Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione di tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazioni.

DOMENICA 12 NOVEMBRE, Assemblea pubblica, Piazza di Corte, Ariccia, ore 10.30


sottoscrizioni

facebook

Diffondi

Inserisci questo banner nei tuoi spazi web.

ISTRUZIONI E CODICE HTML

Sondaggi

L'inceneritore ad Albano è:
 

Shinystat

Inceneritore ad Albano? Anche no!
ARICCIA – IN ARRIVO TRE IMPIANTI A BIOMASSE CHE BRUCIANO BIOGAS E UN IMPIANTO CHE TRATTA RIFIUTI SPECIALI DA AUTODEMOLIZIONI PDF Stampa E-mail
Sabato 28 Ottobre 2017 20:59

Il partito degli affaristi ammantati di verde torna subdolamente alla carica

Ormai non passa giorno senza che un nuovo progetto di trattamento rifiuti venga proposto ai Castelli e nell’area a sud di Roma, da Ardea ad Albano, Ariccia, Aprilia, Pomezia, Velletri.

Dopo il tentativo della Biovis di portare ad Ariccia un mega biogas, dopo i bruciatori alla porchetta di Genzano, ambedue seppelliti a furor di popolo, imprenditori “ecologici” e politicanti, ben sostenuti da incentivi statali e finanziamenti regionali, ci riprovano e hanno deciso, con il benestare della giunta Di Felice, di piazzare i tre impianti a biogas in due parcheggi comunali (in centro storico a via Borgo S. Rocco, parcheggio Carlo Fontana e a via Innocenzo XII, Fontana di Papa), spacciandoli per macchine virtuose che producono fertilizzante.

Lo chiamano progetto FARO e hanno scomodato l’Istituto Inquinamento Ambientale del CNR per coordinare l’impresa. Le biomasse (260 tonnellate) proverranno dalla raccolta differenziata delle fraschette, da parchi e giardini e saranno digerite in assenza d’aria producendo “bio”gas e ricavando, dopo averlo bruciato, energia termica ed elettrica. Le piccole dimensioni sono un espediente per aggirare i procedimenti autorizzativi.

Che il biogas sia una miscela piena zeppa di veleni (H2S, particolato, ossidi vari, idrocarburi minori) destinati in buona parte ad entrare nei polmoni dei residenti si guardano bene dal dirlo e anzi ammantano il progetto col solito stile ipocrita “Fertilizzante ad Ariccia da Rifiuti Organici”. Non ci diranno mai che useranno - ad ogni manutenzione e avviamento - una torcia di sicurezza che brucerà senza depurazione il gas in eccesso o in difetto; non ci diranno che sotto il nostro naso e in zone densamente popolate, tre cogeneratori con tre camini spargeranno i loro veleni per tutto l’anno, né che avranno bisogno di un serbatoio (gasometro) per ciascuno dei tre impianti, con tanto di perenne rischio di incendio o esplosione. E poi il cosiddetto fertilizzante prodotto, che ha assorbito velenoso percolato, sarà ricco di metalli pesanti e sali alla lunga nocivi per le piante.

Per dirla breve: “LORO” RISCUOTERANNO INCENTIVI, RISPARMIERANNO INTEGRALMENTE LA BOLLETTA ENERGETICA, I CITTADINI NE PAGHERANNO TUTTI I COSTI IN PERDITA DI SALUTE.

Ma non è finita. Su sollecitazione della città metropolitana l’attivissimo imprenditore Indiati, assessore all’ambiente ha anche pilotato l’approvazione in consiglio comunale del benestare a un impianto della Waste Control srl per il trattamento di rifiuti speciali provenienti da autodemolizioni in via Nettunense n°5, km7 a Cecchina. Non sappiamo ancora le dimensioni ma è certo che ci sarà impiego di fiamme ossiacetileniche e al plasma anche per sezionare i serbatoi delle auto demolite, con inevitabili emissioni nocive e quant’altro.

