Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
comunicato discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Settembre 2017 09:55

Sabato 26 e domenica 27 agosto, a dieci anni dalla nascita del Coordinamento NO INC che con decine di iniziative, presidi e cortei ha concluso vittoriosamente la lotta contro l’inceneritore di Cerroni, ci siamo ritrovati ancora una volta a Roncigliano, di fronte alla collina del VII invaso, in una animata due giorni di riflessioni, dibattito e convivialità con i cittadini residenti e i comitati che operano nelle realtà territoriali della provincia.

Le questioni affrontate nelle assemblee hanno riguardato il contesto locale e quello regionale delle nocività diffuse: dalle impiantistiche legate al ciclo dei rifiuti alla cementificazione del territorio.

Malgrado il sequestro post incendio del TMB, il fermo del conferimento rifiuti e il via alla bonifica di un pozzo inquinato da cloro-propano disposto dalla Procura, la mega discarica della Pontina Ambiente ad Albano continua ad ammorbare l’aria e a inquinare le falde. Non è dato sapere se la bonifica è iniziata o no, se verranno realizzati i pozzi spia e quelli di captazione mancanti, se il percolato si accumula ancora negli invasi, se e quando si farà il monitoraggio idrogeologico richiesto da anni, segni non se ne vedono. L’Arpa Lazio, ente regionale che dovrebbe verificare, è invece latitante dal gennaio 2016, quando riscontrò presenza di idrocarburi in falda per il quinto anno consecutivo. Il dipartimento prevenzione della Asl-Roma6 non sembra avere idee chiare nè efficacia di azione.

A valle della discarica, i villaggi ardeatini, impossibilitati ad usare l’acqua inquinata dei pozzi sono anche privi tuttora di acqua pubblica e fognature, in attesa che Acea Ato2, dopo gli accordi presi ad Ardea mesi fa, realizzi l’allaccio alla rete idrica e che il Comune si accordi con la Regione per sbloccare i fondi necessari per portare gli scarichi al depuratore. Analoga situazione di assenza fognature e interdizione all’uso dei pozzi si verifica in alcuni comuni a ridosso della discarica di Guidonia, ora ferma e anch’essa proprietà Cerroni, responsabile di una contaminazione delle falde che richiederà decenni per essere bonificata. Anche in questo caso Arpa Lazio latita da oltre un anno.

Acea è la stessa che, subentrata da poco a gestire il depuratore intercomunale dei Castelli Romani millantando miracoli, ha invece messo in piedi barriere antirumore inadeguate allo scopo e pare incapace di eliminare le emissioni maleodoranti di alcune sezioni. Inoltre il depuratore, inaugurato da soli due anni, si sta dimostrando, come da copione, insufficiente a ricevere e trattare tutti gli scarichi dei 5 comuni.

Comuni a loro volta responsabili di una folle bulimia cementificatoria che divora territorio e porta con se nuovi consumi idrici e nuovi scarichi fognari. Caso emblematico Marino, dove l’Assemblea contro la cementificazione, con altri comitati, cerca da anni di contrastare i mega progetti edificatori dei palazzinari Parnasi, Idea Fimit, etc. autorizzati dagli ex sindaci Palozzi e Silvagni in zona via del Divino Amore per circa 12.500 nuovi abitanti e 1,3 milioni di metri cubi di cemento.

Al centro del dibattito anche gli impianti a biomasse. Il piano regionale dei rifiuti, fermo ancora al 2012 e bloccato in attesa delle decisioni della capitale, sta lasciando campo libero agli avventurieri. Tra Ardea, Velletri, Artena, Pomezia, Aprilia, Anzio e versante sud e est di Roma proliferano, grazie agli incentivi di stato e al benevolo orientamento regionale, progetti e richieste per centrali a biogas (Fri-El, Acea, Green Park etc.) e impianti aerobici mega industriali (Cogea, Volsca) che in parte potrebbero rispondere anche ai fabbisogni di smaltimento della capitale.

In primis la centrale biometano da 60.000 ton. alimentata da FORSU riproposta dalla Suvenergy a Tor di Bruno di Ardea, a un passo da discarica, depuratore e villaggi. Il recente deposito in Regione delle osservazioni tecniche in opposizione, non può essere che il primo passo per contrastare la realizzazione di questo mostro.

