Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

GIOVEDì 30 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza San Nicola,1, Ariccia, ore 15.30


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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Contro i piazzisti del biogas, la resistenza dei territori! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Novembre 2017 13:44

Comunicato stampa del Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

Contro i piazzisti del biogas, la resistenza dei territori!

Alla luce dei continui attacchi personali di cui sono fatti oggetto Giancarlo Ceci, dell'associazione Alternativa Sostenibile e da ultimo anche Aldo Garofolo del Coordinamento contro l'inceneritore (NOINC Albano), i Comitati sottoscritti esprimono solidarietà piena ai nostri amici e compagni di lotta Giancarlo ed Aldo, i quali sono completamente interni al percorso di informazione, resistenza, battaglia politica portato avanti da tutti i comitati aderenti al Coordinamento regionale Rifiuti-Energia del Lazio.

Rivendichiamo ancora una volta tale percorso basato sul rigetto dei piani regionali, devastanti per i territori, che vedono ancora una volta l'utilizzo di impiantistica nociva od obsoleta (discariche, TMB, inceneritori, impianti con recupero di energia e produzione di biogas/biometano, inceneritori anche nei cementifici). Ma rivendichiamo anche l'opposizione, ferma e limpida, contro le scorciatoie pericolose perseguite dal Comune di Roma nel settore rifiuti, la qual cosa ha costretto lo stesso Giancarlo Ceci a rinunciare alla collaborazione gratuita - anche in sostanziale e continuo raccordo con lo stesso Coordinamento - fin lì prestata in Campidoglio.

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

Associazione Alternativa Sostenibile

CRA, Comitato per il Risanamento Ambientale

Coordinamento contro l'inceneritore-Castelli Romani

Comitato Ribelli di Montagnano

 
ARICCIA – IN ARRIVO TRE IMPIANTI A BIOMASSE CHE BRUCIANO BIOGAS E UN IMPIANTO CHE TRATTA RIFIUTI SPECIALI DA AUTODEMOLIZIONI PDF Stampa E-mail
Lunedì 27 Novembre 2017 14:53

La partecipata assemblea informativa di domenica 12 novembre in piazza di Corte ha spedito un chiaro messaggio al sindaco Di Felice e all’assessore all’ambiente. Cittadini e comitati non sono disposti a tollerare l’istallazione di impiantistiche nocive, piccole o grandi che siano, ne qui né altrove.

Dopo il tentativo della Biovis di portare ad Ariccia un mega biogas, dopo i bruciatori alla porchetta di Genzano, ambedue seppelliti a furor di popolo, l’attuale giunta Di Felice, prendendo al balzo i finanziamenti regionali previsti per incentivare il “compostaggio di comunità” sembrano intenzionati a piazzare tre impianti a biogas in due parcheggi comunali (in centro storico a via Borgo S. Rocco, parcheggio Carlo Fontana e a via Innocenzo XII, Fontana di Papa), spacciandoli per macchine virtuose che producono fertilizzante.

Lo chiamano progetto FAROFertilizzante ad Ariccia da Rifiuti Organici” e hanno scomodato il gruppo bioenergie del CNR-IIA per coordinare l’impresa. Le biomasse (312 tonnellate) proverranno dalla raccolta differenziata delle fraschette, da parchi e giardini e saranno digerite in assenza d’aria producendo “bio”gas e ricavando, dopo averlo bruciato, energia termica ed elettrica. Se darà il via libera al progetto, la Regione Lazio ci metterà 380mila Euro mentre il Comune di Ariccia 100mila Euro.

Naturalmente si guardano bene dal dirci che si tratta non di semplici compostatori ma di digestori anaerobici e che il biogas prodotto è una miscela di metano e inquinanti (ammoniaca, composti solforati) e dopo combustione (ossidi di azoto, particolato, idrocarburi minori), destinati in buona parte ad entrare nei polmoni dei residenti. A questo penseranno i camini dei tre cogeneratori e la torcia di sicurezza che brucerà senza depurazione il gas in eccesso o in difetto; ci sarà poi un serbatoio (gasometro) per ciascuno degli impianti, con tanto di perenne rischio di incendio o esplosione. E poi il cosiddetto “fertilizzante” prodotto, che ha assorbito velenoso percolato, sarà ricco di metalli pesanti e sali alla lunga nocivi per le piante.

Per dirla breve: “LORO” RISCUOTERANNO FINANZIAMENTI E INCENTIVI, RISPARMIERANNO SULLA BOLLETTA ENERGETICA, I CITTADINI NE PAGHERANNO I COSTI IN PERDITA DI SALUTE.

