Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
Il Piano Rifiuti regionale:una scatola vuota, ma piena di gas... PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Marzo 2017 17:42

Nonostante le continue dichiarazioni di presidente, assessore e dirigenti regionali tendenti a rassicurare cittadinanze preoccupate e comitati sul piede di guerra, il Piano Rifiuti della Regione Lazio, previsto e contrabbandato in anticipo come “virtuoso”, non riesce a vedere la luce, nonostante sia un obbligo di legge e nonostante ci sia incombente la minaccia della Commissione europea. E forse è meglio perché, da quel che è trapelato, si prevedono solo i consueti rinnovi di vecchi, inutili e superati impianti (discariche, TMB, inceneritori).

Di sicuro, visto quanto dichiarato dall’Ass.re Buschini il 10-1-2017 in Commissione Ambiente anticipando i “contenuti strategici del Piano”,  ci sentiamo di condividere solo l’ultimo capoverso dove si riconosce che : “con la gestione rifiuti non si può scherzare...e quanto il settore sia esposto a condizionamenti indesiderati di illegalità… in una regione che per  colpe e manchevolezze è stata commissariata per oltre dieci anni”.

Il fatto è che, finora, l'unico documento ufficiale emerso dagli uffici della Giunta Zingaretti è la Deliberazione n. 199 del 22 aprile 2016, chiamata “Determinazione del fabbisogno”, che rappresenta solo un elenco col fiato corto delle previsioni di produzione rifiuti e di una disponibilità impiantistica del tutto teorica, perché molti impianti sono autorizzati ma non costruiti, altri sotto indagine penale, altri ancora sottoposti a lunghe procedure di autorizzazione.

Vero è che, parallelamente, sta procedendo il tentativo di dotare anche la nostra regione di impianti di “valorizzazione della frazione umida con produzione di biogas/biometano”. Si tratta di impianti pericolosamente nocivi e diseconomici che, distruggendo cospicue quantità di preziosa materia, recuperano energia dai residui organici “valorizzandoli” ad unico vantaggio di imprenditori che realizzano cospicui guadagni anche grazie a generosi incentivi pubblici. A gettarsi nella mischia, nel nuovo business dei rifiuti, sono non solo rapaci impiantisti locali, ma potenze nazionali come la Coldiretti, che cavalca secondo convenienza qui il biogas e là il compostaggio aerobico o associazioni pseudo ambientaliste come Fare Verde che invita la Regione a inserire il biogas nel Piano zonizzando il territorio per meglio tutelare gli interessi dei costruttori o ancora il Consorzio Italiano Compostatori che tutela col marchio di qualità anche il pessimo ammendante compostato prodotto dagli impianti a biogas.

Tali impianti per la produzione di biogas/biometano sfuggono spesso e volentieri alle procedure trasparenti e pubbliche regionali, tanto che risultano solo in parte – nonostante trattino rifiuti organici – negli elenchi delle disponibilità impiantistiche della omertosa Regione Lazio. Eppure, il residuo organico costituisce ben il 30-35% del totale dei rifiuti.

Alle belle parole degli uffici regionali sulla redazione di un Piano rifiuti virtuoso, attento alla prevenzione della produzione degli scarti urbani, teso alla raccolta differenziata, corrispondono i soliti elenchi di impianti, conditi da uno stuolo di nocivi stabilimenti di combustione.

Il Coordinamento dei comitati Rifiuti-Energia del Lazio ripete ormai da anni che non è con questi impianti che si affronta in modo corretto la produzione dei rifiuti urbani, ma diminuendola a monte, non realizzando prodotti non riciclabili, recuperando tutto quel che è possibile recuperare, senza ricorrere a discariche ed inceneritori comunque mascherati, valorizzando la frazione organica in piccoli impianti aerobici per la produzione di compost. Questa e solo questa è la ricetta che viene dai territori, dal pubblico interesse e non dagli affaristi privati e dai loro amici presso la Regione Lazio. In mancanza, sarà - ed è già - lotta dura!

