Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIMI APPUNTAMENTI
- Giovedì 18 Settembre ore 18:30, Via dei Fienili 187, Velletri- assemblea pubblica sulla nuova
megadiscarica e gli altri impianti inquinanti.
- Sabato 27 Settembre - a Montagnano - cena e nel pomeriggio assemblea regionale.

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L'inceneritore ad Albano è:
 

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
La minaccia di un megapolo dei rifiuti ai Castelli Romani PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Settembre 2014 09:53

Assemblea pubblica presso il locale Velidance in Via dei Fienili, 187 a Velletri

giovedì 18 settembre alle ore 18.30.

L’estate, come sempre è l’occasione propizia per mettere in piedi le peggiori porcate. L’8 e il 25 agosto due società, la Volsca Ambiente e Servizi spa e l’Ecoparco srl hanno depositato in Regione, ufficio VIA, i progetti, rispettivamente, per un impianto anaerobico a biogas da 33.000 t/a e per un megapolo dei rifiuti urbani e dei peggio rifiuti industriali, nonché di terreni contaminati, da realizzare a Velletri loc. Lazzaria a ridosso di altri tre Comuni, Aprilia, Lanuvio, Cisterna.

L’”eco” polo conterrà un altro biogas da 40.000 t/a, una discarica da 2 milioni di tonnellate e un TMB (impianto di triturazione e vaglio dei rifiuti) da 100.000 t/a destinato a rifornire di CDR e CSS (combustibili da rifiuti) l’inceneritore e il cementificio di Colleferro. Un'altra società la Biovis srl ha depositato l’ennesimo progetto per un biogas da 33.000 t/a spostato ad Ardea dopo aver incontrato un’opposizione popolare accanita nel sito iniziale di Ariccia. Nel triangolo Roncigliano di Albano, Velletri, Colleferro si profila un polo rifiuti dall’incredibile impatto inquinante, tale da stravolgere ulteriormente la vivibilità del territorio interessato per i prossimi decenni.

Il proliferare di progetti d’impianti a biogas, falsamente chiamati “impianti di compostaggio” ma in realtà finalizzati al recupero di energia (e perciò altamente inquinanti), s’inquadra nelle linee guida tracciate dal governo e dai suoi predecessori, a suon di incentivi, per favorire una nuova generazione di affaristi dei rifiuti color verde $. Da Zingaretti a Civita a Legambiente fino ai sindaci, destra centro sinistra, l’elenco degli entusiasti è lungo e trasversale.

Il megapolo si propone di soddisfare i fabbisogni monnezzari dell’area metropolitana, stante la ridicola quota di differenziata porta a porta realizzata da gran parte dei Comuni, Roma compresa. Ma non solo, risponde alle necessità di eco-affaristi interessati alle “bonifiche” di siti contaminati (tipo Valle del Sacco, terre dei fuochi) e a quelle di aziende industriali che hanno da smaltire i loro veleni, rifiuti di processi chimici, tessili, farmaceutici etc., ceneri tossiche e nocive prodotte da inceneritori, polveri altrettanto tossiche intrappolate dai filtri, biofiltri e catalizzatori di impianti a biomasse. L’elenco, a leggere il progetto, è impressionante.

Gli impianti anaerobici a biogas sono nocivi sempre e comunque, non c’è spazio per possibilismi. Le discariche, gli inceneritori e i TMB sono nocivi sempre e comunque. Non li vogliamo né qui né altrove. Sono il frutto d’insipienza, intrallazzi e affarismo che hanno ritardato di decenni una corretta riduzione, differenziazione e riciclo dei rifiuti.

Velletri non è stata scelta a caso. Evidentemente è considerata un anello debole a livello territoriale. La politica degli insediamenti insalubri sta ormai privilegiando le zone a più bassa reattività popolare, l’hanno capito dopo aver sperimentato il costo in tempo e soldi dell’opposizione dura in altre zone.

Abbiamo due mesi per opporci legalmente ai progetti, ma da subito occorre avviare una risposta popolare forte.

 
Sblocca Italia, piano Renzi per inceneritori: “Rifiuti da fuori Regione e nuovi impianti” PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Settembre 2014 09:26

Il decreto segue la linea già seguita dall'ex premier Letta e aggiunge la possibilità di costruire nuovi forni per arrivare alla dismissione delle discariche. Si intende contemporaneamente favorire la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente

da http://www.ilfattoquotidiano.it di Silvia Bia

Nel futuro dell’Italia i rifiuti viaggeranno da nord a sud e saranno smaltiti non solo negli inceneritori già attivi, ma anche in impianti nuovi che saranno realizzati nei prossimi anni. C’è l’impegno per la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente a livello economico dopo l’investimento su altri forni: gestiti da società partecipate con l’aiuto dello Stato, per far funzionare i conti dovranno continuare a bruciare immondizia. È quanto potrebbe accadere secondo il decreto Sblocca Italia, che alla voce “ambiente” porta avanti, in merito alla politica di gestione rifiuti, tutte le strategie già messe in piedi dal governo di Enrico Letta. E non solo. Secondo le prime bozze del provvedimento, e che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, la linea di Matteo Renzi supera addirittura la strada già tracciata dall’allora ministro all’Ambiente Andrea Orlando.