I Comitati riuniti nel Coordinamento rifiuti energia Lazio, presenti al discamping, hanno ribadito la loro volontà di opporsi a nuove discariche e a qualsiasi forma di recupero di energia dalle biomasse, fonte di inquinamento e nuovi rifiuti. Individuano inoltre carenze nell’attività di monitoraggio e controllo degli impianti inquinanti, delle falde e dei siti contaminati da parte di Arpa Lazio.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO-COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITà

 
discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Agosto 2017 08:20

 

 
tutti assolti per i fatti del 14 aprile 2012 PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Agosto 2017 11:36

Il 28 luglio presso il Tribunale di Velletri, sezione di Albano, si è concluso il processo a carico di 14 compagni con l’assoluzione piena per tutti. I fatti imputati si riferivano alla giornata di lotta e di piazza del 14 aprile 2012, quando migliaia di persone parteciparono ad una enorme manifestazione con corteo cittadino per le vie di Albano. La Questura di Roma aveva autorizzato dapprima solo fino a Piazza Pia ma sulla spinta della fiumana di gente presente, seduta stante furono costretti ad autorizzare fino alla conclusione normalmente adottata per i tanti cortei del coordinamento, cioè Piazza Mazzini. A quel punto la questura di Roma pensò bene di caricare pesantemente quanti in quel momento si trovavano su via Olivella all’altezza di Villa Doria. Il momento era particolarmente delicato, dal momento che il Consiglio di Stato aveva annullato la sentenza del Tar che a sua volta annullava VIA, AIA e ordinanza di Marrazzo di avvio del cantiere, inoltre da un mese circa era iniziata l’attività del secondo lotto del VII invaso della discarica. Sono passati più di 5 anni da quelle denuncie, il coordinamento sono 10 anni che lotta e denuncia in varie forme tutte le devastazioni del territorio, dalla attività quarantennale della discarica, (attualmente con tutte le problematiche post incendio) alla volontà di costruire un inceneritore di dimensioni spropositate in un tessuto densamente abitato, dalle centrali a biomassa-biogas altrettanto speculative e dannose alla mancanza di servizi primari di urbanizzazione come l’allaccio alla rete idrica e fognaria, che incidono pesantemente sulla nostra salute, la nostra qualità di vita e inquinano e asfissiano il nostro territorio. I tentativi repressivi e di criminalizzazione della partecipazione popolare che in forma autorganizzata ha dato vita ad una sapiente e continua risposta è quindi rispedita al mittente, l’infondatezza e la pretestuosità delle accuse era palese.

Continueremo a vigilare e ad opporre una resistenza popolare ad ogni scempio ambientale che pensano di poterci imporre!

I nostri territori non sono in vendita! Le lotte non si processano!

 
presidio alla regione lazio venerdì 26 maggio PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Maggio 2017 14:02

VENERDI 26 MAGGIO ORE 10.30 PRESIDENZA REGIONE LAZIO

VIA Rosa Raimondi  GARIBALDI GARBATELLA

PRESIDIO POPOLARE

partenza pullman ore 9.00 villaggio Ardeatino, via Ardeatina km 25

Da due settimane la Procura di Velletri ha dissequestrato il TMB e la Discarica di Roncigliano, assicurando che è in corso la bonifica del sito dopo il devastante incendio dell'anno scorso.

MA QUALE BONIFICA?

Sono stati eliminati gli idrocarburi e i metalli pesanti dalle falde? il percolato è allontanato correttamente? la centrale a biogas emette aria pura? c'è il pozzo spia a valle oltre all'F1B....????

In presenza dell'interdittiva antimafia che colpisce il gruppo COLARI-Cerroni cosa aspetta la Regione a chiudere la revisione dell'AIA del 2009 negando definitivamente l'esercizio a una discarica che ha già fatto tanti danni?

Andiamo in Regione  per consentire finalmente di portare ai villaggi dell'Ardeatina fogne e servizio idrico, dopo aver subito per quarant'anni gli effetti della discarica.

Andiamo in Regione per consentire agli abitanti di Montagnanello di sopravvivere ad un depuratore che non possono usare ma che li affligge con rumori ed esalazioni moleste.