Per un corretto e diffuso compostaggio aerobicoPer la chiusura di inceneritori e discarichePer il ritiro del famigerato “Decreto Clini” che permette di incenerire rifiuti nei cementificiPer la lotta contro le “bio”truffe e lo stop agli incentivi ai “bio”gassistiPer la difesa della salute e dell'ambientePer la difesa dei nostri territori

Coordinamento dei Comitati Rifiuti-Energia del Lazio

 
Comunicato a seguito del presidio ad Ardea del 24 febbraio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 01 Marzo 2017 18:17

La vergognosa situazione dei Villaggi Ardeatino, Montagnano e zone limitrofe in Comune di Ardea a valle della discarica di Roncigliano, con circa duemila abitazioni sprovviste di fognature e rete idrica, si trascina da anni e non ha trovato fin’ora nessuno straccio di soluzione.  Ad oggi abbiamo sentito solo chiacchiere vuote e rimpalli di responsabilità tra Regione, Comune e Idrica Spa, società per i servizi idrici e fognari partecipata al 100% del Comune di Ardea. Molti residenti, la cui unica fonte idrica risiede nei pozzi super-inquinati dall’arsenico e dalla discarica, sono stati costretti a pagarsi, a caro prezzo, gli impianti di potabilizzazione.  Se da un lato Idrica non è manifestamente in grado di portare acqua ai Villaggi, stando al sindaco  Luca Di Fiori, neanche Acea avrebbe acqua a sufficienza per sopperire al fabbisogno. Convinzione puntualmente smentita dal responsabile Acea Spa per la gestione impianti, ing. Marco Salis da noi interpellato. Abbiamo quindi chiesto al sindaco un incontro per chiarire una volta per tutte la cosa e dare soluzione  alle altre criticità, in primis l’allaccio dei villaggi al depuratore intercomunale. Malgrado infausti precedenti giovedì 23 c.m. l’incontro c’è stato, presenti oltre al sindaco i rappresentanti delle società Acea Ato2 e Idrica Spa, ing. Emanuele Vinciarelli e ing. Stefano Coticoni. C’è voluto poco per avere conferma che, anziché perdere anni inutilmente,  sarebbe bastato che il primo cittadino alzasse il telefono e comunicasse alla STO, segreteria tecnica operativa di Acea Ato2, l’intenzione sua e quella di Idrica Spa di affidargli l’incarico di portare acqua ai Villaggi.Ieri con il si di Acea Ato2 si è forse messo in moto l’iter. Aspettiamo di vedere nero su bianco la lettera ufficiale di incarico ed intanto continueremo a vigilare. Non abbiamo simpatie per Acea ma sicuramente, al contrario di Idrica, ha tutti i mezzi per realizzare l’opera. Visto che la municipalizzata romana è anche subentrata nella conduzione-gestione del depuratore intercomunale dei Castelli ci aspettiamo che elimini rapidamente le cause del rumore e degli effluvi maleodoranti che investono i residenti di Montagnanello dal maggio 2016.Non c’è stato modo di avere risposte in merito dal primo cittadino che ha chiuso l’incontro per altri impegni. Il sit-in del 24 febbraio sotto la sede del Comune di Ardea a via Garibaldi, molto partecipato dai cittadini dei villaggi, è servito per mettere a fuoco e denunciare i tanti altri problemi irrisolti. Tra questi il contenzioso ancora in corso tra Comune e Regione per un debito comunale pregresso da circa 1.700.000 Euro nei confronti dell’ente regionale che continua a bloccare il milione 380mila già erogato per gli allacci delle fognature dei villaggi al depuratore. E senza fognature niente acqua. Nel corso dell’assemblea si è fatta avanti l’assessora all’ambiente e vice sindaco  Anna Lucia Estero, giovane e rampante avvocata, in carica da soli 7 mesi che si è sperticata nella difesa d’ufficio dell’amministrazione, ignorando l’inerzia o peggio della stessa sulle questioni ambientali, ignorando ad esempio che la stessa amministrazione è responsabile del via libera al mostro della Suvenergy, mega digestore anaerobico a biogas-“bio”metano da 117.000 tonnellate destinato ad avvelenare un vastissimo territorio di quel Comune.  Su questa decisione, presa in Conferenza dei servizi ignorando il parere negativo della Asl, pendono due nostre denunce penali alla Procura della Repubblica di Velletri.L’assessora, che non ha poi mancato di attaccare con argomenti  ridicoli i “manifestanti” ha rivendicato un po’ imprudentemente l’impegno del Comune sui rifiuti con future ipotetiche e preelettorali isole ecologiche, dimenticando però di dire che l’unica isola ecologica disponibile al momento si trova vicino al mare a molti km di distanza dai villaggi ed è aperta un solo giorno a settimana. Le campagne elettorali e le agitazioni preelettorali non ci interessano ed aspettiamo solidi fatti non chiacchiere.