Invitiamo tutti i cittadini desiderosi di stroncare ogni tentativo di propinarci impianti nocivi, a scendere con noi in piazza per un’assemblea pubblica da tenersi DOMENICA 12 NOVEMBRE ORE 10,30 IN PIAZZA DI CORTE, Ariccia.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
cena a sostegno delle spese legali presso il centro sociale Ipo PDF Stampa E-mail
Venerdì 20 Ottobre 2017 09:33

 
comunicato discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Venerdì 01 Settembre 2017 09:55

Sabato 26 e domenica 27 agosto, a dieci anni dalla nascita del Coordinamento NO INC che con decine di iniziative, presidi e cortei ha concluso vittoriosamente la lotta contro l’inceneritore di Cerroni, ci siamo ritrovati ancora una volta a Roncigliano, di fronte alla collina del VII invaso, in una animata due giorni di riflessioni, dibattito e convivialità con i cittadini residenti e i comitati che operano nelle realtà territoriali della provincia.

Le questioni affrontate nelle assemblee hanno riguardato il contesto locale e quello regionale delle nocività diffuse: dalle impiantistiche legate al ciclo dei rifiuti alla cementificazione del territorio.

Malgrado il sequestro post incendio del TMB, il fermo del conferimento rifiuti e il via alla bonifica di un pozzo inquinato da cloro-propano disposto dalla Procura, la mega discarica della Pontina Ambiente ad Albano continua ad ammorbare l’aria e a inquinare le falde. Non è dato sapere se la bonifica è iniziata o no, se verranno realizzati i pozzi spia e quelli di captazione mancanti, se il percolato si accumula ancora negli invasi, se e quando si farà il monitoraggio idrogeologico richiesto da anni, segni non se ne vedono. L’Arpa Lazio, ente regionale che dovrebbe verificare, è invece latitante dal gennaio 2016, quando riscontrò presenza di idrocarburi in falda per il quinto anno consecutivo. Il dipartimento prevenzione della Asl-Roma6 non sembra avere idee chiare nè efficacia di azione.

A valle della discarica, i villaggi ardeatini, impossibilitati ad usare l’acqua inquinata dei pozzi sono anche privi tuttora di acqua pubblica e fognature, in attesa che Acea Ato2, dopo gli accordi presi ad Ardea mesi fa, realizzi l’allaccio alla rete idrica e che il Comune si accordi con la Regione per sbloccare i fondi necessari per portare gli scarichi al depuratore. Analoga situazione di assenza fognature e interdizione all’uso dei pozzi si verifica in alcuni comuni a ridosso della discarica di Guidonia, ora ferma e anch’essa proprietà Cerroni, responsabile di una contaminazione delle falde che richiederà decenni per essere bonificata. Anche in questo caso Arpa Lazio latita da oltre un anno.

Acea è la stessa che, subentrata da poco a gestire il depuratore intercomunale dei Castelli Romani millantando miracoli, ha invece messo in piedi barriere antirumore inadeguate allo scopo e pare incapace di eliminare le emissioni maleodoranti di alcune sezioni. Inoltre il depuratore, inaugurato da soli due anni, si sta dimostrando, come da copione, insufficiente a ricevere e trattare tutti gli scarichi dei 5 comuni.

Comuni a loro volta responsabili di una folle bulimia cementificatoria che divora territorio e porta con se nuovi consumi idrici e nuovi scarichi fognari. Caso emblematico Marino, dove l’Assemblea contro la cementificazione, con altri comitati, cerca da anni di contrastare i mega progetti edificatori dei palazzinari Parnasi, Idea Fimit, etc. autorizzati dagli ex sindaci Palozzi e Silvagni in zona via del Divino Amore per circa 12.500 nuovi abitanti e 1,3 milioni di metri cubi di cemento.

