Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU! clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione.

Venerdì 31 Maggio, Assemblea pubblica, piazza S. Pietro Albano Laziale, ore 18

Mercoledì 5 Giugno, Assemblea pubblica, sede consortile del villaggio Valle Gaia, via S. Berardo dei Marsi, ore 17.30

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Sabato 6 Aprile giornata di lotta diffusa sui territori PDF Stampa E-mail
Giovedì 28 Marzo 2013 10:48

Nel mese di Marzo, per tre sabati consecutivi, il 16, il 23 ed il 30 da un capo all’altro d’Italia sono stati chiamati tre cortei per opporsi alle grandi opere inutili: contro il ponte sullo stretto di Messina, contro il progetto TAV in Val di Susa e contro le antenne MUOS di Niscemi.
Come movimenti contro le nocività e le devastazioni ambientali di Lazio e Campania abbiamo deciso di raccogliere l’appello congiunto di queste tre realtà e di chiamare una giornata di mobilitazione diffusa sui territori delle nostre regioni il 6 Aprile. Gli appuntamenti che abbiamo definito sono:maniesto-6-aprile-noinc-napoli

  • CORTEO ad Albano alle 15:00 in Piazza Mazzini, contro l’apertura del cantiere dell’inceneritore.
  • CORTEO a Malagrotta alle 15:30 da Largo Domus de Maria (fermata del trenino Valle Galeria), contro la discarica di Monti dell’Ortaccio.
  • CORTEO a Capua alle 9:30 in Piazza dei Giudici, contro il progetto di costruzione del gassificatore.

Un tre giorni dopo a Napoli il 9 Aprile si terrà un

  • PRESIDIO sotto la sede della regione Campania, Palazzo Santa Lucia dalle ore 15:30.

Con questi cortei vogliamo sottolineare come gli attacchi speculativi per la messa a profitto delle risorse naturali, evidente strategia italiana per l’uscita dalla attuale crisi di sovrapproduzione, colpiscano tutti e tutte indistintamente, sotto forma di problemi di salute.
Questa strategia è ben illustrata nel piano energetico nazionale varato del governo, in cui si identifica nella monnezza (nel concetto includiamo anche biogas e biomasse) una fonte primaria di produzione energetica, si disseminano ovunque rigassificatori e si liberalizzano le trivellazioni di idrocarburi. All’interno del Piano la speculazione trova nuova linfa grazie alla profusione di incentivi per piccoli e grandi affaristi (ivi comprese le mafie…) prelevati direttamente dalle tasche dei cittadini attraverso la bolletta elettrica e del gas.
L’attacco è quindi complessivo, in uno scenario in cui da un lato siamo tutti e tutte sottoposti/e ad un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro, dall’altro ci troviamo a dover fronteggiare il proliferare di centrali inquinanti di tutti i tipi.
E’ per questo che riteniamo necessario un salto di qualità. Unire i comitati sparsi per l’Italia che si battono contro la devastazione ambientale e le nocività, non per unire debolezze ma per moltiplicare le energie. Costruire un fronte di lotta comune dei comitati, un vero movimento che crescendo sui territori sia capace di grandi mobilitazioni unitarie intorno ad obiettivi comuni.
La strada è lunga. A noi tocca, senza cedimenti, far crescere la consapevolezza sulla necessità di un cambiamento radicale e, insieme, la mobilitazione per raggiungerlo.

Chiediamo a tutti gli altri comitati che condividano le nostre analisi e le nostre modalità di costruire assieme a noi questo percorso.

 
Strategia Energetica Nazionale: Il governo dimissionario fa l'ennesima porcheria. PDF Stampa E-mail
Martedì 26 Marzo 2013 11:26

Si toglie il sostegno pubblico alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori e si riconferma anche l'avvio delle trivellazioni per petrolio e gas a mare e a terra, oltre ad incentivare il carbone.[...]

dal sito http://coscienzeinrete.net/

[...] La Strategia Energetica Nazionale varata non è sostanzialmente modificata rispetto al documento originario, ma rende palese un vero e proprio abominio: quello di togliere il sostegno pubblico [...] alle rinnovabili per darlo alla costruzione dei rigassificatori. Pur avendo apparentemente accolto elementi suggeriti da molti nelle consultazioni (riferimenti all'obiettivo di decarbonizzazione al 2050), li pone a mo' di corollario e non in un vero e proprio percorso a tappe, rendendoli del tutto ininfluenti.

