente del comune di Albano.

Incredibilmente poi, abbiamo assistito alla richiesta di parte civile di Lega Ambiente nazionale e regionale che nessuno ha mai visto nei trascorsi sette anni di mobilitazione.
La stessa Lega Ambiente che sostiene oggi tutta la velenosa e profittevole filiera delle centrali biomasse e bio-gas; catastrofe attuale e prossima futura.

Per non parlare del Ministero dell' Ambiente....

Saremo presenti a questo processo già calendarizzato fino al gennaio 2015
Già
il prossimo 23 giugno alle ore 14.00 ci sarà la nuova udienza per verificare quante parti civili resisteranno alle opposizioni che le difese di Cerroni presenteranno.

Abbiamo già visto che avvocati e amici di Cerroni continuano a mostrarsi arroganti e sprezzanti delle istanze popolari. Vanno impediti questi atteggiamenti.

Rimane la discarica, il VII invaso continua ad avvelenare aria e acqua, le conferenze di servizi sugli sforamenti dei pozzi spia sono interrotte; solo adesso la Provincia commissariata annuncia la misura delle volumetrie, attendiamo infine una qualsiasi decisione del comune di Albano; altro che costituzione di parte civile!

In autunno ci sarà il processo ordinario e allora parleremo di Guidobaldi, Zagaroli, Ermolli, Marrazzo, Hermanin, etc.
Non aspetteremo la conclusione di questo processo: l'inceneritore è sepolto, va chiusa ancora la discarica, andranno rifatti tutti i conti delle tariffe imposte alla cittadinanza in questi anni.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
E' iniziato il processo a Cerroni PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Giugno 2014 23:13

di Fabio Carosi dal sito http://affaritaliani.it

Si parte. E con uno scadenzario da maxi evento. La prima udienza del processo a trent'anni di “monnezzopoli” è fissata per giovedì 5 giugno alle ore 9, quando accusa e difesa daranno il via alla tenzone con il deposito delle costituzioni di parte civile e altri tecnicismi che porteranno ad un primo rinvio.
Ma che il Pm Alberto Galanti voglia fare in fretta si è intuito sia col “giudizio immediato”, sia con il progetto di costruire un un processo rapidissimo fissando udienze ogni mercoledì. Un ritmo serratissimo che la dice lunga sulla volontà di arrivare in tempi ridotti alle sentenze di primo grado.
Sul banco, con il re dei rifiuti Manlio Cerroni, Bruno Landi, Francesco Rando, Piero Giovi, Giuseppe Sicignano per quanto riguarda il gruppo di imprese che fanno capo a Cerroni e poi la “parte pubblica” rappresentata da Luca Fegatelli ex dirigente dell'Area Rifiuti della Regione Lazio e Raniero De Filippis. Per tutti le accuse sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti ma, a seconda delle singole posizioni, la violazione delle norme amministrative in materia di smaltimento e la truffa in pubbliche forniture.
In poche parole, l'indagine del Noe che lo scorso 9 gennaio ha portato all'arresto dei manager e dei funzionari pubblici e all'iscrizione nel registro degli indagati di decine di persone, tra cui l'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, disegna un quadro scioccante: per tre decenni il Gruppo Cerroni grazie alla sudditanza o alla compiacenza di tutto lo schieramento politico romano, avrebbe controllato l'intero ciclo “attivo” dei rifiuti (esclusa la raccolta), garantendosi un monopolio invincibile. E questo sino a quando l'inchiesta non avrebbe messo in luce la “ragnatela Cerroni”.
A supporto dell'accusa decine e decine di intercettazioni di conversazioni parziali, attraverso le quali l'indagine avrebbe ricostruito il ruolo di ciascun personaggio, sino a confezionare “un'associazione a delinquere”, costituita da soggetti che per motivi professionali non potevano non interloquire tra di loro, soprattutto nei momenti caldi delle emergenze rifiuti e dei diversi commissariamenti che hanno permesso alla politica di affidare a soggetti terzi il problema dei rifiuti.
La madre di tutte le accuse è dunque quella di essere tentacoli di un'unica piovra che si sarebbe riprodotta ad ogni cambio di Giunta Regionale e di sindaco di Roma. Un fatto unico, che rende il processo di per sé come il più interessante della storia romana degli ultimi anni.
Tra discariche, produzioni di combustibile da rifiuti e battaglie autorizzative, si profila come evento “speciale” la storia del gassificatore di Albano. Grazie al libro-racconto presentato da Cerroni a pochi giorni dal processo si può evincere quale sarà la sua linea difensiva, ma anche alcune stranezze processuali. Come, ad esempio, lo stralcio del ruolo di Acea e Ama dal processo, pur avendo nel Consorzio Coema una partecipazione assolutamente maggioritaria. Se è vero che Cerroni “spingeva” per accendere il superforno che avrebbe mangiato i rifiuti, è altrettanto vero che i vantaggi economici rilevanti sarebbe stati per le due aziende sotto il controllo pubblico. Tant'è che “il giorno dopo l'autorizzazione per il gassificatore – scrive Cerroni a pagina 115 del suo libro – le azioni del'Acea hanno avuto in borsa un balzo del 4%, con profitto rilevante dalla sera alla mattina degli azionisti”. E poi conclude: “Varrebbe la pena fare un conto esatto dell'operaqzione finanziari scaturita da fonti rinnovabili e non solo”.

Insomma a leggere quelle che poi saranno parte della “carte della difesa”, Manlio Cerroni avrebbe imbastito un'operazione per far guadagnare la parte pubblica”.

 
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