Al centro del dibattito anche gli impianti a biomasse. Il piano regionale dei rifiuti, fermo ancora al 2012 e bloccato in attesa delle decisioni della capitale, sta lasciando campo libero agli avventurieri. Tra Ardea, Velletri, Artena, Pomezia, Aprilia, Anzio e versante sud e est di Roma proliferano, grazie agli incentivi di stato e al benevolo orientamento regionale, progetti e richieste per centrali a biogas (Fri-El, Acea, Green Park etc.) e impianti aerobici mega industriali (Cogea, Volsca) che in parte potrebbero rispondere anche ai fabbisogni di smaltimento della capitale.

In primis la centrale biometano da 60.000 ton. alimentata da FORSU riproposta dalla Suvenergy a Tor di Bruno di Ardea, a un passo da discarica, depuratore e villaggi. Il recente deposito in Regione delle osservazioni tecniche in opposizione, non può essere che il primo passo per contrastare la realizzazione di questo mostro.

I Comitati riuniti nel Coordinamento rifiuti energia Lazio, presenti al discamping, hanno ribadito la loro volontà di opporsi a nuove discariche e a qualsiasi forma di recupero di energia dalle biomasse, fonte di inquinamento e nuovi rifiuti. Individuano inoltre carenze nell’attività di monitoraggio e controllo degli impianti inquinanti, delle falde e dei siti contaminati da parte di Arpa Lazio.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO-COMITATO RIBELLI DI MONTAGNANO

ASSEMBLEA CONTRO LE NOCIVITà

 
discamping 2017 PDF Stampa E-mail
Martedì 15 Agosto 2017 08:20

 

 
tutti assolti per i fatti del 14 aprile 2012 PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Agosto 2017 11:36

Il 28 luglio presso il Tribunale di Velletri, sezione di Albano, si è concluso il processo a carico di 14 compagni con l’assoluzione piena per tutti. I fatti imputati si riferivano alla giornata di lotta e di piazza del 14 aprile 2012, quando migliaia di persone parteciparono ad una enorme manifestazione con corteo cittadino per le vie di Albano. La Questura di Roma aveva autorizzato dapprima solo fino a Piazza Pia ma sulla spinta della fiumana di gente presente, seduta stante furono costretti ad autorizzare fino alla conclusione normalmente adottata per i tanti cortei del coordinamento, cioè Piazza Mazzini. A quel punto la questura di Roma pensò bene di caricare pesantemente quanti in quel momento si trovavano su via Olivella all’altezza di Villa Doria. Il momento era particolarmente delicato, dal momento che il Consiglio di Stato aveva annullato la sentenza del Tar che a sua volta annullava VIA, AIA e ordinanza di Marrazzo di avvio del cantiere, inoltre da un mese circa era iniziata l’attività del secondo lotto del VII invaso della discarica. Sono passati più di 5 anni da quelle denuncie, il coordinamento sono 10 anni che lotta e denuncia in varie forme tutte le devastazioni del territorio, dalla attività quarantennale della discarica, (attualmente con tutte le problematiche post incendio) alla volontà di costruire un inceneritore di dimensioni spropositate in un tessuto densamente abitato, dalle centrali a biomassa-biogas altrettanto speculative e dannose alla mancanza di servizi primari di urbanizzazione come l’allaccio alla rete idrica e fognaria, che incidono pesantemente sulla nostra salute, la nostra qualità di vita e inquinano e asfissiano il nostro territorio. I tentativi repressivi e di criminalizzazione della partecipazione popolare che in forma autorganizzata ha dato vita ad una sapiente e continua risposta è quindi rispedita al mittente, l’infondatezza e la pretestuosità delle accuse era palese.

Continueremo a vigilare e ad opporre una resistenza popolare ad ogni scempio ambientale che pensano di poterci imporre!

I nostri territori non sono in vendita! Le lotte non si processano!

 


JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL
VALID CSS   |   VALID XHTML