Ma non è finita. Dopo l’approvazione in consiglio comunale del benestare a un impianto della Waste Control srl per il trattamento di rifiuti speciali provenienti da autodemolizioni per 13mila tonnellate in via Nettunense n°5, km7 a Cecchina, il responsabile dell’azienda minimizza e parla di sola separazione a freddo Non ci fidiamo e aspettiamo di avere i documenti richiesti.

Abbiamo chiesto da tempo un incontro col sindaco ma non ci risponde. Invitiamo quindi tutti i cittadini a scendere con noi in presidio sotto la sede del Comune GIOVEDI’ 30 NOVEMBRE ORE 15,30 - piazza S. Nicola 1, Ariccia.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano

Comitato Ribelli di Montagnano

Assemblea contro le nocività

 
ARICCIA – IN ARRIVO TRE IMPIANTI A BIOMASSE CHE BRUCIANO BIOGAS E UN IMPIANTO CHE TRATTA RIFIUTI SPECIALI DA AUTODEMOLIZIONI PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Ottobre 2017 20:59

Il partito degli affaristi ammantati di verde torna subdolamente alla carica

Ormai non passa giorno senza che un nuovo progetto di trattamento rifiuti venga proposto ai Castelli e nell’area a sud di Roma, da Ardea ad Albano, Ariccia, Aprilia, Pomezia, Velletri.

Dopo il tentativo della Biovis di portare ad Ariccia un mega biogas, dopo i bruciatori alla porchetta di Genzano, ambedue seppelliti a furor di popolo, imprenditori “ecologici” e politicanti, ben sostenuti da incentivi statali e finanziamenti regionali, ci riprovano e hanno deciso, con il benestare della giunta Di Felice, di piazzare i tre impianti a biogas in due parcheggi comunali (in centro storico a via Borgo S. Rocco, parcheggio Carlo Fontana e a via Innocenzo XII, Fontana di Papa), spacciandoli per macchine virtuose che producono fertilizzante.

Lo chiamano progetto FARO e hanno scomodato l’Istituto Inquinamento Ambientale del CNR per coordinare l’impresa. Le biomasse (260 tonnellate) proverranno dalla raccolta differenziata delle fraschette, da parchi e giardini e saranno digerite in assenza d’aria producendo “bio”gas e ricavando, dopo averlo bruciato, energia termica ed elettrica. Le piccole dimensioni sono un espediente per aggirare i procedimenti autorizzativi.

Che il biogas sia una miscela piena zeppa di veleni (H2S, particolato, ossidi vari, idrocarburi minori) destinati in buona parte ad entrare nei polmoni dei residenti si guardano bene dal dirlo e anzi ammantano il progetto col solito stile ipocrita “Fertilizzante ad Ariccia da Rifiuti Organici”. Non ci diranno mai che useranno - ad ogni manutenzione e avviamento - una torcia di sicurezza che brucerà senza depurazione il gas in eccesso o in difetto; non ci diranno che sotto il nostro naso e in zone densamente popolate, tre cogeneratori con tre camini spargeranno i loro veleni per tutto l’anno, né che avranno bisogno di un serbatoio (gasometro) per ciascuno dei tre impianti, con tanto di perenne rischio di incendio o esplosione. E poi il cosiddetto fertilizzante prodotto, che ha assorbito velenoso percolato, sarà ricco di metalli pesanti e sali alla lunga nocivi per le piante.

Per dirla breve: “LORO” RISCUOTERANNO INCENTIVI, RISPARMIERANNO INTEGRALMENTE LA BOLLETTA ENERGETICA, I CITTADINI NE PAGHERANNO TUTTI I COSTI IN PERDITA DI SALUTE.

Ma non è finita. Su sollecitazione della città metropolitana l’attivissimo imprenditore Indiati, assessore all’ambiente ha anche pilotato l’approvazione in consiglio comunale del benestare a un impianto della Waste Control srl per il trattamento di rifiuti speciali provenienti da autodemolizioni in via Nettunense n°5, km7 a Cecchina. Non sappiamo ancora le dimensioni ma è certo che ci sarà impiego di fiamme ossiacetileniche e al plasma anche per sezionare i serbatoi delle auto demolite, con inevitabili emissioni nocive e quant’altro.

Invitiamo tutti i cittadini desiderosi di stroncare ogni tentativo di propinarci impianti nocivi, a scendere con noi in piazza per un’assemblea pubblica da tenersi DOMENICA 12 NOVEMBRE ORE 10,30 IN PIAZZA DI CORTE, Ariccia.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
cena a sostegno delle spese legali presso il centro sociale Ipo PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Ottobre 2017 09:33

 
comunicato discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Settembre 2017 09:55

Sabato 26 e domenica 27 agosto, a dieci anni dalla nascita del Coordinamento NO INC che con decine di iniziative, presidi e cortei ha concluso vittoriosamente la lotta contro l’inceneritore di Cerroni, ci siamo ritrovati ancora una volta a Roncigliano, di fronte alla collina del VII invaso, in una animata due giorni di riflessioni, dibattito e convivialità con i cittadini residenti e i comitati che operano nelle realtà territoriali della provincia.