Andiamo in Regione per protestare CONTRO il parere positivo espresso dalla Regione Lazio stessa, in sede di Conferenza Stato-Regioni, alla modifica dei procedimenti autorizzativi di impianti impattanti  (VIA-AIA), un atto che cancella le ultime  possibilità per i cittadini di intervenire contro gli impianti nocivi.

Questo accade mentre l'area Ardea-Pomezia-Castelli Romani viene investita da un nuovo devastante incendio di materie plastiche, amianto ed altro (ECOX) favorito da allegre autorizzazioni concesse appunto dai governi regionali.

Andiamo in Regione per  confermare l'ostilità popolare a quelle discariche, inceneritori e biomasse con le quali si vuole condire il mitico piano dei rifiuti annunciato imminente.

-COORDINAMENTO CONTRO INCENERITORE ALBANO/

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITA'

-COMITATO RIBELLI MONTAGNANO - ARDEA

-COORDINAMENTO REGIONALE ENERGIA-RIFIUTI

 
Sull'incendio alla ecox di pomezia PDF Stampa E-mail
Sabato 13 Maggio 2017 08:44

Le tranquillizzanti notizie che nelle 48 ore successive all’incendio ECOX di Pomezia si è affrettato a dare in tv un codazzo di pompieri e un solerte funzionario Arpa, citando i responsi di centraline (Cinecittà, Ciampino) ad anni luce dalla direzione dei venti nella mattinata del 5 maggio, sono state smentite quasi subito dai primi risultati del PM10 in zone più vicine al sito: 130mg/mc il 7 e 73mg/mc l’8 maggio (limite 50) e ora dai primi dati degli idrocarburi rilevati il 5 e 6 a 200mt Benzo(a)pirene (Idrocarburi Policiclici Aromatici) 9.1 nanogrammi/m3 (limite annuale 1 ng/m3).Policlorobifenili (PCB) 394 picogrammi/m3. Diossine e furani 77.5 pg/m3 (valore di riferimento 0.1 pg/m3).

Non ci tranquillizza il fatto che quell’impianto fu autorizzato nel 2010 a “gestire”, oltre alle plastiche, rifiuti pericolosi, prodotti chimici etc. (in manufatti con il tetto all’amianto che nessuno controllò) dall’ex dirigente regionale Raniero De Filippis, poi agli arresti per presunto favoreggiamento  delle attività illegali del boss dei rifiuti Manlio Cerroni.L’immensa nube nera sprigionata da plastiche e materiali ancora sconosciuti ha continuato a levarsi per giorni e giorni, portando ad alta quota e in tutte le direzioni fibre di amianto, diossine, furani e centinaia di idrocarburi cancerogeni, di cui sapremo forse qualcosa non prima di due settimane.

Dopo neanche 11 mesi dall’altro terribile incendio del TMB Pontina Ambiente a Roncigliano, torniamo a dover subire  le conseguenze della devastante diffusione nel nostro territorio di impianti inquinanti che lavorano rifiuti pericolosi e/o materiali combustibili (discariche, TMB, biogas, fluff, depositi carburanti, depositi di amianto) o impianti chimici ad elevato rischio di incidente rilevante (RIR) costruiti e gestiti spesso in spregio alle più elementari norme di sicurezza e di prevenzione antincendio.

Pomezia, da oltre 50 anni area  industriale, è stata considerata al pari di Colleferro zona franca per le peggiori e più pericolose istallazioni. Insieme ad Aprilia colleziona un numero notevole di istallazioni RIR o comunque ad alto rischio di incendio che anziché scomparire aumentano in tutto il territorio a sud di Roma. Basti citare gli impianti realizzati o proposti che ricavano gas metano dall’organico di rifiuti e biomasse ad Ardea, Anzio, Aprilia, Pomezia, Solfaratella, Artena etc.  Non ultima l’idea criminale, che ancora non sappiamo quanto scongiurata, di voler realizzare un impianto a biomasse da 60.000 ton. (Cogea) che produce biogas metano, altamente infiammabile e a rischio esplosivo vicino agli enormi depositi di carburanti dell’ENI e della Liquigas in località Torremaggiore di Pomezia.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITÀ

 


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