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PRESIDIO CONTRO L'APERTURA DEL CANTIERE DELL'INCENERITORE.
28 MARZO ORE 9.00 - TAR Lazio, Via Flaminia 189, ROMA
Il 28 marzo è fissata l'udienza presso il TAR per discutere la sospensiva degli effetti delle deliberazioni della regione Lazio con le quali si proroga al 2015 la validità dell'AIA dell'agosto 2009. Con questo atto, emanato dal direttore generale Luca Fegatelli, si intimava al COEMA(Cerroni, ACEA, AMA) di costruire un inceneritore nel nostro territorio. I provvedimenti regionali, inoltre, approvano un nuovo cronoprogramma in base al quale ci troveremmo nell'immediatezza dell'inizio del cantiere.
L'insistenza con cui la Regione continua a spingere questo progetto è una vera provocazione per la popolazione dei Castelli Romani!
Nel nostro territorio è in atto una crisi idrogeologica imponente rappresentata dal drastico abbassamento delle falde che comporta per l'ACEA l'impossibilità di alimentare gli acquedotti con acqua ove arsenico e fluoro siano entro i limiti di legge. In questa situazione si pretende di istallare un impianto che consuma 28 metri cubi di acqua l'ora. Di più nel 2010 e nel 2011 l'Arpa Lazio, benchè diretta da un ingegnere della scuderia Cerroni, ha dovutoconstatare nelle falde cloroformio e benzene varie volte sopra i limiti. Questa situazione di totale compromissione ambientale viene del tutto negata nell'AIA 2009.
Gli inceneritori non solo devastano il territorio,ma sono anche una truffa industriale: l'impianto gemello di quello di Albano messo inopera a Malagrotta, sia pure in una sola linea di lavorazione, è fermo da un anno e mezzo e non si sa se per sequestro giudiziario, per incidente o per mancanza di fondi pubblici o per altro!
Questi impianti senza soldi pubblici non sono convenienti per il privato. Sarà per questo che il COEMA, che dal 2009 avrebbe dovuto cominciare alla svelta il cantiere, ancora sta fermo! Mentre Cerroni continua a spingere per avere gli incentivi, continua a puzzare e molto la discarica di Roncigliano arricchita oggi dai rifiuti romani, grazie Clini!
Quindi non solo è doveroso che il TAR disponga la sospensiva e poi la cancellazione dei provvedimenti regionali, ma che discuta finalmente i nostri ricorsi contro la messa in opera del VII invaso e ne disponga la chiusura.
Coordinamento contro l' inceneritore di Albano |