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano – Comitato ribelli di Montagnano -  Assemblea contro le nocività

 
presidio sotto il comune di ardea PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Febbraio 2017 21:31

VENERDI' 24 FEBBRAIO ALLE 10,30 PRESIDIO POPOLARE SOTTO IL COMUNE DI ARDEA - VIA GARIBALDI/ PRESSO PIAZZA DEL POPOLO.

Vista la nota situazione dei villaggi collocati sull'asse dell'Ardeatina a valle della discarica di Roncigliano, ovvero il perdurare di miasmi provenienti dalla discarica (anche se gli abbancamenti sono momentaneamente fermi), lo stabile inquinamento delle falde per l'attività pregressa della discarica, l’assenza della rete fognaria, l’assenza di un sistema idrico pubblico, l’entrata in funzione di un depuratore che non serve la zona circostante, ma che in compenso emana pessimi odori e forti rumori, si impone un nuovo intervento presso L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ARDEA E IL SINDACO CHE LA DIRIGE.

Va risolto il contenzioso tra Comune di Ardea e Regione Lazio che blocca il famoso milione e trecento mila euro per le fogne messo in bilancio dalla Regione e mai erogato, ammesso che questa cifra sia sufficiente.

Va preso atto che la società IDRICA , partecipata al 100% dal comune di Ardea, non è in grado di portare acqua ai villaggi (ma neanche in altre zone del comune), come non è in grado, neanche in via di emergenza, di fornire detto servizio alle utenze, inibite all'uso della stessa dalla ASL, per eccessivo inquinamento da Arsenico e altro.

Va ripresa in considerazione l’effettiva capacità di trattamento del depuratore di Montagnanello e ovviamente vanno istallati i pannelli fonoassorbenti, i quali sembrano finalmente arrivati, e collocate le alberature adatte e sufficienti.

Su tutto ciò, il Sindaco Di FIORI

ha il dovere istituzionale di fornire serie e definitive risposte!!!

e non riproporre le solite rumorose invenzioni dilatorie.

Pur non avendo alcuna simpatia per la SpA ACEA, che però gestisce il sistema idrico dell'area metropolitana, abbiamo avuto assicurazione, da funzionari responsabili, della ovvia capacità di questa società a procedere alla costruzione di quanto necessario per portare acqua potabile nelle zone prive del servizio. Per fare ciò, è necessario che il comune di Ardea e la società IDRICA comunichino alla Segreteria Tecnica Operativa di Acea ATO2 la loro rinuncia a gestire i villaggi e conferiscano l'incarico conseguente.

Questo è ciò che va fatto, a meno che qualcuno non ci stupisca ed inizi al più presto i lavori per garantire una rete fognaria e idrica a centinaia di cittadini.

COORDINAMENTO CONTRO INCENERITORE ALBANO - COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITA'

 

 
ASSEMBLEA PUBBLICA 11/2/2017 PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2017 13:45

ASSEMBLEA PUBBLICA

 

SABATO 11 FEBBRAIO 2017ore 16.00

presso BAR MONTAGNANO

INCROCIO VIA ARDEATINA KM 26/VIA TOR PALUZZI

Da quando sono stati urbanizzati i Villaggi che incombono su via Ardeatina la mancanza di impianti fognari e acquedotto pubblico ha rappresentato un evidente problema. Oggi, dopo 40 anni di discarica , la situazione è ulteriormente peggiorata e non è più sostenibile.

Il 30 settembre scorso abbiamo manifestato sotto la Regione Lazio e incontrato i responsabili di diversi dipartimenti che ci hanno detto quattro cose:

1 – per la discarica si attende il dissequestro del TMB da parte della Procura per poi valutare le intenzioni della pontina Ambiente;

2 – sulla questione dell’acquedotto pubblico la Regione non ne vuole sapere e attribuisce alla società municipalizzata IDRICA  la responsabilità dell’opera;

3 – sul depuratore dei castelli tutto sarà risolto con il passaggio ad ACEA;

4 – per le fognature la Regione ha stanziato 1,3 milioni di euro  al Comune di Ardea  e i primi 280 mila  sono stati già erogati.