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Una valanga di monnezza in arrivo a Velletri PDF Stampa E-mail
Martedì 02 Settembre 2014 12:07

OCCHIO !!!
Il 25 agosto è stata inviata al Comune di Velletri l'istanza di pubblicazione di una Valutazione di Impatto Ambientale di un polo per il trattamento dei rifiuti da parte della società privata Ecoparco Srl.
Un progetto composto da cinque impianti:
- impianto di trattamento ed essiccazione con produzione di Css per 100.000/t anno;
- impianto di compostaggio per 40.000/t anno;
- impianto di trattamento del percolato per 30.000/t anno;
- discarica per 100.000/t anno;
- impianto di distribuzione del gas prodotto dagli impianti.

Complessivamente sarebbero gestite circa 270.000/t anno. L'area dell'impianto è situata nei pressi del carcere di Lazzaria dove attualmente esiste una cava di pozzolana esaurita.

Ecco un piccolo estratto della descrizione del polo rifiuti.

 
INCENERITORE ...... CERRONI CI RIPROVA PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Agosto 2014 02:41

INCENERITORE ...... CERRONI CI RIPROVA

VII INVASO...... LA PROCURA DI ROMA INQUISISCE REGIONE E PONTINA AMBIENTE.

 

Nell'apparente indifferenza di istituzioni e opinione pubblica si recitano varie commedie dell'assurdo con un'unica conclusione: peggioramento della salute pubblica, rovina dei territori, aumento dei costi della gestione dei rifiuti. LA regione Lazio, nelle persone di Zingaretti e Civita, da una parte non redige un piano regionale dei rifiuti, dall'altra fa propria la posizione padronale della Confservizi che comunque ratifica il fatto che l'inceneritore di Albano non si può fare. Preso atto di ciò siamo andati in regione con presidi popolari chiedendo l'ovvia cancellazione dell'AIA del 2009, la regione ha rifiutato anche dopo gli ordini di carcerazione di Fegatelli e De Filippis che quel documento avevano costruito. Così due settimane fa Cerroni ha potuto ottenere dal TAR la sospensione del provvedimento GSE che cancellava la convenzione preliminare del 2009 per gli incentivi ex CIP6.

MAGIA! Ora Cerroni, scarcerato da poco, ha ancora AIA e convenzione preliminare attive: l'inceneritore potrebbe essere fatto adesso.

In più, sempre nel mese di luglio, Cerroni ha ottenuto dal TAR la cancellazione dell'interdittiva emanata dal prefetto Pecoraro e la possibilità di aumentare del 30% le tariffe a carico degli enti locali; è così facile prevedere un aggravio delle bollette per il prossimo futuro. E questo mentre Cerroni viene processato per falso e truffa in pubbliche forniture a causa delle soprafatturazioni dei servizi ai Comuni.

La discarica di Roncigliano, nel frattempo, continua ad inghiottire, oltre i rifiuti del bacino, quelli di Civitavecchia, Monterotondo e di un altra decina di piccoli comuni, appestando tutta l'area circostante.

Mentre la Procura di Velletri dorme sonni profondi sui nostri esposti, ma anche su quelli dell'ARPA, (uno è del 17 aprile scorso), la Procura di Roma comunica ai sigg. Fegatelli, De Filippis e Rando un avviso di garanzia proprio a causa del VII° invaso. Questo dovrebbe preoccupare l'Amministrazione di Albano che ha assistito immobile alla costruzione e al collaudo della VII buca. Ma questo non accade; la paralisi è totale.

Dopo sette convocazioni la conferenza dei Servizi sugli sforamenti dei pozzi-spia sembra svanita.

Dimenticate le grida e le delibere di giunta, nessun controllo è stato disposto sul funzionamento del TMB a Roncigliano; addirittura non si riesce a conoscere le volumetrie del VII° invaso; manca ancora la relazione dell'IRSA CNR sulla caratterizzazione esterna già pagata dal Comune stesso con 30 mila euro.