Le questioni affrontate nelle assemblee hanno riguardato il contesto locale e quello regionale delle nocività diffuse: dalle impiantistiche legate al ciclo dei rifiuti alla cementificazione del territorio.

Malgrado il sequestro post incendio del TMB, il fermo del conferimento rifiuti e il via alla bonifica di un pozzo inquinato da cloro-propano disposto dalla Procura, la mega discarica della Pontina Ambiente ad Albano continua ad ammorbare l’aria e a inquinare le falde. Non è dato sapere se la bonifica è iniziata o no, se verranno realizzati i pozzi spia e quelli di captazione mancanti, se il percolato si accumula ancora negli invasi, se e quando si farà il monitoraggio idrogeologico richiesto da anni, segni non se ne vedono. L’Arpa Lazio, ente regionale che dovrebbe verificare, è invece latitante dal gennaio 2016, quando riscontrò presenza di idrocarburi in falda per il quinto anno consecutivo. Il dipartimento prevenzione della Asl-Roma6 non sembra avere idee chiare nè efficacia di azione.

A valle della discarica, i villaggi ardeatini, impossibilitati ad usare l’acqua inquinata dei pozzi sono anche privi tuttora di acqua pubblica e fognature, in attesa che Acea Ato2, dopo gli accordi presi ad Ardea mesi fa, realizzi l’allaccio alla rete idrica e che il Comune si accordi con la Regione per sbloccare i fondi necessari per portare gli scarichi al depuratore. Analoga situazione di assenza fognature e interdizione all’uso dei pozzi si verifica in alcuni comuni a ridosso della discarica di Guidonia, ora ferma e anch’essa proprietà Cerroni, responsabile di una contaminazione delle falde che richiederà decenni per essere bonificata. Anche in questo caso Arpa Lazio latita da oltre un anno.

Acea è la stessa che, subentrata da poco a gestire il depuratore intercomunale dei Castelli Romani millantando miracoli, ha invece messo in piedi barriere antirumore inadeguate allo scopo e pare incapace di eliminare le emissioni maleodoranti di alcune sezioni. Inoltre il depuratore, inaugurato da soli due anni, si sta dimostrando, come da copione, insufficiente a ricevere e trattare tutti gli scarichi dei 5 comuni.

Comuni a loro volta responsabili di una folle bulimia cementificatoria che divora territorio e porta con se nuovi consumi idrici e nuovi scarichi fognari. Caso emblematico Marino, dove l’Assemblea contro la cementificazione, con altri comitati, cerca da anni di contrastare i mega progetti edificatori dei palazzinari Parnasi, Idea Fimit, etc. autorizzati dagli ex sindaci Palozzi e Silvagni in zona via del Divino Amore per circa 12.500 nuovi abitanti e 1,3 milioni di metri cubi di cemento.

Al centro del dibattito anche gli impianti a biomasse. Il piano regionale dei rifiuti, fermo ancora al 2012 e bloccato in attesa delle decisioni della capitale, sta lasciando campo libero agli avventurieri. Tra Ardea, Velletri, Artena, Pomezia, Aprilia, Anzio e versante sud e est di Roma proliferano, grazie agli incentivi di stato e al benevolo orientamento regionale, progetti e richieste per centrali a biogas (Fri-El, Acea, Green Park etc.) e impianti aerobici mega industriali (Cogea, Volsca) che in parte potrebbero rispondere anche ai fabbisogni di smaltimento della capitale.

In primis la centrale biometano da 60.000 ton. alimentata da FORSU riproposta dalla Suvenergy a Tor di Bruno di Ardea, a un passo da discarica, depuratore e villaggi. Il recente deposito in Regione delle osservazioni tecniche in opposizione, non può essere che il primo passo per contrastare la realizzazione di questo mostro.

I Comitati riuniti nel Coordinamento rifiuti energia Lazio, presenti al discamping, hanno ribadito la loro volontà di opporsi a nuove discariche e a qualsiasi forma di recupero di energia dalle biomasse, fonte di inquinamento e nuovi rifiuti. Individuano inoltre carenze nell’attività di monitoraggio e controllo degli impianti inquinanti, delle falde e dei siti contaminati da parte di Arpa Lazio.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO-COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITà

 


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