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28 MARZO ORE 9.00 - PRESIDIO - VIA FLAMINIA 189 ROMA AL TAR LAZIO. PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Marzo 2013 10:57

PRESIDIO CONTRO L'APERTURA DEL CANTIERE DELL'INCENERITORE.

 

28 MARZO ORE 9.00 - TAR Lazio, Via Flaminia 189, ROMA

Il 28 marzo è fissata l'udienza presso il TAR per discutere la sospensiva degli effetti delle deliberazioni della regione Lazio con le quali si proroga al 2015 la validità dell'AIA dell'agosto 2009. Con questo atto, emanato dal direttore generale Luca Fegatelli, si intimava al COEMA(Cerroni, ACEA, AMA) di costruire un inceneritore nel nostro territorio. I provvedimenti regionali, inoltre, approvano un nuovo cronoprogramma in base al quale ci troveremmo nell'immediatezza dell'inizio del cantiere.

L'insistenza con cui la Regione continua a spingere questo progetto è una vera provocazione per la popolazione dei Castelli Romani!

Nel nostro territorio è in atto una crisi idrogeologica imponente rappresentata dal drastico abbassamento delle falde che comporta per l'ACEA l'impossibilità di alimentare gli acquedotti con acqua ove arsenico e fluoro siano entro i limiti di legge. In questa situazione si pretende di istallare un impianto che consuma 28 metri cubi di acqua l'ora. Di più nel 2010 e nel 2011 l'Arpa Lazio, benchè diretta da un ingegnere della scuderia Cerroni, ha dovutoconstatare nelle falde cloroformio e benzene varie volte sopra i limiti. Questa situazione di totale compromissione ambientale viene del tutto negata nell'AIA 2009.

Gli inceneritori non solo devastano il territorio,ma sono anche una truffa industriale: l'impianto gemello di quello di Albano messo inopera a Malagrotta, sia pure in una sola linea di lavorazione, è fermo da un anno e mezzo e non si sa se per sequestro giudiziario, per incidente o per mancanza di fondi pubblici o per altro!

Questi impianti senza soldi pubblici non sono convenienti per il privato. Sarà per questo che il COEMA, che dal 2009 avrebbe dovuto cominciare alla svelta il cantiere, ancora sta fermo! Mentre Cerroni continua a spingere per avere gli incentivi, continua a puzzare e molto la discarica di Roncigliano arricchita oggi dai rifiuti romani, grazie Clini!

Quindi non solo è doveroso che il TAR disponga la sospensiva e poi la cancellazione dei provvedimenti regionali, ma che discuta finalmente i nostri ricorsi contro la messa in opera del VII invaso e ne disponga la chiusura.

Coordinamento contro l' inceneritore di Albano

 
Le nuove vie dei rifiuti urbani PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Marzo 2013 11:40

Mentre la raccolta differenziata porta a porta è ancora miseramente ai minimi nei Comuni dei Castelli Romani e a Roma è del tutto assente dall’orizzonte della giunta Alemanno e di chi lo ha preceduto, si fa del tutto per renderla inapplicabile a favore di interessi economici consolidati o emergenti.

E’ in corso di VIA il progetto per realizzare un impianto di tritovagliatura dei rifiuti presso la Trasferenza di V. del Casale Lumbroso della E. GIOVI SRL. Non c’è bisogno di essere scienziati per capire che è la via opposta a qualsiasi reale politica di azzeramento di discariche, inceneritori e bruciatori di biomasse, comunque etichettate. La tritovagliatura riduce il volume ma rende impossibile qualsiasi separazione dei rifiuti finalizzata al riciclo, ancora peggio del Trattamento Meccanico Biologico (TMB) che separa a valle e in modo pessimo anziché a monte. La tritovagliatura contro qualsiasi logica, salvo l’interesse dei vari Cerroni &C, non ha che la discarica come unico sbocco finale. Contro riduzione e riciclo si stanno viceversa incentivando altre forme di smaltimento o di diversa destinazione dei rifiuti urbani.

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