IL 13 AGOSTO PROSSIMO ALLE ORE 20.00

SAREMO DAVANTI I CANCELLI DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO PER CHIEDERNE LA CHIUSURA E "CELEBRARE" IL V ANNIVERSARIO DELL'AIA, NEL GIORNO DELLA FINE TEORICA DELLA VALIDITA' PROROGATA SOLO DAI GIOCHI DELLE TRE CARTE DI AMMINISTRAZIONE E TRIBUNALI.

MOBILITAZIONE E CONTROLLO POPOLARE SONO LO STRUMENTO CHE IMPEDISCE LE PREVARICAZIONI DEI CERRONI DI TURNO.

 
Torna l’incubo Inceneritore ai Castelli Romani e Litorale Laziale PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Luglio 2014 22:02

Torna l’incubo Inceneritore ai Castelli Romani e Litorale Laziale.

Cacciato dalla porta del GSE, rientra dalla finestra del TAR.

500 milioni di euro pubblici potrebbero essere utilizzati ancora oggi per costruire il forno brucia-rifiuti più grande d’Europa.”

 

Non si tratta di una boutade ma di un rischio reale e concreto che riguarda almeno un milione di abitanti residenti tra i Castelli Romani, il Litorale Laziale e l’area nord-Pontina: il consorzio Co.E.Ma. costituito dal magnate dei rifiuti Manlio Cerroni, dall’Acea e dall’Ama potrebbe utilizzare ancora oggi 500 milioni di euro di soldi pubblici CIP-6 (7x100 della bolletta elettrica) per costruire l’Inceneritore di Albano.

Infatti, questo è quanto stabilito dall’ordinanza n. 3390 del 21 luglio firmata dal Presidente della sezione Terza-Ter del Tar del Lazio dott. Giuseppe Daniele, dal consigliere estensore Maria Grazia Vivarelli e dal giudice referendario Claudio Villorani. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in buona sostanza, ha accolto “temporaneamente” la richiesta del consorzio Coema di annullare il recente provvedimento del GSE (Gestore del Servizio Energetico) con cui era stata finalmente bocciata la convenzione preliminare Coema–GSE di giugno 2009 relativa ai CIP-6 per la costruzione dell’Inceneritore di Albano.

Si tratta “solo” di un provvedimento giudiziario per così dire “preliminare” e la sentenza definitiva non arriverà prima di giovedì 28 maggio 2015, ma l’ordinanza costituisce comunque una decisione molto pericolosa perché potrebbe spingere il Co.E.Ma ad avviare quanto prima il cantiere per la costruzione del contestatissimo mega forno brucia-rifiuti.

Nei prossimi 8 mesi e fino al 28 maggio 2015, sarà necessario quindi mantenere la massima attenzione attorno al sito della discarica di Roncigliano, dentro cui i monopolisti dei rifiuti vorrebbero costruire ancora oggi l’Inceneritore più grande d’Europa.

Appena pochi giorni fa, il comitato No-Inc e circa 40 residenti di Albano ed Ardea che vivono in prossimità del VII invaso di Roncigliano, avevano lanciato l’allarme e si sono costituiti “ad opponendum” contro il ricorso amministrativo del consorzio Coema.

Quanto prima, però, dovranno costituirsi al Tar anche tutte e dieci le Amministrazione comunali dei Castelli Romani e del Litorale Laziale che sversano i propri rifiuti indifferenziati nel VII invaso e che al momento, invece, risultano ancora del tutto “latitanti”: Albano, Castel Gandolfo, Ariccia, Genzano, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Lanuvio, Nemi, Ardea e Pomezia.

Occorre, infatti, che tutti insieme “ricordiamo” ai giudici amministrativi il “grande imbroglio” che si cela dietro la cantierizzazione fittizia del 29 dicembre 2008 (nella realtà dei fatti ancora mai avvenuta!), ma utile a rientrare nei termini U.E. del 31 dicembre 2008 per accaparrarsi, costi quel che costi, la contribuzione pubblica. Come anche l’ordinanza n.Z-0009 del 22 ottobre 2008 che l’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo scrisse “sotto dettatura” (secondo le Procure di Velletri e Roma) del Gruppo Cerroni per permettere al ras della monnezza di “ottenere un ingiusto ed illecito vantaggio patrimoniale”.

Nella speranza, così, di scongiurare il rischio che parta il cantiere per la costruzione dell’Inceneritore di Albano e che l’impianto venga finanziato con 500 milioni di euro di soldi pubblici CIP-6 destinati, in realtà, a fonti di energia realmente verdi.

Prossimi appuntamenti del comitato No Inc: 13 agosto, 5° anniversario dell’AIA n.B3694 del 13 agosto 2009 che autorizzò la costruzione dell’Inceneritore di Albano, cena con sottoscrizione a Villaggio Ardeatino, via ardeatina km 24,650.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 


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