Inceneritori: se non ti informi non saprai mai che sono nocivi e che esistono delle alternative

La lotta contro l' inceneritore non ha padroni ed è gestita dal basso, non fa spalla a nessun partito politico, istituzione, o simili. E' una lotta autorganizzata che rifiuta ogni delega, quindi se vogliamo vincerla dobbiamo partecipare tutti/e direttamente!!

Le manifestazioni, i presidi in piazza, i volantinaggi, le assemblee pubbliche  oltre agli innumerevoli esposti e ricorsi fin ad oggi fatti sono stati possibili grazie alla sottoscrizione dei tanti e tante. AIUTACI ANCHE TU clicca sul nostro sito alla voce Sottoscrivi per fare una piccola donazione

PROSSIME INIZIATIVE:

  • Sabato 25 OTTOBRE ore 17,30 A VELLETRI IN PIAZZA MAZZINI ASSEMBLEA PUBBLICA contro la valanga di monnezza in contrada Lazzaria
  • Giovedì 30 OTTOBRE ore 21, OK CLUB CANCELLIERA ASSEMBLEA PUBBLICA
  • Sabato 1 NOVEMBRE ore 8, PRESIDIO DAVANTI LA DISCARICA DI RONCIGLIANO
  • Giovedì 6 NOVEMBRE ci recheremo alle ore 15 SOTTO LA SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE a via della Pisana per gridare il nostro NO ad un ciclo perverso dei rifiuti in cui non ci dovrà essere più posto per combustioni e discariche inquinanti

sottoscrizioni

facebook

Diffondi

Inserisci questo banner nei tuoi spazi web.

ISTRUZIONI E CODICE HTML

Sondaggi

L'inceneritore ad Albano è:
 

Shinystat

Inceneritore ad Albano? Anche no!
NO al biogas volsca no al megapolo dei rifiuti ECOPARCO PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Ottobre 2014 08:21

NO al biogas volsca NO al megapolo dei rifiuti ECOPARCO

 

Il 16 settembre scorso, in un’affollatissima assemblea pubblica a Velletri è stato gridato, forte e chiaro, il primo NO dei cittadini ai folli propositi di due società, la Volsca A. S. spa, e la Ecoparco srl intenzionate a costruire a Velletri rispettivamente un impianto a biogas da 33mila t/a e un mega polo dei rifiuti da 2milioni di tonnellate, comprendente un secondo impianto a biogas da 40mila t/a, un impianto TMB da 100 mila t/a, un impianto per trattare 30mila t/a di percolato. Abbastanza per distruggere la vivibilità di un territorio vastissimo e le produzioni agricole di pregio DOC, IGT e DOP di kiwi, viti, olivi, etc.

L’assemblea ha detto un NO nettissimo alla linea del sindaco PD Servadio, della sua giunta e dell’opposizione tutta (salvo il consigliere 5S), ufficializzata nel consiglio comunale straordinario del 14 settembre: NO alla discarica SI al “nostro” biogas (Volsca).

Gli impianti di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti che sfornano milioni di metri cubi di “bio”gas SONO NOCIVI e servono solo ad arricchire con soldi pubblici chi li gestisce. L’impianto Volsca non fa eccezione, è nocivo per l’ambiente e per le persone, punto. Il biogas Volsca non è un “impianto di compostaggio”, è una fabbrica di gas inquinanti e maleodoranti, di percolato pieno di metalli pesanti e di “digestato” trasformato in “compost” per mascherare la sua vera natura di rifiuto speciale.

La mega discarica dell’Ecoparco, in cui vorrebbero scaricare, a pochi metri dalle falde acquifere, rifiuti pericolosi di ogni genere compresi i terreni inquinatissimi asportati dalle bonifiche di siti contaminati, avrebbe conseguenze irreversibili per quel territorio dichiarato dal PTPR “paesaggio agrario di rilevante valore”.

Non è un caso che sia stata scelta Velletri, considerata da progettisti e affaristi anello debole nei Castelli Romani. La mobilitazione iniziata il 18 al Velidance è un primo passo per capovolgere questo dato di fatto e ributtare a mare i loro progetti. E’ evidente che al di là dell’impegno dei comitati locali serve soprattutto la partecipazione diretta dei cittadini fatta di azioni legali ma soprattutto di mobilitazione, anche sotto i palazzi del potere.

