Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

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Inceneritore ad Albano? Anche no!
INCENERITORE ...... CERRONI CI RIPROVA PDF Stampa E-mail
Martedì 05 Agosto 2014 02:41

INCENERITORE ...... CERRONI CI RIPROVA

VII INVASO...... LA PROCURA DI ROMA INQUISISCE REGIONE E PONTINA AMBIENTE.

 

Nell'apparente indifferenza di istituzioni e opinione pubblica si recitano varie commedie dell'assurdo con un'unica conclusione: peggioramento della salute pubblica, rovina dei territori, aumento dei costi della gestione dei rifiuti. LA regione Lazio, nelle persone di Zingaretti e Civita, da una parte non redige un piano regionale dei rifiuti, dall'altra fa propria la posizione padronale della Confservizi che comunque ratifica il fatto che l'inceneritore di Albano non si può fare. Preso atto di ciò siamo andati in regione con presidi popolari chiedendo l'ovvia cancellazione dell'AIA del 2009, la regione ha rifiutato anche dopo gli ordini di carcerazione di Fegatelli e De Filippis che quel documento avevano costruito. Così due settimane fa Cerroni ha potuto ottenere dal TAR la sospensione del provvedimento GSE che cancellava la convenzione preliminare del 2009 per gli incentivi ex CIP6.

MAGIA! Ora Cerroni, scarcerato da poco, ha ancora AIA e convenzione preliminare attive: l'inceneritore potrebbe essere fatto adesso.

In più, sempre nel mese di luglio, Cerroni ha ottenuto dal TAR la cancellazione dell'interdittiva emanata dal prefetto Pecoraro e la possibilità di aumentare del 30% le tariffe a carico degli enti locali; è così facile prevedere un aggravio delle bollette per il prossimo futuro. E questo mentre Cerroni viene processato per falso e truffa in pubbliche forniture a causa delle soprafatturazioni dei servizi ai Comuni.

La discarica di Roncigliano, nel frattempo, continua ad inghiottire, oltre i rifiuti del bacino, quelli di Civitavecchia, Monterotondo e di un altra decina di piccoli comuni, appestando tutta l'area circostante.

Mentre la Procura di Velletri dorme sonni profondi sui nostri esposti, ma anche su quelli dell'ARPA, (uno è del 17 aprile scorso), la Procura di Roma comunica ai sigg. Fegatelli, De Filippis e Rando un avviso di garanzia proprio a causa del VII° invaso. Questo dovrebbe preoccupare l'Amministrazione di Albano che ha assistito immobile alla costruzione e al collaudo della VII buca. Ma questo non accade; la paralisi è totale.

Dopo sette convocazioni la conferenza dei Servizi sugli sforamenti dei pozzi-spia sembra svanita.

Dimenticate le grida e le delibere di giunta, nessun controllo è stato disposto sul funzionamento del TMB a Roncigliano; addirittura non si riesce a conoscere le volumetrie del VII° invaso; manca ancora la relazione dell'IRSA CNR sulla caratterizzazione esterna già pagata dal Comune stesso con 30 mila euro.

IL 13 AGOSTO PROSSIMO ALLE ORE 20.00

SAREMO DAVANTI I CANCELLI DELLA DISCARICA DI RONCIGLIANO PER CHIEDERNE LA CHIUSURA E "CELEBRARE" IL V ANNIVERSARIO DELL'AIA, NEL GIORNO DELLA FINE TEORICA DELLA VALIDITA' PROROGATA SOLO DAI GIOCHI DELLE TRE CARTE DI AMMINISTRAZIONE E TRIBUNALI.

MOBILITAZIONE E CONTROLLO POPOLARE SONO LO STRUMENTO CHE IMPEDISCE LE PREVARICAZIONI DEI CERRONI DI TURNO.

 
Torna l’incubo Inceneritore ai Castelli Romani e Litorale Laziale PDF Stampa E-mail
Martedì 22 Luglio 2014 22:02

Torna l’incubo Inceneritore ai Castelli Romani e Litorale Laziale.