A distanza di quattro mesi, durante i quali abbiamo fatto molte iniziative, per esempio presidi al Comune di Ardea e fatto pressioni presso ARPA e ASL, nonché ottenuto dirette RAI, la situazione adesso è questa:

La discarica continua ad emanare odori fetidi, benché ’abbancamento sia fermo da sette mesi e continua ovviamente l’inquinamento delle falde;

IDRICA e Comune di Ardea si dimostrano totalmente incapaci di portare acqua ai Villaggi;

ACEA ha preso in carico il depuratore, ma la situazione non è risolta: l’ alberatura promessa è invisibile; i pannelli insonorizzanti non ci sono; i rumori permangono anche se diversamente gestiti;

I soldi promessi dalla Regione sono fermi alla Tesoreria a causa di precedenti pendenze del Comune di Ardea con la Regione medesima.

Alla fine, i cittadini del Villaggio Ardeatino, di Valle Gaia e Montagnano e Montagnanello  si trovano nello stesso schifo di prima.

 

DECIDIAMO INSIEME ALTRE INIZIATIVE DI LOTTA

COORDINAMENTO CONTRO INCENERITORE DI ALBANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITÀ

COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

 
campagna di sottoscrizione PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Dicembre 2016 10:20

CAMPAGNA DI SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA

ABBIAMO BISOGNO DI 2000 EURO ENTRO FEBBRAIO

  • A oltre due anni e mezzo dall'arresto di Cerroni e dei suoi sguatteri il 9 gennaio 2014, il processo contro il ras dei rifiuti è ancora in corso e ci vede impegnati con 22 cittadini di Albano e Ardea costituiti come parte civile.
  • Nel frattempo è partito un secondo procedimento cosiddetto a “rito ordinario” che andrà a dibattimento a febbraio e anche quì siamo parte civile.

Ma gli impegni processuali non finisco qui:

  • con 15 cittadini e compagni siamo impegnati come imputati presso il tribunale di Velletri accusati di interruzione di pubblico ufficio per un presidio in discarica del febbraio 2012, uno delle decine di presidi fatti in questi anni.
  • Un nostro compagno è poi processato per resistenza a pubblico ufficiale in occasione della carica poliziesca del 14 aprile 2012 nei pressi di villa Doria al termine di uno dei 13 grandi cortei messi in piedi durante la vertenza.
  • Nell'anno in corso abbiamo interessato le procure di Roma e Velletri con diversi esposti denunciando il disastro ambientale causato dalla discarica di Roncigliano prima e dopo il devastante incendio del TMB del 30 giugno scorso.

Sta di fatto che per quanto gli avvocati che ci affiancano si accontentino di parcelle simboliche o non le chiedano affatto ( come nel caso dell'avv. Lo Mastro che in tutti questi anni non chiesto altro se non le spese di deposito degli atti) le spese continuano ad aumentare, soprattutto nel processo principale dove è stato necessario ricorrere ad una ulteriore penalista, che comprensibilmente ci chiede altri soldini (oltre al lievitare nel tempo dei costi di burocrazia e canelleria)

Altrettanto comprensibilmente le nostre casse sono ormai al lumicino, per questo apriamo un periodo di raccolta fondi che inauguriamo a

partire da martedì 20 dicembre alle 20,30 nella sede circoscrizionale di Cecchina Via rocca di papa 9 dove

VI INVITIAMO A BRINDARE A MANGIARE QUALCOSA ALLA SALUTE DEI NOVE ANNI DI MOBILITAZIONE TRASCORSI CONTRO L'INCENERITORE, LA DISCARICA E LE CENTRALI A BIOMASSE , MA ANCHE PER AUGURARCI UN OTTIMO DECIMO ANNO DI ULTERIORE IMPEGNO!

SOSTIENI LA NOSTRA LOTTA , SOSTIENI LA TUA LOTTA.

 

Coordinamento conro l’inceneritore – Assemblea contro le nocività

 


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