La Regione Lazio di Zingaretti e Civita è per noi controparte. L’accoppiata che governa il ciclo regionale dei rifiuti si è detta, a parole, contraria alla discarica, ma è da anni favorevole, anzi entusiasta del biogas. Inoltre, secondo stime della Confservizi Regionale, all’area metropolitana mancano, guarda caso, 2milioni di tonnellate di rifiuti a cui trovare una discarica. Potrebbe andar bene Velletri, come va bene riaprire Cupinoro o ampliare Albano.

IL 6 NOVEMBRE ORE 15 FAREMO UN PRESIDIO IN VIA DELLA PISANA

(sede del CONSIGLIO REGIONALE)

L’esperienza ci dice che incontri e strette di mano rassicuranti non portano lontano e sono l’anticamera dell’inganno (Marrazzo insegna).

Sarà ben più importante fargli sentire il fiato sul collo con presidi, assemblee e manifestazioni che portino in piazza la nostra rabbia e la volontà di preservare la salute e quello che resta dei nostri territori già ampiamente offesi e devastati.

ASSEMBLEA PUBBLICA il 25 OTTOBRE dalle ore 17,30

A VELLETRI IN PIAZZA MAZZINI

 
Arrivano le sanzioni... PDF Stampa E-mail
Lunedì 20 Ottobre 2014 09:46

Hanno provato ad evitarle in tutti, raccontando di voler chiudere le discariche, millantando prestazioni eccezionali dei tritovagliatori della provincia di Roma, spalmando i rifiuti romani in giro per l'Italia, eppure alla fine le tanto temute sanzioni dell'Unione Europea sono arrivate. Secondo la Commissione prima del 2012 le discariche di di Malagrotta, Colle Fagiolara, Cupinoro, Inviolata, Fosse Crepacuore e Borgo Montello accoglievano rifiuti non trattati o semplicemente tritati. Una nota stonata suona però la frase della sentenza riguardante la discarica di Roncigliano, si legge infatti che: la Commissione ha rinunciato a richiedere la constatazione di inadempimento relativamente alla discarica di Albano Laziale a Cecchina. Evidentemente la Commissione è poco aggiornata sui processi in corso e sui vomitevoli olezzi che la discarica spande sul territorio...

leggi la sentenza in pdf

 
18-04-2014 Analisi ARPA del percolato della discarica di Roncigliano PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Ottobre 2014 10:15

Qualche tempo fa denunciammo lo sversamento di percolato dalla discarica di Roncigliano nel fosso di Valle Caia (vedi aricolo qui), a quanto pare, a circa tre anni di distanza anche l'Arpa sembra essersi resa conto del problema e compila una relazione molto pesante sui traffici di percolato nell'impianto di Cerroni: numerosi ammanchi nei trattamenti di percolato sono segnalati negli anni, le aziende ce avrebbero dovuto trattare i fanghi sembra non li abbiano mai ricevuti, in alcuni casi si parla di ben il 36% del percolato totale. Ci chiediamo che fine abbiano fatto...
A corredo della relazione ci sono anche un paio di foto molto carine sulla formazione di due simpatici laghetti di percolato (immaginiamo gemellati con quelli di Albano e Nemi, siamo pur sempre ai Castelli Romani no?) all'interno del VII invaso.


Si fa riferimento peraltro al fatto che "le acque meteoriche insistenti sul nuovo bacino siano drenate e convogliate attraverso opportune canalizzazioni verso lo scarico previsto nel fosso di Valle Caia".
La relazione cita anche (e finalmente) la rilevante presenza di odori sgradevoli dovuti alla macerazione della monnezza. Attendiamo trepidanti la pubblicazione delle analisi in proposito, relative anche alle emissioni dell'impianto a biogas della Marco Polo presente nel sito della discarica.

leggi il documento in pdf

 
La minaccia di un megapolo dei rifiuti ai Castelli Romani PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Settembre 2014 09:53

Assemblea pubblica presso il locale Velidance in Via dei Fienili, 187 a Velletri

giovedì 18 settembre alle ore 18.30.

L’estate, come sempre è l’occasione propizia per mettere in piedi le peggiori porcate. L’8 e il 25 agosto due società, la Volsca Ambiente e Servizi spa e l’Ecoparco srl hanno depositato in Regione, ufficio VIA, i progetti, rispettivamente, per un impianto anaerobico a biogas da 33.000 t/a e per un megapolo dei rifiuti urbani e dei peggio rifiuti industriali, nonché di terreni contaminati, da realizzare a Velletri loc. Lazzaria a ridosso di altri tre Comuni, Aprilia, Lanuvio, Cisterna.