Cacciato dalla porta del GSE, rientra dalla finestra del TAR.

500 milioni di euro pubblici potrebbero essere utilizzati ancora oggi per costruire il forno brucia-rifiuti più grande d’Europa.”

 

Non si tratta di una boutade ma di un rischio reale e concreto che riguarda almeno un milione di abitanti residenti tra i Castelli Romani, il Litorale Laziale e l’area nord-Pontina: il consorzio Co.E.Ma. costituito dal magnate dei rifiuti Manlio Cerroni, dall’Acea e dall’Ama potrebbe utilizzare ancora oggi 500 milioni di euro di soldi pubblici CIP-6 (7x100 della bolletta elettrica) per costruire l’Inceneritore di Albano.

Infatti, questo è quanto stabilito dall’ordinanza n. 3390 del 21 luglio firmata dal Presidente della sezione Terza-Ter del Tar del Lazio dott. Giuseppe Daniele, dal consigliere estensore Maria Grazia Vivarelli e dal giudice referendario Claudio Villorani. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in buona sostanza, ha accolto “temporaneamente” la richiesta del consorzio Coema di annullare il recente provvedimento del GSE (Gestore del Servizio Energetico) con cui era stata finalmente bocciata la convenzione preliminare Coema–GSE di giugno 2009 relativa ai CIP-6 per la costruzione dell’Inceneritore di Albano.

Si tratta “solo” di un provvedimento giudiziario per così dire “preliminare” e la sentenza definitiva non arriverà prima di giovedì 28 maggio 2015, ma l’ordinanza costituisce comunque una decisione molto pericolosa perché potrebbe spingere il Co.E.Ma ad avviare quanto prima il cantiere per la costruzione del contestatissimo mega forno brucia-rifiuti.

Nei prossimi 8 mesi e fino al 28 maggio 2015, sarà necessario quindi mantenere la massima attenzione attorno al sito della discarica di Roncigliano, dentro cui i monopolisti dei rifiuti vorrebbero costruire ancora oggi l’Inceneritore più grande d’Europa.

Appena pochi giorni fa, il comitato No-Inc e circa 40 residenti di Albano ed Ardea che vivono in prossimità del VII invaso di Roncigliano, avevano lanciato l’allarme e si sono costituiti “ad opponendum” contro il ricorso amministrativo del consorzio Coema.

Quanto prima, però, dovranno costituirsi al Tar anche tutte e dieci le Amministrazione comunali dei Castelli Romani e del Litorale Laziale che sversano i propri rifiuti indifferenziati nel VII invaso e che al momento, invece, risultano ancora del tutto “latitanti”: Albano, Castel Gandolfo, Ariccia, Genzano, Castel Gandolfo, Rocca di Papa, Lanuvio, Nemi, Ardea e Pomezia.

Occorre, infatti, che tutti insieme “ricordiamo” ai giudici amministrativi il “grande imbroglio” che si cela dietro la cantierizzazione fittizia del 29 dicembre 2008 (nella realtà dei fatti ancora mai avvenuta!), ma utile a rientrare nei termini U.E. del 31 dicembre 2008 per accaparrarsi, costi quel che costi, la contribuzione pubblica. Come anche l’ordinanza n.Z-0009 del 22 ottobre 2008 che l’ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo scrisse “sotto dettatura” (secondo le Procure di Velletri e Roma) del Gruppo Cerroni per permettere al ras della monnezza di “ottenere un ingiusto ed illecito vantaggio patrimoniale”.

Nella speranza, così, di scongiurare il rischio che parta il cantiere per la costruzione dell’Inceneritore di Albano e che l’impianto venga finanziato con 500 milioni di euro di soldi pubblici CIP-6 destinati, in realtà, a fonti di energia realmente verdi.

