Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

Sabato 30, ASSEMBLEA PUBBLICA DI FRONTE AI CANCELLI DELLA DISCARICA, ore 10.00

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
In fiamme il TMB della discarica di Roncigliano PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Giugno 2016 21:38

Oggi 30 Giugno 2016 all'incirca alle 19:30 ha preso fuoco il capannone per il Trattamento Meccanico Biologico all'interno della discarica di Roncigliano. Le case nei dintorni non sarebbero state fatte evacuare ed nè sarebbe stata chiusa l'Ardeatina nel tratto interessato. Non si conosce bene la causa del rogo, le fiamme hanno in breve raggiunto i 25 metri d'altezza, sono intervenute 6 squadre dei vigili del fuoco per domare il focolaio. L'entità delle emissioni tossiche sprigionate è difficile da quantificare ma non è difficile immaginare che l'impatto sarà ingente, per par sua la Protezione Civile ha suggerito ai residenti di "dormire con le finestre chiuse"... E magari trattenersi dal respirare, perchè no...
L'incendio è andato avanti per tutta la notte ed è stato spento solamente alle 6 del mattino. Almeno la metà dell' impianto è andato distrutto, dalla mattina del primo Luglio i comuni dei Castelli si distribuiranno tra l'impianto RIDA ambiente di Aprilia, Cupinoro e Viterbo. Sulla zona continua ad incombere una fitta nube tossica che continuerà per molto tempo ad avvelenare i cittadini circostanti. Non è chiaro , a questo punto, come la regione potrà continuare a portare aventi la cosiddetta revisione dell'AIA  del VII INVASO, né se e come saranno utilizzate le volumetrie dell'invaso medesimo. Qualcuno ipotizza che l'umido potrebbe tornare al VII invaso dopo il trattamento alla RIDA. Dai primi di Luglio si da per scontato l'intervento della procura.

 
PIANO ECOBALLE: UNA SOLUZIONE PEGGIORE DEL MALE PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Giugno 2016 14:27

Riceviamo e diffondiamo il comunicato inviatoci dalla "rete campana salute e ambiente", che fa luce sulle verità nascoste dietro al piano ecoballe, finalizzato allo  smaltimento  delle tonnellate di ecoballe accatastate sul territorio campano per anni e lasciate lì ad avvelenare il territorio e sopratutto la popolazione.

PIANO ECOBALLE: UNA SOLUZIONE PEGGIORE DEL MALE

La monnezza, in particolare in Campania, continua a essere una buona mercanzia non solo per le tasche dei soliti affaristi ma anche per gli spot elettorali. Fu così alle amministrative di 5 anni fa e lo è anche oggi. La coppia Renzi-De Luca ha aspettato di essere a pochi giorni dalle elezioni per mettere in scena in pompa magna l’avvio dello smaltimento delle ecoballe depositate a Taverna del Re. Poco ci interessa che, nonostante la grancassa su questa vicenda e sulla presunta rinascita di Bagnoli, per il PD a Napoli l’effetto non è stato quello sperato quanto piuttosto una vera debacle né che la promessa ribadita da Renzi qualche giorno fa di trasformare la Terra dei fuochi in Terra dei fiori, premierà ai ballottaggi il partito di governo. Quello che ci interessa è fare un poco di chiarezza sulla soluzione miracolosa proposta dal duo per eliminare la vergogna della monnezza accumulata sui nostri territori negli anni dell’emergenza. Soprattutto perché il Presidente De Luca ha sfidato quelli che lui definisce “gli opportunisti che volevano che non venissero rimosse solo per protestare” a dire la propria.

Tanto per cominciare quello che è stato avviato è il trasferimento delle ecoballe di due degli 8 lotti (solo 5 già affidati alle imprese attraverso gara pubblica) in cui è stato diviso il primo milione di tonnellate di monnezza che dovrebbe essere smaltito, al costo complessivo di 150 milioni (fondi previsti dal DL. 185/2015), entro 18 mesi dall’affidamento.

Se il buon giorno si vede dal mattino, il primo stop al trasferimento a soli pochi giorni dallo show dell’inaugurazione e l’assenza di contratti con partner esteri, sono già un pessimo segnale sul rispetto dei tempi sbandierati, confermando la sensazione che la passerella cui abbiamo assistito e il crono programma, oltre a scopi puramente elettorali, puntano a dimostrare agli organismi europei di stare adottando “tutte le misure necessarie per conformarsi alla sentenza Commissione/Italia (C 297/08, EU:C:2010:115)” limitando così i danni della condanna della Corte di Giustizia europea che con Sentenza del 16.07.2015 ha imposto all’Italia una penalità di EUR 120.000 per ciascun giorno di ritardo nell’attuazione delle misure più una somma forfettaria di EUR 20 milioni.