L’”eco” polo conterrà un altro biogas da 40.000 t/a, una discarica da 2 milioni di tonnellate e un TMB (impianto di triturazione e vaglio dei rifiuti) da 100.000 t/a destinato a rifornire di CDR e CSS (combustibili da rifiuti) l’inceneritore e il cementificio di Colleferro. Un'altra società la Biovis srl ha depositato l’ennesimo progetto per un biogas da 33.000 t/a spostato ad Ardea dopo aver incontrato un’opposizione popolare accanita nel sito iniziale di Ariccia. Nel triangolo Roncigliano di Albano, Velletri, Colleferro si profila un polo rifiuti dall’incredibile impatto inquinante, tale da stravolgere ulteriormente la vivibilità del territorio interessato per i prossimi decenni.

Il proliferare di progetti d’impianti a biogas, falsamente chiamati “impianti di compostaggio” ma in realtà finalizzati al recupero di energia (e perciò altamente inquinanti), s’inquadra nelle linee guida tracciate dal governo e dai suoi predecessori, a suon di incentivi, per favorire una nuova generazione di affaristi dei rifiuti color verde $. Da Zingaretti a Civita a Legambiente fino ai sindaci, destra centro sinistra, l’elenco degli entusiasti è lungo e trasversale.

Il megapolo si propone di soddisfare i fabbisogni monnezzari dell’area metropolitana, stante la ridicola quota di differenziata porta a porta realizzata da gran parte dei Comuni, Roma compresa. Ma non solo, risponde alle necessità di eco-affaristi interessati alle “bonifiche” di siti contaminati (tipo Valle del Sacco, terre dei fuochi) e a quelle di aziende industriali che hanno da smaltire i loro veleni, rifiuti di processi chimici, tessili, farmaceutici etc., ceneri tossiche e nocive prodotte da inceneritori, polveri altrettanto tossiche intrappolate dai filtri, biofiltri e catalizzatori di impianti a biomasse. L’elenco, a leggere il progetto, è impressionante.

Gli impianti anaerobici a biogas sono nocivi sempre e comunque, non c’è spazio per possibilismi. Le discariche, gli inceneritori e i TMB sono nocivi sempre e comunque. Non li vogliamo né qui né altrove. Sono il frutto d’insipienza, intrallazzi e affarismo che hanno ritardato di decenni una corretta riduzione, differenziazione e riciclo dei rifiuti.

Velletri non è stata scelta a caso. Evidentemente è considerata un anello debole a livello territoriale. La politica degli insediamenti insalubri sta ormai privilegiando le zone a più bassa reattività popolare, l’hanno capito dopo aver sperimentato il costo in tempo e soldi dell’opposizione dura in altre zone.

Abbiamo due mesi per opporci legalmente ai progetti, ma da subito occorre avviare una risposta popolare forte.

 
Sblocca Italia, piano Renzi per inceneritori: “Rifiuti da fuori Regione e nuovi impianti” PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Settembre 2014 09:26

Il decreto segue la linea già seguita dall'ex premier Letta e aggiunge la possibilità di costruire nuovi forni per arrivare alla dismissione delle discariche. Si intende contemporaneamente favorire la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente

da http://www.ilfattoquotidiano.it di Silvia Bia

Nel futuro dell’Italia i rifiuti viaggeranno da nord a sud e saranno smaltiti non solo negli inceneritori già attivi, ma anche in impianti nuovi che saranno realizzati nei prossimi anni. C’è l’impegno per la raccolta differenziata, ma sarà meno conveniente a livello economico dopo l’investimento su altri forni: gestiti da società partecipate con l’aiuto dello Stato, per far funzionare i conti dovranno continuare a bruciare immondizia. È quanto potrebbe accadere secondo il decreto Sblocca Italia, che alla voce “ambiente” porta avanti, in merito alla politica di gestione rifiuti, tutte le strategie già messe in piedi dal governo di Enrico Letta. E non solo. Secondo le prime bozze del provvedimento, e che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, la linea di Matteo Renzi supera addirittura la strada già tracciata dall’allora ministro all’Ambiente Andrea Orlando.

leggi tutto

 


JPAGE_CURRENT_OF_TOTAL
VALID CSS   |   VALID XHTML