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Rilevato "uno stato di contaminazione diffuso delle acque sotterranee". Elevate concentrazioni rispetto di solfati, ferro, manganese, arsenico, cromo totale, nichel, alluminio, piombo benzene, p-xilene, cloruro di vinile, 1,4-diclorobenzene, tetracloroetilene. I Verdi: "Da luglio una lettera annunciava i dati dell'Ispra".
FALDE inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e terreno contaminato dal mercurio, insieme a una pericolosa sostanza cancerogena, l'N-butylbenzenesulfonamide. Un dossier dell'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell'Ambiente, lancia un nuovo allarme sull'area di Valle Galeria che comprende la discarica di Malagrotta.
Un documento di alcune centinaia di pagine che rappresenta un'allerta a poco più di tre mesi dalla chiusura prevista dell'impianto che da oltre trent'anni raccoglie i rifiuti di Roma. Il 31 dicembre, infatti, a meno di un rinvio in zona Cesarini, dovrà chiudere i battenti, come da tempo obbligano le leggi europee e italiane. E mentre il prefetto Giuseppe Pecoraro, nominato commissario straordinario, è alla ricerca di un luogo che raccolga (temporaneamente, almeno fino alla costruzione del previsto nuovo invaso che la Regione vorrebbe collocare in località Pizzo del Prete) le 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno attualmente scaricate a Malagrotta, salgono le quotazioni di Monti dell'Ortaccio, poco distante, e di Pian dell'Olmo a Riano, località anch'esse di proprietà, come Malagrotta, dell'avvocato Manlio Cerroni che da sempre detiene il monopolio dello smaltimento dei rifiuti a Roma.
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