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Patologie e mortalità degli abitanti nelle vicinanze delle discariche PDF Stampa E-mail
Sabato 18 Giugno 2016 12:32

Pubblichiamo uno studio apparso sull'International Journal of Epidemiology:

Morbidity and mortality of people who live close to municipal waste landfills: a multisite cohort study

Sono state prese in considerazione nove discariche del Lazio, attive per alcuni decenni e valutati i potenziali effetti sulla salute associati alla contaminazione ambientale degli impianti, prendendo in considerazione l'esposizione all'idrogeno solforato (H2S) dei residenti in un raggio di 5 km dagli invasi (dal 1996 al 2012). Il campione consta di 242 409 individui la cui esposizione all' H2S è stata associata alla mortalità per cancro ai polmoni ed altre malattie respiratorie. E' stata trovata, inoltre, un'associazione fra concentrazione di H2S e ricorso alle cure ospedaliere per problemi respiratori, specialmente infezioni respiratorie fra i bambini fra gli 0 ed i 14 anni.  Il risultato finale è quindi l'identificazione di un plausibile legame fra vicinanza delle discariche e malattie respiratorie, coerentemente con studi precedenti.

 
Martedì 7 giugno 2016 udienza processo “Cerroni” (rito immediato): Ascoltati i tecnici autori delle relazioni presentate nei numerosi ricorsi al TAR PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Giugno 2016 08:09

(Clicca QUI per ascoltare l'audio dell'udienza)

Questa mattina 7 giugno al processo (rito immediato) in corso a Roma nei confronti di Manlio Cerroni, collaboratori e funzionari pubblici, accusati a vario titolo di reati che vanno dalla truffa all’abuso di ufficio, sono stati ascoltati ulteriori testimoni chiamati dal PM Alberto Galanti per rispondere a domande riguardanti l’inceneritore da 160000 tonnellate di rifiuti urbani che il boss della monnezza, tramite il consorzio COEMA, voleva realizzare a Roncigliano.

Oggi sono stati convocati i tecnici che nel corso degli anni, per conto del Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano, hanno firmato le relazioni tecniche a supporto dei numerosi ricorsi al TAR, dopo che la Regione Lazio aveva ribaltato in positivo l’iniziale diniego alla realizzazione dell’impianto.

I due tecnici chiamati sul banco dei testimoni hanno chiarito le ragioni in base alle quali hanno ritenuto che le modifiche apportate al progetto (passaggio dal raffreddamento ad acqua a quello parzialmente ad aria) per aggirare il giudizio negativo dell’assessorato in sede di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), abbiano in realtà aggravato l’impatto inquinante dell’impianto, senza risolvere il problema degli elevatissimi consumi idrici. In particolare è stato messo in evidenza che la pretesa di utilizzare esclusivamente acque piovane mediante un fantomatico bacino non aveva fondamenti sostenibili sul piano tecnico. Inoltre la decurtazione di 150 metri cubi di acqua al giorno dal bilancio dei consumi era stata operata sopprimendo passaggi essenziali (torri di raffreddamento e pulizia idrica dei fumi) tali da aggravare il rischio di emissioni nocive.

L’attivismo velenoso mostrato dagli avvocati difensori dei funzionari regionali Raniero De Filippis e Luca Fegatelli, all’epoca protagonisti del ribaltamento del giudizio di diniego all’impianto, è comprensibile visti i capi di imputazione che pendono sui loro assistiti per abuso d’ufficio, falso in atto pubblico etc.

I tentativi dei difensori dei Cerroni boys sono naufragati nella loro totale incapacità di entrare nel merito di una proposta industriale insostenibile, citando a vanvera impianti già chiusi da provvedimenti della magistratura come il caso di Verbania Val di Toce, oppure come l'impianto Enipower di Ferrera Erbognone dotato di raffreddamento ad aria, che tratta idrocarburi e non rifiuti, ma che guarda caso è inserito dall’AEA (Agenzia Europea per l’Ambiente) nell’elenco degli impianti più inquinanti d’Europa. Peggio che andar di notte, addirittura citando un inceneritore della società Lomellina che utilizza 500.000 tonnellate/anno di acqua, ovvero dieci volte di più di ciò che il fantastico gassificatore di Cerroni avrebbe consumato secondo la seconda e falsa VIA positiva dell'ottobre 2008.

L’impegno del COORDINAMENTO a maggior ragione continuerà a sostenere le proprie motivazioni a difesa della salute e salvaguardia del territorio e della popolazione.

Coordinamento contro l’Inceneritore di Albano

 
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