Prossimi appuntamenti del comitato No Inc: 13 agosto, 5° anniversario dell’AIA n.B3694 del 13 agosto 2009 che autorizzò la costruzione dell’Inceneritore di Albano, cena con sottoscrizione a Villaggio Ardeatino, via ardeatina km 24,650.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 
Rifiuti, annullate dal Tar le inerdittive antimafia sugli impianti di Cerroni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Luglio 2014 13:34

Difetto di istruttoria e motivazione": le motivazioni dei giudici della sezione ter del Lazio
dal sito: http://roma.repubblica.it/

I giudici della sezione prima ter del Tar del lazio hanno annullato per "difetto di istruttoria e motivazione" le interdittive antimafia emesse a gennaio e marzo scorsi dal prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, contro le società della galassia Cerroni proprietarie dei due tmb di Roma a Malagrotta, del tritovagliatore di Rocca Cencia e del tmb di Albano. Quel provvedimento aveva costretto i sindaci di Roma e Albano a emanare delle ordinanze per consentire alle società che svolgono il servizio di raccolta rifiuti di continuare a conferire presso quegli impianti i cui proprietari erano interdetti a stipulare accordi.

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V Discamping e processo a Cerroni ed altri aggiornamenti PDF Stampa E-mail
Giovedì 03 Luglio 2014 15:09

DISCAMPING: 11- 12- 13 luglio
via Ardeatina km 25,600


18 luglio ore 9,00 Roma p.le Clodio TRIBUNALE:
3° UDIENZA contro Cerroni & band.


Malgrado tutto continuano a riempire il VII invaso e la discarica di Roncigliano continua ad avvelenare popolazioni e territorio. Il comune di Albano, la regione Lazio, l'Arpa, la Provincia, la Pontina Ambiente, dopo sette sedute hanno abbandonato la conferenza dei servizi che è rimasta sospesa e nel frattempo le falde hanno subito ben 164 sforamenti di inquinanti. I verbali del dipartimento prevenzione della ASL, i verbali dei vigili urbani di Albano e la delibera di giunta, che ufficializzano odori acri e insopportabili e richiedono controlli del tmb e della stabilizzazione dell'umido, sono rimasti lettera morta. Addirittura la banale misurazione delle volumetrie residue rimane incognita anche dopo la diffusione al mondo delle immagini dell'invaso messe a disposizione dal coordinamento contro l'inceneritore.

LA LEGGE AMBIENTALE, la famosa 152/06, rimane allegramente inapplicata, confermando l'opinione popolare per cui le leggi sono un po' come la pelle dei santissimi, elastiche ed adattabili a tutte le stagioni e le congregazioni.
DOBBIAMO QUINDI ANCORA CHIUDERE LA DISCARICA E MAGARI EVITARE CHE A QUALCHE BUONTEMPONE VENGA L'IDEA DI SCAVARE ANCHE L'OTTAVA BUCA. In fondo gli 8 ettari liberati dall'inceneritore rimangono da "valorizzare"...
Tanto più che Cerroni non demorde e presenta ricorsi a raffica al TAR: ora contro l'interdittiva antimafia del Prefetto, ora contro il Ministero dello Sviluppo Economico che ha finalmente respinto la ulteriore richiesta di incentivi per il fu inceneritore.
Così il 18 luglio bisognerà seguire sia la terza udienza del processo, dove siamo parte civile, sia l'udienza TAR a via Flaminia dove siamo costituiti ad adiuvandum con il ministero contro Cerroni.

Siccome è doveroso arrivare alla CHIUSURA DEL SITO PRIMA DELLA FINE DEI PROCESSI, dobbiamo DARE CONTINUITA' ALLA NOSTRA VERTENZA per la sanità delle popolazioni contro le nocività dei padroni e per far crescere l'autogoverno dei cittadini.

IL DISCAMPING AL VILLAGGIO ARDEATINO DALL'11 AL 13 LUGLIO SERVIRA' A FARE IL PUNTO SULLE NOSTRE LOTTE A RAFFORZARE LA NOSTRA SOCIALITA' E SE SARA' POSSIBILE A METTERE INSIEME QUALCHE EURO PER LE SPESE LEGALI E LA PROPAGANDA FUTURA.
CHIUDERE IL SITO DI RONCIGLIANO FAR CRESCERE L'AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE.

 
5 GIUGNO APERTO IL PROCESSO A CERRONI & SOCI PDF Stampa E-mail
Sabato 07 Giugno 2014 20:34

È solo la prima parte di un percorso giudiziario che ha origine dalla falsa valutazione ambientale per l'inceneritore di Albano ottenuta dall'allora assessore Di Carlo in collaborazione con i dipartimenti regionali - territorio - energia.

I trenta esposti penali presentati del coordinamento contro l'inceneritore sono la base di questa inchiesta che investe tutto il meccanismo di fatturazione del trattamento dei rifiuti.

Si tratta, sia della truffa dell'interramento di CDR fatto passare per 'combusto', sia dell'ordinaria sovraffatturazione, per coinvolgere l'intero rapporto tra pubblica amministrazione e concessionario.

Venticinque cittadini di Cancelliera, Villaggio Ardeatino, Valle Gaia, Montagnano si sono costituiti parte civile insieme all'associazione Salute e Ambiente di Cancelliera e all'associazione Contro le Nocività di Marino.
Abbiamo sostenuto con circa 250 euro a testa le sole spese di cancelleria e balzelli legali dei nostri benemeriti avvocati, ma ciò ha prosciugato nuovamente la nostra cassa. Siamo perciò costretti a rinviare ancora l'azione popolare e tutte le cause civili connesse. Per questo continueremo a chiedere sottoscrizioni fino al Discamping del prossimo luglio e oltre.

Con soddisfazione notiamo che il comune di Genzano si è costituito con i nostri avvocati. Altri comuni, come Ariccia, si sono presentati con richiesta autonoma, ma si sono resi disponibili a coordinarsi. Non così il comune di Albano che si è costituito con lo studio Paparo-Pietrosanti concedendo una parcella di 15mila euro a costoro che in passato hanno difeso gli interessi di ACEA, socio al 33% di COEMA consorzio dell'inceneritore di Cerroni.

Abbiamo assistito ad un triste spettacolo: si sono costituiti parte civile la regione Lazio che concesse tutte le autorizzazioni a Cerroni; il WWF che dopo un primo momento fece intervenire i propri legali, che hanno sopratutto chiesto parcelle, piuttosto che sostenere concretamente l'opposizione popolare e essere poi coinvolti con l'unico loro rappresentante locale, in piccole operazioni clientelari dell'assessorato all'Ambiente del comune di Albano.

Incredibilmente poi, abbiamo assistito alla richiesta di parte civile di Lega Ambiente nazionale e regionale che nessuno ha mai visto nei trascorsi sette anni di mobilitazione.
La stessa Lega Ambiente che sostiene oggi tutta la velenosa e profittevole filiera delle centrali biomasse e bio-gas; catastrofe attuale e prossima futura.

Per non parlare del Ministero dell' Ambiente....

Saremo presenti a questo processo già calendarizzato fino al gennaio 2015
Già
il prossimo 23 giugno alle ore 14.00 ci sarà la nuova udienza per verificare quante parti civili resisteranno alle opposizioni che le difese di Cerroni presenteranno.

Abbiamo già visto che avvocati e amici di Cerroni continuano a mostrarsi arroganti e sprezzanti delle istanze popolari. Vanno impediti questi atteggiamenti.

Rimane la discarica, il VII invaso continua ad avvelenare aria e acqua, le conferenze di servizi sugli sforamenti dei pozzi spia sono interrotte; solo adesso la Provincia commissariata annuncia la misura delle volumetrie, attendiamo infine una qualsiasi decisione del comune di Albano; altro che costituzione di parte civile!

In autunno ci sarà il processo ordinario e allora parleremo di Guidobaldi, Zagaroli, Ermolli, Marrazzo, Hermanin, etc.
Non aspetteremo la conclusione di questo processo: l'inceneritore è sepolto, va chiusa ancora la discarica, andranno rifatti tutti i conti delle tariffe imposte alla cittadinanza in questi anni.

COORDINAMENTO CONTRO L'INCENERITORE DI ALBANO

 


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